Mario Lucini

Cittadella della salute: intervenga Lucini

cittadellasaluteIl Comitato per la riqualificazione dell’area del vecchio Sant’Anna si dichiara soddisfatto per il percorso già compiuto e valuta positivi gli ultimi passi compiuti. Tutti sembrano concordi nel realizzare l’agognata Cittadella della salute, ma è necessario uscire dallo stallo di un unanimismo che potrebbe essere anche statico. Per dare slancio all’iniziativa il Comitato chiede l’intervento di Mario Lucini: «Ha la responsabilità della salute dei cittadini, si attivi per avviare i tavoli di discussione». Leggi il testo del comunicato.

«Il Comitato Cittadella della salute, che si è costituito per la riqualificazione dell’area ex ospedale Sant’Anna, ha incontrato la Presidente dell’Amministrazione Provinciale Rita Livio il giorno 4 marzo e ha riscontrato interesse e disponibilità a collaborare alla realizzazione dell’accordo di programma, del quale questa istituzione è firmataria. Giovedì 5 marzo si è svolta la prima tavola rotonda sulle “Prospettive socio sanitarie”, delle tre che abbiamo in programma; la sala della biblioteca medica piena di operatori del settore socio-sanitario e i numerosi interventi ci fanno ben sperare anche sull’attenzione del mondo politico. Al dibattito televisivo organizzato da TV Espansione il giorno 6 marzo, l’assessore Lorenzo Spallino e il direttore generale dell’azienda ospedaliera Sant’Anna Marco Onofri hanno pubblicamente dichiarato la loro disponibilità a non attendere la riforma sanitaria regionale, per continuare ad applicare l’accordo di programma. Alla nostra proposta di mettersi intorno ad un tavolo e discutere la possibilità di firmare convenzioni specifiche previste dall’accordo di programma (sugli aspetti ambientali, sul lavoro sociale, sugli aspetti formativi, sulle modalità di lavoro multidisciplinari) tutti hanno dichiarato la loro volontà politica a proseguire su questa strada. A questo punto la situazione di stallo crediamo possa essere superata, ma bisogna che un soggetto prenda l’iniziativa politica perché non basta una generica attenzione. Noi proponiamo che il sindaco di Como, che ha la responsabilità della salute dei cittadini, si attivi per avviare i tavoli di discussione». [Comitato Cittadella della salute]

Cerimonia silenziosa per gli scioperi del 1944

Una cerimonia senza parole, solo con l’omaggio commosso alle lapidi che ricordano le persone, uomini e donne, che dopo aver scioperato il 6 marzo 1944 contro la guerra, il regime fascista e l’occupazione nazista, furono deportati in campi di concentramento in Germania e da lì non tornarono.

Una corona di fiori è stata deposta davanti alla lastra marmorea che dal 1954 ricorda, al cimitero monumentale di Como, il sacrificio delle maestranze della Tintoria Comense, mentre la tromba intonava il silenzio d’ordinanza, e poi una sosta, altrettanto commossa, di fronte al monumento che ricorda i partigiani e gli antifascisti caduti nella lotta di Liberazione e, tra gli altri, anche gli operai della Castagna.

Il momento, semplice e appunto senza parole, è stato vissuto intensamente, alla presenza di Ines Figini, unica testimone del gruppo di deportate e deportati ancora in grado di raccontare con la vivezza che le è propria quella tragica esperienza, e di molti rappresentanti delle istituzioni (tra cui Bruno Corda, prefetto, Mario Lucini, sindaco di Como, Silvia Magni, vicesindaca, altri assessori e consiglieri comunali, qualche esponente della Provincia), delle associazioni politiche e culturali antifasciste (tra cui Alessandro Tarpini, segretario della Camera del Lavoro di Como,  responsabili di Anpi, Istituto di Storia Contemporanea, Centro Schiavi di Hitler) e delle associazioni d’arma. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Alcune immagini della celebrazione.

 

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Maroni si dice ottimista sulle paratie

lungolago paratie Piazza_Cavour_dallxalto«Abbiamo già risolto tutte le criticità riguardanti la copertura finanziaria, le procedure e i contenziosi – dichiara il presidente di Regione Lombardia –, adesso rimane l’ultimo miglio da coprire, ma siamo convinti di potercela fare e in tempi rapidi e siamo ottimisti».

