Il sogno (e gli incubi) degli archivi a Como

InvitoItNostra-5 ottobre-3Si è svolto nel pomeriggio di sabato 5 ottobre, nel salone della Biblioteca Comunale di Como, l’incontro “Il sogno della memoria” promosso dalla sezione di Como di Italia Nostra e dedicato “ai problemi e alle ricchezze” degli archivi di Como.

Di fronte a un pubblico attento e partecipe (non meno di sessanta persone), gli interventi sono stati dedicati ad approfondire le possibili piste di ricerca e di approfondimento offerte dalle diverse tipologie di archivi. Infatti, di fronte alle gravi difficoltà con cui si devono confrontare gli archivi (ovviamente carenze di risorse, ma anche di spazi, di personale, di attenzione), Italia Nostra ha scelto di provare a invertire l’ordine del discorso: non quindi lamenti e proteste sulle difficoltà, ma proposte e inviti a sondare le molte possibilità che gli archivi offrono, a dimostrazione che la conservazione della memoria non è un “lusso” che si può mettere da parte in tempi di crisi, ma che – viceversa – è elemento essenziale per il mantenimento del tessuto culturale e sociale, cioè della democrazia stessa.

Con l’impeccabile conduzione di Marco Carassi, presidente dell’Associazione Nazionale degli Archivisti, si sono succeduti dal palco interventi di carattere generale (Maurizio Savoia, soprintendente archivistico della Lombardia), di approfondimento metodologico (Saverio Xeres, già direttore dell’Archivio Diocesano di Como), di esemplificazione sulle possibilità di utilizzo dei dati storici con le tecnologie più avanzate (Maria Brovelli, prorettrice del nodo comasco del Politecnico di Milano), di indicazione di possibili percorsi di valorizzazione di collezioni documentarie sui vari argomenti (Enrica Morini, storica della moda, e Valeria Farinati, storica dell’architettura) e di evocazione del valore democratico della documentazione storica (Giuseppe Battarino, magistrato e docente).

I diversi interventi hanno focalizzato l’attenzione su diverse tipologie di documentazione (archivi e legalità, archivi e creatività, archivi e progetto, archivi e programmazione territoriale, archivi e spiritualità), ma sono riusciti a comporre un quadro unitario e articolato delle diverse problematiche attinenti al mondo della “memoria”. In particolare sono risultate evidenti le molte strade percorribili per una autentica valorizzazione dei patrimoni documentari esistenti; ciò vale – a Como – anche e soprattutto per il patrimonio tessile e per il patrimonio architettonico (per la seta e e per il razionalismo, se si vuole semplificare), che – nonostante qualche encomiabile esempio di impegno – stentano ancora a trovare la giusta attenzione presso le amministrazioni competenti.

In chiusura, un breve dibattito di approfondimento ha riportato in primo piano le criticità del momento attuale, che presenta enormi rischi per la sopravvivenza stessa degli archivi e per la sussistenza degli essenziali rapporti tra essi e i territori che li hanno prodotti. A questo proposito, il conduttore Marco Carassi ha avanzato l’ipotesi di una gestione “cooperativa” degli archivi, per i quali tutte le componenti della società (enti pubblici, privati, singole persone) possono mettere a disposizione risorse da integrare reciprocamente. Una proposta di “memoria autenticamente condivisa” che non ha mancato di suscitare interesse.

L’associazione Italia Nostra, organizzatrice dell’incontro con la collaborazione di Archivio di Stato di Como, Centro Studi Rusca, Fondazione Antonio Ratti, Istituto di Storia Contemporanea Perretta, Museo didattico della Seta e con il sostegno della Fondazione provinciale della Comunità Comasca, ha promesso di proseguire, nei prossimi mesi, il percorso di approfondimento e di attenzione nei confronti degli archivi.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

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