Nicoletta Ossanna Cavadini

Al m.a.x. museo di Chiasso le immagini di città

Nell’ambito della nuova stagione espositiva, quest’anno dedicata al tema della memoria, il m.a.x. museo di Chiasso propone la mostra Imago Urbis, ovvero La memoria del luogo attraverso la cartografia dal Rinascimento al Romanticismo.

A dispetto del sottotitolo, che vorrebbe indirizzare a un approccio in qualche modo specialistico, si tratta di una mostra “generalista”, che non si limita affatto alla cartografia ma spazia su tutti i modelli della raffigurazione urbana, sia per quel che riguarda le tecniche di produzione (xilografia, calcografia, litografia), che per quello che attiene alle destinazioni (scientifiche, militari, celebrative, turistiche…), ma anche per quel che riguarda gli oggetti di interesse (dall’area ticinese e comasca, a quella svizzera in generale, ai grandi centri italiani: Venezia, Firenze, Roma, Napoli). In mostra anche un mappamondo celeste e un paio di strumenti utilizzati per la rilevazione delle misure indispensabili alla redazione delle carte, tra cui la tavoletta pretoriana, grande protagonista della precisa verifica del territorio lombardo per la redazione del catasto cosiddetto “teresiano”.

Tale ampiezza di orizzonte permette di infilare una serie di pezzi di grande valore e di certa curiosità. Se la grande veduta “a volo d’uccello” di Venezia, edita da Iacopo de Barbari nel 1500, composta di sei grandi fogli (in questo caso eccezionalmente affiancati da una delle matrici xilografiche) è un capolavoro riconosciuto e ripetutamente citato e riprodotto (ma vederlo da vicino, nelle sue dimensioni eccezionali, è un’esperienza irriproducibile), altre carte sono delle autentiche sorprese; tra le tante, quelle provenienti dalle raccolte borboniche, e ricomposte a suggerire la sala delle carte geografiche che non mancava mai in una dimora di una certa importanza (se ne ritrovano a iosa anche negli antichi inventari comaschi), affiancano alle grandi città d’Europa e del mondo i rilievi delle isole “napoletane” del Tirreno, oggetto di raffinate opere grafiche (una carta planimetrica di Procida appare quasi come un quadro d’arte).

Nell’ultima parte, dedicata all’Ottocento, a far la parte del leone sono soprattutto le vedute, genere che, in concomitanza con il progressivo affermarsi della cultura turistica, conobbe una diffusione enorme di tutta Europa e che ebbe nella regione dei laghi prealpini uno degli oggetti privilegiati d’interesse.

Ma non si deve dimenticare che in questo passaggio epocale, l’identità di oggetti raffigurati (le città) nasconde un cambio di paradigma fondamentale, che dall’oggettività della rilevazione e della misurazione conduce alla soggettività della raffigurazione artistica. Così come non si deve dimenticare neppure che molto spesso queste opere più che ausili della memoria ambivano a diventarne dei veri e propri sostituti, proponendo il viaggio con la fantasia al posto di quello, assai più costoso, con i mezzi di comunicazione.

Oggi, in un certo senso, possiamo adottare la stessa strategia per viaggiare non nello spazio ma nel tempo, cercando di immaginare cosa due o tre o quattro secoli fa il pubblico si sforzasse di vedere in quei ritratti di città, e – reciprocamente – cosa si sforzassero di far loro vedere i produttori di queste immagini. Da questo punto vista, e l’espressione è perfettamente pertinente, la mostra di Chiasso fornisce una grande quantità di spunti e di riflessioni, con l’esposizione di una notevole serie di esempi.

In occasione dell’inaugurazione, domenica 28 febbraio a partire dalle 16, ci sarà la possibilità di ascoltare una conferenza del professor Cesare De Seta, curatore della mostra assieme alla direttrice del museo Nicoletta Ossanna Cavadini, presso il foyer del teatro di Chiasso, vicinissimo al m.a.x. museo, alle ore 18.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

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Un mappamondo celeste.

 

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La grande veduta a volo d’uccello di Venezia 1500.

 

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La tavoletta pretoriana.

Aperitivo in mostra

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Sembra una mostra facile quella del m.a.x.museo di Chiasso che si inaugura il 3 ottobre, dedicata al mondo degli aperitivi (e dei liquori in genere… c’è anche qualche digestivo).