 

Il presidente regionale lombardo Roberto Maroni ha incontrato il sindaco di Como Mario Lucini prima dell’incontro Gli angeli anti burocrazia – Un nuovo strumento a sostegno delle imprese tenutosi alla Camera di commercio di Como mercoledì 11 febbraio. «Stiamo seguendo la vicenda delle paratie del Lago di Como con grande attenzione e interesse, ci sono tutta una serie di passi da fare e li stiamo facendo per poter risolvere la questione nel più breve tempo possibile e far partire il cantiere» ha promesso Maroni. [md, ecoinformazioni]

Il Giorno del ricordo a Como, tra memoria e retorica

Per la prima volta dalla sua istituzione nel 2004 (con la legge n. 92), il Giorno del ricordo è stato celebrato a Como con una cerimonia ufficiale, fortemente voluta dal prefetto Bruno Corda, insieme all’amministrazione comunale di Como, anche per evitare derive sempre più estremistiche, che spesso sfruttano questa ricorrenza. L’auditorium della Biblioteca Comunale di Como si presentava quindi, nella mattinata del 10 febbraio 2015, con il pubblico delle grandi occasioni: autorità politiche, militari e religiose, sindaci, assessori, personalità dei partiti passati, presenti e futuri, giornalisti, responsabili delle istituzioni culturali, molte persone della comunità giuliana e dalmata “esodate” (come ormai si usa dire) a Como, molti studenti (precettati, ma piuttosto attenti e educati).

Certo, governare una materia così complessa e drammatica, ancora oggetto di indagine (nonostante le verità “ufficiali” continuamente sbandierate), spesso ostaggio della polemica politica, non è facile, e durante i cinque discorsi ufficiali si è sentito un po’ di tutto, e non tutto propriamente assennato.

Silvia Magni – vicesindaca della città di Como, Bruno Corda – prefetto, Mario Lucini – sindaco di Como, Fiorenzo Bongiasca – vicepresidente della provincia di Como, Luigi Perini – dell’associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia, nell’ordine, hanno offerto ciascuno una propria lettura. Si è assistito da un lato a tentativi di contestualizzazione, nel quadro non solo degli avvenimenti seguiti alla seconda guerra mondiale ma anche nelle dinamiche storiche dei secoli precedenti, dall’altro a una rivendicazione di “italianità” delle regioni balcaniche adriatiche fatta risalire addirittura ai romani (!), ignorando che il concetto di “nazione” è di nascita assai recente; in modo ancora più grezzo – e più anacronistico – sono stati bollati i popoli slavi come “immigrati” e si sono condannati i nomi slavi di città un tempo veneziane. Del resto, e in maniera piuttosto sibillina, la tragedia del confine orientale è stata definita “non politica ma storica”. Soprattutto ha pesato un’interpretazione in chiave nazionalistica, comparsa – dove più, dove meno – in tutti gli interventi: il prefetto ha utilizzato più volte – e in modo piuttosto azzardato – il termine di pulizia etnica, salvo poi affermare che “non esistono etnie”; persino il sindaco Mario Lucini, che pure ha puntato più sobriamente sulle problematiche politiche, si è lasciato sfuggire che l’Italia “è stata privata della sua regione orientale”.

Nonostante la buona volontà, che va sicuramente riconosciuta a tutti gli interventi, si dovrebbe fare un po’ più di attenzione a trattare gli argomenti storici (quelli più recenti come quelli più remoti) come ingredienti di un frullato più o meno indifferenziato.

Un’attenzione che invece – va detto – è apparsa evidente nel filmato Esodo proposto dalla Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e dal Centro Studi Padre Flaminio Rocchi (per la regia di Nicolò Bongiorno e la sceneggiatura di Alex Luria). Un racconto misurato, con poche – e scusabili – sottolineature retoriche di troppo, dedicato all’esodo delle popolazioni istriane e alla loro accoglienza (o meno) in Italia tra la fine degli anni Quaranta e la metà degli anni Cinquanta; un racconto che nella sua parzialità è sembrato in grado di restituire contorni di vera umanità ad avvenimenti troppo spesso mistificati, o nascosti, o dimenticati.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

GiornoRircordo-01Un momento della consegna dei riconoscimenti per il Giorno del ricordo.

