Imposta unica comunale

Passa il Regolamento per la Iuc

8 COMOCOMUNELa maggioranza a Palazzo Cernezzi approva le norme per l’Imposta unica comunale, si inizia a parlare di aliquote.

 

E’ proseguita la discussione del Consiglio comunale comasco sul Regolamento che dirime l’Imposta unica comunale. Una lunga discussione ripresa dalla metà circa degli emendamenti presentati, per lo più bocciata dalla maggioranza che guida la città, salvo delle correzioni formali, presentate da Gaimpiero Ajani, Lega, e la proposta di Ada Mantovani, Adesso Como, di «andare incontro in una situazione di difficoltà delle aziende» sul pagamento dell’Imu. Scontate le dichiarazioni di voto. Diego Peverelli, Lega, si è nuovamente lamentato di aver ricevuto all’ultimo minuto la documentazione, «avete bocciato tutti gli emendamenti» ha aggiunto Luca Ceruti, M5s, «i cittadini pagano per dei servizi che non vengono poi garantiti – ha aggiunto Mario Molteni, Per Como –, come per i cimiteri». «Il Bilancio è stato presentato all’ultimo e diviso in pacchetti» ha proseguito Laura Bordoli, Ncd, mentre per Sergio Gaddi, Fi, «siamo di fronte al più grande aumento di tasse che la città abbia mai visto». Al voto l’opposizione ha quindi votato compatta contro il provvedimento sostenuto da tutta la maggioranza.

 

Aliquote

Il sindaco Mario Lucini, nelle vesti di assessore al Bilancio, ha quindi presentato la delibera sulle aliquote e le detrazioni per le tasse comprese nel Regolamento approvato poco prima. Il primo cittadino avrebbe voluto discutere anche la delibera successiva sull’Irpef in un’unica tranche, ma la riunione dei capigruppo precedente la discussione ha chiesto esplicitamente, sia dall’opposizione che dalla maggioranza, di discutere come da ordine del giorno e separatamente i due documenti.

Lucini ha ripercorso la storia degli ultimi anni di tasse e spese e il tentativo di ridurre queste ultime fatto dalla sua amministrazione. Una situazione difficile di fronte al continuo variare della normativa e l’introduzione di novità come il fondo di solidarietà «di cui nessuno è in grado di spiegare il meccanismo e l’entità». Il sindaco ha infatti ricordato come città simili per numero di abitanti paghino cifre notevolmente diverse: Busto 1,8 milioni, Varese 3,8 milioni, Como 8,8 milioni di euro. Un cifra che se sommata ai mancati trasferimenti porta a un enorme aggravio delle casse comunali.

«Questa spending review che avete cercato di fare ha inciso molto poco» ha detto dai banchi dell’opposizione, iniziati gli interventi, Francesco Scopelliti, Ncd, che ha proposto di riprendere in mano l’intero Bilancio e ripensarlo interamente «per ripartire in modo diverso per non arrivare a un muro contro muro con la città. La seduta è stata poi sospesa data l’ora. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Palazzo Cernezzi: Si prosegue sul Regolamento per la Iuc

3 COMO COMUNEInizia la discussione sui molti emendemamenti presentati al documento propedeutico al Bilancio.

 

Molti gli interventi preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 7 luglio. Francesco Scopelliti, Ncd, ha portato in aula una brochure della notte bianca di Blevio «per il vostro immobilismo ci prendono anche scherzosamente in giro “Como dorme” è scritto qui», mentre Marco Butti, Gruppo misto, ha chiesto di avere risposte nei tempi prescritti dal Regolamento alle proprie interrogazioni e Laura Bordoli, Ncd, ha chiesto lumi sulla gestione dei cimiteri, ritornando sul licenziamento di alcuni addetti a tempo determinato e citando disservizi incorsi dopo uno sciopero, «non si possono parcheggiare le persone», con una preoccupazione per il futuro «in previsione verrà appaltato il servizio all’esterno, possibile che non si riesca a fare altro? Che non ci siano la possibilità di una gestione interna?» La consigliera ha anche chiesto chiarimenti sul crollo al Tempio voltiano «perché nei primi momenti non sono state subito approntate delle barriere ed è stato consentito l’accesso?». Luca Ceruti, M5s, ha invece presentato due mozioni, una, per cui ha richiesto la trattazione con urgenza, per chiedere di partecipare al fondo statale dell’8 per mille per la ristrutturazione delle strutture scolastiche (la mozione), l’altra per prendere posizione contro il sistema dei dote scuola per «attivarsi per avanzare formale richiesta alla Giunta della Regione Lombardia, una correzione della normativa risultando il provvedimento pregiudizievole e discriminante per gli studenti delle scuole statali» (la mozione). Per ultimo Alessandro Rapinese, Adesso Como, ha presentato una interrogazione su Ztl e posteggi. «Sono stati tolti i posteggi blu in piazza Roma, quelli bianchi in convalle e aumentate le tariffe, la Giunta Lucini è quella che ha aumentato maggiormente la tassazione nella storia di Como» ha detto rilevando come dall’inizio dei provvedimenti ci sia stato un solo beneficiario l’autosilo Valduce, passato da 951mila euro a 1milione e 353mila con un aumento del 37 per cento degli introiti. «Forse il sindaco si è confuso quando parlava di rilancio dell’autosilo – ha concluso ironicamente Rapinese – fra Valmulini e Valduce».

