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L’Arci: la forza dell’unione (e delle diversità)/ Gianpaolo Rosso presidente provinciale, Jlenia Luraschi vice

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Questo congresso provinciale di Arci Como – che si è tenuto nella giornata di domenica 15 aprile alla sede dell’Associazione Lissi in via Ennodio 10 a Rebbio – si è aperto con la presidenza di Davide Ronzoni (Arci Lombardia) all’insegna di un’ampia e sentita partecipazione.  Non solo nella fase congressuale pomeridiana, durante la quale è stato eletto il nuovo consiglio direttivo, Jlenia Luraschi vice-presidente (all’unanimità) e Gianpaolo Rosso, co-direttore della nostra testata e già vicepresidente di Arci Como, ha assunto quasi all’unanimità la presidenza del comitato provinciale (succedendo a Enzo D’Antuono, a cui va il merito di aver guidato l’associazione attraverso un periodo non facile, e a cui tutte e tutti i partecipanti hanno espresso i meritati ringraziamenti), per l’Arci e per il terzo settore in generale, che si avvia a importanti trasformazioni strutturali; ma anche e soprattutto alla prima fase dei lavori, a cui hanno preso attivamente parte numerosi rappresentanti delle realtà territoriali.
Proprio il giorno precedente al congresso, all’iniziativa Comunità resistenti promossa dal circolo Terra e libertà, le attiviste e gli attivisti della Val di Susa intervenuti come ospiti avevano sottolineato due punti di forza del movimento No Tav: longevità e e trasversalità, intesa come diversità (politica, religiosa o altro) degli aderenti, provenienti da tradizioni ed esperienze differenti ma avvicinati e legati da comuni valori da difendere. Questo è vero anche per quanto riguarda l’associazionismo comasco preso nel suo insieme, che riesce a mettere da parte le reciproche divergenze e intraprendere forme di cooperazione efficaci e durature.
E in una fase particolarmente critica per la democrazia – intesa nel suo senso più ampio e nobile . e per l’aggregazione sociale, fare fronte comune nella difesa di valori condivisi diventa, se possibile, ancora più importante: inevitabile pensare alla barbarie della guerra in Siria, dell’apartheid ai danni dei palestinesi (a sette anni esatti dall’uccisione di Vittorio Arrigoni), a una gestione di povertà e migrazione segnata dalla protervia, qui come altrove in Italia in Europa, inaccettabile, per l’Arci e per tanti altri, stare a guardare senza esprimere dissenso.

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A livello nazionale e a quasi 62 anni dalla sua fondazione, l’Arci si configura come la più grande e diffusa associazione laica e popolare in ambito culturale e di cittadinanza attiva, che esercita concretamente i suoi valori sia nelle iniziative organizzate dai circoli, sia nell’arena della partecipazione politica “dal basso”, quale che ne sia il raggio di azione. Entrambi questi aspetti  – come nota Davide Ronzoni, intervenuto dalla presidenza regionale lombarda dell’Arci – sono andati incontro a un processo di erosione, tendenza che a dire il vero interessa il volontariato e l’attivismo nel loro insieme, e che è segnalata con preoccupazione anche dai rappresentanti di altre realtà. Una struttura sociale sempre più orientata all’individualismo  – di poco aiuto, da questo punto di vista, sono anche i revisionismi nazional-populisti – crea le condizioni per la costruzione di barriere e di confini e contrae l’aspetto solidale, cooperativo e organico della convivenza. Un processo che comporta rischi concreti per tutti e soprattutto per i soggetti già di per sé più vulnerabili.

In filigrana, tali valori rimangono vivi, almeno finché ci sarà disponibilità a preservarli attivamente, cosa che l’Arci – tra gli altri – non ha mai smesso di fare. In altre parole, gli attacchi frontali a realtà come la rete Como senza frontiere – per fare un esempio locale e ampiamente condiviso  – non avrebbe avuto ragion d’essere, se tali valori fossero stati dati per morti, dai loro sostenitori come dei loro antagonisti. La manifestazione antifascistache ne è seguita, ampiamente partecipata dalle associazioni presenti in sala, è sintomo della determinazione e della forza nel difendere, insieme, gli stessi. D’altra parte, la sopravvivenza e il rilancio dei valori in questione  – antifascismo, democrazia, pace, rispetto per l’ambiente, inclusività –  non possono certamente prescindere da un impegno condiviso, costante e lungimirante, che sappia leggere il presente e creare (e poi realizzare) progetti per il futuro, valorizzando la dimensione territoriale nella sua specificità e complessità; un appello che coinvolge non soltanto i soggetti già attivi in questo senso, ma una parte più ampia della cittadinanza, invitata a collaborare nella costruzione  – non possibile, ma necessaria, nelle parole di padre Alex Zanotelli – di una realtà migliore.