Integrazione della convenzione per il lungolago

lungolago paratie Piazza_Cavour_dallxaltoEntro il 30 aprile il Comune di Como si impegna a presentare il progetto esecutivo per le opere di arredo urbano e le finiture per cui la Regione dovrebbe erogare, nel corso del 2015, 1.800.000 euro in più rispetto al progetto precedente.

 

«La Giunta di Palazzo Cernezzi ha approvato ieri [lunedì 12 gennaio] lo schema di addendum alla convenzione tra Comune di Como e Regione Lombardia per Opere di difesa idraulica e di valorizzazione del lungolago Trento e Trieste – piazza Cavour in Comune di Como – spiega una nota del Comune di Como –. Il provvedimento dell’esecutivo si è reso necessario a seguito della presentazione in Regione Lombardia, nel settembre scorso, della documentazione di Perizia n. 3, per le valutazioni di competenza. In quella sede, il Sindaco Mario Lucini aveva evidenziato la mancata copertura finanziaria di tutte le opere ricomprese nella perizia consegnata e in particolar modo per i lavori di finitura e di arredo urbano per un totale di euro 1.800.000 in più rispetto a quanto stanziato dalla Regione. La Regione ha stabilito, in seguito, di riconoscere la somma necessaria per il completamento dei lavori. Di qui la necessità di integrare l’accordo tra gli enti. Con questo atto il Comune di impegna a presentare entro il 30 aprile 2015 il progetto esecutivo per le opere di finitura e di arredo urbano, che vengono pertanto scorporate dalla Perizia di variante. Il Comune, poi, in qualità di stazione appaltante gestirà il rapporto con l’impresa appaltatrice. Regione Lombardia, dal canto suo, conferma il finanziamento già concordato di euro 6.500.000 e si impegna, in qualità di ente finanziatore, all’ulteriore finanziamento necessario alla completa realizzazione degli interventi, per un supplemento di finanziamento di euro 1.800.000. L’erogazione degli importi, già stanziati nel bilancio di previsione regionale per il triennio 2015-2017 avverrà nel corso del 2015».

«Con questo addendum, abbiamo formalizzato quanto già era stato concordato con Regione Lombardia – ha dichiarato il sindaco Mario Lucini -. La collaborazione della Regione è per noi fondamentale per poter proseguire nella realizzazione delle opere di difesa idraulica e di valorizzazione del lungolago. Anche in questa occasione abbiamo riscontrato dai vertici del Pirellone la disponibilità e la volontà di condividere un obiettivo strategico per il bene della nostra città. Ringrazio pertanto il Presidente Roberto Maroni e i tecnici che hanno collaborato con i nostri uffici per affrontare un ulteriore passo avanti verso il completamento dell’opera». [md, ecoinformazioni]

Comune di Como: Paratie al 98%

lungolago paratie Piazza_Cavour_dallxaltoMa servirà un confronto con la Soprintendenza e alla ripresa del cantiere più di due anni di lavori.

 

Dopo la Conferenza dei servizi di martedì 23 dicembre il sindaco di Como, Mario Lucini, si è detto soddisfatto a proposito del cantiere delle paratie: ««Tutti i vari enti coinvolti, Regione e Provincia, in primis, hanno espresso il proprio parere favorevole e approvato il progetto presentato. I contenuti del progetto sono quelli dello studio di fattibilità che, nel frattempo, è stato reso esecutivo».

04-TFP_barriera_aperta«A differenza di quanto detto e ripetuto da molti non era possibile ripartire subito – ha aggiunto il primo cittadino comasco –. In tutto questo tempo si è continuato a lavorare. Sempre. Le indagini a lago sono servite per tarare le scelte progettuali, modificare anche quelle già fatte come nel caso delle vasche. E il sistema di difesa che è stato scelto è funzionale, economico e semplice. I pannelli non dovranno essere spostati ma saranno ripiegati su se stessi all’interno della passeggiata e all’occorrenza si apriranno a libro. Non avremo alcuna necessità di trasporti e stoccaggi. Sarà sufficiente alzare un coperchio e sollevarlo fino all’altezza necessaria (l’altezza massima sarà di 150 centimetri e in lunghezza ogni pannello misura 2 metri e mezzo, ndr). Senza alcuna protezione vedremo solo il parapetto. In pratica questo sistema non avrà alcun effetto visivo se non si renderà necessaria la sua apertura. Senza contare il grosso passo in avanti in termini di funzionalità, efficienza e praticità» (le paratie).

