Politica

Prc/ Malagestione Lipomo/ Azzerati vertici Cri

«Apprendiamo dalla stampa locale di un nuovo Commissariamento che ha interessato il Comitato di Como della Croce Rossa Italiana avvenuto per via di «gravi violazioni delle norme in materia di sicurezza e della dignità delle persone» all’interno del centro di accoglienza di Lipomo (CO) gestito dallo stesso ente.

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Pd/ Inaccettabile chiudere una scuola per un autosilo

«Una giunta comunale può prendere decisioni che impattano significativamente sulla vita di cittadini e cittadine senza avere consapevolezza di quello che si sta facendo? Purtroppo, a Como sta succedendo. Non c’è nessun piano di riorganizzazione delle scuole ragionato, studiato, condiviso, discusso. Non c’è visione, non c’è valutazione delle conseguenze, non si ha la minima idea di cosa voglia dire fare politiche educative degne di questo nome in una città capoluogo di provincia come la nostra città. Ci sono solo decisioni, spesso umorali, prese dall’alto, dall’alto dei propri privilegi.

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Patelli/ via Corridoni: dall’eccellenza scolastica al rischio di un nuovo autosilo?

«Le ombre che da tempo aleggiavano sulla scuola di via Corridoni stanno per diradarsi, ma non per lasciare spazio a nuova luce. Si profila, infatti, un possibile destino amaro: la sostituzione di un luogo simbolo della formazione e della crescita di generazioni di comaschi con un enorme autosilo, “regalato” alle logiche del calcio-business.

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Video/ Avs: meno alunni per classe, più scuole

Quella che Avs denuncia non è solo la scelta del governo di destrutturare tagliando l’investimento pubblico nell’istruzione per spendere sempre di più per armamenti e esercito. C’è, lo ha sottolineato Anna Toffoletti (Si), nelle destre parafasciste di governo in Italia un progetto politico di distruzione della scuola pubblica e di contemporaneo incremento dei fondi per le scuole private. Nella conferenza stampa di presentazione della Legge di inziativa popolare sulla scuola di Alleanza Verdi e Sinistra, l’1 settembre, nella sede della Cgil che sostiene l’iniziativa, Celeste Grossi (Avs, delega regionale all’istruzione di Si), Rosaria Maietta (Segreteria Camera del Lavoro), Roberta Capone (segretaria Flc), Lucas Radice (Unione Giovani di Sinistra), Anna Toffoletti hanno illustrato la proposta che si muove in tre diversi ambiti: riduzione degli alunni per classe, riduzione del numero minimo di allievi necessari per dare autonomia a una scuola, aumento dei docenti e del personale Ata.

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Giovani democratici/ La bandiera della Palestina simbolo di Pace/ Inaccettabile la repressione allo stadio

La bandiera palestinese non è una provocazione, ma un simbolo di Pace e solidarietà. I Giovani democratici: «Preoccupante reprimere un gesto solidale solo per come potrebbe essere percepito. Lo stadio è anche uno spazio di impegno civile».