In realtà l’esposizione La grafica per l’aperitivo – Trasformazioni del brindisi – Storie di vetro e di carta già nel triplice titolo mostra un discreta complessità e stratificazione di argomenti e di intenzioni. Certo, c’è il livello più facile e immediato: quelle della grande cartellonistica che per tutto il secolo scorso ha vivacizzato le strade d’Europa; ai liquori sono infatti dedicate alcune delle affiches più note in assoluto, firmate dai più grandi grafici: dal Cordial Campari di Marcello Dudovich fino al Punt e mes di Armando Testa, passando per il Campari di Fortunato Depero. Ma ci sono anche gli aspetti sociologici (e forse addirittura antropologici) del rito dell’incontro al bar, dalla mondanità della belle époque fino a quella del contemporaneo happy hour, anche qui passando per i temi della seduzione, dell’esibizione, della socialità. E poi ancora ci sono i temi della storia produttiva, industriale e commerciale (tra l’Italia e il Ticino) di un settore che ha dato alcuni tra i più bei nomi di imprenditori della modernità. E infine ci sono gli elementi legati al design, da quelli dei bicchieri e delle bottiglie (e infatti la mostra è in collaborazione con il Museo del vetro di Murano) fino a quelli delle sedie e dei mobili da bar, fino ad arrivare ai gadget che – lungi dall’essere un’invenzione recente – hanno accompagnato aperitivi e digestivi fin dalla loro irrompere sulle scene.

Insomma, una mostra complessa sì, ma perfettamente godibile e sommamente divertente nelle variegate proposte di stili, ambienti, atmosfere, curata con molta attenzione da Gabriella Belli, Giovanni Renzi, Nicoletta Ossanna Cavadini. Ce n’è – è proprio il caso di dirlo – per tutti i gusti; non manca nemmeno una variante locale dell’aperitivo; Chiasso aveva infatti il proprio aperitivo tipico il “Franzini amareggiato”!

La presentazione della nuova mostra del m.a.x.museo (aperta fino al 10 gennaio 2016) è stata anche l’occasione per annunciare la nuova stagione espositiva 2015-2016, che proseguirà al m.a.x.museo con Imago urbis (4 febbraio – 8 maggio 2016) dedicata alla forma delle città nella cartografia a stampa tra XVI e XIX secolo, e l’esposizione dedicata a Simonetta Ferrante (21 maggio – 18 settembre 2016), grande grafica e calligrafa; allo Spazio Officina in cartellone le mostre Sergio Morello – Trasformazioni e tensioni tra pittura e performance (23 ottobre – 29 novembre 2015), Premio Giovani artisti 2016 (5 marzo – 24 aprile 2016), Donazioni I – Il percorso della memoria (11 giugno – 10 luglio 2016). Numerose come sempre anche le attività collaterali. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Due vedute dell’allestimento

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Il modellino del camioncino Campari

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Le bottiglie del selz

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Salvator Rosa (1615-1673) incisore. Trasformazioni tra alchimia, arte e poesia

02_Mostra «in occasione dei 400 anni dalla nascita e nell’ambito del filone relativo alla “grafica storica”», a cura di Werner Oechslin, direttore dell’omonima Biblioteca e professore emerito di Storia dell’arte e Storia dell’architettura al Politecnico federale di Zurigo, e Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo e dello Spazio officina di Chiasso, al m.a.x. museo di Chiasso, in via Dante Alighieri 6, aperta da martedì a domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18 (anche il 19 marzo, 5 aprile, 6 aprile), chiuso lunedì (e il 3 e 4 aprile), fino al 12 aprile.

 

01_«Conosciuto soprattutto come pittore e poeta “filosofo”, a Chiasso viene presentato il Salvator Rosa incisore. È messa inoltre in luce la risonanza che ha avuto negli ambienti culturalmente più vivaci in ambito europeo e in particolare la sua fortuna critica con il mondo del Nord (Germania e Inghilterra) – chiarisce un comunicato –. Personalità complessa, collerica e al tempo stesso geniale, Salvator Rosa esprime nelle sue pitture stoiche, mitologiche e filosofiche una continua curiosità e spirito di meraviglia che tocca anche l’aspetto esoterico, alchemico e magico fino a quello musicale e poetico – spiega lo scritto».

