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Connessioni controcorrente / Una giornata di teatro civile / “Immigrazione, teatro, scuola”

Dalle 18.30 di mercoledì 26 aprile, la Giornata di teatro civile promossa da Teatrogruppo popolare, Arci Xanadù e Arci ecoinformazioni è proseguita con un dibattito tra l’immigrazione, la scuola e il teatro. Proprio migrazione, accoglienza e inclusione sono infatti le tematiche caratterizzanti di questa iniziativa, giunta quest’anno alla sua terza edizione. Il dibattito è stato introdotto e moderato da Pino Adduci, regista della compagnia teatrale e autore degli spettacoli proposti nel corso della giornata; hanno partecipato (in ordine d’intervento) Olivia Molteni Piro (Kibaré Onlus), Letizia Torelli (Fata Morgana), Anna Ostinelli (Ic Borgovico), Betti Bordoli (Scuola primaria di Argegno), Alessandro Delcaro (Scuola diritti umani del Coordinamento comasco per la pace).

In apertura, Adduci ha sottolineato l’importanza della realtà scolastica come veicolo di accoglienza e di inclusione. Quando si considera l’immigrazione come questione di (in)sicurezza politica e sociale, si tende in effetti a dimenticare la dimensione quotidiana del fenomeno, fatta di piccole e grandi incomprensioni, difficoltà e fraintendimenti. L’intervento del teatro, più in generale dell’arte, intende proprio colmare queste lacune offrendo a tutti e a tutte un linguaggio universale che, a parte risolvere le difficoltà iniziali, può avviare un percorso di formazione condivisa. Da qui il coinvolgimento della “pluriclasse” multietnica della scuola primaria di Argegno – sedici alunni, tre continenti, diverse nazionalità – nella messa in scena del più italiano dei racconti, quello di Pinocchio, portato sul palcoscenico del circolo Arci Xanadù in mattinata (qui gli articoli e le foto ; i video di Dounia Arrafi e Luca Bedetti sono online sul canale Youtube di ecoinformazioni ).

Che la creazione e l’espressione artistica possano creare un’armonia di arrivo (e di partenza) lo conferma il secondo spettacolo rappresentato mercoledì, Sconfinati Destini. Storie di vite in cammino, che ha debuttato lo scorso 9 aprile sul palco del Teatro sociale. A parte l’indubbio, giustamente apprezzatissimo valore artistico, il punto di forza di Sconfinati destini sta nell’avere dato, o restituito, la possibilità di esprimersi in modo forte e chiaro agli otto giovani richiedenti asilo che hanno preso parte alla rappresentazione.
E quale luogo migliore per raccontare la propria storia del palco più bello della città di Como, quello di un teatro che si chiama “Sociale”, quindi “di tutti”? ha osservato Piro, alla cui Onlus, Kibaré – attiva su diversi progetti di cooperazione allo sviluppo in Burkina Faso – sono stati devoluti i fondi raccolti al debutto dello spettacolo.
Che un’associazione attiva nello sviluppo in loco – in linea con la dottrina dell’ “aiutiamoli a casa loro” di padana memoria, se vogliamo – si sia attivata dall’estate scorsa nel percorso di accoglienza spontanea e trasversale che ha portato all'”assemblaggio” della Bella Como. Una definizione che tuttavia non convince Piro, poiché gli oltre quattrocento soggetti coinvolti, pur generosi e disposti ad accantonare le reciproche divergenze, non hanno fatto nulla più di quanto fosse giusto e doveroso fare.
Lo stesso scetticismo di Piro si estende al concetto di “integrazione”, un termine associato al modello assimilativo di convivenza interetnica: se noi vi ospitiamo, voi accettate e adottate i nostri valori, senza se e senza ma. Piro preferisce far riferimento all'”interazione”, in cui ognuno può sì mostrarsi ricettivo verso il proprio interlocutore, ma senza per questo rinunciare alla propria specifica identità.
Imporre forzatamente un modello culturale “altro” può portare a gravi distorsioni e crisi individuali e sociali, specie se entrano in gioco lunghe e complicate trafile burocratiche che marginalizzano ulteriormente migranti e richiedenti asilo, vittimizzandoli o rendendoli invisibili agli occhi della legge, della politica e della società. Se alcuni centri di accoglienza mostrano attenzione verso le specifiche necessità della persona, questa situazione non si verifica sempre, e soprattutto non si verifica nelle strutture “ghettizzanti” che impediscono interazioni simmetriche tra i migranti e la comunità locale. Qui entra in gioco il contributo di Refugees Welcome, rete di accoglienza nata a Berlino nel 2014 e recentemente introdotto anche a Como, in cui richiedenti asilo con permesso di soggiorno possono essere ospitati da famiglie del posto, mettendo in moto un modello di accoglienza diffusa.

