Italia Nostra

23 marzo/ Italia nostra e Costituzione

Italia nostra invita all’incontro Costituzione: beni comuni, tutela
dell’ambiente e del paesaggio che si terrà sabato 23 marzo alle 15 nel
salone della Biblioteca, Piazzetta Venosto Lucati 1, Como.

La Costituzione italiana è una delle prime costituzioni che tutela 
l’ambiente e il paesaggio con l’apposito articolo 9.
Come si concilia questo aspetto con la tutela dei beni comuni che è uno 
dei motivi costitutivi di Italia Nostra?
Interverranno:
Giuseppe Battarino, magistrato, già Gip di Varese, ora in forza alla
Commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie,
Valeria Santurelli, architetto, già dirigente del settore urbanistica 
del Comune di Napoli, ora ispettore del lavoro ad Avellino,
Fiammetta Lang, presidente della sezione di Como di Italia Nostra.

Mostre/ Italia da ri-conoscere

Sono passati cinquant’anni da quando, il 7 aprile 1967, venne inaugurata la mostra fotografica Italia da salvare, che intendeva portare – subito dopo i disastri del 1966 (Firenze e Venezia, tra le altre, devastate dall’acqua) – all’attenzione dell’opinione pubblica i rischi cui era sottoposto l’immenso patrimonio culturale, artistico e ambientale italiano.

Ora quelle immagini, nate dall’infaticabile opera di Renato Bazzoni, sono riproposte insieme ad altre in una nuova mostra, con un nuovo titolo Italia da conoscere e da amare. Il cambiamento di intitolazione può sembrare poca cosa, ma è invece sintomatico di un radicale mutamento di prospettiva; in quegli anni – nel pieno di un “miracolo economico” che sembrava inarrestabile, e che sembrava incompatibile con la preservazione dei valori profondi dell’eredità secolare di un Paese straordinario – l’imperativo era quello di un attivismo consapevole per salvaguardare i profondi valori culturali che dovevano costituire le basi stesse della democrazia italiana (allora appena appena maggiorenne); oggi, invece, quell’azione e quella partecipazione sembrano passare un po’ in secondo piano, dietro una più generica esigenza di conoscenza, davanti a un amore che rischia di scivolare in rimpianto senza poterci fare gran che.

Del resto conoscenza e amore sono ben presenti all’opera di Renato Bazzoni. Nato nel 1922, architetto di formazione, animato da una inesauribile curiosità per tutto quanto il patrimonio culturale italiano, a partire da quello più tradizionale (cui dedicò le sue prima “campagne” fotografiche, con immagini di una nitidezza eccezionale), trovò nell’opera di comunicazione e divulgazione dei rischi (ma anche degli obiettivi) dello sviluppo a tappe forzate degli anni del boom l’obiettivo di una vita. Lo strumento di quest’opera furono appunto le fotografie e le mostre, il processo fu attuato grazie al lavoro che la prima associazione “protezionistica” italiana a largo raggio: Italia Nostra.

Le immagini di Bazzoni non sono “fotografie di denuncia” in senso stretto; i suoi scatti, di fotografo “amatore” di eccezionale qualità, non cercano il disastro già avvenuto, non lo scandalo della speculazione edilizia e nemmeno il grido di pericolo della tragedia imminente, piuttosto raccontano la struttura profonda di un territorio ancora in buona parte sconosciuto e ricercano i sintomi di una trasformazione che, lungi dall’essere inevitabile, mette invece a repentaglio l’equilibrio possibile tra storia e attualità. I titoli delle mostre nate dalle sue iniziative sono, come si diceva, sintomatici: Italia da salvare, da una parte, a metà degli anni Sessanta, e Vivere in Lombardia, dall’altra, un decennio dopo. Ma la sua opera ovviamente non si fermò a questo, e si esplicò invece in un’azione quotidiana che rafforzò le iniziative di Italia Nostra per molti anni e poi si espresse nella fondazione, sul modello del National Trust inglese, del Fondo Ambiente Italiano, che doveva servire a mettere a disposizione risorse private per la salvaguardia attiva del patrimonio culturale “pubblico”.