04_«In mostra è inoltre messa in luce la risonanza che ha avuto negli ambienti culturalmente più vivaci in ambito europeo e in particolare la sua fortuna critica con il mondo del Nord (Germania e Inghilterra) tramite la diffusione delle sue stampe ieratiche con iconografie inconsuete e delle sue celebri “Satire” in terzine, pubblicate postume. Apprezzato pittore dai circoli culturali più aggiornati, la produzione artistica di Salvator Rosa, pur ottenendo un significativo successo in vita, venne minata da forti critiche in concomitanza con il periodo più oscuro della Controriforma. Ciò contribuì a creare il fascino del “personaggio” mitizzato nella storiografia ufficiale tra fine Settecento e inizio Ottocento, in un crescente clima romantico legato anche all’estetica del sublime. Sarà in particolare la cultura mitteleuropea a rivalutarlo con importanti biografie e riproduzioni a stampa delle sue opere fino ad arrivare a Goya. Una sezione dell’esposizione è quindi specificamente dedicata a tale aspetto – spiega la presentazione –. La mostra al m.a.x. museo presenta 66 stampe, 3 matrici, 50 libri, 2 dipinti, 1 tarsia, 3 disegni riprodotti complessivamente così indicati: 24 incisioni e 50 libri dalla Stiftung Bibliothek Werner Oechslin di Einsiedeln, fra cui 7 satire della prima edizione (le prime 3 costituiscono una riflessione sulle arti: La musica in cui è condannato il fasto eccessivo che circonda cantanti e musici; La poesia contro gli eccessi del secentismo; La pittura in cui Salvator Rosa ripudia la pittura di genere; seguono La guerra, L’invidia, Babilonia e Tirreno) e 1 manoscritto delle Satire copiato da Giuseppe Ratti nel 1757 “nella notte del 14 gennaio con un freddo indicibile”; 30 incisioni dalla Civica raccolta delle stampe “Achille Bertarelli” di Milano; 3 matrici e 7 stampe dall’Istituto centrale per la grafica di Roma; 3 immagini di disegni dal Gabinetto dei disegni e delle stampe degli Uffizi di Firenze; 1 stampa di Goya dalla Graphische Sammlung del Politecnico federale di Zurigo; 1 tavola in legno intarsiata dal Museo civico Ala Ponzone di Cremona; 4 stampe e 2 dipinti a olio da Collezioni private, sia ticinesi, sia italiane, fra cui un dipinto a olio segnalato a Milano subito dopo la Seconda Guerra Mondiale e scoperto recentemente in una collezione privata in Canton Ticino».

Durante lo svolgimento dell’esposizione verranno promosse, oltre ai laboratori didattici, due visite guidate gratuite (pagamento del solo biglietto d’ingresso) con la direttrice Osanna Cavadini domenica 8 febbraio e domenica 12 aprile con inizio alle 10, mentre mercoledì 25 marzo alle 20.30 nel foyer del Cinema Teatro di Chiasso, si terrà una conferenza, Esoterismo e alchimia fra arte e grafica nell’opera di Salvator Rosa con Claudio Bonvecchio, Filosofia delle scienze sociali – Università dell’Insubria, organizzata con il Circolo “Cultura, insieme” di Chiasso

Ingresso 10 franchi, 10 euro, ridotto 7 (pensionati Avs, Ai, studenti, Tci e Tcs, Fai Swiss), 5 scolaresche e gruppi di minimo 15 persone, metà prezzo Chiasso Card, gratuito associazione amici del m.a.x. museo, bambini fino a 7 anni, Aiap, giornalisti, membri Icom, Passaporto Musei svizzeri, membri di Visarte, ogni prima domenica del mese.

