Nicoletta Pirotta

Monica Lanfranco a Como ha presentato Punto G 2011

 

Tutte e tutti a Genova a Punto G. Dal 24 al 26 giugno nel capoluogo ligure, a dieci anni dalle manifestazioni del luglio 2001, torna a riunirsi il percorso su genere e globalizzazione. Monica Lanfranco, direttora del trimestrale Marea, già animatrice del Genoa Social Forum e storica attivista del movimento femminista, ha presentato l’iniziativa a Como, mercoledì 16 marzo nell’iniziativa organizzata dalle Donne in nero e da Ife. (altro…)

Letteralmente femminista

Rivivere la storia delle donne per un futuro di diritti per tutti. È il messaggio lanciato in occasione della Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne dalla giornalista Monica Lanfranco, che ha presentato in città il suo libro Letteralmente femminista. Perché è ancora necessario il movimento delle donne.

L’Italia occupa il 72esimo posto su 135 Paesi nel rapporto 2009 Global Gender Gap del World Economic Forum (agenzia specializzata delle Nazioni Unite), che misura la differenza tra uomini e donne per quanto riguarda la partecipazione e le opportunità nel mondo economico (salari, posti altamente qualificati e di responsabilità), l’educazione (di base e superiore), la partecipazione alla politica (rappresentanza in strutture amministrative e legislative) e la salute.
Un dato che deve fare riflettere e che deve servire da stimolo a non abbassare la guardia e a non smettere di rivendicare i diritti delle donne anche nel libero occidente se vogliamo poi riuscire a sostenere le lotte delle donne in altre parti del mondo dove il margine di libertà è spesso minimo o inesistente come sottolinea la scrittrice iraniana Azar Nafisi.
Non è stata quindi una celebrazione della Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne quella organizzata – una cinquantina le persone presenti – da Donne in nero e Ife (Iniziativa Femminista Europea) mercoledì 25 novembre alla libreria Punto Einaudi di Como bensì, come hanno sottolineato Celeste Grossi e Nicoletta Pirotta, il ripercorrere un pezzo di storia delle donne da condividere con le più giovani per immaginare e costruire insieme il futuro.
E il cammino è stato percorso da numerose comasche presenti all’iniziativa con Monica Lanfranco, giornalista, formatrice sui temi della differenza di genere e sul conflitto, direttora della rivista Marea, attraverso il suo ultimo libro Letteralmente femminista. Perché è ancora necessario il movimento delle donne [Edizioni Punto Rosso, Collana Il presente come storia, pagg. 154, 10 euro]. «Per me è la chiusura di un ciclo di venti anni iniziato con Parole per giovani donne. Diciotto femministe parlano alle ragazze d’oggi  – ha spiegato Monica Lanfranco – . È una lettera alle più giovani al centro della quale sta il racconto dell’unica rivoluzione nonviolenta del secolo breve, cioè il femminismo». Una specie di ponte generazionale che dalla maestra Lidia Menapace, partigiana, impegnata nei movimenti cattolici di base, insegnante, da sempre dalla parte della libertà delle donne passa alle ragazze più giovani perché, come si legge sulla quarta di copertina, «La storia delle donne è dentro ciascuna di noi. Siamo tutte testamenti del passato. Siamo tutte potenziali avvocate del futuro».
Perché parlare di femminismo oggi?