Questa apertura verso la collettività e verso il futuro trova conferma nella fase propriamente congressuale dei lavori, che si è svolta nel pomeriggio con la partecipazione di 27 delegati e delegate (sui 37 massimi previsti) provenienti da 13 dei 15 circoli del territorio provinciale: Amici di Castiglione,  ecoinformazioni, Guernica, Magic Bus, Mirabello, Mojana, Noerus, Pensionati sennesi, Terra e libertà, Trebisonda, Virginio Bianchi, Vivere, Xanadù. Il neoeletto consiglio direttivo presenta infatti un importante ricambio nella sua composizione rispetto al precedente; inoltre, è composto quasi per la metà da consiglieri/e under 40, segnale positivo della ricettività dei giovani rispetto ai valori adottati e difesi dall’Arci, e all’esercizio pratico degli stessi, non da ultimo, quattro dei nove consiglieri/e sono donne. Lo stesso Gianpaolo Rosso, che ha all’attivo una carriera di insegnamento, ricorda l’importanza della formazione degli attivisti e dei dirigenti importante per difendere e promuovere quei valori che, al netto dei cambiamenti, caratterizzano da sempre l’associazione: «Considero il mio mandato a termine, si esaurirà – anche prima della scadenza –  appena sarà concluso l’accompagnamento di una nuova presidenza».

La situazione attuale presenta, dunque, criticità e sfide, da una congiuntura socio-politica “difficile” alla Riforma del terzo settore tuttora in corso d’opera. Non mancano però elementi positivi: il grande dinamismo della realtà Arci, che si caratterizza per un grande “ricambio” e per la sua capacità di resistere alle tendenze disgregatrici costruendo e irrobustendo relazioni, nella dimensione locale e oltre, con interlocutori caratterizzati da princìpi e obiettivi comuni ma anche da grande diversità, nelle identità come nelle esperienze. La determinazione con cui l’associazione porta avanti le sue lotte  (pacificamente, s’intende) contro la discriminazione, la violenza, la guerra, senza mai farsi intimidire. E, non da ultima, la sua grande capacità comunicativa, che esprime nei modi più diversi – in politica come nell’arte, nel volontariato come nell’informazione – senza mai perdere di coerenza, anzi traendo forza da questa sua inventiva. Non ci resta, allora, che augurarci “buon lavoro”. [Alida Franchi, ecoinformazioni – foto e video di Daniel Lo Cicero, ecoinformazioni]

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Oltre ai delegati e delegate dei circoli e a Davide Ronzoni, sono intervenuti al congresso provinciale dell’Arci di Como i seguenti rappresentanti di associazioni, partiti e sindacati: Annamaria Francescato (Como senza frontiere), Antonio Proietto (Anpi provinciale di Como), Andrea Cazzato (Associazione Italia Cuba), Riccardo Papis (Partito Comunista Italiano), Maria Teresa Lietti (Donne in nero), Massimo Patrignani (Auser), Isabella Faggiano (Aifo), Marco Lorenzini (Sinistra italiana), Fabrizio Baggi (Prc provincia di Como), Stefano Rognoni (Prc Como), Emanuele Cantaluppi e Giorgio Riccardi (Acli), Martino Villani (Csv Insubria), Gianluca Leo (Mdp-Articolo 1), Edoardo Riva (Partito socialista italiano), Laura Nava (Coordinamento comasco per la Pace), Angelo Clemente Orsenigo (Pd provincia di Como), Tommaso Legnani (Pd città di Como), Chiara Bedetti (Legambiente e Refugees Welcome), Bruno Magatti (Civitas), Luca Michelini (docente Unipi), Ferruccio Cotta (Amministrazione provinciale di Como), Matteo Mandressi (Cgil Como), Raffaele Faggiano (Comitato acqua pubblica e Comitato contro l’omofobia), Giovanna Fierro (L’Altra Europa).
Hanno mandato i loro messaggi di saluto anche Libera Como, Anpi Como, Chiara Braga (deputata Pd), Giacomo Licata (segretario generale Cgil Como), Osservatorio giuridico e molti/e altri/ e.

Nel Congresso sono stati eletti nel Consiglio direttivo provinciale di Arci Como Gianpaolo Rosso, Celeste Grossi, Laura Molinari, Vincenzo D’Antuono, Ecclesio Galletti, Marco Perego, Alessio Sala Tenna, Jlenia Luraschi, Raffaele Faggiano; revisore dei conti Danilo Lillia.

Nel congresso sono stati eletti/ e i delegati/e al Congresso regionale della Lombardia: Vincenzo D’Antuono, Gianpaolo Rosso, Celeste Grossi, Laura molinari, Barbara Lombardi, Alida Franchi (supplente), Ilaria Belloni (supplente). Sono stati eletti/e  delegati/e per il Congresso nazionale: Gianpaolo Rosso, Celeste Grossi (supplente).

Il Consiglio direttivo ha eletto presidente Gianpaolo Rosso, vicepresidente e tesoriera Jlenia Luraschi, segretaria Laura Molinari.

 

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