Cgil

No all’addizionale irpef massima per tutti

cgilcisluilCgil, Cisl e Uil mandano una lettera al sindaco  Mario Lucini, chiedendogli di fare retromarcia.

Scrivono i sindacati al sindaco di Como: « In premessa, è opportuno richiamare alla sua attenzione la situazione di crisi economica che sta attraversando il nostro paese, con effetti drammatici dal punto di vista del mercato del lavoro. L’anno 2013 è stato per il territorio di Como quello più allarmante, i disoccupati sono cresciuti di oltre 7.000 unità.
Inoltre, i provvedimenti legislativi degli ultimi anni hanno prodotto una pesante perdita del potere d’acquisto di lavoratori e pensionati e un accentuarsi dei problemi di disagio sociale e della povertà. Resta altresì non risolto l’annoso problema dell’evasione fiscale presente, dal quale non è immune il nostro territorio.
La premessa è fondamentale per spiegare le ragioni delle nostre valutazioni e proposte che qui di seguito formuleremo.
Lei ci ha comunicato che l’Ente deve recuperare circa 7 milioni di euro di maggiori entrate per garantire l’equilibrio di bilancio nell’anno 2014 e che, per tale ragione, intende portare l’addizionale Irpef al massimo (0,80%) per qualsiasi reddito, prevedendo una fascia di esenzione per i redditi fino a 10.000 euro.
Considerato che, con questa impostazione, viene meno il principio di progressività che dovrebbe essere sempre garantito come regola di equità nell’ imposizione fiscale, riteniamo che la vostra proposta non debba essere attuata.
Crediamo sia necessario che la sua amministrazione agisca con maggiore incisività in materia di contrasto all’ evasione fiscale, potenziando per esempio l’ufficio destinato a questo scopo: il recupero di risorse dalla lotta all’evasione fiscale è la condizione essenziale per garantire un sistema fiscale ed economico più equo.
In attesa dei risultati del contrasto all ’evasione, riteniamo che, se si deve ricorrere ad un aggravio della fiscalità locale per raggiungere l’equilibrio di bilancio, tale aggravio deve riguardare principalmente la ricchezza patrimoniale. Per tale ragione chiediamo che si operi sull’aliquota Imu seconda casa, maggiorandola dall’ attuale  9,6 per mille fino al 10,6 per mille, generando così ulteriori risorse per il Comune pari a circa 3 milioni di euro che potrebbero essere utilizzate per neutralizzare gli aumenti dell’addizionale Irpef previsti per i redditi fino a 28.000 euro e mantenere un principio di progressività.
Inoltre, per quanto riguarda la Tasi, riteniamo che si debba agire sulla gradualità delle aliquote o delle detrazioni, per garantire il principio che chi ha rendita catastale più bassa abbia un onere fiscale più basso e comunque non superiore a quanto già in essere con l’applicazione dell’ IMU 2012.
Infine chiediamo di poter continuare il confronto sull’ insieme dei capitoli del bilancio per la particolare importanza che per noi rivestono i servizi e gli interventi in campo sociale.» [aq, ecoinformazioni]

Mauthausen/ Il viaggio della memoria

SAM_2445Con la posa di una corona di fiori ai piedi del monumento  italiano, si è  concluso il viaggio della memoria nel campo di concentramento di Mauthausen, organizzato da Italia Cuba, Anpi, Arci , Cgil, Cisl, Uil,  Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta, Comitato soci Coop, Emergency e Libera nel weekend del 17-18 maggio 2014. Un’esperienza indimenticabile per i 104 partecipanti, venuti a commemorare le vittime delle barbarie nazifasciste nel settantesimo anniversario degli scioperi del ’44.

Fa freddo, a Mauthausen. Di sicuro è un’impressione personale, e la giornata plumbea non aiuta, con il cielo colore acciaio, ma varcate le porte del campo la temperatura sembra calare di svariati gradi.

E’ grigio, a Mauthausen. Il lager è un pugno di cemento nel mezzo di verdi colline, dominante su un altura che sovrasta fattorie e paesini da cartolina, da perfetto luogo comune mitteleuropeo.

Fa paura, Mauthausen. Fanno paura le mura con le torrette di guardia, fanno paura le squallide baracche dove ogni giorno vivevano assediati da fame e malattie 500 persone per stanza, fa paura il cortile dell’appello, dove ogni mattina gli aguzzini delle SS costringevano i detenuti a sadiche sessioni di “esercizi” per valutarne la resistenza, fa paura il muro dove venivano fatti accomodare, al loro arrivo, i nuovi ospiti del campo, in attesa che gli ufficiali del Reich decidessero con un cenno del capo il loro destino. E fa paura quella spianata poco prima della porte d’ingresso, con ancora oggi intuibili le forme di un campo da calcio.

