Roberto Borghi

Il punto del punto di domanda

punto del punto di domandaEsposizione di Pierluigi Ratti e Angelo Tagliabue, a cura di Roberto Borghi e Ilona Biondi, venerdì 12 febbraio alle 17 conversazione fra gli artisti, Borghi e Angelo Monti allo Yacht Club di Como, in viale Puecher 8, alle 18.30 inaugurazione a The Art Company in via Borgovico 163 a Como, aperta fino al 5 marzo a The Art Company (da martedì a sabato dalle 15.30 alle 18.30) e fino al 29 febbraio allo Yacht Club (da mercoledì a domenica dalle 10 alle 22).

Colori rubati

Caterina Ruggieri 1_mDipinti di Caterina Ruggeri in mostra al Broletto in piazza del Duomo a Como, inaugurazione mercoledì 3 febbraio alle 18.30. Aperta da martedì a domenica dalle 10 alle 18, lunedì chiuso, fino al 29 febbraio.

 

«Di solito pensiamo all’orizzonte come a una linea: e se invece fosse un colore? Se lo fosse, risulterebbe una zona pulsante e indefinita invece che una riga più o meno netta, non designerebbe il confine tra terra, acqua e cielo ma sarebbe anzi la loro area di fusione, si espanderebbe tanto in orizzontale almeno quanto in verticale, come avviene nei dipinti più recenti di Caterina Ruggeri – scrive Roberto Borghi –. Questo capovolgimento di uno dei più consolidati parametri visivi, nella pittura di Caterina, è stato attuato gradualmente, per passaggi successivi. Prima è stato necessario affrancarsi dalla geometria, dalla tentazione di strutturare l’immagine in zone rettangolari. Poi è diventato basilare concentrarsi sulla linea che suddivide l’immagine, per far sì che la ripartizione fosse sempre meno nitida, e che le linee anzi si moltiplicassero, ma diventassero segni, graffi, e fossero quindi sempre meno regolari e sempre più espressive. Quindi l’essenziale si è rivelato far dialogare le diverse parti del dipinto, creare una tensione energetica, far percepire un’unità di fondo tra i diversi elementi».

«La mostra nelle sala del Palazzo del Broletto racconta questo percorso con i suoi inevitabili ripensamenti, le sue oscillazioni tra diverse soluzioni formali, ma mette soprattutto in luce la determinazione cCaterina Ruggieri 2_mon cui è stato condotto. Dietro ogni dipinto si intravede un fine, un obiettivo non esplicitato ma presente, che resta come sospeso sul fondo. E in ogni opera si percepisce anche una narrazione abbozzata, che volutamente si concentra sulle premesse, sugli antefatti: si intuisce però che, se qualcosa accadesse, si tratterebbe di vicende intime, di una partecipazione al mistero della natura che si compie attraverso l’evocazione di acquitrini, montagne che si sfaldano, vapori che si condensano – prosegue la nota –. Eppure il lirismo, che in queste opere è molto, non è affatto tutto. Il colore steso e modellato con le mani, la compattezza del supporto metallico, la matericità complessiva dell’immagine suggeriscono un senso di forza, quasi un surplus energetico. Orizzonte d’altra parte è un termine che deriva dal verbo greco orìzo, che significa delimitare, ma anche imporre. La pittura di Caterina compie un ulteriore capovolgimento: si impone all’orizzonte e, in alcuni casi, gli sottrae anche dei colori».

Per informazioni e-mail caterinaruggeriposta@gmail.com. [md, ecoinformazioni]

Il paesaggio costruito e fotografato

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Nello spazio di San Pietro in Atrio a Como, una interessante mostra su “uomo” e “paesaggio” nella fotografia contemporanea prova a fare il punto tra le tante possibili opzioni di uno dei temi più indagati della storia dell’arte, non solo occidentale.

L’uomo nel paesaggio vuol dire tutto, evidentemente. E quindi l’aspetto più stimolante dell’esposizione consiste proprio nella verifica delle scelte, inevitabili nel presentare una forzata selezione di immagini.