Dimmi se cerchi bellezza / anche quando tutto sembra, sembra soffocarti l’anima, recita Dimmi, una delle canzoni più note dei Sulutumana. Letizia Torelli di Fata Morgana è di questo parere, nel portare l’esperienza della propria associazione: su iniziativa della Rete per la grave marginalià, Fata Morgana e Luminanda hanno infatti offerto a tutte e tutti un laboratorio di teatro al chiostrino di Sant’Eufemia (piazzolo Terragni, 4), sede di Artificio. Il percorso teatrale si basa in questo caso su una delle massime celebrazioni cinematografiche degli “invisibili”: Miracolo a Milano, pellicola neorealista firmata da Vittorio de Sica. In tali situazioni, l’arte non è però fine a se stessa: essa serve innanzitutto a creare “relazioni a catena” tra i soggetti coinvolti, soddisfando il bisogno di bellezza, armonia e comprensione che è connaturato in ognuno. Scattando fotografie nel corso dei laboratori, Torelli ha registrato un progressivo percorso di crescita e di avvicinamento, che accomuna questa iniziativa al progetto I canti della seta, proposto in questi mesi alla città da Virgilio Sieni, noto e acclamato coreografo.

Anna Ostinelli, responsabile dell’integrazione degli alunni stranieri nell’Istituto comprensivo Borgovico di Como, ha ricordato che la realtà dell’integrazione in sede scolastica è assai più complessa di quanto si pensi “dall’esterno”. Anziché considerare gli e le studenti stranieri come “immigrati”, sarebbe forse più utile ribaltare la prospettiva e vederli come e-migranti, ciascuno con la propria cultura d’origine, il proprio vissuto e le proprie aspirazioni. Ci sono degli aspetti comuni, o delle tendenze – l’80% delle e degli alunni stranieri in Italia si orienta verso una formazione di tipo professionale, perché si sentono più motivati – sia pure per necessità –  ad acquisire competenze pratiche che non a perseguire una carriera accademica. Ciò non significa però che vadano accantonate le specificità individuali, né sottovalutare gli ostacoli di tipo burocratico, legale e psicologico di cui cadono vittima i giovani stranieri e i migranti di seconda generazione, che spesso soffrono della propria posizione intermedia tra la cultura familiare e quella del paese in cui sono nati e cresciuti. Il lancio della “pluriclasse” multietnica di Argegno asseconda questa volontà di valorizzare la diversità delle e degli alunni, ma tale progetto sottintende un altro, amaro aspetto della multiculturalità contemporanea, osserva Betti Bordoli, docente della classe: quello di genitori che, temendo la “ghettizzazione” della scuola come effetto di una diffusa presenza straniera, iscrivono i figli in altri istituti. Sembra una profezia che si autoavvera: e in effetti, nonostante l’esito positivo dell’esperimento condotto per due anni con Teatrogruppo Popolare (che ha effettivamente creato una maggior coesione tra i piccoli partecipanti), la scuola primaria di Argegno si avvia alla chiusura. Bordoli ha peraltro confermato le difficoltà nella gestione di una micro-comunità interetnica già evidenziate da Ostinelli, ricordando che il razzismo non è un’esclusiva euro-occidentale e che non sempre la scuola è avvertita come priorità dagli alunni e dalle loro famiglie, nonostante il suo importante ruolo nel processo di inclusione (specie quando essa non è percepita come un ambiente sereno!).
Quest’ultimo aspetto è stato portato alla luce anche da Alessandro Delcaro, educatore della Scuola per i Diritti Umani, progetto del Coordinamento Comasco per la Pace che dal 2005 è aperto alle classi quarte di diversi istituti superiori di Como e provincia. La dimensione migratoria – si è visto anche a Como – coinvolge soprattutto persone di giovane età, sia che arrivino da soli sia che seguano le famiglie. All’esperienza del trasferimento e dello shock culturale, si sommano difficoltà di ordine psicologico e “socio-economico” che possono portare a considerare la formazione scolastica come una vera e propria perdita di tempo, tutt’al più come l’opportunità per acquisire i rudimenti della lingua locale, quanto basta per mettersi a lavorare ed acquisire uno status indipendente. Questa esigenza si fa ancora più acuta quando, con il conseguimento della maggior età, i giovani migranti devono abbandonare le (già poche) strutture di accoglienza per minorenni non accompagnati e cercare sistemazione in proprio.
L’alta frequenza di abbandoni scolastici da parte di studenti (non solo) stranieri è un dato, che è però direttamente connesso alle limitate possibilità di inserimento armonioso e funzionale nella società italiana.

