Chi è andato in Africa come fanno i/le medici del Cuamm impara prima di tutto a cogliere quanto vitale, prezioso e forse unico nel mondo sia il Sistema sanitario nazionale italiano. L’affermazione di Dante Carraro, direttore del Cuamm, è risuonata drammaticamente alla Feltrinelli il 20 ottobre alla presentazione, introdotta da Roberto Riedo, presidente dei Medici con l’Africa Como, del libro Quello che possiamo imparare in Africa. La salute come bene comune [Dante Carraro e Paolo di Paolo, Laterza, 2021, 160 pagg. 18 euro]. Chi vive in Lombardia, infatti, si rende conto che il nostro Sistema sanitario è attaccato sempre più duramente dalle politiche delle destre al governo da decenni al Pirellone e appare ferito e inibito dalla scelta di smantellarlo per favorire gli interessi della sanità privata.

[Foto Fabio Cani, ecoinformazioni]

Nell’incontro, coordinato da Michele Luppi del Settimanale della Diocesi di Como, la prorompente passione dell’autore ha fatto cogliere anche emotivamente la tragedia delle condizioni di vita e di morte della popolazione africana. Così, se nell’incontro del 17 maggio i Medici con l’Africa avevano lanciato l’allarme per l’evidente incapacità dell'”eccellenza sanitaria lombarda” di contenere  gli effetti devastanti della pandemia agevolata nel suo camino tragico dallo svuotamento in corso del welfare sanitario pubblico, non meno drammatico e esplicito (senza tuttavia mai essere disperato, anzi “ottimista”) è stato il racconto di Dante Carraro della sua Africa nella quale è ordinaria e inevitabile la terribile scelta di salvare alcuni/e  lasciando morire altri/e perché lo sfruttamento dei paesi africani, spesso anche oppressi da dittature corrotte, vittime dello strapotere della parte più ricca del Pianeta è tale da imporre mortalità nel parto 100, 1000 volte più grandi che in Europa e determinare che malattie ormai debellate dove il sistema sanitario pubblico esiste diventino flagelli che quotidianamente falcidiano la popolazione. Non sono mancati, anche in risposta a domande del pubblico che ha riempito  La Feltrinelli (assenti i/le giovani, tanti i/le medici), riferimenti al dramma delle persone costrette alla migrazione e non accolte in Italia e agli effetti della guerra in Europa che determinando incrementi dei prezzi degli alimenti e persino dei presidi sanitari essenziali uccide per fame rendendo ancora più “incurabili” malattie altrove risolvibili e mortale persino il parto e la nascita che malattie non sono. Sono infatti in Africa la maggior parte dei morti determinati dalla scelta di non imporre il cessate il fuoco nella guerra determinata dall’invasione russa dell’Ucraina. L’azione dei Medici con l’Africa sodalizio è emblematicamente caratterizzato proprio da quel “con” assai diverso dal “per” che esprimerebbe solo una attenzione e non la condivisione che è invece caratteristica dell’azione del gruppo di medici solidali che non solo curano e salvano vite, ma intervengono con un rapporto di collaborazione con i governi e le istituzioni locali africane per rafforzare per quanto possibile sistemi sanitari fragili e determinarne lo sviluppo. Nei video tutti gli interventi dell’incontro. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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