«Ancora si fa fatica a considerare i diritti delle donne come universali e a fare entrare nelle quotidianità il tema della cittadinanza di genere – ha continuato la giornalista  – . Violenza di genere e guerra contro le donne è il titolo di un capitolo del mio libro. Le parole sono pesanti, ma descrivono puntualmente la realtà in cui il maggior numero di atti di violenza maschile sulle donne è compiuto nei luoghi degli affetti generando sangue e sofferenze psicologiche. L’unica via per combatterla è il riconoscimento della violenza, la consapevolezza da parte della donna che i rapporti tra generi possono essere diversi, l’emersione dalla autosvalutazione e dalla mancanza di stima in se stesse: se la violenza non viene riconosciuta è come se non esistesse. E una cultura di violenza genera altra violenza che si perpetua all’interno delle famiglie».
«Le donne cedono il potere perché non si rendono conto di averlo» ha scritto Alice Walker e in effetti «la parola potere nasce come verbo ausiliario – ha detto Lanfranco – , ma è diventata un assoluto, “il potere”, ed è per lo più maschile. Nel senso comune, anche alla luce degli avvenimenti più recenti, abbiamo smesso di pensare alla politica nel suo significato più alto. La politica non è quella dei partiti, bisogna invece ridare corpo alla politica intesa come partecipazione attiva, come relazioni, alimentandola con l’energia della propria differenza critica».
Le femministe di qualche anno fa hanno ottenuto conquiste che le più giovani oggi hanno a disposizione senza neppure conoscere la fatica che ci sta dietro, ma la libertà trovata non è priva di senso di responsabilità per Monica Lanfranco: le giovani donne di oggi non hanno più un destino predeterminato in quanto femmine, ma spesso usufruiscono di una falsa libertà che è quella del mercato, che impone i suoi meccanismi anche nelle relazioni sociali e personali. È la libertà apparente del denaro che diventa la misura di tutte le cose: senza limiti si arriva alla reificazione del corpo femminile fatta passare come scelta, una possibile strada aperta dal femminismo. Significativo a questo proposito il documentario Il corpo delle donne di Lorella Zanardo
«Io sono per il conflitto quando è necessario – ha continuato la direttora di Marea -, non si può essere neutrali su scelte negative delle donne come nel caso della guerra, di atteggiamenti di supremazia e sopraffazione o come l’arruolamento nell’esercito. Esiste anche un femminismo critico».
L’appello finale alle più giovani è chiaro: si può sempre tornate indietro (e i segnali non sono certo rassicuranti) se le conquiste non sono considerate preziose.
Una delle vie da praticare è la narrazione che con la sua forza di fascinazione arriva a sovrastare l’ipnotismo televisivo, l’altra è un lavoro profondo all’interno delle donne perché si arrivi ad espugnare la complicità assurda nei confronti della violenza maschile (indimenticabili le urla delle mamme degli stupratori in Processo per stupro e ma ancora diffusa anche tra le donne l’idea che le vittime di violenza in fondo se la sono cercata) e anche un invito ai maschi ai quali è richiesta una chiara presa di distanza dagli atteggiamenti di violenza all’interno del proprio genere.
In fondo, come sostiene Robin Morgan, amata e citata da Monica Lanfranco in tutti i suoi libri, «Non si tratta di una minoranza oppressa che si organizza su questioni valide ma pur sempre minori. Si tratta della metà del genere umano che afferma che ogni problema la riguarda, e chiede di prendere parola su tutto. Il femminismo è questo». [Antonia Barone, ecoinformazioni]