Diciamo subito che un aspetto decisamente inconsueto è nel confronto a distanza tra il contesto locale e quello internazionale, in particolare cinese. Si ripete sempre che è in quella direzione che bisogna guardare per vedere il futuro, anche dell’arte, ma poi – troppo spesso – ci si rinchiude nel giro del risaputo. Viceversa in questo caso, grazie anche alla collaborazione di collezionisti e gallerie, ci si trova di fronte a uno spaccato di atteggiamenti diversi (di volta in volta alternativi o complementari). Non c’è bisogno di risalire alle rispettive filosofie tradizionali per cogliere una profonda differenza tra il modo di concepire il “paesaggio”, ma ancora prima l’“immagine”, nei due orizzonti culturali. (Di passaggio: bisognerebbe anche riflettere a fondo sui due termini del titolo. Se sul “paesaggio”, parola dal contenuto assai problematico (e forse anche ambiguo) e molto discusso proprio in ambito storico-artistico, il testo di Roberto Borghi nel volume parallelo alla mostra avanza tutta una serie di ipotesi – anche se si potrebbe essere più radicali e discutere perché, alla fine dei discorsi, si torna sempre lì, al paesaggio e non ad altri concetti e verificare a fondo se il termine si adatta davvero alle immagini presentate –, su quell’“uomo” si tace del tutto, mentre a  mio modestissimo avviso bisognerebbe, all’inizio del terzo millennio, porsi il problema di declinare in modo più rispettoso dei generi, e quindi utilizzarlo con maggiore cautela per tutti quei portati idealistici che sottende.)

C’è poi da sottolineare che nel confronto le fotografie “comasche” non sfigurano affatto. Distribuite su un arco di tempo piuttosto ampio (si va da un’immagine di Gin Angri del 1992, a quella di Enrico Cano del 2013, a quella di Andrea Butti del 2014, passando per tutte le altre), presentano visuali e sensibilità molto particolari e soprattutto evidenziano un’alta qualità comunicativa. (Anche in questo caso una nota di passaggio: del tutto casualmente mi è capitato di passare il giorno dopo l’inaugurazione in un luogo ritratto da una delle fotografie di Luciana Gilardoni in mostra – una delle mie preferite, lo dico esplicitamente – e di misurare la complessa relazione tra la realtà e la sua rappresentazione; quello era il luogo – una scaletta a lago in quel di Blevio – e quello era il graffito ritratto, ma lo sguardo era assolutamente originale.)

La mostra – pur di dimensioni contenute – è capace di tanti stimoli e riverberi, e merita quindi una visita attenta a tutte le immagini presentate (assai di più di quelle qui citate).

Un’ultima nota. L’esposizione doveva originariamente svolgersi a luglio in concomitanza con il Lake Como Film Festival, ma non si è poi potuta tenere per difficoltà logistiche. Allora venne realizzato sono il volumetto di accompagnamento, che oggi non corrisponde più alla realtà dell’allestimento a causa di alcuni cambiamenti nella disponibilità delle immagini. Per alcuni versi è un peccato, perché manca la possibilità di avere una memoria precisa di quello che si vede, ma per altri versi è l’occasione di vedere ancora qualche cosa in più.

È un buon esempio di come si possa lavorare con continuità su un’idea di fondo.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Gin-Angri

Gin Angri, Pubblicità Armani in corso Garibaldi a Milano, 1992.

Li Wei

Li Wei, Li Wei falls to Lake Como, 2004.

 

L’uomo nel paesaggio

a cura di Carlo Pozzoni Fotoeditore

con il sostegno di Comune di Como

in collaborazione con Lake Como Film Festival

San Pietro in Atrio, via Odescalchi, Como

fino al 22 novembre

martedì-domenica 10-19

ingresso libero

L’uomo nel paesaggio

LNP_invitoPresentazione del libro L’uomo nel paesaggio, con Giansilvio Primavesi, presidente Confcommercio Como, Carlo Pozzoni, editore del volume Alberto Cano, presidente Lake Como Film Festival, Roberto Borghi, critico d’arte, Emilio Bordoli, collezionista, Michele Pierpaoli, presidente Ordine degli architetti, Luigi Cavadini, assessore cultura Comune di Como, giovedì 16 luglio alle 17 a Confcommercio Como in via Ballarini 12.

Biennale d’arte contemporanea – Jce-Jeune Création Européenne

Mariana Sampaio_shadow's mingle_PORTOGALLOA Como a Villa Olmo, via Cantoni 1, con 48 artisti di 8 paesi, inaugurazione sabato 14 febbraio alle 16, aperta fino al 22 marzo.

 

«La città di Como, da tempo impegnata nella promozione e nella valorizzazione dei giovani artisti contemporanei, nel 2013 ha aderito alla biennale JCE, ideata e promossa dalla città francese di Montrouge da oltre 10 anni – ricorda Palazzo Cernezzi –. Nell’ambito di questa partnership, favorita grazie a Miniartextil, l’Assessorato alla cultura del Comune di Como ha selezionato su scala nazionale, 6 artisti italiani under 35 che sono entrati nel circuito della biennale 2013–2015, insieme agli altri 42 artisti scelti dalle altre città partner: Montrouge (Francia), Maastricht (Paesi Bassi), Amburgo (Germania), Klaipeda (Lituania), Budapest (Ungheria), Figueras (Spagna), Amarante (Portogallo). Ogni città aderente ha promosso, attraverso enti o istituzioni culturali guidati da riconosciuti critici e curatori, una selezione nazionale di 6 giovani artisti emergenti operanti con i vari linguaggi dell’arte contemporanea: dalla pittura alla fotografia, dalla scultura all’installazione, dal video alla videoinstallazione sino alla performance».

