associazionismo

Basaglia e la collina sprecata

Notevole e appassionata partecipazione all’iniziativa Domenica Basaglia organizzata domenica 13 dalla Asst Lariana e dell’associazione Oltre il giardino. Nei locali della comunità Arca a San Martino si è ricordato il quarantennale della Legge Basaglia con un programma articolato di documentazione e riflessione sulle prospettive di cura del disagio mentale e contemporaneamente sul destino del grande parco di San Martino, tuttora isolato dalla città, paralizzato dalla persistenza di veti incrociati e interessi contrapposti e da una desolante assenza di progettualità, frutto di una sostanziale indifferenza alle esigenze dei cittadini. Nonostante periodici appelli e le iniziative di associazioni (attività di sostegno alla cura, ricerche, pubblicazioni, convegni, sforzi di vitalizzazione) tutto è fermo, e una grande occasione urbanistica, ambientale, storica, sociale, è scientemente sprecata. (altro…)

Approcci diversi nell’impegno per l’accoglienza

Villa Imbonati, a Cavallasca, ha ospitato nella serata di lunedì 7 maggio l’ultima conferenza del ciclo Vite migranti, prima della serata finale di testimonianze dirette dei protagonisti della migrazione, il 14 maggio, e della festa conclusiva a giugno. Per la serata di lunedì 7 c’è stata una tavola rotonda con varie realtà impegnate nell’accoglienza del comasco: sono intervenuti Stefano Sosio della cooperativa sociale Symploké, Ersilia Foriglio di Intesa sociale società cooperativa sociale, Davide Patuelli dell’opera don Guanella, Consuelo Caimi del centro Cri di Rodero e Georgia Borderi dalla parrocchia di Rebbio.
Dopo una prima parte di presentazione delle attività di questi enti, l’incontro è consistito in un lungo botta e risposta con il pubblico, per chiarire i vari aspetti delle operazioni di accoglienza a Como. 
A mediare, Michele Luppi.

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5 maggio/ Arci Mirabello/ 25 anni insieme

 

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3 maggio 1993: esattamente 25 anni fa nasceva il circolo Arci Mirabello di Cantù!  Da allora, tante cose sono cambiate, ma non la voglia di stare insieme, divertirsi e (perché no?) mangiare bene. Sabato 5 maggio dalle 19,30, Mirabello invita a  festeggiare alla sua sede di via Tiziano 5 a Cantù con una bella cena. Possibile prenotarsi entro giovedì 3 maggio scrivere a arcimirabellocantu@gmail.com; il contributo per socie e  soci alla cena è di 20 euro (vino e bevande incluse). Consulta il menù.[AF, ecoinformazioni]

Il nuovo direttivo del Centro servizi per il volontariato

Si chiama Csv Insubria e raccoglie le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale delle province di Como e Varese che il 5 maggio a Olgiate Comasco nella sede dell’Alveare hanno tenuto l’assemblea per l’elezione del nuovo consiglio direttivo. (altro…)

6 maggio/ “Dove vanno le nuvole”: proiezione, dibattito e incontro con il regista

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Domenica 6 maggio alle 20,45, al centro “Cardinal Ferrari” di Como (viale Battisti 8), sarà proiettato il docufilm “Dove vanno le nuvole”, di Massimo Ferrari e Gaia Capurso. Il film parla di accoglienza e inte(g)razione dei migranti a partire dalle storie di chi ha trasformato la paura in opportunità, costruendo modelli di convivenza sorprendenti. 

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Festa della Liberazione/ Campo solare rinasce

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Mercoledì 25 aprile a Campo solare si sono celebrate la Liberazione e la Costituzione, in un luogo che è oggi, grazie alle associazioni che se ne sono prese cura, un simbolo di libertà e Resistenza per Cantù e non solo.

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21 aprile/ Tavernerio/ II Giornata di cura del verde nel parco di Villa Plinia

villaplinia_ricercavolontari2018_web.jpgDopo l’appuntamento dello scorso 24 marzo, un secondo appuntamento con le Giornate di cura del verde di Villa Plinia a Tavernerio (via Papa Giovanni XXIII, 5) è proposto al pubblico da Fondazione rosa dei venti “onlus” all’interno del progetto “Biodiversità da preservare”, cofinanziato da Fondazione Cariplo e realizzato insieme a l’Associazione L’isola che c’è, con il supporto della Cooperativa Ecofficine e della Cooperativa Si Può Fare Terra.

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Comunità resistenti: Arci Terra e Libertà incontra attiviste e attivisti del Movimento No Tav

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La questione dei cantieri del treno ad alta velocità in Val di Susa è aperta ormai da una trentina di anni. Chi non è del posto ne ha una visione spesso distorta, in un senso o nell’altro, facendo affidamento alla narrativa “manichea” veicolata dai media mainstream, o viceversa idealizzando l’attivismo di resistenza che si è venuto a creare sul posto, senza però prestare altrettanta attenzione alle ingiustizie da combattere nella sua realtà di appartenenza. Fraintendimenti, questi, che è bene evitare, affermano gli attivisti e le attiviste No Tav intervenuti, nel pomeriggio di sabato 14 aprile allo Spazio Parini (via Parini 6) all’incontro Comunità resistenti, organizzato dal circolo Arci Terra e Libertà in preparazione alla VIII edizione di Lario Critical Wine, previsto per domenica 6 maggio alla Società agricola “La Runa” di Erba e dedicato, appunto, al tema della resistenza collettiva all’oppressione.

