Villa Erba: nella notte approvata la rimodulazione del debito

3 COMO COMUNESolo con una oltranza e una maggioranza divisa è stato approvato a Palazzo Cernezzi il piano per la rimodulazione dei mutui di Villa Erba. Gli autisti di Asf hanno incontrato il sindaco annunciando la non collaborazione con l’azienda: «Senza straordinari salteranno delle corse».

 

Preliminari

Nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 14 dicembre per prima Celeste Grossi, Paco-Sel, ha la Giornata internazionale dei diritti delle immigrate e degli immigrati, ricordando come con il sopraggiungere dell’inverno si «siano deteriorate le vie di fuga per donne, bambini e uomini», mentre «si criminalizzano gli immigrati e si militarizzano i territori». Di qui l’annuncio di prossime azioni simboliche, come la marcia a piedi scalzi tenutasi a settembre, e la richiesta all’amministrazione di un incontro con il prefetto per trovare una soluzione alla situazione degli immigrati che dormono la notte alla stazione di Como S. Giovanni. «Il prefetto è l’unico responsabile di questa vergogna che si sta verificando da mesi» ha attaccato Marco Butti, Gruppo misto. L’esponente di Fratelli d’Italia ha quindi fatto un affondo sul fallimento del brand di Como e del sito di promozione turistica: «Costati fra tutto 206mila euro». «Io quando ero assessore al turismo ho speso 200mila euro in due anni» ha rincarato Francesco Scopelliti, Ncd. Enrico Cenetiemo, Gruppo misto, ha invece segnalato l’allontamento delle suore ugandese che da 14 anni operavano alla Ca’ d’industria, mentre Luca Ceruti si è felicitato della illuminazione «Via di Cesare “da Damasco” di Cantù» dell’assessore Iantorno per lo stralcio di una pizzeria e di un negozio di abbigliamento posti all’interno di un intero palazzo storico comunale dal Piano delle alienazioni. 
Il consigliere pentastellato ha quindi chiesto con forza la consegna di alcuni documenti, per il suo lavoro consigliare, richiesti da tempo e mai recapitatigli.

 

Lavoratori Asf2015-12-14 20.19.24

Nel mentre in aula si sono presentati una 20 di lavoratori di Asf, l’azienda del trasporto pubblico comasca, così come avevano annunciato i sindacati che hanno scritto in una nota, dopo due scioperi con una altissima adesione, «In questi tre mesi si è provato a sollecitare diverse volte Comune e Provincia, proprietari del 51 per cento di Asf, senza risultati». Infatti «da maggio Rsu e organizzazioni sindacali chiedono a Asf una intesa contro il licenziamento di lavoratori non più idonei» senza ottenere risultati ha spiegato in aula Vito De Feudis, Pd, che ha chiesto un incontro fra sindaco e lavoratori. Una riunione che si è tenuta, sospesa la seduta, nella attigua Sala stemmi. I rappresentanti dei lavoratori hanno ricordato che si tratta di una società con 500 addetti, di cui 30 lavoratori ex autisti ora reintegrati in altre mansioni: «L’autista non è un pullman che quando si guasta viene rottamato!» Asf ha 3milioni di utile, h2015-12-14 21.02.16anno aggiunto, con efficienza tempo/guida dell’80 per cento, «una delle migliori in Italia», «questo perché i tempi morti al capolinea o in deposito oltre la mezz’ora non sono considerati di lavoro». Per «6 ore e mezza di lavoro si può anche impiegare in realtà 10, 12 o 14 ore». «L’evasione tariffaria è dell’1 per cento, la migliore in Italia – hanno proseguito – gli autisti fanno anche da controllori e ora da bigliettai». «Abbiamo accettato di tutto, ma non possiamo accettare venga messo via perché non sta più bene» hanno aggiunto, annunciando la non collaborazione con l’azienda: «Senza straordinari salteranno delle corse». E dato che Asf per il 51 per cento è pubblica hanno chiesto anche l’annullamento dell’attuale Cda. Il sindaco Mario Lucini non ha nascosto la lontananza da alcune delle affermazioni sottolineando la impossibilità per Palazzo Cernezzi di un intervento diretto «non dipende tutto da noi», ricordando gli incontri avuti con Spt Holding e Asf e che il lavoratore oggetto della questione «non è sulla strada» e che potrebbe esserci la proposta di assunzione da parte della cooperativa che si occupa della pulizia dei mezzi. «Il Comune non può intervenire non ha nessuno nel Cda di Asf – ha precisato – di cui il 51 per cento è pubblico, ma il 49 per cento di privati». Un ragionamento che non ha convinto i lavoratori Asf che si chiedono a fronte di utili così alti perché non sia possibile trovare una mansione all’interno all’azienda ad un lavoratore non più abile al servizio per motivi di salute.