Per informazioni tel. 0041.916950888, e-mail info@maxmuseo.ch, Internet www.maxmuseo.ch. [md, ecoinformazioni]

3 dicembre/ Commemorare attraverso una pubblicazione

NodoLibri_IL_TEATRO_SOCIALE_DI_COMO2Presentazione de Teatro Sociale di Como 1813-2013, duecento anni di attività e Cinema Teatro di Chiasso 1935- 2015, ottant’anni di storia, con Vittorio Enderli, presidente Amici del Cinema Teatro (promotore del libro sul Cinema Teatro di Chiasso, uscito nel 2001), Nicoletta Ossanna Cavadini, redattrice scientifica di saggi all’interno delle due pubblicazioni libro del Cinema Teatro e libro sul Teatro Sociale, Fabio Cani, editore e co-curatore del libro sul Teatro Sociale di Como, Alberto Longatti, giornalista e co-curatore del libro sul Teatro Sociale di Como, mercoledì 3 dicembre alle 20.30, nel Foyer del Cinema Teatro di Chiasso, in via Dante Alighieri.

Obiettivo fronte lago 2014

EC-OFL-LocandinaMostra-140916Mostra fotografica allo Spazio Natta, in via Natta 18 a Como, organizzata dall’Associazione culturale Chiave di Volta, inaugurazione venerdì 3 ottobre alle 18.30, aperta da martedì a domenica dalle 15 alle 19, fino al 25 ottobre.

 

«Dopo l’esperienza di Obiettivo Città murata, Chiave di Volta espone quest’anno più di cinquanta immagini delle prospettive che si aprono percorrendo la riva del primo bacino del nostro lago – spiega un comunicato –. La finalità è quella di evidenziare la bellezza del nostro paesaggio dando l’occasione ai fotografi dilettanti di affinare il senso estetico e la sensibilità individuale. Hanno risposto all’appello dell’associazione oltre cinquanta persone, ognuna delle quali ha consegnato fino a cinque fotografie».

AND_0338«La giuria – prosegue la nota –, composta dal presidente Darko Pandakovic, dalla vicepresidente Milly Brunelli Pozzi, da Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo di Chiasso e dai 3 fotografi che hanno collaborato e accompagnato gli iscritti nella fase di osservazione nel corso di tre giornate: Enrico Cano, Francesco Corbetta, Carlo Pozzoni, ha scelto la foto migliore di ogni partecipante per essere esposta. In loop verranno proiettate su uno schermo tutte le immagini consegnate».«Il tratto di riva proposto, su cui si sono svolte le passeggiate dei partecipanti all’iniziativa guidati da fotografi professionisti, è da Villa Olmo a Villa Geno – dalla introduzione di Pandakovic al catalogo della mostra –. Sappiamo con quanta importanza, in questi ultimi anni, la riva del lago sia oggetto di trasformazioni, attenzione, polemiche. Obiettivo dell’Associazione è far partecipi e protagonisti degli aspetti estetici, culturali e storici del nostro ambiente di vita quante più persone possibile».

«La comunicazione facile e immediata con lo scatto fotografico è possibile a molte persone che diversamente non troverebbero la sede per esprimersi con libera e creativa autonomia – prosegue il presidente di Chiave di Volta –. Ogni persona che ha accolto il nostro invito e ha ripercorso le riva del lago, scegliendo temi e inquadrature, ha svolto un lavoro di documentazione e testimonianza sulla sequenza degli spazi affacciati sul lago ed un lavoro interiore sulla propria interpretazione dei luoghi. I due fattori (l’oggetto della fotografia e l’interpretazione che motiva la scelta) confluiscono nello scatto fotografico». [md, ecoinformazioni]

Heinz Waibl (1931) graphic designer

01_Invito_Heinz_WaiblIl viaggio segreto, mostra, a cura di Alessandro Colizzi e Nicoletta Ossanna Cavadini, al m.a.x. museo in via Dante Alighieri 6 a Chiasso, fino al 20 luglio 2014.

 

«Waibl è annoverato dalla critica tra i più importanti protagonisti nel settore della comunicazione visiva del Novecento, per la messa a fuoco di un linguaggio creativo e innovativo che ancora oggi risulta incredibilmente attuale – precisa la presentazione –. Fra le sue più note collaborazioni quelle per la Rai, la Rinascente, Atkinsons, Olivetti, Pirelli e Flos, ma anche per la Unimark International Design and Marketing Company, grazie alla quale ha ideato il logotipo per JcPenney e American Airlines».