«Come Giovani Democratici di Como esprimiamo forte preoccupazione e indignazione per quanto accaduto durante l’amichevole Ajax-Celtic allo Stadio Sinigaglia, dove alcuni tifosi sono stati identificati e segnalati per aver esposto una bandiera palestinese.
È inaccettabile che un simbolo di pace e solidarietà venga etichettato dalle autorità come una “provocazione politica”.
In un momento in cui la popolazione civile di Gaza è sottoposta a una delle peggiori tragedie
umanitarie del nostro tempo, riteniamo fondamentale dare visibilità al grido di dolore di un
popolo martoriato. La bandiera palestinese, in questo contesto, non è un atto divisivo, ma un
gesto di consapevolezza e responsabilità verso la comunità internazionale.
È paradossale – e profondamente sbagliato – che si cerchi di reprimere un gesto simbolico
solo per come potrebbe essere percepito da una parte del pubblico. Se è vero che lo stadio è
uno spazio dedicato allo sport, è altrettanto vero che non può e non deve essere svuotato di
significato sociale e civile. Includere e dare voce a chi subisce ingiustizie è un dovere, non una
minaccia all’ordine pubblico.
È ancora più grave constatare che, mentre si colpisce chi espone una bandiera palestinese,
simboli ben più gravi come svastiche e richiami neofascisti continuano a essere tollerati negli
stadi italiani, spesso nell’indifferenza delle autorità.
In un Paese dove il governo rifiuta di riconoscere lo Stato di Palestina e tace di fronte al
massacro in corso, è la società civile a prendersi la responsabilità morale di tenere alta
l’attenzione. Le mobilitazioni pacifiche che si sono svolte anche nella nostra provincia – come
il minuto di rumore di ieri sera, condiviso con tante piazze italiane – sono la prova concreta di
una coscienza collettiva che non vuole restare in silenzio.
Noi Giovani Democratici di Como ribadiamo che non c’è nulla di provocatorio nel denunciare
crimini, nel sostenere la pace, nel chiedere giustizia. Esporre una bandiera palestinese
significa non voltarsi dall’altra parte. Difendere i diritti umani è – oggi più che mai – un dovere
morale e civile che ci riguarda tutti». [Anna Tagliabue, segretaria dei Giovani Democratici della Provincia di Como, Pietro Radaelli, vicesegretario dei Giovani Democratici della Lombardia e segretario dei
Giovani Democratici della Provincia di Lecco].

Incontinenza verbale di Rapinese/ Martina Toppi: resistere agli ambienti più ostili

Mentre l’azione aministrativa votata al progetto di chiudere tutto (scuole, associazioni, cultura, socialità) ingombra le aule dei tribunali con grande dispendio di denaro pubblico, il sindaco di Como Rapense continua a considerere l’aula del Consiglio (suprema istituzione della democrazia cittadina) la tribuna per dare libero sfogo a qualunque cosa gli passi per l\a mente insultando tutti coloro che non si genufletono al suo cospetto, colpevoli di essere giovani o anziani, giornaliste o consiglieri di opposizione. Nell’ultima seduta – vulnus per il prestigio dell’intera città – l’incontinenza verbale del sindaco (nel silenzio dei “suoi” che si considerano evidentemente organi del capo e senza che il presidente del Consiglio Fulvio Anzaldo lo espellesse dall’aula per la gravità degli insulti, concendogli invece ancora la parola) ha colpito la giornalista Martina Toppi, della quale conosciamo bene (è stata redattrice di ecoinformazioni) la professionalità, il garbo, l’indipendenza, il valore, alla quale esprimiamo la più forte solidarietà. Nel seguito la ferma presa di posizione del Comitato di redazione de La provincia [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni] [L’immagine di copertina, è la testata del blog Taraxacum ideato e animato di Martina Toppi per ecoinformazioni]

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Da Como alla Palestina/ Brevi riflessioni su cosa si può e si deve fare

Ostinatamente, continuiamo a occuparci di Palestina. Personalmente e collettivamente non riusciamo a rinunciare alla convinzione che qualcosa si possa fare e – soprattutto – che qualcosa si deve fare. Abbiamo organizzato assemblee e partecipato a incontri, abbiamo volantinato e parlato con la gente, abbiamo suonato e cucinato, abbiamo contribuito ad azioni e a mobilitazioni locali e globali, abbiamo provato a fare delle proposte. Di più: abbiamo cercato di convincere chi può fare qualcosa che quel qualcosa si deve fare. Che di fronte alla distruzione della Palestina (non solo di Gaza) non si può stare in silenzio né restare inerti.

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Trasparenza e azioni immediate

I Verdi di  Como chiedono al Comune di Como massima trasparenza e azioni immediate in merito alla vicenda giudiziaria che coinvolge un manager di una società partner dell’Amministrazione che ha partecipato in modo rilevante agli iter dei tre principali progetti sportivi cittadini: la Cittadella dello Sport di Muggiò, lo  stadio Sinigaglia e il nuovo Centro Rugby Como.

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