Percorsi di collaborazione per il Terzo Settore?

Si è svolto il 25 novembre 2022 dalle 17 l’incontro Percorsi di collaborazione inserito nel progetto FacilitAzioni di Auser Volontariato Como, Auser Basso Lario, Acli Como, Punto famiglia Acli-Colf, Arci ecoinformazioni e Lila Como. Franca Olivetti Manoukian e Paolo Pezzana hanno raccontato cosa significhino prima di tutto i concetti di volontariato e di impegno sociale, per poi passare alle possibilità che un regolamento condiviso di buone pratiche fra amministrazione comunale e pubblica amministrazione può aprire.

Dopo il saluto iniziale di Marina Consonno, presidente di Acli Como, e di Massimo Patrignani, presidente di Auser volontariato Como, l’intervento di Franca Olivetti Manoukian ha subito messo in chiaro che il Terzo Settore, a livello nazionale, si trova ad affrontare la sfida della continua forbice delle disuguaglianze che sempre più favorisce pochi a scapito di molti.

Manoukian ha messo appunto l’accento sui rischi che si corrono se il Terzo Settore non si unisce per formare un collante volto a ricucire lo strappo che sempre di più lacera la società e allontana le persone proprio dalla pubblica amministrazione. In particolare, la psicosociologa ha sottolineato come il welfare, da sistema che garantisce lo «stare bene della società», si sta trasformando, proprio in reazione ai continui attacchi congiunti di burocrazia e politiche miopi, sempre di più in una forma di resistenza e lotta per i diritti fondamentali dell’uomo.

Ed è proprio questo anche un ostacolo al volontariato: come posso pensare di prestare il mio tempo, se sono costantemente circondato da problemi? Si è anche parlato della famigerata riforma del Terzo Settore, con Manoukiuan che sostiene, visto il punto a cui siamo arrivati, che valga la pena «muoversi nei binari dei vincoli e delle opportunità», anche se risulta difficile condividere questa visione quando si vedono più gallerie a fondo cieco che altro.

Subito dopo è intervenuto Paolo Pezzana, che nonostante la complessità della materia è riuscito a illustrare i vantaggi che un regolamento condiviso fra Terzo Settore e pubblica amministrazione può portare. Facendo diversi esempi della sua carriera (Pezzana ha anche ricoperto ruoli importanti nelle istituzioni pubbliche locali), anche l’esperto ha voluto porre l’accento sul fatto che quello che si otterrà, alla fine del percorso, sarà probabilmente qualcosa molto diverso da ciò che auspicavano gli enti che si erano seduti al tavolo col comune.

Inevitabile, d’altronde sarà un confronto democratico: il regolamento andrà visto come un ago e filo rilevante per fissare concetti, mettere paletti, ma anche aprire nuove opportunità a chi fino ad ora è rimasto escluso dalla possibilità di collaborare con la pubblica amministrazione per colpa della burocrazia. Insomma, uno sforzo che sia gli enti del Terzo Settore che la pubblica amministrazione devono compiere se si vuole arrivare a uno stato di confronto continuo, anche per garantire che tutte, tutti e tuttu abbiano la possibilità di partecipare alla cosa pubblica.

Non sorprende quindi che ad intervenire rompendo il ghiaccio sia stato Mattia Sacchi di Supporto Attivo, una delle realtà più interessate dalle possibilità che il regolamento potrebbe aprire. Sacchi ha parlato delle difficoltà che sono state messe davanti al gruppo informale sin dalla sua fondazione, nonostante gli scopi più che condivisibili che essi propongono.
Ne è nato un brevissimo dibattito dove Pezzana ha sottolineato che gli enti che siederanno al tavolo del confronto hanno anche la possibilità di aprire nuovi spazi per i gruppi informali di volontari. L’auspicio, condiviso dal comune orizzonte associativo, è quello di prendersi in carico le istanze di tutti quei gruppi che sono rimasti fuori dal dibattito per dar loro una mano a emergere in una situazione socio-legislativa sempre più complicata per le associazioni.

Viene comunque da pensare, dopo aver ascoltato l’intervento di Sacchi, che la burocratizzazione dovuta alla riforma del Terzo Settore ha proprio tolto quel concetto di spontaneità a cui faceva inizialmente riferimento Franca Olivetti Manoukian: come si fa a farsi coinvolgere se anche una buona azione deve essere normata a tutti i costi? E come faranno quegli enti del Terzo Settore che con il Runts dovranno “schedare” i propri volontari costringendoli a sottoporsi a una inutile burocrazia? Si spera che quest’esperienza comasca sia positiva, non vorremmo mai che alla prossima frana si vadano a multare i volontari “angeli del fango” per non essere regolarmente iscritti da qualche parte. [Dario Onofrio, Arci Como, per ecoinformazioni]

Presto online i video di Michela Borghi, già disponibile la diretta Facebook a cura di Lux Callari.

L’incontro è inserito nel progetto FacilitAZIONI, di Auser Volontariato Como, Auser Basso Lario, Acli Como, Punto famiglia Acli-Colf, Arci ecoinformazioni e Lila Como approvato e finanziato con il contributo di cui agli artt. 72 e 73 del D. Lgs. 11/2017, Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e da Regione Lombardia

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