Valeria Vaccaro Marmiferi 2012 marmo bianco di Carrara, ITALIA«La selezione italiana è stata svolta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Como attraverso il concorso d’arte Co.Co.Co.Como Contemporary Contest 2013, con il contributo di una giuria composta da Roberto Borghi, critico d’arte e curatore, Lorena Giuranna, critico d’arte, curatore e responsabile del dipartimento educativo del Maga di Gallarate, Daniele Palazzoli, responsabile arte moderna e contemporanea, Galleria blu – Milano, Ivan Quaroni, critico d’arte e curatore, Luigi Ratclif, segretario Gai, Associazione per il Circuito dei Giovani artisti italiani. Il coordinamento della selezione è stato curato da Francesca Testoni, coordinatrice del concorso presso l’Assessorato alla cultura ed esperta in arte contemporanea – prosegue la nota –. I sei artisti italiani scelti sono: Salvatore Tulipano (vincitore Co.Co.Co. 2013), Federica Cogo, Glen Lasio, Simona Paladino, Michele Tajariol, Valeria Vaccaro».

Bob Eikelboom_chameleon-flipflop-cayaan-Monochrome_PAESI BASSI«Dopo le mostre in Francia, Olanda, Germania, Lituania e Ungheria, la biennale giunge a Como, inaugurando la stagione espositiva comasca 2015, per poi proseguire a Figueras e Amarante, rispettivamente in Spagna e Portogallo – precisa il comunicato –. L’evento di Como, curato da Veronica Vittani, responsabile dell’Ufficio cultura, e Francesca Testoni, coordinatrice della selezione italiana, gode del patrocinio di Regione Lombardia e del Gai Associazione per il Circuito dei Giovani artisti italiani».

«Per l’occasione il teatrino diverrà una sala cinema, in cui verranno proiettati di continuo 7 video di alcuni dei videoartisti partecipanti. In mostra vedremo sia video brevi, veri e propri lavori di videoarte, come nel caso di Federica Cogo (Italia) o Sanne Vaassen (Paesi Bassi) o cortometraggi dal sapore filmico, più vicini alla cinematografia che all’arte visiva. I video di Adrià Ciurana (Spagna) Krisztián Kristóf (Ungheria) e Frank Blommestijn & Michiel van der Werf (Paesi Bassi) invece, verranno proiettati lungo il percorso espositivo: si tratta degli artisti che hanno vinto il premio Jeune Création Européenne, ovvero che sono stati selezionati tra tutti gli artisti partecipanti da una giuria composta da autorevoli personalità del mondo artistico europeo, presieduti da Marc Partouche, direttore dell’Académie royale des beaux-arts di Bruxelles, Belgio – viene precisato –. L’esposizione vedrà la presenza di opere di Miquel Ollä, SPAGNAgrande impatto visivo: è il caso, per esempio, dell’installazione di grandi dimensioni di Carsten Berger (Germania) composta da 500 cartoline dai messaggi apparentemente ingannatori, pensati dall’artista in maniera romantica e naif. Anche Verena Issel, pure tedesca, presenta parte di una grande installazione ambientale Nugae, che raggruppa oggetti correlati tra loro, perché appartenenti a una stessa famiglia. Miquel Ollé (Spagna), su un grande banner in pvc a parete scrive, a caratteri monumentali: Noi abbiamo costruito il futuro, messaggio che si presta a diverse interpretazioni. Maxime Chanson (Francia) espone un grande pannello dove analizza in maniera analitica, concettuale e poco estetica, il lavoro degli altri compagni artisti. Secondo l’autore infatti, l’attività artistica risulta essere l’azione congiunta di un “motore” (ciò che spinge l’artista a creare) e di un “mezzo” (il modus operandi). Lilla Khoór (Ungheria) nella sua grande installazione a parete, assembla testi di interviste, disegni, illustrazioni basati sulle confessioni di alcuni emigranti: l’artista affronta il tema dell’emigrazione forzata e cerca di far riflettere lo spettatore sottolineando le differenze scomode, spesso celate, tra le storie personali e le rappresentazioni generalizzanti. Michele Tajariol (Italia) scuote le nostre certezze nella sua Camera, fatta di improbabili oggetti privi di funzionalità, prodotti della mente, indipendenti dalla realtà, che comunque evocano. Al centro domina un lampadario, che ha perso la sua funzione: non ha candele né lampadine, pende dal soffitto ma poggia a terra. C’è uno stravolgimento del reale: tutto sembra aver perso razionalità e logica. Andrius Svilys (Lituania) si appropria di materiali/ oggetti trovati o di cose prestate da amici e conoscenti per comporre installazioni o sculture che s’inseriscono in una dimensione più umana di reti interpersonali familiari, conducendo l’osservatore in questa dimensione. Bob Eikelboom (Paesi Bassi) travalica i confini della pittura sperimentandone i limiti su una superficie convessa, monocroma e luccicante come un’automobile, che cattura lo spettatore in un solo colpo d’occhio. Flávio Nuno Joaquim (Portogallo) presenta un lavoro composto da 390 immagini di cieli, che egli ha raccolto in circa tre mesi, fino al 21.12.2012, data apocalittica secondo il calendario Maya. L’aspetto non svelato dell’opera, che focalizza l’attenzione sulla circolazione dell’informazione e la performatività delle parole, è rappresentato dalla presentazione della stessa, molto simile a una scatola nera. Oltre ai più recenti sviluppi dell’arte contemporanea, rappresentati dal video e dall’installazione, non mancano in mostra lavori realizzati con le più tradizionali tecniche, come pittura e scultura. Monika Michalko (Germania), Narcís Díaz Pujol e Federico García Trujillo (Spagna), Pierre Seinturier (Francia), Róbert Batykó (Ungheria), Glen Lasio (Italia), Jenny Lindblom (Paesi Bassi), Jorge Araújo e Ana Pais Oliveira (Portogallo) interpretano, con un linguaggio pittorico originale e fresco, tematiche e soggetti disparati: dalla rappresentazione di intimi interni domestici a paesaggi non ben identificati, dalla rivisitazioni di soggetti mitologici a scene di politica internazionale, dal ritratto fino a forme ambigue tendenti all’astratto. Tra le sculture, colpiscono i lavori di due italiani: Salvatore Tulipano (vincitore Co.Co.Co. 2013), è presente con Decosctruzione verticale, scultura che sovverte ogni principio di simmetria e ortogonalità e Valeria Vaccaro che, con grande padronanza tecnica, sorprende nel cortocircuito che interviene tra l’oggetto e la materia che lo compone. I suoi fiammiferi extra large, apparentemente di legno, al tatto si trasformano in Marmiferi, di marmo, con un’inversione delle caratteristiche intrinseche l’oggetto originario: combustibile-ignifugo, leggero-pesante, caldo-freddo».

Per informazioni tel. 031.252057, Internet http://cultura.comune.como.it/. [md, ecoinformazioni]

16 gennaio/ Il simbolo non è neutro

il simbolo non è neutroPresentazione del libro La spiritualità delle avanguardie artistiche del Novecento di Roberto Borghi (Edizioni Lorenzelli) con Chiara Milani, Giuliano Collina, modera Ilona Biondi, venerdì 16 gennaio, alle 18.30 
in via Maurizio Monti 41 a Como, organizza Carlo Pozzoni fotoeditore in collaborazione con Circolo cultura e arte di Como. Per informazioni tel. 335.8095646, e-mail carlo@carlopozzoni.it.

Classico/ Contemporaneo

141111 invito HMSMostra collettiva di pittura e arti plastiche di Serafino Albonico, Germana Bedont, Elena Borghi, Michele Criscuolo, Monica Gagnone, Ana Inés Mac Loughlin Mattanò, Flavia Noseda, Benny Posca, Gabriella Tettamanti, Bruno Toniolo, Doriam Battaglia, Roberto Biondi, Valerio Castagna, Michela De Toma, Filippo Gugliotta, Roberto Parisi, Adriano Rovi, Enrico Thanhoffer, Sara Valli, presentazione e testo critico di Roberto Borghi, all’Hotel Metropole Suisse HMS Meeting Point, ingresso da via Fratelli Cairoli 14-16 angolo lungo Lario Trento, organizzata da Associazione Cultura e arte di Como, inaugurazione venerdì 5 dicembre alle 18, aperta fino al 14 dicembre nei feriali dalle 15 alle 19, sabato e i festivi dalle 10 alle 19. Per informazioni e-mail info@circoloculturaearte.it.

Libro aperto

libri-6588-300x195Mostra dei libri d’artista di Fausta Squatriti, a cura di Roberto Borghi e Chiara Milani,alla Biblioteca comunale di Como, in piazza Venosto Lucati 1, aperta da lunedì a venerdì dalle 9.30 alle 19, sabato dalle 14.30 alle 19, fino
al 28 giugno.

locandina-Squatriti-def-28-05-14-215x300«L’esposizione presenta quattro recenti libri d’artista realizzati in un unico esemplare – precisa la presentazione –, una serie di creazioni editoriali quali libri di poesia, romanzi, cataloghi di mostre contraddistinti da un’estrema accuratezza grafica e da una tiratura spesso numerata, oltre ad alcune incisioni».

Per informazioni tel. 031.252850, e-mail biblioteca@comune.como.it. [md, econformazioni]

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