Sinistra e libertà per le europee

 

Sinistra e libertà, la formazione nata dall’unione di Verdi, Sinistra democratica, Socialisti e Movimento per la sinistra, ha aperto a Como giovedì 7 maggio la campagna elettorale per le prossime elezioni europee con Franco Giordano, ex segretario nazionale di Rifondazione comunista. 
Giordano, introdotto da Nicoletta Pirotta, ex segretaria provinciale Prc, ha posto l’accento su una prospettiva che vada oltre la semplice tornata elettorale dato che «il Pd non è all’altezza per costruire un’idea alternativa al Governo Berlusconi» e non è di sinistra «così come rivendicato da Rutelli, mentre gli altri bisbigliano, borbottano ma non lo contraddicono». Anzi l’ex deputato ha attaccato chi «contrappone, nel centrosinistra, alla destra lo stesso populismo» citando ad esempio la Lista Di Pietro sia per la commissione d’inchiesta su Genova 2001 che per il prolungamento dei tempi di permanenza nei Cpv.
«Questa formazione non è solo un cartello elettorale per superare la soglia del 4 per cento – ha aggiunto il consigliere provinciale socialista Fabio Moltrasio – dobbiamo superare gli steccati per formare un soggetto politico nuovo», «un soggetto che sappia allacciarsi al mondo del lavoro , che sappia divenire il punto di riferimento per tutte quelle forze deluse dal Pd» ha proseguito Giordano. Per quanto riguarda la lista del Prc-Pdci Giordano ha detto che «non intervengono su piattaforme concrete» e che «sono testimoniali».
L’esponente di Sinistra e libertà ha quindi illustrato le proposte elettorali incentraste per lo più su misure atte a contrastare la crisi, con un’estensione degli aiuti economici alle persone in difficoltà, e brevemente la lista nella Circoscrizione dell’Italia del nord ovest con vari rappresentanti sì del mondo politico ma anche di quello culturale come l’attore Bebo Storti e esponenti della società civile come Rocco Cordì esponente di Altralombardia e Legacoop.
Alla domanda cosa faranno gli eletti in Europa quando andranno ognuno nel proprio gruppo di appartenenza l’ex segretario del Prc ha risposto che «già nei passati mandati europei esponenti dei gruppi di sinistra hanno lavorato assieme riuscendo a contrastare politiche deleterie come quella della Bolkestein o delle 60 ore di lavoro settimanali», l’obiettivo ora è quello di costruire una nuova soggettività.
sinistra-e-libertaSinistra e libertà, la formazione nata dall’unione di Verdi, Sinistra democratica, Socialisti e Movimento per la sinistra, ha aperto a Como giovedì 7 maggio la campagna elettorale per le prossime elezioni europee con Franco Giordano, ex segretario nazionale di Rifondazione comunista. 
Giordano, introdotto da Nicoletta Pirotta, ex segretaria provinciale Prc, ha posto l’accento su una prospettiva che vada oltre la semplice tornata elettorale dato che «il Pd non è all’altezza per costruire un’idea alternativa al Governo Berlusconi» e non è di sinistra «così come rivendicato da Rutelli, mentre gli altri bisbigliano, borbottano ma non lo contraddicono». Anzi l’ex deputato ha attaccato chi «contrappone, nel centrosinistra, alla destra lo stesso populismo» citando ad esempio la Lista Di Pietro sia per la commissione d’inchiesta su Genova 2001 che per il prolungamento dei tempi di permanenza nei Cpv.
«Questa formazione non è solo un cartello elettorale per superare la soglia del 4 per cento – ha aggiunto il consigliere provinciale socialista Fabio Moltrasio – dobbiamo superare gli steccati per formare un soggetto politico nuovo», «un soggetto che sappia allacciarsi al mondo del lavoro , che sappia divenire il punto di riferimento per tutte quelle forze deluse dal Pd» ha proseguito Giordano. Per quanto riguarda la lista del Prc-Pdci Giordano ha detto che «non intervengono su piattaforme concrete» e che «sono testimoniali».
L’esponente di Sinistra e libertà ha quindi illustrato le proposte elettorali incentraste per lo più su misure atte a contrastare la crisi, con un’estensione degli aiuti economici alle persone in difficoltà, e brevemente la lista nella Circoscrizione dell’Italia del nord ovest con vari rappresentanti sì del mondo politico ma anche di quello culturale come l’attore Bebo Storti e esponenti della società civile come Rocco Cordì esponente di Altralombardia e Legacoop.
Alla domanda cosa faranno gli eletti in Europa quando andranno ognuno nel proprio gruppo di appartenenza l’ex segretario del Prc ha risposto che «già nei passati mandati europei esponenti dei gruppi di sinistra hanno lavorato assieme riuscendo a contrastare politiche deleterie come quella della Bolkestein o delle 60 ore di lavoro settimanali», l’obiettivo ora è quello di costruire una nuova soggettività.

Per la sinistra a Como

 

associazioneperlasinistraÈ nata sabato 21 marzo con l’assemblea La primavera della sinistra, svolta alla Circoscrizione 6, l’Associazione per la sinistra di Como, un sodalizio che si propone di superare le barriere fra i vari raggruppamenti politici e di porre le basi per l’unità delle sinistre.

 

Un’assemblea di una cinquantina di persone, pochi i giovani, ha dato la vita alla nuova Associazione per la sinistra – Como. «Non potevamo più aspettare – ha detto la presidente onoraria Anna Sacerdoti – Il tempo è adesso. Speriamo che tutte le forze della sinistra riescano ad unirsi innanzitutto per difendere la Costituzione».

