arte

23 giugno/ “Falsi d’autore”

xLocandina-Falsi-autore.jpgProgetto Promozione Lavoro Olgiate Olona e Arca 88 di Olgiate Comasco sabato 23 giugno presentano alle 18 al Centro Congressi Medioevo di Olgiate Comasco in via Lucini 4 la mostra “Falsi d’autore” all’interno dell’iniziativa “Aperitivo sotto le stelle”.

Progetto Promozione Lavoro e Arca 88 da oramai 30 anni si occupano di disabilità e anche questa volta dalle mani di artisti diversamente abili prende forma un nuovo progetto che ha come obbiettivo dare dignità. Una dignità che riveste la persona diversamente abile con un abito ben preciso, quello dell’artista. Ingresso alla mostra gratuito, aperitivo a pagamento con l’intero ricavato che andrà a favore di Arca 88. [dl, ecoinformazioi]

 

16-17 giugno/ Terza edizione del “SIDE Festival”

SIDE festival

Anche quest’anno torna “SIDE Festival”, il progetto di Allineamenti e Associazione Comodo in collaborazione con il Comune di Como, che alla sua terza edizione porterà come tema il dualismo tra hardcore e softcore, sviluppato nelle più varie forme artistiche. Come nelle scorse edizioni è previsto un fine settimana ricco di esposizioni, performance e workshop al Museo archeologico Paolo Giovio.

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16 giugno/ “Il teatro dei pegni”

teatro di pegni loca.jpg

Sabato 16 giugno alle 21, all’Istituto Giosuè Carducci, in viale Cavallotti 7 a Como, l’assoociazione artistica “Orizzonti inclinati” porterà in scena lo spettacolo realizzato dai e dalle partecipanti dei corsi di teatro per adulti/e e per ragazzi/e. (altro…)

Arte/ Carl Burckhardt scultore tra classico e moderno

Il Museo Vincenzo Vela a Ligornetto, in Canton Ticino, prosegue la sua ricerca sugli scultori moderni presentando l’opera di Carl Burckhardt, artista poco noto a sud delle Alpi, ancorché considerato il “padre” della moderna scultura elvetica.

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Comunicazione e design in una mostra dedicata ad Achille Castiglioni a Chiasso

La nuova mostra del m.a.x. museo di Chiasso è dedicata a uno dei maestri indiscussi del design del Novecento, Achille Castiglioni, in occasione del centenario della sua nascita.

In una produzione pressoché sterminata (per le statistiche: nella sua opera vengono ascritti i progetti di ben 290 oggetti, di 484 allestimenti e di 191 architetture), la mostra di Chiasso sceglie, con molta cura, gli esempi più strettamente legati ai temi della comunicazione, quindi in particolare alcuni allestimenti e progetti integrati, spesso svolti in collaborazione, oltre che con i suoi fratelli Livio e Pier Giacomo, con altri maestri del valore di Max Huber e Italo Lupi.

La chiave dell’esposizione è nella sua chiarezza espositiva, nell’articolazione dei temi, delle tipologie, dei documenti e degli oggetti, e nell’attenta regia degli spazi e dei ritmi. Si intende che non poteva essere diversamente, perché proprio questo è l’argomento “profondo” della mostra e collocarsi “in scia” di un tale maestro senza applicarne il metodo sarebbe stato evidentemente del tutto fuori luogo. Interessante è anche il fatto che il gruppo che ha curato la mostra (Ico Migliore, Mara Servetto, Italo Lupi, insieme con Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo) abbia fatto esplicitamente riferimento a una sorta di montaggio cinematografico, in cui la messa-in-sequenza è l’elemento caratterizzante.