Ora, l’esposizione promossa dal FAI, che fa tappa alla Villa Reale di Monza fino al 1° maggio (ingresso gratuito, ma bisogna ritirare l’ingresso in biglietteria), riporta all’attenzione il suo enorme contributo di conoscenza e racconto. La mostra è ben congegnata; sono presentate quasi trecento immagini dell’archivio di Renato Bazzoni, scattate tra l’inizio degli anni Sessanta e la fine dei Settanta, appartenenti ai diversi filoni che lo interessarono, e ripercorsa la sua vicenda fino alla sua improvvisa scomparsa nel 1996, provocata dall’eccesso di lavoro e di impegno. Dispiace solo che vengano esposti pochi originali: quasi tutte le immagini sono proposte riprodotte digitalmente su schermi di media grandezza, così che il ritmo di visione è obbligato e anche la qualità e la “materialità” delle opere un po’ sacrificata. Ma c’è comunque molto da imparare e non solo sui luoghi forograti… anche sugli obiettivi che li inquadrano.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Conoscere e amare l’Italia

Le trasformazioni del paese attraverso le fotografie di Renato Bazzoni, padre del FAI

Monza, Villa reale

8 aprile – 1 maggio 2017

Orari: martedì-domenica ore 10-19; venerdì 10-22

Ingrasso libero

Informazioni: http://www.mostrabazzoni.it

Ambientalisti per la Ztl

ztl-2-2Italia nostra, Legambiente, Wwf, Città possibile di Como con una lettera al sindaco del capoluogo lariano esprimono: «Convinto ed esplicito sostegno all’ipotesi di allargamento della zona a traffico limitato».

Fiammetta Lang, Sezione di Como di Italia nostra, Michele Marciano, Circolo “Angelo Vassallo” di Legambiente Como, Pierangelo Piantanida, Wwf Como, Beppe Reynaud, Città possibile Como, in una lettera congiunta al sindaco di Como Mario Lucini danno il proprio appoggio all’allargamento della Zona a traffico limitato nel centro città, che si allargherà ora a piazza Volta il prossimo 17 marzo.

«L’esperienza di molte città sia italiane che estere, ma anche la stessa istituzione della Ztl comasca – dichiarano –, dimostrano incontrovertibilmente come lalimitazione del traffico veicolare privato rappresenti una delle leve da utilizzare per promuovere la vivibilità delle aree urbane e, con essa, una maggiore vivacità sociale e uno sviluppo economico sostenibile».

Un passaggio per gli scriventi quindi necessario a cui auspicano si accompagni ad altre scelte: «Che, in maniera sinergica, possano efficacemente promuovere stili divita sani, responsabili e rispettosi del patrimonio naturale e culturale del nostro territorio. Ci riferiamo, in particolare, alla riqualificazione del trasporto pubblico (riorganizzazione degli orari, intensificazione delle corse, stazioni intermodali, rinnovo del parco automezzi, ecc.), alla promozione della mobilità dolce (realizzazione di piste ciclopedonali, messa in sicurezza dei percorsi pedonali, ecc.), alla pianificazione condivisa dei parcheggi urbani e peri-urbani, alla revisione della rete viaria (con zone 30 e collegamenti dedicati con le stazioni per ridurre la

congestione), all’urbanistica partecipata».