heinz waibl«Si tratta della prima antologica dedicata a Waibl che affronta tutto il suo articolato percorso mettendo in luce il doppio background che matura negli anni, ovvero fra l’Europa e la significativa esperienza negli Stati Uniti e a Johannesburg – si spiega –.A differenza di altri, Waibl rientrerà nel 1971 nel vecchio continente, facendosi portatore della novità della corporate image acquisita a Chicago e nelle altre città americane in cui lavora alla fine degli anni ‘60. In questo senso è finalizzato il taglio critico effettuato dai curatori: Alessandro Colizzi, professore all’École de design de l’Université du Québec à Montréal (Uqam), che in mostra e nel catalogo focalizza l’attenzione su quanto appreso negli Stati Uniti da Waibl ma anche dai suoi contemporanei – Massimo Vignelli, Piero Ottinetti, Giulio Cittato – e Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo e dello Spazio Officina, che si china, invece, sui primi anni d’attività di Waibl e sul suo ritorno in Italia».

Infatti: «In ragione del percorso di Waibl a cavallo fra il vecchio e il nuovo continente, l’esposizione sarà ospitata nel 2016 presso il Centre de design de l’Université du Québec à Montréal (da giovedì 2 giugno a domenica 31 luglio)».

Sono esposti: «120 pezzi fra manifesti e locandine, bozzetti preparatori, studi di logo, grafiche, oggetti di design e packaging come bottiglie di profumo e puzzle, nonché una corrispondenza con Max Bill, Max Huber e Georges Vantongerloo. Una sezione fotografica raffigura Waibl negli anni ‘50 a Milano, con gli amici e Max Huber. Sono presenti inoltre alcuni lavori di Max Huber dedicati a Waibl, suo allievo prediletto».

Apertura da martedì a domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18, chiuso il lunedì (aperto anche giovedì 29 maggio, domenica 8 giugno, giovedì 19 giugno, domenica 29 giugno). Ingresso biglietto intero 10 franchi, 8 euro, ridotto (pensionati Avs, Ai, studenti) 7 franchi, 5 euro, scolaresche e gruppi di minimo 15 persone 5 franchi, 4 euro, metà prezzo con Chiasso Card, riduzioni alle associazioni convenzionate, gratuito per gli amici del m.a.x. museo (aamm), gratuito fino a 7 anni. Entrata gratuita: ogni prima domenica del mese.

Per informazioni tel. 0041.916950888, e-mail info@maxmuseo.ch, Internet www.maxmuseo.ch. [md, ecoinformazioni]

17 maggio/ Obiettivo fronte lago

Obiettivo fronte lago 2014 è un progetto collettivo, che coinvolge la cittadinanza in un percorso di osservazione e continua conoscenza del territorio cittadino.

L’associazione Chiave ddi Volta ripropone anche quest’anno la formula inaugurata lo scorso anno con Obiettivo Città Murata 2013.Al centro dello sguardo sono quest’anno le prospettive che si aprono percorrendo la riva della città affacciata sul lago e quelle che dal lago si proiettano sulla terra ferma.

Come per la precedente edizione, il programma si articola in tre momenti.
1 – Convegno – Sabato 17 Maggio
ore 9.30 – 13.00 – Villa Gallia, Via Borgovico 148, Como
Coordinato da Darko Pandakovic, docente di Architettura del paesaggio al Politecnico di Milano, e moderato da Diego Minonzio, direttore del quotidiano “La Provincia”.
Sono previsti interventi di Fabio Cani, Nicoletta Ossanna Cavadini, Angelo Dal Sasso, Darko Pandakovic
Cronologia e temi degli interventi sono a questo link
2 – Passeggiata fotografica
ore 10.00 – 12.00 – Lungo Lago, da Villa Olmo a Villa Geno, Como
Sabato 21 Giugno
Con la guida del fotografo Francesco Corbetta
Sabato 28 Giugno
Con la guida del fotografo Enrico Cano
Sabato 5 Luglio
Con la guida del fotoreporter Carlo Pozzoni
3 – Mostra fotografica – 4-25 Ottobre
ore 15.00 – 19.00, da martedì a domenica
Spazio Natta, Via Natta 18, Como
inaugurazione Venerdì 3 ottobre, ore 18.30
La mostra proporrà una scelta di fotografie selezionate dalla giuria tra quelle scattate dai partecipanti all’iniziativa e la proiezione su video in loop di tutte le immagini presentate.

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