L’introduzione dei lavori e l’analisi della situazione economica e sociale attuale con le prospettive e le cause della nascita dell’associazione sono toccate a Giuseppe Calzati. In primo piano la crisi, della sinistra «per la prima volta non rappresentata in Parlamento», e quella economica. La neonata associazione si propone di essere un «luogo di confronto di analisi e proposta con la capacità di esprimersi in un linguaggio comprensibile alle classi popolari». Un associazione, non un partito, è stato rimarcato più volte, per trovare una via nuova al di là di vincolanti appartenenze e degli steccati che i vari partiti della sinistra hanno alzato fra di loro.

L’attenzione dei presenti si è concentrata poi sugli atti fondamentali della nascita dell’associazione con le relazioni, i dibattiti, e l’approvazione della Carta di intenti, spiegata da Nicoletta Pirrotta, e dello Statuto, illustrato da Marco Lorenzini. Eletto il Consiglio direttivo che eleggerà nella prima riunione il presidente, è stata acclamata presidente onoraria Anna Sacerdoti.

Un’assemblea all’insegna della tradizione della sinistra, con la presenza della bandiera rossa (priva di ogni altro simbolo o scritta), che ha però avuto elementi di novità, dal dibattito, meno scontato rispetto a quello delle riunioni di partito, al rinfresco finale con brindisi.

La segretaria del Prc comasco lascia il partito

Con il comunicato reso noto il 21 febbbraio che riportiamo integralmente Nicoletta Pirotta si è dimessa da segretaria provinciale del Prc comasco.

“Ieri mi sono dimessa dall’incarico di segretaria provinciale di  Rifondazione Comunista. Non mi riscriverò al partito. 

Considero opportuno che  a dirigere Rifondazione ci stia chi ne condivide l’attuale linea politica , che io invece  sento lontana ed estranea.

Rifondazione è stata la mia casa e questo addio non è indolore. Lascio dentro Rifondazione un pezzo di me e porto con me la sua storia migliore, quella dela rottura con lo stalinismo, dell’internità ai movimenti, della non violenza, del governo come strumento e non come fine.

Lavorerò e mi impegnerò per  una sinistra del lavoro e delle libertà, che sia un antidoto contro la paura e contro la solitudine, che sappia ricucire nuovi legami sociali  , che faccia politica coinvolgendo e accogliendo. 

Una sinistra che allunga i propri pensieri oltre il presente ma che sul presente provi ad agire,  che ci aiuti a spartire il dolore e la gioia, che rispetti la  nostra fragilità e la  nostra unicità, che non cerchi nemici. 

Una sinistra gentile, capace di analizzare, comprendere ed ascoltare,  che cerca le persone in carne e ossa piuttosto che il pubblico. Una sinistra che annuncia non il nostro primato ideologico ma il nostro amore per la libertà e la giustizia sociale.

Ho salutato le e i compagni che resteranno in Rifondazione con una stretta di mano, perché  rifiuto di considerare un nemico chi la pensa diverso da me specie  se  ci accumuna una lunga storia di appartenenza ad un medesimo partito.

Mi iscriverò all’Associazione comasca per la sinistra per contribuire, come semplice iscritta, a costruire una “sinistra senza aggettivi” ma aperta, accogliente, includente in grado di  esprimere concretamente una proposta alternativa al modello capitalista, oggi in profonda crisi.”

Caso Eluana: «Si rispettino le persone, il diritto e la Costituzione»

In una nota diffusa venerdì 6 febbraio Rosalba Benzoni, Gabriella Bonanomi, Celeste Grossi, Nicoletta Pirotta, Grazia Villa, Ierta Zoni intervengono sul “Caso Eluana”.

«Con un decreto legge sul “caso Eluana” il governo interviene nelle scelte più intime delle persone calpestando la loro dignità insieme al diritto e alla legge. 

Servirebbe rispetto e silenzio in una vicenda così tragica e dolorosa come quella di Eluana e della sua famiglia. Si risponde invece con uno scontro ideologico e istituzionale gravissimo. Un fondamentalismo cieco e ottuso ha portato il governo a ignorare l’appello che veniva dal Presidente della Repubblica. Auspichiamo che sappiano prevalere i contenuti della nostra Costituzione»

Nicoletta Pirotta sul decreto antiprecari

Nicoletta Pirotta, segretario provinciale di Rifondazione comunista, interviene sul decreto antiprecari, ancora bloccato in Parlamento.

