Monica Lanfranco a Como ha presentato Punto G 2011

 

Tutte e tutti a Genova a Punto G. Dal 24 al 26 giugno nel capoluogo ligure, a dieci anni dalle manifestazioni del luglio 2001, torna a riunirsi il percorso su genere e globalizzazione. Monica Lanfranco, direttora del trimestrale Marea, già animatrice del Genoa Social Forum e storica attivista del movimento femminista, ha presentato l’iniziativa a Como, mercoledì 16 marzo nell’iniziativa organizzata dalle Donne in nero e da Ife. 

 

Le donne tornano a Genova. Dieci anni dopo il luglio del 2001, dieci anni dopo il G8, torna a riunirsi Punto G, una rete che unì  – il 15 e 16 giugno 2001 – oltre mille donne e più di 140 gruppi femministi nazionali ed internazionali. Monica Lanfranco, direttora del trimestrale Marea, voce del femminismo italiano, nonché tra i venti portavoce del Genoa Social Forum, ha presentato l’iniziativa a Como, mercoledì 16 marzo, con Nicoletta Pirotta, presidente di Ife Italia e Celeste Grossi delle Donne in Nero. Una cinquantina le partecipanti alla serata che è stata conclusa dal coro Le belle di note, diretto da Mariateresa Lietti.

Punto G si terrà a Genova dal 24 al 26 giugno prossimi; il programma è in via di definizione e prevede la partecipazione di tante donne, “di ieri e di domani”. «La scelta – ha spiegato Monica Lanfranco – fu nel 2001 quella di riunirci un mese prima del G8 e delle manifestazioni connesse, perché sapevamo che i contenuti di genere sarebbero stati soffocati dagli altri temi. Così organizzammo l’appuntamento prima, e uno dei gruppi di lavoro fu Globalizzazione e sentimenti, ovvero come la globalizzazione entra nelle vite quotidiane e nelle relazioni uomo-donna. Sia in quello che nella scelta della figura di Cassandra come filo conduttore del nuovo esordio dei movimenti fummo in anticipo sui tempi. Già dieci anni fa ci eravamo accorte di quanto fosse forte il rapporto tra liberismo, denaro, mercificazione anche del corpo delle donne. Quest’anno, quindi, ancora stabiliamo una distanza – connessione con gli altri eventi in ricordo del G8 e di quelle giornate, riproponiamo però quest’incontro con un obiettivo diverso: avvicinare chi non c’era e ha sentito parlare di Genova 2001 solo per le violenze, per l’uccisione di Carlo Giuliani e per quanto accadde in quei giorni, mentre ne ha perso i contenuti, che ci sono stati ed erano importanti». Per avvicinare chi non ha vissuto Genova in prima persona, le donne di PuntoG lavoreranno su tre assi tematici: «l’emergenza fondamentalismi religiosi (tutti anche quelli di casa nostra, basti pensare all’attacco alla legge 40 da parte del Vaticano), il corpo femminile e il suo uso nella globalizzazione, lavoro e pratiche creative di resistenza, con laboratori su immigrazione e buone pratiche, come il consumo critico». La peculiarità dell’evento sarà anche il confronto diretto tra generazioni diverse. Il momento conclusivo di PuntoG vedrà infatti protagoniste di una tavola rotonda grandi donne che hanno fatto la storia del femminismo e non solo, come Lidia Menapace, Simona Maffei, Giancarla Codrignani (fondatrice della Loc, la Lega per l’obiezione di coscienza), con altre sette donne, molto più giovani, all’insegna del motto: «Siete il nostro passato, siamo il vostro futuro». «Vorremmo proporre il femminismo come qualcosa di vivo, incarnato – ha aggiunto Monica Lanfranco – ed è per tanto importante metterci in relazione». Oltre all’incontro tra donne di età differenti, nel corso di PuntoG ci saranno dibattiti, confronti, con attiviste curde, donne iraniane, scrittrici come Dacia Maraini e Lorella Zanardo, giovani economiste…

Ma come sono cambiate le aspettative delle donne, alla luce della mobilitazione del 13 febbraio? «È stata un’opportunità e la vera notizia sono stati i maschi scesi in piazza – dichiara la direttora di Marea -; certamente si è creata una nuova attenzione ed energia, un fatto positivo. Per questo, anche, ci aspettiamo una risposta non solo dalla città di Genova, ma da tutta Italia, e, come nel 2001, ci saranno alloggi per chi viene da fuori». Anche se, a differenza del 2001, non ci sarà alcun finanziamento pubblico all’iniziativa, solo quello del Women Med Found. Quanto al movimento dei movimenti, per Lanfranco, «Genova ha pagato un tributo, lo paga sempre, e siamo passati nell’elaborazione del lutto collettivo. Ora le pratiche sono importanti: ripartiamo da qui, da questa rinnovata consapevolezza. Il Social Forum è stato uno strumento, allora avevamo un mandato che era giusto rimettere una volta finito l’impegno. Le interconnessioni sono naturali e creano ricchezza, i movimenti devono fare lo stesso».

Il programma dell’iniziativa e tutte le informazioni saranno on line sul blog Punto G Genova 2011. [Barbara Battaglia, ecoinformazioni] Guarda la galleria delle foto di Carmen Àncora.

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