Como Borghi

Da marzo cantiere aperto per la velostazione a Como Borghi

velostazione borghi 1100 giorni di lavori, per 160mila euro finanziati da Fondazione Cariplo e Comune di Como per un punto di scambio bici-treno.

 

«Prenderanno il via nel mese di marzo, a Como Borghi, in piazzale Gerbetto, i lavori per la realizzazione di una velostazione – annuncia Palazzo Cernezzi –. Il progetto – realizzato degli architetti Paolo Brambilla, e Corrado Tagliabue e dell’ingegner Michele Colombo – prevede un deposito coperto e videosorvegliato per 60 biciclette. La velostazione si configura come punto di interscambio bici-treno ed è previsto che gli utenti possano accedere direttamente ai binari dopo aver depositato la bicicletta e viceversa».

«L’accesvelostazione borghi 2so alla struttura sarà consentito ai soli utenti in possesso di apposita tessera – spiega la nota –. L’inizio dei lavori, che saranno eseguiti dall’impresa Malinverno srl di Como, è previsto nel mese di marzo e il cantiere proseguirà per 100 giorni. Il progetto, complessivamente, ammonta a 160mila euro ed ha ottenuto un finanziamento da parte di Fondazione Cariplo di 130mila euro. Nell’ambito del cantiere, si procederà anche alla sistemazione dell’aiuola posta all’ingresso della stazione di Como Borghi». [md, ecoinformazioni]

Como Borghi come laboratorio sociale

Nel quartiere di Como Borghi, in una sala della caserma De Cristoforis, è stato presentato alla città nel tardo pomeriggio di venerdì 21 febbraio 2014 il progetto “Radici e Ali” che si propone di promuovere la riqualificazione della vita e delle relazioni all’interno di un’ampia porzione della città di Como.

C’era il pubblico delle grandi occasioni: molti persone del quartiere, sia anziane che giovani, parecchi curiosi, amiche e amici, la squadra di operatori e operatrici del progetto (quasi tutti giovani) al gran completo, i responsabili di molte associazioni, il sindaco Mario Lucini, la vicesindaca Silvia Magni, l’assessore Bruno Magatti.

Per i più, la prima favorevole sorpresa è stata entrare nella caserma, grande spazio quasi extraterritoriale a due passi dal centro, enorme struttura ormai quasi del tutto inutilizzata: un enorme cortile, quattro fabbricati sui lati, un’aria quasi surreale. Per quanto quegli spazi siano segnati da logiche militari tutt’altro che rassicuranti, la gente è rimasta stupita e affascinata; di rara cordialità il comandante della caserma, colonnello Marco Tesolin. Un primo punto a favore del progetto, che vuole appunto riappropriarsi del quartiere, delle sue strutture e dei suoi spazi, costruendo nuove relazioni e rafforzando quelle esistenti tra vecchi abitanti e nuove leve (il gergo un po’ militare non stona, dato lo scenario), sia perché giovani e giovanissime, sia perché provenienti da altri paesi e continenti.

La seconda favorevole sorpresa è stata il clima informale. Dopo i saluti del sindaco a nome dell’amministrazione cittadina, una presentazione dei criteri e degli obiettivi generali del progetto, un rapido approfondimento sull’azione dedicata al recupero della memoria del quartiere, supportato anche da un breve video, il clou è stata la visita agli stand, dove sono presentati in un dialogo continuo e non formale le azioni principali del progetto “Radici e Ali”, sintetizzate in quattro nuclei: Io sono nato qui (Il quartiere di Como Borghi… cos’era? cos’è stato? cosa è diventato? cosa diventerà? interviste, immagini, percorsi teatrali per raccogliere e raccontare la memoria storica ); Spazi urbani partecipati (riscoprire e riqualificare gli spazi pubblici del quartiere attraverso il coinvolgimento diretto degli abitanti nella loro progettazione, trasformazione e futura gestione; Energie in circolo (avvio e potenziamento di servizi e pratiche di mutuo aiuto che favoriscano il benessere dei cittadini del quartiere: badante e tata di quartiere; pedibus; baratto e gas; doposcuola e spazi extrascolastici; attività animative e aggregative per i giovani); Como Borghi 2.0 (eventi e iniziative già attivi sul quartiere nell’ottica della coesione sociale e del coinvolgimento attivo della popolazione, ma anche nuove feste e momenti di socialità e aggregazione).

Tra vecchie fotografie, progetti di giovani architetti, ritratti a tema, officina per le biciclette, tate di quartiere, colonne in ghisa della sala svago della caserma, aperitivo, tutte le persone intervenute hanno mostrato di gradire. Molti racconti, infiniti scambi di opinioni, tante promesse di collaborare e offerte di disponibilità.

Il progetto è condotto da Cooperativa Csls, Acli, Auser, Cooperativa Questa Generazione, associazione lasQuolachevola, l’isola che c’è, con il finanziamento della Fondazione Cariplo e la collaborazione di moltissime realtà del quartiere, e si svilupperà nell’arco di tre anni. Dall’avvio a questo primo (riuscito) momento di coinvolgimento sono passati nemmeno 9 mesi. Ci sarà modo di tornare a verificare il lavoro. Intanto ecoinformazioni ha presentato in anteprima gli articoli dell’approfondimento sul progetto che saranno inclusi nel prossimo numero cartaceo (il 435). Un tangibile segno di partecipazione che è stato molto apprezzato. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Un momento della presentazione

PresentazioneCaserma01

Il cortile della caserma De Cristoforis, ieri pomeriggio, prima dell’inizio della presentazione.

PresentazioneCaserma02

Radici e ali di cittadinanza attiva a Como Borghi

Panorami-03bbL’enorme spazio della caserma De Cristoforis da anni sottratto alla città e che potrebbe da solo risolvere molti dei problemi sociali del territorio sarà almeno per una volta riaperto ai cittadini e alle cittadine del quartiere di Como Borghi venerdì 21 febbraio alle 18. Tutti e tutte sono invitati nella caserma di piazzale Monte Santo 2 a Como alla presentazione del progetto Radici e Ali per esserne coinvolti e farsi partecipi del processo di vita attiva che si sta innescando nel quartiere. [Presto on line tutte le informazioni su ecoinformazioni].

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