Cooperare/ Ovvero come cavalcare una forza trasformativa
Si è tenuta presso Villa Gallia la presentazione del libro intitolato Prepotenti di Lara Ghiglione, segretaria confederale Cgil nazionale: «una lettura attuale di come si svolgono le dinamiche relazionali di potere», introduce Sandro Estelli, segretario generale di Cgil Como. Un’analisi di tutti quei contesti di studio, lavoro e vita quotidiana in cui la prepotenza è mascherata da leadership, in cui l’autorialità è confusa con l’autorevolezza. L’obiettivo del libro, spiega l’autrice intervistata da Laura Valenti, segretaria regionale di Flc Lombardia, è quello di spostare l’attenzione su quelle dinamiche di carattere collettivo basate sulla cooperazione e il sostegno reciproco. Iniziativa voluta e organizzata da Flc Cgil Como, aperta dalla segretaria generale Roberta Capone.
Viviamo in una società in cui la prepotenza viene giustificata, perché considerata sinonimo di forza e leadership. Le dinamiche di potere, spiega Lara Ghiglione, vengono oggi giorno mascherate e pertanto addirittura naturalizzate; esse si riproducono su base gerarchica secondo una struttura di stampo culturale. Si pensi al linguaggio, a come le parole che usiamo non siano mai neutre. A come il dissenso sia percepito come qualcosa di fastidioso, tuttavia necessario affinché sia possibile lavorare alla costruzione di spazi fondati sulla cooperazione e sul sostegno reciproco. L’obiettivo è poter decostruire atteggiamenti macisti orientando la formazione sull’ascolto vero, anziché intavolare un gioco di prevalsa del proprio punto di vista su quello altrui. L’ascolto è la condizione utile e necessaria perché i processi decisionali si sviluppino in contesti di cooperazione e fiducia.
Il ruolo autoritario è ancora fortemente sentito all’interno della società, compresenza difficile se la volontà è invece quella di creare spazi e narrazioni contro-egemoniche, contrarie all’immediatezza con la quale pretendiamo di muoverci nel mondo. Tale dualità rende pertanto difficile tornare a un modello di fiducia, quest’ultima scalzata da uno schema diffuso fatto di deleghe. Il cambiamento ora più urgente è pertanto quello della coscienza collettiva: fare alleanze significa poter essere propositivi, portatori di un’agentività capace di costruire orizzonti comuni in qualità di interlocutori e interlocutrici, specie dove l’incontro non è scontatamente riconducibile a un qualche afflato emotivo. [fotografie di Massimo Borri, Ecoinformazioni] [articolo di Giulia Rho, Ecoinformazioni]



















[Fotografie di Massimo Borri, Ecoinformazioni]