Le difficoltà integrative che si incontrano a livello locale in sede scolastica non sono certamente un’esclusiva italiana e tantomeno di Como. Dall’incontro di mercoledì pomeriggio emergono però chiaramente alcuni spunti di riflessione: la necessità di un maggior coinvolgimento diretto e costante della comunità ospitante nell’interazione con i nuovi arrivati, siano essi in transito o in arrivo; il bisogno di valorizzare l’esperienza e i bisogni dell’individuo lavorando sugli elementi comuni, o costruendone con l’aiuto dell’arte, la presa d’atto che l’inclusione è “il percorso” prima ancora che “il traguardo”, e che come tale va affrontata in modo organico, mettendo in relazione ogni soggetto coinvolto, sia da parte di chi è accolto, sia da parte di chi accoglie. [Alida Franchi, ecoinformazioni].

Guarda il video di Luca Bedetti

Strategie per un mondo nuovo/ Il documento finale

La conferenza Strategie per un mondo nuovo: prospettive di gestione dei flussi migratori provenienti dall’Africa, che si è tenuta sabato 18 febbraio 2017 presso il Teatro Sociale di Como, ha prodotto un documento finale di indirizzo che verrà inviato al Governo, al Gruppo di Ambasciatori africani accreditati in Italia e al CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane).

Lo riportiamo integralmente qui di seguito.

 