SAM_2478Eh sì, un campo da calcio. Un luogo di normalità in mezzo all’incubo, un luogo dove i familiari del personale tedesco si recavano per passare il tempo libero, un luogo che di quell’inferno era interamente parte. Qualcuno, nel nostro gruppo che attraversa il campo accompagnato da una guida, si arrischia a paragonare il tutto alla trama di Fuga per la vittoria, il celebre film con Sylvester Stallone e Pelè, dove una raffazzonata squadra di detenuti riusciva ad avere la meglio, nello sport, sui nazisti loro torturatori. No, in quel luogo non c’era spazio per epiche sfide di riscatto e libertà, non c’era spazio per manifestazioni di orgoglio e di valore personale di fronte al Male. No, in quel luogo si consumava semplicemente il rito quotidiano della paura e dell’indifferenza, per far credere agli abitanti dei dintorni che, al di là di quelle mura, le stesse che ogni giorno accoglievano centinaia di persone senza che ne uscisse nessuna, la vita non era poi così male, se i prigionieri potevano giocare dietro un pallone.

Indifferenza. E’ una parola che ritorna spesso, parlando di quello che era Mauthausen. Non puoi fare a meno di chiederti come tutto questo sia stato possibile, a pochi chilometri dal centro dell’Europa, della civiltà occidentale un tempo padrona del mondo, a pochi chilometri, più semplicemente, da una città bella e vivace come Linz, sulle rive del Danubio. Indifferenza, come molti di quei locali così anonimi, in cui trovarono la morte un numero inconcepibile di esseri umani.

Indifferenza. E’ quella che hanno notato i ragazzi della 5’ T del liceo Carlo Porta di Erba, anche loro partecipanti al viaggio. Riporto qui, integralmente, la riflessione scritta dagli studenti:

«Un campo di calcio a pochi passi dal campo di concentramento. Da un lato si assisteva ad una partita tra SS e squadre civili. Dall’altro si stava giocando una partita fra la vita e la morte. L’indifferenza degli spettatori di allora è paragonabile a quella degli spettatori di oggi. L’attualità del messaggio di Mauthausen è ciò che più ci ha colpito di questa visita di commemorazione. Abbiamo subito rivolto il nostro pensiero agli imminenti mondiali di calcio in Brasile, guardati con interesse da tutto il mondo, che però non si preoccupa di denunciare la povertà e la miseria in cui la maggior parte della popolazione vive. Se prima l’omertà degli spettatori era “giustificabile” per paura delle possibili ripercussioni su se stessi e la propria famiglia, oggi non c’è nessun ostacolo che inneschi la paura di denunciare. E’ ancora più terrificante».

Terrificante, è il termine giusto. E’ terrificante l’attualità di quello che il lager rappresenta, è terrificante l’omertà che circondano certi temi, dimenticabili con un po’ di “scena”, indispensabile per potersi lavare la coscienza.

Ma come si può reagire a tutto questo? Come si può combattere il grigiore che qui, a Mauthausen, sembra dominare tutto? Una soluzione forse c’è: la Memoria.

SAM_2425Memoria. E’ la commozione di uno dei viaggiatori, nel visitare il luogo in cui venne richiuso il padre. E’ l’interesse mostrato dai giovani presenti, è il prato che ospita i vari monumenti onorari costruiti per piangere i caduti di tutti i Paesi, è la suggestiva stanza dei Nomi, per non lasciare nessuna vittima del campo nell’oblio. Ed è l’impegno dei pochi che riuscirono a tornare, come Ines Figini, è la loro volontà di non dimenticare i tanti che non ce la fecero, come Angelo Meroni, Rinaldo Fontana, Pietro Scovacricchi, comaschi e operai della Ticosa. Morti a Mauthausen.