Quattro le sezioni: dopo la prima (Io, Castiglioni) di carattere (auto)biografico, le altre tre (Percorsi per l’arte e il design, Teatri per l’innovazione, Paesaggi di segni e prodotti) approfondiscono differenti modelli comunicativi. Molto vari sono gli elementi che compongono questo percorso: moltissimi schizzi di progetto, evidentemente, testimonianze dirette di quando l’ideazione stava nel rapporto fondante tra mente e mano, ma anche molti oggetti a volte “incongrui” (il ready-made e la ricontestualizzazione sono due momenti cardine del processo creativo), a volte pretesto di scherzi tra amici (come il casco da palombaro indossato da Max Huber per le sue comparsate).

E poi anche molti prodotti finiti, che evidenziano la fulminante semplicità dell’idea iniziale, ma anche anche il prolungato affinamento di ogni dettaglio. Di straordinario interesse i modellini: veri e propri allestimenti in scala ridotta, completi in ogni loro parte. A questo proposito, è bene permettersi una breve digressione, per sottolineare l’interesse di un piccolo, accuratissimo modello presentato proprio nella prima sala, che illustra il contributo di Achille e Pier Giacomo Castiglioni e Giuseppe Ajmone alla mostra Colori e forme nella casa d’oggi, tenutasi nella comasca Villa Olmo nell’anno 1957. Finita la mostra e ovviamente smantellati gli stand, la memoria di quella fondamentale tappa nella storia del design italiano è da allora affidata in buona parte agli scritti e alle fotografie, ma questo modellino riesce a restituire non solo le tre dimensioni ma persino anche l’atmosfera di quel momento…

Allestimento della mostra Forme e colori nella casa d’oggi a Como nel 1957

 

Vi sono poi numerosi video, realizzati nel 1990 da Eugenio Bettinelli con le riprese di Studio Azzurro in occasione di una serie di lezioni da Achille Castiglioni dedicate proprio ai suo allestimenti, che si aggiungono ad alcune grandi proiezioni sulle pareti, utili a restituire la dimensione di coinvolgimento tipica delle opere reali.

E ancora: un omaggio al grande maestro è costituito dai 22 manifesti ideati da altrettanti grafici di fama, collocati all’esterno del m.a.x. museo e concepiti come una sorta di prologo alla mostra vera e propria: una sorta di “breve riassunto dell’universo” della grafica attuale, ispirato dall’eredità del grande maestro.

In sintesi: una esposizione di notevole interesse, in cui è bello lasciarsi andare alle più diverse sollecitazioni. Guardare nel dettaglio i modellini fatti a mano, ripassare la storia del progetto d’autore attraverso alcuni capisaldi, immaginare come doveva essere un grande padiglione espositivo degli anni Sessanta, ascoltare dalla viva voce del protagonista cosa l’ha guidato nel decidere di usare questo o quel materiale in questo o quell’altro allestimento,

Alla fine, risulta chiaro che quella “visionarietà” cui allude il titolo è sinonimo di “metodo” e non certo di “improvvisazione”.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Achille Castiglioni (1918-2002) Visionario

L’alfabeto allestitivo di un designer regista

a cura di Ico Migliore, Mara Servetto, Italo Lupi, Nicoletta Ossanna Cavadini

Chiasso (CH), m.a.x. museo

31 maggio – 23 settembre  2018

Orari: martedì-domenica 10-12, 14-18; lunedì chiuso

Ingresso: CHF/euro 10, ridotto CHF/euro 7

Info: 004158 1224252, http://www.centroculturalechiasso.ch

 

Alcune vedute della mostra.

 

Alcuni oggetti esposti in mostra.

25 maggio – 16 giugno/ Mostra “Tu sei Pietro” di Davide Benelli

Dal 25 maggio al 16 giugno l’ex chiesa di San Pietro in Atrio ospita la mostra “Tu sei Pietro” di Davide Benelli, organizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Como e inserita nel palinsesto 365 giorni d’arte a Como.