«DOCUMENTO FINALE
Il 18 febbraio 2017, si è tenuta a Como la Conferenza “Strategie per un mondo nuovo: prospettive di gestione dei flussi migratori provenienti dall’Africa”, organizzata dal Centro Relazioni con l’Africa della Società Geografica Italiana, dall’Università degli Studi dell’Insubria, dall’Università degli Studi di Pavia, dall’Università degli Studi di Sassari e dal suo Nucleo Ricerca Desertificazione (NRD), dal Coordinamento Comasco per la Pace e dall’Associazione del Volontariato Comasco – Centro Servizi per il Volontariato (CSV) di Como.
L’iniziativa che ha beneficiato della partecipazione di Onorevoli rappresentanti del Parlamento della Repubblica Italiana e del Parlamento dell’Unione Europea, del Prefetto e del Sindaco della Città di Como, del patrocinio del Comune e dell’adesione di numerose e attive associazioni cittadine, è nata dall’esperienza maturata dalla Città di Como nella gestione del crescente flusso di migranti, in prevalenza di origine africana, respinti alla frontiera elvetica.
La Conferenza di Como, preso atto della trasformazione del fenomeno migratorio da evento emergenziale in elemento strutturale dell’epoca attuale, ha elaborato un documento finale capace, se attuato, di contribuire alla gestione dei flussi migratori provenienti dall’Africa.
Di seguito gli indirizzi finali emersi dai lavori di Como:
1 Le prospettive in crescita dei flussi migratori dall’Africa verso l’Europa richiedono la collaborazione e la stretta concertazione fra Istituzioni africane ed europee. Nessun Paese da solo può immaginare di affrontare quello che appare essere uno dei maggiori elementi di trasformazione della società contemporanea. Occorre agire in fretta e accompagnare con determinazione – in Europa come in Africa – un fenomeno che rischia altrimenti di travolgere non solo la nostra amicizia ma il fondamento stesso della nostra comune cultura e civiltà.
2 È necessario procedere alla costituzione in tempi rapidi di una struttura euro-africana di coordinamento per la gestione congiunta della situazione. In attesa, l’Italia dovrebbe procedere all’istituzione di una analoga struttura che – sempre con la collaborazione e partecipazione di rappresentanti di Istituzioni africane – coordini le competenze e le attività attualmente distribuite fra diverse Istituzioni, favorendo in tal modo la coerenza degli approcci, delle modalità di intervento e degli strumenti operativi.
3 Per sostenere la creazione di posti di lavoro nei Paesi africani – maggiore elemento di una politica di contenimento dell’espansione dei flussi migratori – occorre favorire l’attuazione di un “Fondo Speciale” di grandi dimensioni a livello europeo – ma in stretta correlazione con analoghi fondi nazionali – destinato a finanziare lo sviluppo mediante interventi diretti alla creazione di posti di lavoro e alla formazione giovanile in Africa.
4 L’afflusso indiscriminato di emigranti economici va scoraggiato mediante misure energiche contro i trafficanti e mediante accurate campagne di informazione nei Paesi di provenienza che collaboreranno all’applicazione dei provvedimenti di accoglienza e reinserimento degli immigrati respinti.
5 L’accoglienza degli immigrati necessari alla sostenibilità delle economie europee e delle nostre società deve garantire processi inclusivi non basati su principi di assistenzialismo ma sul rispetto di regole comuni e delle diversità culturali. Un lavoro congiunto e innovativo deve essere svolto – anche con il concorso degli enti di ricerca – per dare nuovo slancio ed efficacia alle politiche e attività di accoglienza e integrazione.
6 Il pieno e rapido inserimento degli immigrati regolarmente residenti in attività lavorative è la chiave per una positiva politica di inclusione. Essa deve essere però accompagnata da provvedimenti per la distribuzione degli immigrati nel tessuto sociale dei Paesi di accoglimento, evitando la creazione di ghetti o di separazioni artificiali.
7 Occorrerà inserire nei programmi scolastici della scuola dell’obbligo adeguati riferimenti alle culture di origine delle comunità immigrate maggiormente presenti sul territorio e con una visione sempre più aperta alla comprensione delle diversità e affinità culturali.»

No alle deportazioni/ Intervenga il prefetto

tasferimenti-coattiIl Coordinamento comasco per la Pace, il sodalizio che unisce una trentina di Comuni (tra essi Como che esprime il presidente Mario Forlano) e cinquanta associazioni della provincia di Como, con una nota che pubblichiamo integralmente, si appella al prefetto perché cessino rastrellamenti e deportazioni. «Oggi (2o febbraio ndr), nuovamente, è partito da Como un autobus con probabile destinazione Taranto. Oggi, nuovamente, trasporta migranti cercati e trovati per le vie della città senza “regolari” documenti. (altro…)

20 gennaio/ Alexarnder Langer. Una buona politica per riparare il mondo

pianoterra-langerAssociazione in viaggio e Coordinamento comasco per la pace, promuovono venerdì 20 gennaio alle 18 alla sala Pianoterra di via L. Leoni a Menaggio un incontro con Marzio Marzorati che presenterà il libro: Alexarnder Langer. Una buona politica per riparare il mondo [2016, ed. La biblioteca del cigno, 250p., 10 euro]. Il volume è stato curato da Marzio Marzorati e Mao Valpiana.