«Il decreto del Governo non nasce dal nulla – ha dichiarato Nicoletta Pirotta, segretario provinciale Prc – rientra in una politica ben precisa».
Un documento che per l’esponente di Rifondazione definisce chiaramente le politiche economiche del Governo Berlusconi, delineandone la filosofia economica in un’accezione ampia, in cui sono individuabili tre aspetti fondamentali: le questioni del lavoro, con i salari, il problema della casa e l’immigrazione, vista come un’emergenza sociale e di sicurezza, a cui viene data una risposta con la militarizzazione del territorio. Un atto che preoccupa per «l’utilizzo dell’esercito e la diminuzione dei fondi per la polizia. Si sta andando verso la privatizzazione dei servizi di sicurezza, in un processo che porta alla modifica dell’assetto democratico e sociale del nostro paese».
Per quanto riguarda i precari «sono arrivati addirittura alla follia di mettere in discussione le cause in corso e quelle passate, con il rischio anche di licenziamenti».
Una critica viene quindi mossa al Pd che «non è sufficientemente in grado di rispondere alle politiche del Governo, anche perché dov’erano quando il decreto è passato nelle Commissioni?».
Ma altri aspetti colpiscono il segretario provinciale di Rifondazione come la trasformazione delle università in fondazioni, la svolta nuclearista e il taglio di 15 miliardi alle pubbliche amministrazioni, oltre alla «penalizzazione dei ceti sociali più deboli, per quanto riguarda la casa e i salari, legati ad un’inflazione dell’1,7 per cento contro quella reale del 3,8. Si chiuderanno dei contratti da fame e sarà ancora più difficile contrastare l’aumento del costo della vita».
«Una politica, quella del centro-destra, organica, chiara e precisa. Una privatizzazione da modello sudamericano i cui risultati e sfaceli si sono visti in quel continente negli ultimi anni».
«Per contrastare queste politiche – ha concluso Nicoletta Pirotta – bisogna ridare al più presto fiato all’opposizione per contrastare il tentativo di stravolgimento sociale e democratico». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Al congresso del Prc di domenica 6 luglio Nicoletta Pirotta con il 59,38 per cento dei voti è la nuova segretaria provinciale del Prc

Dagli interventi degli ospiti disponibilità al dialogo e a percorsi comuni. Assente il consigliere comunale Donato Supino e molti esponenti particolarmente critici sull’esperienza fatta nella Sinistra l’Arcobaleno.

Dopo un’analisi dei risultati elettorali, delle loro motivazioni e delle prospettive per il partito, che ha individuato nell’acuirsi delle lotte sindacali la possibilità di sviluppo della sinistra, di Renato Tettamanti che non si è ricandidato a segretario, una folta carrellata di ospiti ha salutato l’inizio dei lavori del congresso provinciale di Rifondazione comunista del 6 luglio nella sede della Circoscrizione 6 in via Grandi.
Aperture e auspici per continuare una collaborazione intrapresa da prima delle elezioni sono venute da parte dei partiti e dei gruppi che fanno parte dell’area della sinistra plurale. Anche per il nuovo segretario del Pd Luca Corvi «bisogna riallacciare il confronto e il dialogo».
Pacato, ma accesso il confronto fra le varie posizioni che animano il partito, concentratosi principalmente sulla disfida fra la mozione che sostiene l’ex ministro Paolo Ferrerro e quella del presidente della regione Puglia Nichi Vendola. La cinquantina di partecipanti, delegati dei dieci circoli provinciali, un terzo donne, meno i giovani, hanno eletto i rappresentanti per i congressi regionali e nazionale e gli organi della Federazione provinciale.
Riunitosi il Comitato politico federale è stata eletta, con 19 voti favorevoli, 9 schede bianche e 4 contrari, come segretaria provinciale Nicoletta Pirotta (nella foto), che ha preso l’impegno di lavorare per superare le divisioni nel partito.

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