Nel progetto, in cu verrà recuperato tutto il vecchio parapetto, è previsto «lo spostamento della locomotiva ai giardini a lago, la realizzazione della nuova biglietteria della Navigazione, l’abbattimento del bar per liberare il cannocchiale visivo di chi arriva dalla stazione Como lago e la realizzazione del nuovo edificio nelle immediate vicinanze, la pista ciclabile che correrà tra il filare degli alberi».

lungolago paratie Vista_bastione_duomo«Le indagini a lago che abbiamo fortemente voluto hanno confermato i timori e allo stesso tempo oggi ci danno tutte le garanzie necessarie per il futuro – ha aggiunto il sindaco –. Quanto alle contestazioni ai progettisti, il percorso potrà essere avviato solo una volta approvata la perizia».

Palazzo Cernezzi dichiara come «superati anche gran parte dei problemi registrati con l’impresa», mentre per quanto riguarda la Soprintendenza «l’ente non ha partecipato ai lavori della conferenza di servizi e ha trasmesso via fax un parere».

«Non possiamo chiudere definitivamente questa partita per le prescrizioni della Soprintendenza. Non posso nascondere di essere sorpreso ed amareggiato per le modalità di questo parere – precisa Lucini –. La Soprintendenza ha visto e accompagnato ogni fase della stesura della perizia. Durante la fase di progettazione ci sono state più occasioni per esporre tutte le eventuali perplessità ma non è mai stato detto nulla fino ad oggi».

Como visita al cantiere delle paratie con i consiglieri comunali«Le prescrizioni trasmesse – spiega Palazzo Cernezzi – fanno riferimento una alla tettoia della biglietteria della Navigazione e all’altezza del nuovo bar (“prescrizioni attuabili subito”) e due, invece, ai manufatti tecnologici, quello dell’Enel per la cabina di media tensione che deve essere realizzato ai giardini a lago e quello dell’edificio sulla passeggiata dove saranno inseriti gli impianti tecnologici e la sala d’aspetto della Navigazione».

«Si tratta di prescrizioni difficilmente attuabili perché riguardano esigenze tecniche e tecnologiche – ha concluso Lucini – Mi auguro che agli inizi di gennaio si possa fissare subito un incontro e avviare il confronto necessario. Magari queste stesse richieste saranno riassorbite».

Per quanto riguarda le tempistiche: «Chiusa la perizia di variante e con la firma da parte di Sacaim dell’atto di sottomissione, il cantiere potrà riprendere. “Dispiace non poter dare oggi una data certa per il riavvio del cantiere ma siamo al 98% del lavoro”. Dal giorno della ripresa dei lavori, sono previsti 2 anni e qualche mese per la conclusione». [md, ecoinformazioni]

29 novembre/ Il nuovo parco di Villa Olmo

villa olmoWorkshop aperto al pubblico, «in cui docenti, esperti, operatori del settore e semplici cittadini si confronteranno insieme sul futuro della villa e del parco»,
tra cui Daniela Gerosa, assessore a Verde, parchi e giardini, Luigi Cavadini, 29-11-12 villa olmoassessore al Turismo, e conclusioni del sindaco Mario Lucini, sabato 29 novembre dalle 9 alle 13.30 alla Biblioteca comunale di Como, in piazzetta Venosto Lucati, organizzato dall Partito democratico. Per informazioni Internet.

2 milioni e 450mila euro di danni per il maltempo

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Queste le stime predisposte sulla base dei metri quadri e delle superfici per Comune e privati.

 

«I tecnici del Comune di Como hanno trasmesso oggi in Regione l’elenco dei danni, pubblici e privati, per dissesto idrogeologico e allagamenti – annuncia il Comune di Como –. La valutazione è stata predisposta sulla base dei metri quadri e delle superfici interessate e degli interventi previsti e comprende: per quanto riguarda le frane gli episodi verificatisi in via per Civiglio e via alla Grotta, via Nino Bixio, via Valeria, via Pannilani, via Cardano, via Monte Caprino e via Maestri Campionesi, via Mognano, via Zampiero, il crollo del muro di via Grandi nell’area Ticosa; per quanto riguarda gli allagamenti e l’esondazione del lago Lazzago, via D’Annunzio, via Monte Caprino, via Ninguarda, via XXVII Maggio, via Canova, via Mognano, via Venturino e piazza Cavour».