Alex Langer, è nato a Sterzing/Vipiteno, in Alto Adige/Südtirol, il 22 febbraio 1946. Giornalista, traduttore, insegnante, collabora fin da giovanissimo con diverse riviste, associazioni, iniziative civiche. Dal 1978 viene eletto per tre legislature in Consiglio provinciale di Bolzano nella lista Neue Linke/Nuova sinistra prima e in quella Verde Alternativa dal 1988. Negli anni ‘80 è fra i promotori del movimento politico dei Verdi in Italia e in Europa. Eletto deputato al Parlamento europeo nel 1989 diventa primo presidente del neo-costituito Gruppo Verde. S’impegna soprattutto per una politica estera di pace, per relazioni più giuste Nord-Sud ed Est/Ovest, per la conversione ecologica della società, dell’economia e degli stili di vita. Dopo la caduta del muro di Berlino aumenta il suo impegno per contrastare i contrapposti nazionalismi, sostenendo le forze di conciliazione interetnica nei territori dell’ex-Jugoslavia. Con il Verona Forum offre un tavolo di dialogo a centinaia di militanti della convivenza che si riuniscono in diverse città europee. In occasione dei censimenti del 1981 e 1991 Alexander Langer, di madre lingua tedesca, si dichiara “obiettore etnico” rifiutando l’opzione linguistica per non rafforzare la politica di divisione etnica. Con questo pretesto, nel maggio ‘95, viene escluso dalla candidatura a Sindaco di Bolzano, la sua città. Decide di interrompere la vita il 3 luglio 1995, all’età di 49 anni. Riposa nel cimitero di Telves/Telfes (Bz), accanto ai suoi genitori.

La Fondazione Alexander Langer Stiftung è stata costituita nel 1999 grazie al contributo di numerose persone, associazioni e istituzioni, allo scopo di sostenere gruppi e persone che con la loro opera contribuiscono a mantenere viva l’eredità del pensiero di Langer e perseguono il suo impegno civile, culturale e politico (art. 2 dello Statuto). Le principali attività della Fondazione sono: il Premio internazionale Alexander Langer, il Festival internazionale Euromediterranea, Mediatori dei conflitti e operatori di pace, Adopt Srebrenica, Per una cultura dell’accoglienza, Centro di documentazione dei materiali e lavori di Alexander Langer. Alla Fondazione è stato attribuito il Premio della Città di Roma 2005 per la pace e l’azione umanitaria.http://www.alexanderlanger.org/

2 e 3 dicembre/ a Cantù aperitivo siriano e spettacolo Ritratto di donna araba che guarda il mare

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Sabato 3 dicembre alle 21 il teatro San Teodoro di Cantù mette in scena lo spettacolo Ritratto di donna araba che guarda il mare, una produzione LAB121 con il sostegno di Premio Riccione per il Teatro, NEXT/laboratorio delle idee 2015.

Un uomo europeo e una donna nordafricana, spinti rispettivamente dalla curiosità e dalla speranza, si incontrano cambiando così il destino di ognuno. Un testo sulla condizione della donna e sul potere dell’uomo, una lotta verbale che genera distanza e alimenta l’incomprensione tra esseri umani già diversi tra loro. Un ritratto, un incontro casuale tra le vie del vecchio quartiere, una pausa a un tavolino della città vecchia mentre uno sconosciuto accanto ti racconta la sua vita, brandelli di una possibile realtà che provano a prende corpo, che provano a diventare storia. Il tempo di un’ illusione.

Testo di Davide Carnavali
Regia di Claudio Autelli
Con Alice Conti, Michele Di Giacomo, Giacomo Ferraù e Giulia Viana
Scene e costumi Maria Paola Di Francesco
Organizzazione Monica Giacchetto e Camilla Galloni
Comunicazione Cristina Pileggi

Info, costi e biglietti: http://www.teatrosanteodoro.it/

La sera prima dello spettacolo, venerdì 2 dicembre alle 19, il teatro in collaborazione con il Coordinamento Comasco per la pace, nel contesto dei Venerdì della Storia organizzati dal Comune di Cantù ospiterà un gruppo di donne siriane richiedenti asilo, attualmente ospitate in provincia di Como che per l’occasione cucineranno un aperitivo interamente composto da piatti della propria tradizione che potremo gustare tutti insieme in ascolto del racconto delle loro storie e di come sono arrivate fin qui. L’ingresso all’apertitivo è libero.

