mobilità

A Como 22,18 per cento in più di lavoratori in mobilità

La sottocommissione mobilità della Commissione Provinciale Tripartita Politiche del Lavoro e della Formazione ha approvato lo scorso 19 gennaio la prima lista di mobilità del 2011. I lavoratori inseriti nella lista sono 380 di cui:  131, pari al 34,47 per cento del totale, ex legge 223/91 (lavoratori e lavoratrici licenziati da aziende con più di 15 dipendenti); 241, pari al 64,42%, ex legge 236/93 (lavoratori e lavoratrici licenziati da aziende con meno di 15 dipendenti); 8,  pari al 2,1%, lavoratori residenti in provincia di Como licenziati da aziende situate nella Confederazione Elvetica.
Nel confronto con lo stesso mese dell’anno scorso vi è un aumento del 22,18% nel totale dei lavoratori iscritti nelle liste del mese, un aumento dell’8,26% dei lavoratori licenziati ex legge 223, una crescita del 30,9% per quanto riguarda le aziende con meno di 15 dipendenti e un +33,33% tra i frontalieri licenziati. (altro…)

Biciamo

Con il consueto percorso che partendo da Porta Torre ha raggiunto la zona delle caserme per poi ritornare in centro, costeggiare il lago e ritornare a Porta Torre, Biciamo ha riproposto nel pomeriggio di sabato 4 ottobre le potenzialità della bicicletta come elemento per una mobilità urbana ecologica e moderna. 
 
L’iniziativa, animata da La città possibile, ha raccolto una cinquantina di ciclisti di tutte le età e grande interesse. Sono state raccolte nuove adesioni all’associazione ed è stato distribuito un volantino che in dieci punti spiega come e perché la bicicletta è sicuramente una delle risposte giuste per assicurare la mobilità senza inquinamento e traffico. Per informazioni Internet www.cittapossibilecomo.org.

La mobilità urbana nel secondo appuntamento con Municipi sostenibili

Si è svolto a Villa Gallia sabato 10 maggio il secondo incontro del progetto dedicato agli amministratori pubblici Municipi sostenibili, organizzato dal Coordinamento Comasco per la pace, l’Isola che c’è e Centro servizi per il volontariato sul tema della mobilità.

I cinque ospiti sono stati presentati dal vicesindaco di Bulgarograsso Ferruccio Cotta che ha subito lasciato la parola al primo relatore.
Alberto Bracchi, architetto della Città possibile, ha introdotto il tema della mobilità facendo notare come oggi le auto assedino spazi che dovrebbero essere usati dalle persone, e come questo porti a compromettere la possibilità di muoversi soprattutto dei cittadini più deboli.
L’aumento spropositato del numero e dell’uso delle automobili private ha portato a una diminuzione dell’attività fisica, ad un inquinamento urbano che crea 3.500 morti l’anno e a 224.500 incidenti, la maggior parte su strade urbane, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
La promozione della mobilità dolce risulta essere una necessità realizzabile attraverso l’integrazione con un sistema di trasporto pubblico, l’utilizzo della bicicletta, il car sharing o pooling e una ripianificazione del traffico in maniera intelligente, sull’esempio del progetto di Olgiate Comasco, analizzato dalla Città possibile, con la riqualifica di strade inefficienti e pericolose, distribuzione studiata dei parcheggi per offrire al cittadino reali servizi e maggior benessere.
La parola è passata a Emanuela Donetti, geografa, che ha mostrato come una città possa offrire nel quotidiano ottimi servizi integrati di trasporto pubblico come valida alternativa alla macchina se solo l’amministrazione comunale ci crede e se lo prefigge. La città di Parma, infatti, sfrutta un complesso sistema di iterazione di mezzi pubblici a basso impatto ambientale, la diffusione di Zone a traffico limitato nelle cui adiacenze si possono trovare parcheggi scambiatori dove lasciare le auto e un servizio di bike sharing e molte altre alternative comode all’auto.
Il relatore successivo Damiano Rossi, ingegnere della Polinomia, ha delineato i problemi legati ai mezzi che controllano il traffico, in particolare quelli dei semafori a rilevazione di effrazione semaforica o T-red, attuale oggetto di discussioni sulla loro necessità e liceità.
Il relatore ha chiarito come il posizionamento di questi strumenti debba essere preceduto da un’attenta analisi del traffico veicolare, per capirne l’effettiva necessità che si traduce con un’analisi da effettuare a posteriori della diminuzione degli incidenti stradali su quel tratto di strada. Se così non fosse lo strumento si può rivelare inutile se non pericoloso.
Anna Trentini, ingegnere ambientale, ha riportato l’esempio di La Rochelle in Francia, area su cui lei sta lavorando nell’ambito del progetto europeo Success, sulla mobilità sostenibile. Anche questa provincia virtuosa ha un sistema integrato di bike sharing, nato negli anni Settanta,rivolto alla popolazione, non solo ai turisti, in modo da decongestionare sia il centro che le zone residenziali e commerciali, e di car sharing, composto da auto elettriche, che permette ai cittadini di muoversi e di vivere senza soffocare la città.
A Como questo sistema non è assolutamente previsto in larga scala, nonostante l’esistenza di due autosilo.
Ritornando in Italia, Fulvio Castelli, assessore all’ecologia e all’ambiente, ha illustrato l’esperienza del comune di Carimate, mostrando attraverso immagini l’opera di riqualificazione viabilistica e la creazione di piste pedonali e ciclabili, veri e propri percorsi nel verde che nel corso degli anni si sono creati collegando i comuni limitrofi, cercando di diminuire e rallentare il traffico e promovendo l’archittetura urbana, utile per la sicurezza del cittadino. [Nicoletta Nolfi, ecoinformazioni]

BiciAmo, in bicicletta per le vie di Como

Cinquanta persone si sono date appuntamento a Porta Torre per percorrere poi in bicicletta le vie di Como sabato 15 marzo per BiciAmo, una pedalata a sostegno dell’uso urbano della bicicletta.

Dopo la raccolta di quasi duemila firme per richiedere lo studio di un Piano della mobilità ciclabile all’amministrazione comunale, i comaschi amanti della bicicletta si sono ritrovati a Porta torre sabato 15 marzo alle 15 per una nuova pedalata di BiciAmo, il progetto dell’associazione La città possibile di Como per la promozione dell’uso della bicicletta in città.
Erano circa cinquanta, biciclette al seguito e campanacci in mano, pronti a percorrere i dieci chilometri del tragitto lungo le principali vie della città, per testimoniare concretamente la scelta di molti cittadini del mezzo di trasporto più ecologico e invitare gli stupiti passanti ad unirsi al festoso gruppo.

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