 

Villa Erba

In Consiglio si è quindi discusso sulla proposta di prolungamento dei mutui con Intesa Sanpaolo di Villa Erba dalla fine del 2025 al 1° gennaio 2031.

Visto che è «impossibile una proposta di aumento capitali» e «men che meno accendere nuovi mutui», ha detto l’assesora Marelli, questa «è l’unica possibilità per dare una chance una possibilità di sviluppo a Villa Erba». La società continua ad essere in perdita, più di 2,4 milioni negli ultimi 4 anni, di cui solo 500mila euro nel 2015, ma la speranza è invertire la tendenza dall’anno prossimo. La svolta verrebbe data dalla collaborazione con la società Artexis Smg che sarebbe in grado di meglio promuovere la realtà comasca nel mondo.

La discussione si è concentrata sul Piano di sviluppo della società. In aula è stato portato nella serata quello che è stato approvato ad inizio 2015, ma non il prossimo che vede la collaborazione con l’azienda multinazionale interessata. Marelli ha spiegato che sarà possibile formularlo solo dopo l’approvazione della proposta, già fatta dagli altri enti, che porterà subito a un passaggio dal notaio il 17 dicembre e entro la fine dell’anno all’attivazione della rimodulazione. Ma non ha convinto le minoranze che hanno chiesto di vedere dei documenti «è mio diritto averlo?» ha chiesto Diego Peverelli, Lega, «senza documenti abbandonerò l’aula per protesta» ha aggiunto Scopelliti, «ma delle simulazioni almeno sono state fatte ? – ha chiesto Laura Bordoli, Ncd –. Se non ve le hanno fornite è inaccettabile». E sulla proposta ha concluso Butti: «È un Piano di sviluppo da dilettanti».

Dalla maggioranza si è poi distinta Paco-Sel «la Banca San Paolo, che è anche azionista, è l’unica che ci guadagna» ha dichiarato Luigi Nessi che ha proposto di creare un museo del neorealismo e di portare manifestazioni più popolari e più fruibili come a Erba. «Il Piano che avete portato in aula, come aveva detto in Commissione il presidente di Villa Erba, Manfredi, è completamente superato – è sbottata Eva Cariboni, Amo la mia città –, possibile che in un mese non si sia potuto stilare dieci pagine che spieghino l’accordo con Smg?» «Il piano è molto debole si basa solo sulla ristrutturazione senza andare ad incidere sulla struttura – ha aggiunto Grossi –, non c’è una riduzione dei compensi del personale apicale o una riforma dei compensi dei dirigenti con un fisso e una parte variabile a seconda dei risultati».

A difesa del provvedimento, con un affondo diretto contro il capogruppo di Paco-Sel, è intervenuto Gioacchino Favara, Pd, e lo stesso sindaco. Data l’ora il capogruppo del Pd ha poi chiesto l’oltranza approvata dalla maggioranza, che non è sempre riuscita a garantire il numero legale.

Bocciato un emendamento di Butti sono stati approvati dalla maggioranza due ordini del giorno, sempre del consigliere di opposizione, che chiedono relazioni sullo sviluppo di Villa Erba il prossimo anno.

Al voto alcune assenze fra la maggioranza, astenuta Paco-Sel, e il democratico Raffaele Grieco, con soli 14 voti favorevoli (4 contrari e 5 astenuti), la proposta nel cuore della notte è passata. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: