Paolo Virzì

22 maggio/ Arciwebtv/ La pazza gioia

Dalle 21/ A chiudere la giornata di oggi, dalla campagna Arci nazionale Resistenza virale, La pazza gioia di Paolo Virzì, a cura di UCCA. L’amicizia imprevedibile tra due donne molto diverse tra loro, entrambe ricoverate in una clinica psichiatrica, che porterà ad una fuga strampalata e toccante, alla ricerca di un po’ di felicità in quel manicomio a cielo aperto che è il mondo dei sani. Presentato a Cannes, con Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti; vincitore di 5 David di Donatello. Clicca qui o sull’immagine per vedere il film.

Gli altri programmi del 22 maggio.

La programmazione completa di Arci Como WebTV.

Attratti dal capitale umano

capitaleumanoTanti, tantissimi, fino a determinare code per accedere allo Spazio Gloria,  gli spettatori che sono accorsi – forse anche attratti dalla polemica suscitata dalle dichiarazioni del registra Paolo Virzì – a vedere Il capitale umano. Il film, in programmazione fino al 22 gennaio nella sala di Arci Xanadù di via Varesina 72 a Como, ha già superato la prova del pubblico perché, come aveva promesso Bettina Pontiggia su ecoinformazioni, è un bel film.

Andate a vedere il film! Perché è bello…

capitaleumanoBettina Pontiggia, costumista del film Il capitale umano di Paolo Virzì, risponde alla lettera aperta dei Consiglieri di Paco-Sel: «Mia cara e bella Como, non ti offendere; invita piuttosto Virzì a presentare il suo film e a parlare di quello. Dell’importanza di avere autori che si sforzano di mettere a fuoco problemi dell’economia distrutta dalla finanza, delle gravi ripercussioni di questo sistema anche a livello locale per la cultura e lo stato sociale, di chi si sforza di fare un cinema che si avvicina anche ai giovani e prova a renderli protagonisti ben oltre i tre metri sopra il cielo».

 «Cari amici Vivo in provincia di Como, qui sono nata e cresciuta. Mi considero una mezza brianzola. E soprattutto sono la costumista del film di Paolo Virzì Il Capitale Umano. Perciò è un po’ da brianzola, un po’ da comasca e un pò da costumista che vi scrivo.

Ho letto con attenzione e meraviglia la polemica che si è scatenata intorno al film e – fino a un certo punto – ne ho riso, pensando che in fondo parlare (male) di un film senza forse averlo nemmeno visto può essere tipico di quotidiani come Libero o di alcuni rappresentanti della Lega. Pur senza pregiudizio, perché comunque ogni volta gli attacchi alla cultura mi sconcertano da qualunque luogo arrivino. E mi sconcerta ancora di più quando la polemica si scaglia contro la cultura “di sinistra”, che insieme alla destra considero una dicotomia superata dalla storia, oramai.

Virzì è uomo contemporaneo, ha dipinto un affresco potente e apologetico partendo da un romanzo americano ambientato in Connecticut, territorio vicino a New York come la Brianza è vicina a Milano. E così la geografia l’abbiamo spiegata. La Borsa e la provincia, buen retiro di chi ci lavora.  Non è un documentario sulla Brianza!  I grumi di villette ci sono, le villone anche , pur senza voler scomodare  banalmente Arcore. Che ci può fare lui?

Però mi stupisce che un gruppo come il vostro, che seguo e considero affine, si accenda a vuoto attorno alle affermazioni di un artista che ha solo transitato rapidamente in un luogo che per lui era importante credo più a livello estetico e simbolico che non sociale.  Che sulle parole, magari non condivisibili, esagerate, comunque opinioni personali di un regista abbia sentito il bisogno di difendersi citando i sacri nomi che Como ha partorito anche se, dispiace dirlo, non compongono poi un gran menù se, come credo, le parole di Virzì si riferivano alla situazione della cultura contemporanea.

Il Politeama è in degrado da molto tempo, da ben prima della rinascita del Sociale. A Como hanno chiuso il cinema Astoria e il Politeama nell’arco di pochi anni. Destino che purtoppo accomuna le altre piccole città che dell’arrivo delle multisale  hanno pagato il prezzo. Ma allora perché una realtà vivace come quella del Gloria, con la sua bella programmazione, con i lunedì del cinema fatica a sopravvivere e ha una sala con un audio pessimo e il riscaldamento al minimo?

Io capisco la vostra buona fede ma difendo Virzì e la sua opera, difendo il film che va visto per rendersi conto che i paesaggi sono metaforici e che se lo vedesse un veneto potrebbe quasi confonderli con i propri. Un film è un film, inutile cercare riscontri nella realtà. E’ nord, punto. Un nord sicuramente ricco che ora paga la crisi come tutti, ma che in tempi meno duri per la cultura ha fatto meno di quello che avrebbe potuto, raggelato da interessi e fedi non meno foschi di quelli della famigerata Roma ladrona.

