Giorno: 12 Febbraio 2024

Lombardia/ 28 milioni per il buono scuola

Ancora più denaro a sostegno delle scuole private della Lombardia. Il Consiglio regionali ha portato a 28 milioni il fondo per il pagamento delle rette delle scuole pubbliche e private della regione. Un grosso regalo per le scuole private che sottrarranno come ormai consuetudine in Lombardia molte risorse distraendole dal diritto allo studio. Quest’anno però la norma è ancora più ingiusta lo sottolinea il consigilere regionale del Pd Angelo Orsenigo che denuncia che il fondo è destinato solo alle rette distraendo risorse da altre essenziali finalizzaioni del diritto allo studio.

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Terra viva/ La nostra fine sarà la vostra fame

La lotta del mondo rurale, la terra bene comune, le contraddizioni, la produzione di cibo e salute. Le proteste europee che coinvolgono il mondo agricolo hanno radici antiche e sono profondamente legate allo stato di salute del pianeta e dei suoi abitanti, agli interessi delle grandi multinazionali della produzione e del commercio, alle politiche agricole della UE e alla possibilità di creare futuro; non ha caso lo slogan azzeccato dei francesi è «la nostra fine sarà la vostra fame».

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Sulla colonialità dell’eccidio di Gaza

«L’acquisizione di ricchezze attraverso la guerra nasce dalla natura, infatti l’arte venatoria è una parte di essa e si deve usare sia verso gli animali, sia verso quegli uomini che, essendo nati per obbedire, rifiutano di sottomettersi e tale guerra è giusta per natura». Juan Ginés de Sepúlveda sintetizzava così la giustificazione della guerra come mezzo di evangelizzazione nella “Disputa del Nuovo Mondo” che lo contrappose al frate domenicano, procuratore degli Indios, Bartolomè de Las Casas nel 1550-51. 

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Voci ebraiche contro il genocidio

«Siamo un gruppo di ebree ed ebrei italiani che, dopo la ricorrenza del Giorno della Memoria e nel vivere il tempo della guerra in Medio Oriente, si sono riuniti e hanno condiviso diversi sentimenti: angoscia, disagio, disperazione, senso d’isolamento. Il 7 ottobre, non solo gli israeliani ma anche noi che viviamo qui siamo stati scioccati dall’attacco terroristico di Hamas e abbiamo provato dolore, rabbia e sconcerto. E la risposta del governo israeliano ci ha sconvolti: Netanyahu, pur di restare al potere, ha iniziato un’azione militare che ha già ucciso oltre 28.000 palestinesi e molti soldati israeliani, mentre a tutt’oggi non ha un piano per uscire dalla guerra e la sorte della maggior parte degli ostaggi è ancora incerta. Purtroppo sembra che una parte della popolazione israeliana e molti ebrei della diaspora non riescano a cogliere la drammaticità del presente e le sue conseguenze per il futuro. I massacri di civili perpetrati a Gaza dall’esercito israeliano sono sicuramente crimini di guerra: sono inaccettabili e ci fanno inorridire.

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Rafah: soluzione finale

Rafah è una città palestinese situata a sud nella Striscia di Gaza, al confine con l’Egitto. E’ la città del valico sud, da cui i cittadini palestinesi possono uscire se muniti di permesso israeliano, ed è il luogo attraverso cui passano i pochissimi aiuti umanitari che le organizzazioni non governative e le istituzioni dell’ONU riescono a far avere ad una popolazione allo stremo. Oggi Rafah è minacciata di essere invasa dall’esercito israeliano. [da Pressenza]

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