 

Regolamento per l’Imposta comunale unica

Dopo l’appello la seduta è incominciata con la fine della discussione del Regolamento per l’Imposta comunale unica iniziata in quella precedente. «Non abbiamo il quadro d’insieme – si è lamentata Bordoli – ad ogni modo siamo a un livello di tassazione mai visto, solo l’Irpef raddoppia da 5,5 a 11 milioni».

Nella replica il sindaco Mario Lucini, come assessore al Bilancio, si è scusato per i ritardi nella presentazione dei documenti e nell’essere arrivati solo ora alla discussione ricordando «l’eccessiva variabilità delle norme» che bloccano il normale agire della macchina comunale. Il primo cittadino ha poi proposto all’aula una sospensiva per discutere con i proponenti i primi 11 emendamenti presentati nella seduta precedente, altri 25 si sono sommati e sono stati valutati dai revisori, due in teleconferenza, nel corso della serata. Una proposta apprezzata da molti esponenti dell’opposizione, ma non tutti e non avendo trovato un accordo si è passati in rivista gli emendamenti uno ad uno come di consueto. Sui 18 affrontati solo quattro sono stati approvati, agevolare le start up di imprese innovative, presentato da Butti, esentare dalla Tari gli edifici inagibili, una riduzione per gli spazi non più utilizzati dalle aziende in difficoltà con cassa integrazione, presentati da Ada Mantovani, Adesso Como, e togliere l’esenzione dalla Tasi agli immobili non venduti, presentato da Vincenzo Sapere, Paco-Sel: «Gli immobili a Como per l’80 per cento sono delle banche». All’avvicinarsi della mezzanotte la seduta è stata quindi, come di consueto, sospesa. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Inizia la discussione sull’Imposta unica comunale

8 COMOCOMUNELe opposizioni chiedono tempo e un confronto con i tecnici. Peverelli: «Ho avuto i documenti solo stasera!»

 

Bloccata da richieste di chiarimento e confronto la prima delle numerosissime sedute previste per arrivare all’approvazione del Bilancio del Comune di Como giovedì 3 luglio. Sono 12 infatti i consigli comunali previsti fino al 30 luglio per approvare le delibere necessarie al Bilancio di previsione 2014 e allo stesso documento programmatico cittadino.

Il primo dei documenti necessari è il Regolamento per l’Imposta unica comunale (Iuc) che è formata da Imu, Tasi e Tari, a cui seguiranno la definizione delle aliquote e detrazioni per Imu e Tasi e il regolamento per l’applicazione delle aliquote Irpef.

Ma I tempi stretti di arrivo in aula del provvedimento, presentato dal sindaco Mario Lucini, nelle vesti di assessore al Bilancio, hanno innervosito l’opposizione. Nello specifico il documento riprende quanto già regolamentato per le singole imposte precedentemente, con qualche correttivo e variazione, mentre le aliquote saranno parte di un documento successivo.

Diego Peverelli, Lega, lamentandosi per aver ricevuto i documenti, in formato cartaceo, solo in serata, ha chiesto la sospensione della discussione. Una proposta rifiutata dal presidente del Consiglio Stefano Legnani. «La tempistica è stata decisa in riunione dei capigruppo il 30 giugno» ha replicato, confortato dal capogruppo del Pd Andrea Luppi «la prima e-mail che ricordava l’ordine del giorno era del 30».

Laura Bordoli, Ncd, ha quindi chiesto una sospensione di mezz’ora preparare domande e chiarirsi con i tecnici, un tempo eccessivo per Legnani, una affermazione che ha scatenato un boato fra i banchi dell’opposizione: «Come fa a dire che è eccessivo». Accordatisi per 20 minuti la sospensione è durata poi poco più di un’ora e alla riunione fra minoranze e uffici ha partecipato anche il sindaco.

Iniziato il dibattito molti gli annunci di emendamenti alla delibera, anche dalla maggioranza. Luigi Nessi, Paco-Sel, ha ricordato la situazione casa, «come mai così tante alloggi sono vuoti?», ricordando gli sfratti avvenuti l’anno scorso. «Sono stati 744» ha rincarato la dose il compagno di gruppo Vincenzo Sapere, che ha ricordato come una concessione da una parte implichi un sacrificio per un’altra e che questo possa essere chiesto a «chi ha cementificato la città negli ultimi anni». «Siamo di fronte a un balleto di imposizioni fiscali – ha detto Alessandro Rapinese, Adesso Como –, per l’ennesima volta cambiano i nomi, ma continuano a vessare i cittadini». La collega di gruppo Ada Mantovani ha quindi annunciato emendamenti «per la tutela delle categorie più deboli». Un dubbio su come verranno classificati gli oratori è stato posto da Mario Molteni, Per Como, che ha chiesto, per i rifiuti, di farli rientrare nella scontistica del 40 per cento adottata per le scuole pubbliche non statali. Proposte di modifica che, a nome della maggioranza, Luppi ha annunciato di valutare senza preconcetti.

Alla mezzanotte la seduta è stata quindi sospesa e la discussione aggiornata a lunedì 7 luglio. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza