Commercio armi

I carri armati di Como senza frontiere contro le banche armate

«Arrivano i carri armati». Centinaia di carri “armati” di volantini, sono giunti  a Como per sostenere la XX marcia per i nuovi desaparecidos della rete Como senza frontiere, che si è svolta sabato 13 gennaio a Como, in via Florio da Bontà. Rumori di spari e esplosioni di ordigni, in sottofondo, scandivano i passi dei marcianti. Attivisti e attiviste di Csf, leggendo cifre carcihe di tristezza e di amarezza, si alternavano ai rumori, altri montavano e distribuivano gli origami.

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Carri armati alla marcia di Como senza frontiere

Si è svolta sabato 13 gennaio dalle 16 alle 17 nel piazzale antistante l’ex sede della Banca d’Italia la XX marcia per i nuovi desaparecidos. Ai passanti è stato distribuito il volantino sulle banche armate significativamente collocato al posto del cannone di un carro armato di origami. Presto on line l’articolo di Daniel Lo Cicero e i video di Vanessa Magni. [Foto Daniel Lo Cicero, ecoinformazioni]

Sempre più armi, sempre più poveri

sel comoLa pacifista comasca Celeste Grossi, per il Coordinamento provinciale di Sel di Como, contro la decisione delle destre lombarde di liberalizzare ulteriormente il commercio delle armi: «La scelta, con la delibera approvata il 7 gennaio 2014, del centrodestra lombardo di puntare sul commercio delle armi per il rilancio dell’economia regionale è, oltre che immorale, insensata e sbagliata. Nella regione, che ha già il primato negativo della produzione delle armi “leggere”, quelle che più uccidono nei conflitti armati di tutto il pianeta, l’idea stessa di rimuovere gli ostacoli alla vendita e “snellire la burocrazia” che limita gli affari di morte è un oltraggio alla Costituzione italiana.

Giustamente Francesco Vignarca, coordinatore della Rete italiana per il disarmo, sottolinea l’aspetto propagandistico dell’iniziativa delle destre e afferma che sarebbe invece necessario rendere più chiara la tracciabilità del commercio delle armi per impedire quanto già avviene: la vendita, talora perfino in modo “legale”, di strumenti di morte anche a paesi in guerra e a gruppi terroristici.

Per Sel, se la scelta delle destre è vergognosa e criminale, ancora più doloroso è che tale provvedimento sia stato avallato da un consigliere del Pd che ha così indebolito la presa di posizione nettamente contraria di tutto il suo gruppo e del gruppo di Umberto Ambrosoli che era stato candidato di tutto il centrosinistra al Pirellone. Per la costruzione futura di alleanze è necessario che le forze politiche del centrosinistra sappiano garantire affidabilità politica e corrispondenza, sulle questioni cruciali, dei comportamenti ai programmi. Non è infatti tollerabile che, mentre in Parlamento, con l’avallo di parte del centrosinistra l’avventura degli F35 ancora non abbia trovato un adeguato contrasto e lo sperpero anticostituzionale di denaro pubblico continui, in Lombardia un eletto della nostra coalizione pensi di poter puntare sul mercato della morte come strumento per la risoluzione della crisi rinsaldando quei legami tra industria bellica, mafie internazionali e corruzione, una delle cause del tracollo economico e sociale del liberismo, dell’aumento della povertà anche nel nostro paese, dell’indebitamento planetario, di morte e povertà in molte aree del globo».[Celeste Grossi, per il coordinamento provinciale di Sel Como].

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