Consiglio di Stato

Respinto il ricorso contro l’allargamento della Ztl

ztl-2-2Il Consiglio di stato ritiene infondato il ricorso presentato da alcuni cittadini, commercianti e Acus, «dal punto di vista del diritto» e per la «assenza di un “concreto periculum” tale da giustificare la sospensione del provvedimento con cui il Comune di Como ha istituito la nuova Ztl in piazza Roma e in piazza Volta e adeguato le tariffe dei parcheggi».

 

«È stata depositata l’ordinanza con cui il Consiglio di stato si è pronunciato in merito al ricorso presentato da alcuni cittadini e commercianti, insieme all’Acus (Associazione civica utenti della strada), per la riforma della sentenza del Tar rispetto alla richiesta di sospendere i provvedimenti adottati dal Comune su Ztl e tariffe della sosta – spiega un comunicato del Comune di Como –. “Ad un esame tipico della presente fase cautelare – si legge nell’ordinanza, emessa dalla quinta sezione del Consiglio di stato, presieduta da Luigi Maruotti – le numerose doglianze prospettate non risultano basate sul necessario fumus boni juris in ordine alla corretta esegesi del d.lgs.n.285 del 1992, come della legge generale sul procedimento e della normativa comunitaria in tema di circolazione delle merci e dei servizi. Considerato che – in relazione agli interessi pubblici e privati in conflitto – non risulta sussistente un concreto periculum in capo agli odierni appellanti, tale da comportare l’accoglimento della domanda cautelare il Consiglio di stato respinge l’appello e condanna gli appellanti al pagamento delle spese del presente grado di giudizio che liquida in 2mila euro, oltre accessori di legge, in favore dell’amministrazione comunale”».

«Un’idea di città che guarda al futuro – afferma il sindaco di Como Mario Lucini –. Questa è stata, ed è, la base della nostra proposta di allargare la Ztl. Sono emerse posizioni di contrarietà ma adesso credo sia venuto il momento di guardare avanti». «È importante cogliere le nuove opportunità che si aprono attraverso la riqualificazione degli spazi pubblici – prosegue l’assessora alla Mobilità Daniela Gerosa –. Le piazze e le strade possono accogliere nuove funzioni ed essere utilizzate per spettacoli, eventi, concerti e la riqualificazione delle vie e piazze interessate dalla Ztl confermerà la bontà di questa scelta».

Intanto prosegue l’iter per la risistemazione dell’area interessa5a: «Si stanno concludendo i lavori della Commissione chiamata a valutare i progetti di riqualificazione presentati per piazza Roma nell’ambito del concorso di progettazione bandito dal Comune di Como (23 i progetti presentati). Per quanto riguarda piazza Volta (15 i progetti da valutare) si prevede di chiudere entro metà ottobre e a quel punto saranno svelati i vincitori di entrambi i concorsi». [md, ecoinformazioni]

Il Ticino versa le quote delle imposte 2013

canton ticinoDa Bellinzona verranno versati all’Italia 58,7 milioni di franchi, la Svizzera vuole concludere i concordati con l’Italia entro la fine della primavera 2015, se no il Ticino minaccia il blocco dei ristorni.

 

«Il Consiglio di stato ha deciso di non bloccare il versamento all’Italia della quota parte delle imposte alla fonte dei frontalieri dell’anno 2013, che ammonta a 58,7 milioni di franchi, in applicazione dell’Accordo tra la Svizzera e l’Italia relativo all’imposizione dei lavoratori frontalieri e alla compensazione a favore di Comuni italiani di confine del 3 ottobre 1974 – spiega una nota del Consiglio di stato ticinese –. La decisione, come noto, è stata preceduta negli ultimi mesi da incontri e aggiornamenti sull’avanzamento delle trattative con l’Italia riguardo alla rinegoziazione della convenzione contro la doppia imposizione e dell’Accordo sull’imposizione dei frontalieri con la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, il segretario di stato Jacques de Watteville e anche la Deputazione ticinese delle Camere federali».

«Da questi incontri è scaturita la ferma volontà delle autorità federali di concludere i negoziati con l’Italia al più tardi entro la fine della primavera del 2015 – specifica il comunicato –. Se ciò non dovesse realizzarsi nei termini previsti la consigliera federale Widmer-Schlumpf ha garantito alla Deputazione ticinese e al Consiglio di stato che saranno presi provvedimenti concreti a salvaguardia degli interessi del Ticino e della Svizzera».