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27 maggio/ Inaugurazione murale “Volo”

INVITO-Fronte.jpgDomenica 27 maggio alle 11 sul Lungolago via Cavour 9 a Dongo avverrà l’inaugurazione dell’opera “Volo”, una composizione di 50 colombe in ceramica a rilievo collocata su un muro all’ingresso del paese (una area di 16 m²), realizzata dall’artista Emilio Alberti all’interno del progetto “Dongo Muri d’Arte” dell’Associazione Culturale Lake Art in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Dongo e con il Museo della Fine della Guerra di Dongo.

L’ambizione del progetto Dongo Muri d’Arte è fare di un luogo storico un’esposizione d’arte, un vero e proprio museo a cielo aperto. Quest’opera, formata da 50 colombe, è un monito contro la guerra e un esplicito appello di Pace lanciato da un piccolo paese verso tutti i popoli del mondo. In questi tempi di guerre, di scontri tra i popoli e di conflitti presenti in molte parti del mondo questo messaggio acquista una maggiore rilevanza proprio qui a Dongo, in quanto luogo che ha vissuto in prima persona eventi riguardati la fine della II Guerra Mondiale. Infatti poco oltre questo muro, verso Musso, nell’aprile del 1945 è stata fermata la colonna militare tedesca insieme a Benito Mussolini e poco più avanti nella piazza di Dongo è avvenuta la fucilazione dei gerarchi fascisti. In caso di pioggia l’inaugurazione avverrà sotto il porticato. [dl, ecoinformazioni]

20 maggio/ L’albero di Falcone. Giovanni non deve morire

albero-falcone.jpgDomenica 20 maggio alle 16 i ragazzi di Teatro Gruppo Popolare, in via Gabriele Castellini 7 nella Piccola Accademia a Como, porteranno sul palco lo spettacolo laboratorio L’albero di Falcone. Giovanni non deve morire per la ricorrenza del XXVI anniversario della strage di Capaci. La recita, ambientata tra i banchi di scuola, rappresenta il tributo  dei giovanissimi alla memoria di Giovanni Falcone 

Lo spettacolo è pensato all’interno dell’iniziativa Lieto il fine per la Giornata della Legalità in ricordo delle vittime dell’attentato di Capaci, fa parte della rassegna teatrale dedicata ai bambini La domenichina dei piccoli e sarà l’ultimo spettacolo della stagione. Lieto il fine è pensato per dare l’opportunità ai bambini di intervenire all’interno dei racconti più noti della letteratura per ragazzi e di modificarne il finale drammatico, in modo da potersi immaginare anche parte attiva nella vita reale. I presenti saranno invitati poi a scrivere un pensiero su Falcone e sulla sua vicenda. I foglietti insieme a quelli che la gente appende di continuo sui rami dell’albero davanti casa del magistrato, verranno letti. Si modelleranno infine dei palloncini che simboleggeranno la leggerezza e la volontà di opporsi anche con la propria vita a una cultura di violenza. [dl, ecoinformazioni]

Arte/ Tullio Pericoli in libreria

Alla Libreria Plinio il Vecchio in via Vittani a Como è possibile vedere fino al 1° giugno una piccola e stimolante mostra dedicata a incisioni, disegni e acquerelli del grande disegnatore (più noto, forse, un tempo, come vignettista e illustratore) Tullio Pericoli.

Pochi pezzi, ma molto interessanti, che affiancano ad alcuni ritratti di autori famosi (tra cui ben tre Samuel Beckett assolutamente eccezionali) alcuni paesaggi, spinti fino all’astrazione. Interessante anche verificare come le tecniche di incisione utilizzate (dall’acquaforte all’acquatinta alla puntasecca, a volte colorate all’acquerello, ma altre realizzate a colori già con le lastre) contribuiscano a diversificare e ad arricchire il linguaggio comunicativo.

L’esposizione consente così un approccio ravvicinato a uno dei generi che hanno maggiormente contribuito, negli ultimi decenni, ad avvicinare il grande pubblico al linguaggio artistico.

[FC, ecoinformazioni]

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