Memoria, ed impegno per preservarla. E’ l’unica maniera per evitare che certe cose si ripetano, per impedire che l’indifferenza vinca. Perché è questo il vero pericolo: che il mondo non finisca seppellito da una risata, ma girando semplicemente la testa dall’altra parte. [Luca Frosini, ecoinformazioni, foto di Fabio Bellacanzone, contributo della classe 5 T del liceo Carlo Porta di Erba]

17-18 maggio/ Mauthausen: il viaggio per la memoria

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Nel settantesimo anniversario dagli scioperi del marzo 1944, la cui brutale repressione portò nel nostro territorio all’arresto e alla deportazione di molti comaschi, lavoratori della Ticosa e della Castagna, Italia Cuba, Anpi Como, Arci Como, Cgil, Cisl, Uil, Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta, Comitato soci Coop, Emergency e Libera organizzano, nel weekend del 17 e 18 maggio, un viaggio al Campo di Concentramento di Mauthausen, per onorare la memoria dei tanti caduti in quel luogo di orrore.

Il viaggio, che vedrà la partecipazione di una classe quinta del liceo Carlo Porta di Erba, è stato reso possibile, insieme agli sforzi di Antonio Russolillo e degli altri promotori, grazie anche ai contributi di numerosi soggetti, come Cgil, Cisl e Uil, che hanno messo a disposizione uno dei due pullman, il Comune di Como e la Coop Lombardia, donatori di 500 euro a testa per finanziare l’esperienza e abbattere i costi del viaggio.Partenza quindi, per gli oltre 100 partecipanti, da Rebbio sabato 17 nella mattinata, con pernottamento nella città austriaca di Linz e visita al campo il giorno dopo, con il rientro previsto per la mezzanotte. Presto on line su ecoinformazioni il resoconto del viaggio del nostro inviato Luca Frosini.

1 maggio/ Corteo a Como/ Concerto al Gloria

manifestoCorteo unitario sindacale per le vie di Como. Concentramento alle 9 in via Milano alta, partenza alle 9.30 e arrivo alle 11 in piazza Duomo. Comizi di Alessandro Tarpini (segretario Cgil Como), Gerardo Larghi (segretario Cisl Laghi) e Paolo Carcassi (Uil nazionale). La Filcams Cgil, che ha indetto lo sciopero del commercio per il primo maggio, sarà presente in piazza san Fedele con un gazebo. Dalle 19 allo Spazio Gloria in via Varesina 72 a Como Concerto del primo maggio Work in progress organizzato da Arci e Cgil. Ricco buffet in apertura. Ingresso 5 euro.

“Forconi”/ Violenza da condannare e fermare

movimento dei forconi«Le manifestazioni che sotto il titolo giornalistico dei ‘Forconi’ animano in questi giorni le piazze italiane preoccupano quando si qualificano per gli atti violenti che si stanno ripetendo con forza e che vanno sempre e in ogni caso condannati e fermati». Leggi il documento della cgil.

8 ore di sciopero per i metalmeccanici

fim-fiom Venerdì 15 novembre otto ore di sciopero generale, invece di 4 come le altre categorie, per i metalmeccaniciPer i sindacati «ritardi degli stipendi, mancato anticipo della cassa integrazione con attese anche di 6-8 mesi tra le decretazioni e pagamenti dell’Inps fanno emergere una quadro potenzialmente esplosivo che necessità una assunzione di responsabilità da parte di tutti»

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Cantù/ Temporary Sciò: la serata

temporaryTante presenze al Parco del Bersagliere di Cantù per Temporary sciò, lo spettacolo teatrale curato da Paolo Bignami e portato in scena da Carla Giovannone. L’iniziativa, promossa da Cgil Como nell’ambito della Festa de L’Unità 2013, è stata anticipata dalle testimonianze di due giovani precari e dalla relazione del segretario generale Alessandro Tarpini. (altro…)

Temporary sciò: teatro all’aperto a Cantù/ 18 luglio

Carla GiovannoneGiovedì 18 luglio alle 21 nel parco del Bersagliere a Cantù, via Como, Carla Giovannone porterà in scena Temporary sciò, uno spettacolo teatrale di Paolo Bignami. L’evento, ad ingresso libero, è organizzato in collaborazione con Cgil provinciale Como nell’ambito della Festa de L’Unità 2013. (altro…)

Riorganizzazione distretti, la protesta dei lavoratori Asl

aslcomoLavoratori Asl sul piede di guerra. Al centro delle proteste la riorganizzazione delle risorse umane, economiche e logistiche dei distretti sanitari. Una procedura cominciata due mesi fa con il distretto Brianza e la chiusura del Sert di Erba. Giovedì 11 luglio è stato organizzato  da Cgil, Cisl, Uil e Fsi un presidio di protesta a cui hanno partecipato una sessantina di persone

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