La speranza delle organizzazioni ambientaliste è che: «L’ampliamento della Ztl faccia parte di una strategia più ampia e articolata in grado di rinnovare il volto della città di Como, di cui sia possibile individuare un percorso ben delineato nel tempo oltre ad obiettivi definiti e condivisi» (la lettera). [md, ecoinformazioni]

Paolo Sinigaglia eletto presidente di Italia nostra Lombardia

logoitalianostraIl Comitato regionale lombardo di Italia nostra ha eletto sabato 14 dicembre i sui due vicepresidente e la giunta formata da sette persone. Nella riunione l’esponente comasco di Italia Nostra Paolo Sinigaglia è stato eletto presidente regionale dell’associazione da sempre impegnata per la valorizzazione, lo sviluppo e la conservazione del patrimonio di arte, cultura e ambiente del paese. Con l’elezione di Sinigaglia si conferma, dopo la nomina di Chiara Braga a responsabile ambiente della segreteria Renzi, il momento favorevole per il riconoscimento dell’importanza dell’ambientalismo lariano.

Il sogno (e gli incubi) degli archivi a Como

InvitoItNostra-5 ottobre-3Si è svolto nel pomeriggio di sabato 5 ottobre, nel salone della Biblioteca Comunale di Como, l’incontro “Il sogno della memoria” promosso dalla sezione di Como di Italia Nostra e dedicato “ai problemi e alle ricchezze” degli archivi di Como.

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Il sogno della memoria

italia nostraI problemi e le ricchezze degli archivi a Como, sabato 5 ottobre alle 14.45 nel Salone della Biblioteca comunale di Como, in piazzolo Terragni, organizzato da Italia Nostra Como in collaborazione con Archivio di stato di Como, Centro studi Rusca, Fondazione Antonio Ratti, Istituto di storia contemporanea “P.A. Perretta”, Museo didattico della seta, e il contributo di Fondazione provinciale della comunità comasca (altro…)

Italia Nostra favorevole all’ampliamento della Ztl

ztlItalia Nostra di Como esprime un convinto ed esplicito sostegno all’ipotesi di allargamento della zona a traffico limitato. Per per il Consiglio direttivo di Como dell’associazione «L’esperienza di molte città sia italiane che estere, ma anche la stessa istituzione della Ztl comasca, dimostrano incontrovertibilmente come la limitazione del traffico veicolare privato rappresenti una delle leve da utilizzare per promuovere la vivibilità delle aree urbane e, con essa, una maggiore vivacità sociale e uno sviluppo economico sostenibile». Leggi la lettera inviata al sindaco Mario Lucini.

Il Lago di Como verso l’Unesco

Le sezioni di Como e Lecco di Italia Nostra hanno organizzato Il Lago di Como verso l’Unesco, un convegno che si è svolto sabato 20 settembre nel teatro parrocchiale Teresio Olivelli di Tremezzo.