«Questo chiaro impegno del Governo federale ha condotto la maggioranza del Consiglio si stato a decidere di non bloccare il pagamento della quota spettante all’Italia dell’imposta alla fonte sui redditi dei lavoratori frontalieri del 2013 secondo quanto previsto dall’accordo internazionale – sottolineano da Bellinzona–. La decisione contribuirà a rafforzare la posizione della delegazione svizzera che conduce le trattative al fine di rinegoziare la Convenzione contro la doppia imposizione e l’Accordo sull’imposizione dei frontalieri, che ne è parte integrante. Un blocco dei ristorni, parziale o totale, avrebbe messo fortemente a rischio la continuazione delle trattative».

«Il Consiglio di stato osserva in questa sede come i negoziatori svizzeri siano perfettamente edotti e consapevoli delle aspettative ticinesi riguardo sia al provento dell’imposta alla fonte dei lavoratori frontalieri, sia dell’importanza della nuova regolamentazione fiscale per il futuro della piazza finanziaria ticinese, già confrontata con importanti cambiamenti strutturali derivanti dal contesto internazionale – rileva la nota –. Nella denegata ipotesi in cui i negoziati con l’Italia non dovessero concludersi entro la fine della prossima primavera, accanto ai provvedimenti concreti garantiti dall’autorità federale tornerebbe d’attualità il blocco dei ristorni, che in quell’occasione potrebbe completare l’eventuale risposta elvetica all’inconcludenza di un negoziato che il Consiglio di stato, con la decisione odierna [mercoledì 25 giugno], auspica di contribuire a perfezionare in tempi accettabili per tutte le parti». [md, ecoinformazioni]

Stabio-Mendrisio-Como

logo_tilosbb cff ffsNasce un servizio viaggiatori regionale tra Como/Albate e Stabio, via Mendrisio in attesa dell’apertura della tratta fino a Varese.

 

«La strategia avviata dal Dipartimento del territorio negli scorsi mesi per contrastare gli effetti negativi del traffico pendolare, a favore della viabilità e della vivibilità del Cantone, si arricchisce di un ulteriore tassello – annuncia una nota del Canton Ticino –. Il Consiglio di stato, d’intesa con la Regione Lombardia, ha infatti deciso di istituire un servizio viaggiatori regionale tra Como/Albate e Stabio, via Mendrisio, in collaborazione con Ffs/Tilo e con il sostegno della Confederazione».

«L’importante incremento del traffico veicolare degli ultimi anni – causato dall’aumento della popolazione residente e, in particolare, dei lavoratori frontalieri – ha portato alla congestione della rete stradale nel Mendrisiotto e nel Luganese, specie durante gli orari di punta, al mattino e alla sera – prosegue la nota –. Tra le varie misure elaborate per arginare questo fenomeno, la scorsa settimana il Consiglio di stato ha approvato la modifica del Regolamento della Legge sullo sviluppo territoriale, nella parte che riguarda i posteggi privati (art. 51-62). Un’ulteriore misura per sgravare le strade del Sottoceneri e proporre alternative alla mobilità individuale si aggiunge ora, con la decisione di istituire un servizio viaggiatori regionale tra Como/Albate e Stabio, via Mendrisio».

Più precisamente: «La nuova offerta coprirà le ore di punta del mattino, fra le 5 e le 8, e del pomeriggio, fra le 16 e le 19, con un treno ogni ora da Mendrisio a Como, e viceversa, e uno ogni 30 minuti tra Stabio e Mendrisio.

«Il Consiglio di Stato intende in questo modo cogliere l’opportunità offerta della conclusione – avvenuta secondo il programma – dei lavori di costruzione sul lato svizzero della tratta ferroviaria, per compiere un primo passo in vista dell’apertura completa – conclude lo scritto –. L’auspicio è che l’adozione progressiva di ulteriori misure accompagnatorie possa incentivare forme di mobilità più sostenibili e migliorare la qualità di vita della popolazione». [md, ecoinformazioni]

«Garantire rapporti di buon vicinato tra la Lombardia ed il Canton Ticino»

regionelombardia2Questo l’obiettivo di Maroni dopo un incontro con il presidente del Cantone Beltraminelli: «Partendo dal presupposto che non è detto che Roma e Berna abbiano i nostri stessi interessi».

