Giorno: 25 Aprile 2025

90mila per gli organizzatori 150mila per chi c’era

Da Pressenza. Impressionante! Ho fatto sfilare praticamente tutto il corteo, sono passati per 4 ore. Partiti già alle 14, gli ultimi sono entrati in piazza dopo le 19.30. A detta di molti: più di 150mila, e secondo me c’erano tutti. Un corteo liquido, di quelli che come l’acqua riempie ogni spazio, si infila nelle vie laterali, prende fiato, si riposa dove c’è un po’ di ombra. Dai passeggini agli anziani, c’è tutto il popolo che, viene da dire, si definisce di sinistra. Che poi i vertici di buona parte delle loro organizzazioni scivolino al centro, lo sappiamo, ma si vede dai volti, dall’energia, dalla voglia di essere in piazza, che questo popolo è schierato, non è tiepido, o almeno, potrebbe non esserlo.

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Fotonotizia/ 25 aprile a Milano/ Nella notte ci guidano le stelle

Pochi scatti, sicuramente insufficienti per descrivere la portata di un corteo concorde (anche nelle giuste, normali differenze), sentito e partecipato come quello finito da qualche ora in piazza Duomo a Milano. Ma talvolta è meglio imprimere nella mente e nel cuore – invece che su pixel digitali – immagini, messaggi e soprattutto il senso profondo di celebrare l’ottantesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo con tante e tanti altri, nelle piazze e nelle strade.
L’Arci, insieme a tante altre associazioni, sindacati, partiti, collettivi, movimenti e cittadine/i, ha camminato gioiosamente – come ogni azione rivoluzionaria che ci contraddistingue – per celebrare un anniversario importante e condiviso per natura, sorda (come tante, tanti) a derive revisioniste e ipocriti inviti alla sobrietà (contenere la gioia di una festa nazionale non è un po’ antipatriottico?).
Non c’è nessuna linea a dividere la Resistenza dalla storia d’Italia orgogliosamente antifascista; c’è invece un orizzonte comune verso cui camminare per tenerne vivo il valore e continuarne il percorso: quello del voto per i prossimi referendum.
Non importa quanto forte fischi il vento, quanto tempestosa infuri la bufera, quanto rotte siano le scarpe con cui si va, finchè nella notte brilleranno le stelle a guidarci. [articolo e fotografie di Sara Sostini, ecoinformazioni]

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27 aprile/ Giuliana Sgrena al Gloria per Il Nibbio

Giuliana Sgrena interverrà a Como allo Spazio Gloria dell’Arci Xanadù il 27 aprile alle 21 per la proiezione de Il nibbio il film su Nicola Calipari. La serata è organizzata dall’Arci e dall’Anpi nell’ambito delle iniziative per l’Ottantesimo della Liberazione.

Claudio Fontana ricorda il padre internato militare

Aprile 1945, Kemnitz, Kriegsgefangenenarbeitslager. Era mio padre. Ettore Fontana. Internato militare dopo l’8 settembre (solo più tardi agli Italiani, periodicamente invitati ad unirsi alla Repubblica di Salò, fu riconosciuto lo statuto di prigionieri di guerra).

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Video/ Un 25 aprile anticapitalista

Una manifestazione concorde quella del 25 aprile a Como. Sorprendente data la presenza della destra civica al governo della città, ma essa si dichiara antifascista e quindi celebra con Rapinese senza imbrazzo la Liberazione. A gli altri interventi anch’essi tutti molto apprezzati da oltre 300 persone in piazza Cavour è seguito quello politico, applauditissimo, di Sergio Simone, a nome del Comitato per l’ottantesimo, che ha dichiarato di essere fiducioso del ruolo che potranno avere sia il governo della città che le opposizioni, ha ricordato il valore oggi delle azioni partigiane e di chi ha sacrificato la vita per compierle, ma ha soprattutto illustrato una tesi fortemente anticapitalistica, antilideristica, anti localistica, antiliberista utile strumento contro ogni dittatura per resistere ai promotori di guerre, amenti delle spese minitari e incremento delle ingiustizie sociali. Conseguente l’invito finale a lottare, impegnarsi, non essere indifferenti. [Video e foto Matteo Ferrario, Sara Sostini ecoinformazioni]

Ebbri di Liberazione

Folli di fede nella giustizia, giullari, come Francesco, giullare di Dio, di una redenzione possibile, su questa Terra bella di fiori e di cielo e di mare azzurro, unico pianeta che respira, una redenzione possibile dei poveri cristi, di chi fugge da fame e guerre, dalla miseria e dalla paura. Dobbiamo davvero essere tanti e folli per crederci davvero ad una Liberazione da vivi dalla tirannia del potere e del denaro, ” l’economia uccide” lo ha detto lui, Francesco. Oggi, 25 aprile, dobbiamo essere in piazza, in tutte le piazze e festeggiare. Ebbri, perché solo una visione folle, condivisa, animata da folle immense, può immaginare un mondo senza guerre, senza filo spinato dove chi, per disgraziata sorte, stia dalla parte sbagliata, a Gaza, per esempio, debba, per forza, restare maledetto , escluso dal tempio. Proprio per non lasciarlo Fratello Solo, oggi, noi dobbiamo mobilitarci, essere onde, marea di colori, di canti e di bandiere partigiane. [Teodoro Margarita per ecoinformazioni] [Immagine di copertina da Il manifesto]

Bella ciao/ La migliore introduzione al Movimento sospeso

Al termine dell’inaugurazione, il 24 aprile a Palazzo Natta, della mostra sul Monumento alla Resistenza euorpea, è sbocciato spontaneamente il canto corale di Bella ciao, sobrio, potente, resistente, gioioso. Sarebbe piaciuto a Pertini. Foto e video Matteo Ferrario, ecoinformazioni.

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