ospedale Valduce

Addetti alle pulizie del Valduce: adesione totale allo sciopero

sciopero1Interrotto il servizio di pulizia dell’ospedale. Tutti i dipendenti Markas  hanno aderito allo sciopero organizzato da Filcams cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti (escluse, ovviamente, le persone precettate per garantire i servizi minimi essenziali all’interno dell’Ospedale)

In mattinata i dipendenti si sono ritrovati fuori dall’ingresso principale dell’ospedale per manifestare la propria contrarietà alle decisioni di Markas e anche del Valduce di ridurre i loro contratti nonostante le ore di straordinario, i riposi saltati e le nuove assunzioni.
«Gran parte degli utenti ha ascoltato la voce della protesta e ha espresso la propria solidarietà »,  spiegano i lavoratori e i sindacati. «L’azienda ha deciso di diminuire, questo significa per noi e le nostre famiglie avere una busta paga ancora più scarna – sottolineano gli impiegati – per gli utenti, invece, vuol dire entrare in un ospedale meno pulito. Tre colleghi sono già stati licenziati. Se la situazione non dovesse sbloccarsi, siamo pronti a continuare la mobilitazione». [aq, ecoinformazioni]

ecoinformazioni on air/ Valduce: straordinario in cassa

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Il servizio del 16 aprile di Andrea Quadroni per Radio popolare. Ascolta il servizio audio. Continua la protesta degli addetti alle pulizie dell’Ospedale Valduce. Nonostante il parere contrario dei sindacati, la ditta appaltatrice del servizio Markas ha ridotto l’orario da 36 ore settimanali a 30. Per Filcams Cgil e Fisacat Cisl la decisione è assurda e illegittima, visto che i 55 lavoratori, in cassa integrazione da luglio, stanno facendo ore in più saltando addirittura i turni di riposo. Per questa ragione  sette giorni fa è stato indetto lo stato d’agitazione. L’incontro in prefettura fra le parti si è concluso con nulla di fatto; nei prossimi giorni i sindacati metteranno in campo  altre iniziative di rivendicazione, fra cui si ipotizza l’organizzazione di uno sciopero. L’ospedale Valduce, dal canto suo, si dichiara estraneo alla vicenda [Andrea Quadroni, ecoinformazioni].

Valduce, addetti alle pulizia in prefettura

valduce_comoL’incontro  si è concluso con un nulla di fatto. I sindacati: «Lo stato di agitazione proclamato il 7 aprile, permane. Nei prossimi giorni verranno messe in campo altre iniziative di rivendicazione».

A seguito dello stato di agitazione degli addetti alle pulizie (assunti dalla ditta appaltatrice Markas) dell’Ospedale Valduce proclamato il 7 aprile, il 15 aprile  si è tenuto l’incontro con la Prefettura per espletare la procedura di raffreddamento prevista dalla normativa. «Si è conclusa con un esito negativo – commentano Gloria Giudici (Filcams Cgil) e Orlando Procopi (Fisacat Cisl) – l’azienda conferma la necessità di ridurre le ore contrattuali. Le organizzazioni sindacali continuano a ritenere ingiustificabile e illegittima questa decisione unilaterale, che non si dimostra disponibile a riaprire il tavolo della trattativa. Chiediamo con forza che vengano ripristinate le ore contrattuali di ogni lavoratrice e lavoratore. All’incontro ha partecipato anche il Valduce che, però, si dichiara estraneo alla vicenda». [aq, ecoinformazioni]

Presidio sindacale all’ingresso dell’ospedale Valduce per il mancato rinnovo contrattuale per la sanità privata

Venerdì 13 giugno di fronte all’ingresso dell’ospedale Valduce si è tenuto un presidio indetto dalle Rsu dei lavoratori del campo della sanità privata per dar voce alla protesta contro il mancato rinnovo del contratto da ben due anni e mezzo.
Sono tredici i contratti di lavoro esistenti in Italia con gli enti privati, i dipendenti di questi e le loro rappresentanze sindacali chiedono una loro unificazione e un collegamento al contratto pubblico.
Le associazioni datoriali (Aris, Aiop, e Fondazione don Gnocchi) rifiutano di sedersi a contrattare. Il pericolo – espresso da Fiorella Merlini della Fp Cgil – è che il contratto venga trasformato da nazionale a regionale, questa mutazione potrebbe trasmettersi su tutti gli altri settori lavorativi che vedrebbero diminuire il loro potere contrattuale.
Intanto infermieri, operatori socio sanitari, fisioterapisti, tecnici sanitari, amministrativi e dirigenti continuano a garantire professionalmente i servizi sanitari ai cittadini nonostante la crisi contrattuale. Soprattutto gli asa (ausiliari socio-assistenziali), che svolgono le mansioni di base all’interno delle strutture assistenziali, sono i più a rischio e i meno considerati. Cresce sempre di più la competizione con i lavoratori provenienti dall’estero e molti guardano alla Svizzera come possibile “terra promessa” dove poter recepire un salario adeguato.
Il Valduce, il secondo ospedale della provincia, è destinato con lo spostamento del Sant’Anna a diventare la maggiore struttura ospedaliera comasca e sicuramente la più importante nella città di Como. Sono ben quattrocento gli infermieri dipendenti all’interno dell’azienda privata, ma solo una decina quelli fuori dall’ingresso a manifestare il proprio dissenso. [Francesco Vanotti, ecoinformazioni]

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