«Quello con il presidente ticinese Beltraminelli è stato un incontro molto utile e peraltro già programmato da tempo – ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni sull’incontro avuto a Varese con il presidente del Consiglio di stato della Repubblica e Cantone del Ticino Paolo Beltraminelli in una conversazione con i giornalisti all’inaugurazione del Milan Club “LombarDiablo” al 19° piano di Palazzo Pirelli martedì 18 febbraio –: è stata un’occasione per discutere, scambiarci delle opinioni su quanto successo e sulle iniziative da prendere per garantire rapporti di buon vicinato tra la Lombardia ed il Canton Ticino, partendo dal presupposto che non è detto che Roma e Berna abbiano i nostri stessi interessi».

«Insieme al Canton Ticino vogliamo sviluppare un’iniziativa comune – ha proseguito Maroni –. Per quanto ci riguarda, a tutela dei frontalieri e dei Comuni di confine che ricevono i ristorni; mentre il Canton Ticino deve dare soddisfazione alle richieste che arrivano dai cittadini ticinesi. Sembrano posizioni in contrasto le une con le altre ma il nostro compito è quello di trovare una soluzione che sia utile e soddisfacente sia per noi che per loro. Non è facile ma ci vogliamo riuscire». [md, ecoinformazioni]

Non cambia nulla per il mercato del lavoro ticinese

canton ticinoDopo il referendum di domenica 9 febbraio il Canton Ticino precisa «le misure collaterali alla libera circolazione delle persone rimangono per ora l’unico strumento a tutela del mercato del lavoro ticinese», almeno fino al 2016.

«A seguito del risultato della votazione federale riguardante l’iniziativa popolare Contro l’immigrazione di massa, il Consiglio di stato ha preso atto della volontà del Consiglio federale di elaborare uno schema d’attuazione delle nuove disposizioni costituzionali entro la fine di giugno e di proporre un progetto di legge entro la fine dell’anno – spiega un comunicato del Consiglio di stato, il Governo, del Canton Ticino –. Quest’ultimo dovrà essere approvato dalle Camere federali e sottostarà ad un referendum facoltativo; pertanto, potrà difficilmente entrare in vigore prima del 2016».

«Il Consiglio di stato attende con interesse l’evolversi dei colloqui esplorativi che il Consiglio federale [il Governo svizzero] avvierà a breve con l’Unione europea in vista dei negoziati sull’Accordo di libera circolazione delle persone (Alcp) – prosegue lo scritto –. Ricorda che, se quest’ultimo dovesse cadere, anche la base legale per le misure collaterali alla libera circolazione verrebbe a mancare (in base all’articolo 15 della legge federale concernente le misure collaterali per i lavoratori distaccati e il controllo dei salari minimi previsti nei contratti normali di lavoro – LDist)».

«Allo stato attuale l’Alcp rimane in vigore e quindi le misure collaterali mantengono tutta la loro importanza – assicura la nota –. In attesa di nuovi sviluppi, il Dfe rinnova il suo impegno a tutela del mercato del lavoro ticinese. Da un lato, tramite la Commissione tripartita, esso continua il monitoraggio del mercato del lavoro, individuando gli abusi e adottando misure d’intervento mirate. Il Tribunale federale, con la propria sentenza del 20 novembre 2013 sui contratti normali di lavoro (Cnl) nell’industria, ha confermato e avvalorato il modello di valutazione del dumping scelto dalla Commissione tripartita. D’altro canto, il Dfe intende portare avanti con forza il suo impegno a livello federale, volto a colmare le lacune normative e a rafforzare le misure collaterali. Il Consiglio di Stato ha trasmesso da tempo le misure di competenza federale contenute nel rapporto Lavoratori frontalieri, fornitori di prestazioni indipendenti esteri e lavoratori distaccati in Ticino al Gruppo di lavoro per le misure collaterali, presieduto dalla Segretaria di stato dell’economia Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch».

«Il Consiglio di stato ha inviato oggi una lettera alla Segreteria di stato dell’economia (Seco) con due proposte aggiuntive – termina il comunicato –. La prima chiede di estendere a tutti i settori il principio della responsabilità solidale nel contesto dei subappalti, mentre la seconda è volta alla creazione di una base legale che permetta di sanzionare il mancato rispetto dell’obbligo d’informazione e di consultazione dei documenti da parte delle Commissione tripartita (di cui all’art 360b, cpv. 5, CO). Il Consiglio di Stato auspica inoltre che il Consiglio federale sostenga la mozione Regazzi 13.4149 volta ad assicurare una più equa partecipazione della Confederazione ai costi della sorveglianza del mercato del lavoro e dei ripetuti interventi della mano pubblica tramite gli strumenti delle misure collaterali». [md, ecoinformazioni]

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