Paesaggi sensibili è il titolo che l’associazione nazionale Italia Nostra ha voluto dare alla sua giornata nazionale, organizzata per concentrare l’attenzione sui rischi che il patrimonio ambientale e culturale italiano continua a correre.
Quello scelto è un bel titolo perché, nel rinunciare a un allarmismo di maniera, mette bene in evidenzia che i paesaggi sono complessi delicati ma anche ricettivi, “sensibili”, appunto.
Tra i paesaggi su cui si è scelto di portare l’attenzione c’è anche il Lago di Como, e quindi le sezioni di Como e Lecco di Italia Nostra hanno organizzato un convegno che si è svolto sabato 20 settembre, presso il teatro parrocchiale Teresio Olivelli di Tremezzo, con il titolo Il Lago di Como verso l’Unesco. Obiettivo dichiarato era, quindi, verificare la possibilità, i problemi e le opportunità di far rientrare il Lago di Como nei siti dichiarati “patrimonio mondiale” dall’Unesco.
Il convegno, di fronte a più di un centinaio di persone – tra cui una classe dell’Istituto Vanoni di Menaggio -, ha offerto nel corso della mattinata quattro relazioni, che hanno ampliato il campo rispetto a quanto dichiarato nel titolo.
Molto interessante la prima relazione, di Giuseppe Battarino, magistrato a Varese, docente universitario, e in passato pretore con spiccati interessi – per sua esplicita ammissione – “ambientalisti”. Battarino ha messo a fuoco “l’idea di ambiente nelle leggi e nella coscienza collettiva”, partendo dalla Costituzione e dall’importanza che la legge fondante della Repubblica annette (in tempi assai precoci) all’ambiente come bene collettivo; la Costituzione, infatti, istituisce con chiarezza l’ambiente – oltre che i beni culturali – come ambito “extramercantile”, intendendo sottrarlo agli interessi particolari, esattamente il contrario di quello che rischia di succedere oggi, quando ogni bene è sottoposto a una deregolazione mercantilistica. Battarino ha poi anche evidenziato quanto sia necessario mettere a fuoco una strategia complessiva rispetto a questi problemi “prendendosi il giusto tempo per riflettere” – ha ripetuto più volte – invece di correre a perdifiato verso cambiamenti che rischiano di aprire problemi insolubili. Il riferimento – esplicito – è stato ai progetti di federalismo, su cui non c’è ancora sufficiente chiarezza di intenti; a questo proposito, ha ricordato come i “padri costituenti” nel fondare la Repubblica come “stato regionale” avessero messo in evidenza come la divisione in regioni fosse tutta da delineare, essendo chiaramente quella tradizionale del tutto inadeguata. A distanza di sessant’anni nessuno si ricorda più di questa necessità di approfondimento.
La seconda relazione, di Rosa Anna Genovese, una delle consulenti italiane dell’Icomos (l’agenzia referente per l’Unesco per l’inclusione dei siti ambientali nella lista del “patrimonio mondiale”), ha spiegato nel dettaglio le procedure e i problemi per entrare nella lista. Attualmente sono 878 i beni iscritti in tutto il mondo, ma la lista di attesa è lunga (solo in Italia i siti in attesa di riconoscimento sono 41 e per ciascuna nazione le nuove ammissioni non possono essere più di due all’anno). La relatrice non ha nemmeno nascosto che l’inclusione nella lista non costituisce di per sé una garanzia maggiore di conservazione, mentre può risultare importante dal punto di vista della promozione.
Don Giuseppe Corti, responsabile dell’ufficio per la tutela dell’ambiente della diocesi di Como, ha poi messo in evidenza quanto sia importante, all’interno della dottrina cristiana, la tutela dell’ambiente, fin da quanto espresso nel racconto biblico.
La quarta relazione, dell’ingegner Erika Alessandrini dell’Università Politecnica delle Marche, ha presentato uno studio sulla possibilità di intervenire sulla “mobilità sostenibile” nell’area del centro lago per agire positivamente sia sulla qualità della vita dei residenti, sia sulla diffusione di un turismo ecosostenibile.
Nel pomeriggio il dibattito, nonostante i molti argomenti di carattere generale messi sul tappeto al mattino, si è ovviamente concentrato sui problemi quotidiani, sui disastri grandi e piccoli che un paesaggio “sensibile” come quello del Lario è costretto a subire tutti i giorni. Le molte questioni sollevate sono state affrontate anche con l’intervento di amministratori locali che – presenti per tutto il convegno – non si sono sottratti al confronto, anche aspro, con i molti comitati locali sorti intorno al lago per la difesa di rive, paesi, ambienti.
Il faticoso compito di tenere insieme il tutto è stato svolto egregiamente da Fiammetta Lang e Nico Palezzato, presidenti delle sezioni di Como e di Lecco di Italia Nostra.
Forse il riconoscimento da parte dell’Unesco del lago di Como come “patrimonio mondiale” può essere lontano (e non è nemmeno detto che sia indispensabile), di certo è fondamentale il suo riconoscimento da parte della popolazione come bene comune irrinunciabile del territorio. E incontri come quello di sabato sono un momento importante per coltivare una coscienza comune intorno a questo tema. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

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