«La richiesta dell’elenco dei danni è stata formulata a tutti gli enti locali dalla Regione che ha già presentato, nei giorni scorsi, alla presidenza del Consiglio dei Ministri un’istanza di deliberazione dello stato di emergenza – prosegue il comunicato –. In particolare, le zone interessate dal maltempo in Lombardia sono state Milano città e provincia e una serie di Comuni delle province di Varese, Lecco, Como, Monza, Brianza, situati sull’asta dei fiumi Seveso, Lambro, Olona, già duramente colpiti dalle alluvioni della scorsa estate, e altri Comuni delle province di Lodi, Cremona, Pavia, Mantova, Bergamo, Brescia e Sondrio»

«Mi auguro che la promessa di svincolare dal Patto di stabilità gli interventi di messa in sicurezza del territorio sia presto trasformata in realtà» afferma il sindaco di Como Mario Lucini. [md, ecoinformazioni]

Ndrangheta/ 40 arresti in provincia. Lucini «il lavoro svolto da Procura e forze dell’ordine del territorio ci rassicura»

avviso pubblicoQuaranta arresti tra Fino Mornasco, Cermenate e Calolziocorte con l’accusa di associazione mafiosa, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi e Como è l’unico comune aderente ad Avviso Pubblico.

«C’è preoccupazione è evidente, ma il lavoro svolto dalla Procura antimafia di Milano e dalle forze dell’ordine del territorio ci rassicura. Le indagini sono partite proprio grazie ad un’attività di monitoraggio che è stata condotta dal Comando provinciale dei Carabinieri di Como e di Lecco. Tutti i singoli episodi sono stati ricondotti ad un quadro unitario e questo lavoro ha portato agli arresti. Certamente dovremo mantenere alta l’attenzione». Questo il commento del sindaco di Como Mario Lucini all’indomani dei 40 arresti disposti dalla Procura di Milano tra Como e Lecco. I territori coinvolti sono Fino Mornasco, Cermenate e Calolziocorte e l’accusa è associazione mafiosa, estorsione, detenzione e porto abusivo d’armi. «Siamo in prima linea nel promuovere una cultura della legalità democratica nell’azione della pubblica amministrazione – aggiunge Marcello Iantorno, assessore alla Legalità, Diritti e Trasparenza – e l’adesione del Comune di Como (l’unico comune della provincia) ad Avviso Pubblico. Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie è stata promossa per rafforzare e sostenere l’attività di contrasto alla criminalità. Dobbiamo sostenere la cultura della legalità e l’impegno diretto delle istituzioni nell’affermazione di regole civili e democratiche». [jl, ecoinformazioni]

 

Maltempo vertice in Prefettura a Milano con Delrio e Gabrielli

lago esondatoSi è svolto nel pomeriggio di lunedì 17 novembre in Prefettura a Milano, un vertice sul maltempo alla presenza del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio e il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli. Dopo le tappe in Liguria e in Piemonte, le due regioni più colpite insieme alla Lombardia, Gabrielli e Delrio hanno incontrato il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, il prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca, il presidente Roberto Maroni e i rappresentanti degli enti locali lombardi. La città e il territorio comasco sono stati rappresentati dal sindaco Mario Lucini, dal prefetto Bruno Corda e dal presidente della Provincia Maria Rita Livio. «Si è trattato di un incontro importante e ci conforta l’adeguata attenzione assicurata dalla presenza di Del Rio e Gabrielli – commenta Lucini – Ci è stata presentata la possibilità che vengano svincolate dal patto di stabilità le risorse necessarie a contrastare il dissesto idrogeologico. Per la richiesta dello stato di emergenza da presentare al Governo, spetta alla Regione decidere e quindi attendiamo questa valutazione. Per quanto ci riguarda, non appena il tempo ce lo consentirà, procederemo con una verifica di tutte le situazioni aperte per dare adeguata soluzione ai problemi». [Jlenia Luraschi, ecoinfomazioni]

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