 

Da Como alla Perugia-Assisi

mpaceMarcia Perugina-Assisi 2016. Da Como si parte da Piazza Atleti Azzurri d’Italia – Muggio elle  24 di sabato. Rientro previsto per le ore 24 di domenica 9 ottobre. Contributo per la partecipazione: adulti 40 euro, sotto i 30 anni 10 euro. Per informazioni e iscrizioni: Coordinamento comasco per la Pace info@comopace.org, 335.88250 (dopo le 21).

L’Unione Europea fermi la repressione in Turchia

Coordinamento_comasco_paceLettera aperta di associazioni, sindacati, ong a Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari Esteri. Tra i firmatari, insieme a Arci, Libera, Acli, Cgil e tanti altri, anche il Coordinamento comasco per la Pace. (altro…)

5 giugno/ Chiapas in movimento al Mondo delle uova

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Domenica 5 Giugno dalle 18.30 alla sede dell’associazione culturale Mondo delle uova, in via Volta 38 ad Arosio, Andrea Cegna, speaker di Radio Popolare e Radio Onda d’Urto, scrittore, attivista e curatore del blog #20zln sul ventennale della lotta zapatista presenterà El pensamiento critico frente a la hidra capitalista, testo redatto dalla Commissione Sexta dell’Ezln, l’esercito zapatista di liberazione nazionale.

Il testo racchiude gli interventi del Sup Galeano, del Sub Comandante Insurgente Moises e di altri esponenti dell’EZLN, tra cui quelli presentati in occasione degli eventi Homenaje a los compañeros Luis Villoro Toranzo y Maestro Zapatista Galeano del 2 maggio 2015 e El pensamiento critico frente a la hidra capitalista del 3-9 Maggio 2015, e narra la storia dell’insurrezione e della resistenza zapatista in Chiapas dal 1994 ad oggi. Pubblicato nella versione italiana da Iemmedizioni di Napoli, è stato tradotto da Comitato Chiapas Maribel – Bergamo e Associazione Ya Basta! – Milano.

Il ricavato dalla vendita del libro sarà devoluto alle comunità zapatiste.

Dopo la presentazione ci sarà un djset e un aperitivo a base di piatti tradizionali siriani.

Durante tutta la serata sarà disponibile il servizio bar a cura di Mondo delle uova, il cui ricavato andrà a sostenere Lambrock Festival, che si terrà a Lambrugo il 17, 18 e 19 Giugno.

L’ingresso è gratuito e riservato ai soci del Mondo delle uova.

Per informazioni: evento facebook

30 maggio/ Don Luigi Merola: «Nessun bambino nasce delinquente»

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Terzo impegno comasco per il prete anticamorra dopo San Fermo e la Feltrinelli di Como, lunedì 30 maggio all’Oratorio di Lomazzo in via Milano 24 alle 20,30 il CcP invita all’incontro Riflessioni ad alta voce di un prete scomodo con don Luigi Merola.
(altro…)

L’Europa dei muri. Che fare?/ La lezione del prefetto

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Nell’iniziativa di approfondimento organizzata il 4 aprile nella biblioteca di Como dalla Consulta provinciale degli studenti, in collaborazione con il Coordinamento comasco per la Pace, primo della serie di tre incontri Verso e oltre la giornata della creatività, il prefetto di Como Bruno Corda ha trattato il tema delle migrazioni invitando a considerarle un fatto ed evitando di descriverle dal punto di vista ideologico. 
Presto on line i video di Vanessa Magni, ecoinformazioni,  degli altri interventi. [Foto di copertina Consulta provinciale degli studenti Como]

Presto on line anche i video di Vanessa Magni, ecoinformazioni,  degli altri interventi.

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