Un punto di forza del movimento No Tav, secondo Gabriella Tittonel, attivista  e portavoce del Movimento Cattolici per Valle, è proprio la sua “trasversalità” rispetto alle appartenenze politiche e all’età degli attivisti della (e poi anche per la) Val di Susa, accomunati da valori forti, rivendicati senza compromessi in opposizione a un progetto dannoso nei confronti dell’ambiente e del tessuto sociale locale e inutilmente dispendioso, sostenuto da avversari di grande peso, spesso con l’uso e con l’abuso della forza bruta. Con gli anni, si è venuta a creare in Val di Susa una sorta di grande “famiglia” che si è poi allargata del contributo, sul posto oppure a distanza, di altri sostenitori, singoli o associati, italiani e non solo; senza contare la pluriennale esperienza di lotta che già accomuna molti attivisti valsusini e piemontesi, tra cui Nicoletta Dosio, un’importante figura di riferimento per il movimento No Tav intervenuta all’incontro, che sottolinea l’importanza di tutti e di ciascun contributo attivo. Oltre alle contestazioni per l’alta velocità, Dosio ha vissuto gli scontri al Lingotto nella Torino degli anni Settanta, preludio all’ondata di licenziamenti, delocalizzazioni e privatizzazioni che la new economy neoliberista ha portato con sé, e ha assistito alla costruzione dell’autostrada del Fréjus, altra grande opera a cavallo delle Alpi occidentali, condotta con la “cooptazione” de facto delle associazioni ambientali con il pretesto di costruire “un’autostrada ecologica”.

Anche per quanto riguarda la Tav, la posta in gioco è alta, non soltanto a livello geografico e ambientale (pure molto alta: sono già stati abbattuti boschi di castagni secolari e una farfalla unica della Clarea, la zerinzia, è a rischio di estinzione), ma soprattutto dal punto di vista della società, delle relazioni, in un’area abitata da circa 60 000 persone.  In un senso ancor più ampio, la resistenza valsusina è un messaggio di attivo e non negoziabile dissenso verso gli abusi di potere perpetrati in difesa di lavori dannosi, costosi e pretestuosi che preludono a un progetto ormai datato, sia perché un collegamento ferroviario tra Italia e Francia è già in essere, sia perché diversi paesi europei toccati da una linea transeuropea ad alta velocità, che corresse da Lisbona a Kiev, hanno ormai da tempo abbandonato o interrotto i lavori, mentre lo Stato italiano e i suoi contribuenti si sono trovati a pagare spese sproporzionate per un’opera dall’impatto devastante.

La lotta dal basso agli abusi fa convergere i No Tav con altri analoghi movimenti di lotta ai quali finisce, inevitabilmente, per collegarsi, nei princìpi, nelle modalità, nelle pratiche. Questa comunanza favorisce l’affluenza di nuovi aiuti in Val di Susa, e trova applicazione concreta nell’avvio di nuove forme di resistenza, meno intuitivamente associate al concetto di “lotta” ma proprio per questo ancor più preziose. Daniele Forte interviene a presentare la realtà di cui è promotore, Etinomia – imprenditori etici per la difesa dei beni comuni, denominazione di per sé esplicativa: una forma di cooperazione che, lungi dal provare l'”eccezionalità” degli attivisti valsusini, ne dimostra la capacità reattiva rispetto all’oppressione imposta dall’alto, presentandosi come esperienza imitabile per quanto riguarda altre località, con altre storie analoghe e differenti. A tal proposito, Forte e poi _ invitano a non pensare alla Val di Susa come a un “punto di raccolta” dell’attivismo dal basso, per prima cosa perché il suo esempio deve essere riapplicato diffusamente sul territorio («E a Como – osserva Forte, dopo aver sfogliato il primo numero del mensile di ecoinformazioni – certo non mancano ingiustizie da denunciare!»), sia perché la concentrazione di tale attivismo è un’arma a doppio taglio: rafforza la lotta degli abitanti della valle, certamente, ma a rischio di velocizzare una repressione en masse del dissenso: uno scenario che una società già fragile e sempre più “atomizzata” e politicamente disimpegnata non può permettersi di facilitare.
[Alida Franchi, ecoinformazioni]

Già on line sul canale di ecoinformazioni  i video di tutti gli interventi dell’iniziativa di Alida Franchi.

L’Arci: la forza dell’unione (e delle diversità)/ Gianpaolo Rosso presidente provinciale, Jlenia Luraschi vice

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Questo congresso provinciale di Arci Como – che si è tenuto nella giornata di domenica 15 aprile alla sede dell’Associazione Lissi in via Ennodio 10 a Rebbio – si è aperto con la presidenza di Davide Ronzoni (Arci Lombardia) all’insegna di un’ampia e sentita partecipazione.  Non solo nella fase congressuale pomeridiana, durante la quale è stato eletto il nuovo consiglio direttivo, Jlenia Luraschi vice-presidente (all’unanimità) e Gianpaolo Rosso, co-direttore della nostra testata e già vicepresidente di Arci Como, ha assunto quasi all’unanimità la presidenza del comitato provinciale (succedendo a Enzo D’Antuono, a cui va il merito di aver guidato l’associazione attraverso un periodo non facile, e a cui tutte e tutti i partecipanti hanno espresso i meritati ringraziamenti), per l’Arci e per il terzo settore in generale, che si avvia a importanti trasformazioni strutturali; ma anche e soprattutto alla prima fase dei lavori, a cui hanno preso attivamente parte numerosi rappresentanti delle realtà territoriali. (altro…)

15 aprile/ Congresso provinciale dell’Arci di Como

L’Arci, la nostra democrazia. In questi giorni l’Arci terrà i congressi di tutti i suoi livelli organizzativi, dai circoli, ai Comitati territoriali (Como il 15 aprile), ai Comitati regionali (la Lombardia il 19 maggio), fino al Congresso nazionale che si svolgerà a giugno. (altro…)

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