Io amavo il cinema prima di diventare una lavoratrice del cinema, ma se fossi rimasta a Como o in Lombardia forse non sarebbe stato possibile realizzare il mio piccolo sogno.  La famosa Manifattura Tabacchi di Milano (inattiva da anni e nella quale sono stati investiti milioni dalla Lega che voleva farne la Cinecittà lombarda) e che solo recentemente la giunta Pisapia ha deciso di destinare alla Scuola del Cinema, la Film Commission Lombardia che pur facendo degli sforzi non eguaglia quella di Torino (ma nemmeno quella del Trentino e del Friuli o della Puglia), i lavoratori dello spettacolo che si mantengono con gli spot pubblicitari (quando ci riescono e non vengono sostituiti da stagisti inconsapevoli e sfruttati).  Per non parlare di grandi film che hanno usato territori e paradigmi per parlare di realtà. Penso a La grande bellezza, per fare un esempio recente: che cosa dovrebbero dire i romani? Eppure è un film bello e importante.

Fare film è difficilissimo, fare film come Il capitale umano lo è ancora di più.

Allora, mia cara e bella Como, non ti offendere; invita piuttosto Virzì a presentare il suo film e a parlare di quello. Dell’importanza di avere autori che si sforzano di mettere a fuoco problemi dell’economia distrutta dalla finanza, delle gravi ripercussioni di questo sistema anche a livello locale per la cultura e lo stato sociale, di chi si sforza di fare un cinema che si avvicina anche ai giovani e prova a renderli protagonisti ben oltre i tre metri sopra il cielo. Perché tra un po’ questi poveretti staranno tre metri sottoterra, ma solo se gli lasceremo i soldi per il funerale.  Non localizziamo, usciamo dal nido.  Facciamo vedere che la nostra è una città accogliente, che sta provando a uscire da anni bui con belle mostre, associazionismo e iniziative culturali, dimostriamolo. Approfittiamo di questa occasione per mettere l’accento su quello che non va e per proporre idee nuove.   Ma prima di tutto, andate a vedere il film! Perché è bello…

Con amicizia». [Bettina Pontiggia]

[Il capitale umano di Paolo Virzì è allo Spazio Gloria in via Varesina 72 a Como alle 21 giovedì 9, ven 10 e  sabato 11, domenica  12 alle 17,30 e 21, mercoledì 15 gennaio alle 21.  Ingresso 7 euro riservato ai soci Arci, 5 euro il mercoledì]

Paco-Sel: Virzì ingeneroso

Logo-bicicletta-def-300x300Con una lettera inviata a La Repubblica i consiglieri di Paco-Sel contestano le dichiarazioni del regista Paolo Virzì che ignorando la presenza del Sociale aveva definito Como «città ricchissima che esprime il degrado della cultura con quel suo unico teatro, chiuso ed in rovina». Leggi nel seguito il testo della lettera.

«Egregio sig. direttore,abbiamo letto, in una intervista su La Repubblica al regista Paolo Virzì, nella pagina degli spettacoli di lunedi 6 gennaio, le sue affermazioni, relative la città di Como, che amministriamo da un anno e mezzo, con altre forze che sostengono il Sindaco Mario Lucini.

Ci permetta, alcune affermazioni del regista, ci sembrano ingenerose.
E’ vero che da anni il Cinema Politeama è chiuso e abbandonato, per ragioni di carattere patrimoniale, rese inestricabili dalla volontà di alcuni privati su cui la politica non ha possibilità di intervento, e per errori politici e amministrativi dei decenni passati.
Però dire che “..Como, città ricchissima che esprime il degrado della cultura con quel suo unico teatro, chiuso ed in rovina”…ci sembra fuori luogo e non condividiamo simili affermazioni.
Nella nostra città, c’é da 200 anni un prestigioso teatro, il Sociale, amato dalla gente e apprezzato, in cui si tengono stagioni teatrali e liriche di tutto rispetto,oltre che a spettacoli ed iniziative di elevato livello.
Anche il tessuto culturale della nostra città è vivace e ricco di tante iniziative, che soffrono, come in tutta Italia, per la sistematica politica di tagli alle attività culturali degli ultimi anni.
Da decenni in Como, c’é un’attività culturale di rilievo, che fa a capo al Centro Volta, c’è una Università giovane e qualche volta brillante, si svolgono mostre e mille altre attività e in genere la sera, un comasco viene posto di fronte a varie attività e alternative, interessanti.
Como ha uno dei paesaggi, il lago, le montagne, tra i più belli e amati del mondo.
Forse, e qui potremmo confrontarci con il regista Virzì, tutto potrebbe essere più accellerato, si dovrebbe far dimenticare anni di interessi, di odi, di burocrazia.
Ma quello che abbiamo letto, è, ci permetta, un giudizio molto brutto, che non condividiamo.
Como é una città che ha una storia;una storia che ha espresso tante persone che in molti campi hanno fatto “crescere” l’umanità intera e la nostra nazione..Ci permettiamo di citarne alcuni: i Plinii, Papa Innocenzo XI, Alessandro Volta, Terragni, Sant’Elia, Luigi Guanella, Achille Grandi, Giorgio Perlasca.
Ha creato una cultura tramite i lavoratori e gli imprenditori delle sue fabbriche tessili.
Ha da anni, una cultura di accoglienza, prima verso la gente proveniente dal Sud Italia, ora con la gente proveniente da altri Paesi.
Poi, come per tutte le altre città di qualsiasi parte d’Italia, ci sono situazioni positive e negative da eliminare.
Queste ultime, noi, con la giunta e le forze politiche di maggioranza ed in qualche caso anche della minoranza, stiamo lavorando intensamente, con un continuo confronto con i cittadini e le associazioni della nostra città. Distinti saluti».[Luigi Nessi e Vincenzo Sapere Paco-Sel]

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