Intrecciat3/ Giugno/ Lotto tutto l’anno
La rete Intrecciat3 propone un percorso di idee e pratiche per l’autodeterminazione, che parte dal presidio di piazza dello scorso 8 marzo e lo ripercorre, mensilmente, con le voci di chi l’ha costruito.
GIUGNO – 3. IVG LIBERA E SICURA – CGIL COMO
«La libertà di decidere sui nostri corpi non deve essere messa in discussione, è una questione di dignità, di libertà e di democrazia.
Quando parliamo di IGV (Interruzione Volontaria di Gravidanza), parliamo di autodeterminazione. E questo significa poter decidere liberamente su noi stesse, senza pressioni, senza vergogna, senza paura. Se, nel momento più delicato della nostra vita, ci fanno sentire in colpa, giudicate, ostacolate, significa che siamo difronte al fallimento della società.
Lo Stato non sta garantendo il rispetto e la protezione a tutte le donne.
L’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza deve essere libero, sicuro e davvero garantito in ogni ospedale pubblico.
Noi donne dobbiamo poterci rivolgere ai servizi pubblici con fiducia, sapendo di essere assistite da personale medico laico e preparato, senza difficoltà o ritardi. Perché quando una donna prende una decisione così difficile, ha bisogno di rispetto, di cure e di ascolto – non di interferenze.
L’applicazione della legge 194 non può essere piegata alle richieste delle associazioni ‘pro vita’, va difesa e applicata fino in fondo. Oggi dobbiamo proteggerla più che mai, perchè sappiamo che i diritti, quando non vengono protetti, arretrano.
Nessuna associazione può sindacare sulle nostre scelte.
Ogni attacco a questo diritto va rimandato al mittente e contrastato con fermezza, perché è un attacco a tutte le donne.
L’obiezione di coscienza, così come è praticata in molte strutture, rappresenta un ostacolo concreto al diritto all’aborto libero e sicuro. E a pagarne il prezzo siamo noi donne, che ci vediamo negato un diritto che deve, e non dovrebbe, essere garantito.
Serve una presa di coscienza su questo punto. Il servizio pubblico deve essere laico.
Il diritto all’aborto va rispettato: negli ospedali pubblici devono lavorare solo medici e mediche che garantiscano concretamente l’interruzione volontaria di gravidanza, limitando l’accesso agli obiettori.
Sui nostri corpi si giocano battaglie ideologiche. C’è chi si proclama paladino della vita, ma dimentica la vita concreta delle donne fatta di salute, di scelte e di futuro.
Noi non siamo simboli. Non siamo terreno di scontro politico. Siamo persone.
Vogliamo che anche in Italia si abbia il coraggio di fare come è stato in Francia: riconoscere l’aborto come diritto costituzionalmente garantito.
Vogliamo una legge chiara, solida, che protegga la libertà delle donne e la loro autodeterminazione senza compromessi.
Non c’è nulla di sbagliato nel pretendere rispetto.
La libertà di scegliere è amore per se stesse». [Cgil Como]
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Questo intervento è stato parte dell’azione performativa dal titolo Liber3 a 360° proposta dalla rete Intrecciat3 in piazza delle Donne (già piazza San Fedele) in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle donne 2026.
Nel corso della medesima occasione si sono succeduti altri 8 interventi con altrettante altre idee e pratiche per l’autodeterminazione a cura, ciascuno, di una delle realtà convergenti nella rete stessa.
Poiché in piazza ha risuonato forte il grido: «NON SOLO L’OTTO MARZO – LOTTO TUTTO L’ANNO», ecco che da aprile a fine anno – ogni OTTO del mese – pubblicheremo uno degli interventi di cui sopra.
Per farne tesoro e per attualizzarli nelle nostre vite.
A partire anche da questa certezza: Senza consenso è stupro. [Rete Intrecciat3; fotografie di Alle Bonicalzi]






