Ucraina

Appello della guida spirituale dei musulmani di Russia

Pressenza il network internazionale di cui ecoinformazioni è parte è impegnato nella diffusione delle voci della Pace ovunque. Riportiamo la dichiarazione di alcuni giorni fa della guida spirituale dei musulmani di Russia, Sua Eminenza il Gran Mufti Sheikh Rawi Ain Al-Din, che ha lanciato un appello in cui invitava tutte le persone di buona volontà a pregare e pregare per la pace in Ucraina.Non spargete la corruzione sulla terra, dopo che è stata resa prospera. […].Versetto 56-Sura VII, Al-A’ raf.

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Luciana Castellina/ No elmetto/ L’Arci per una carovana della Pace in Ucraina

L’intervento di Luciana Castellina, presidente onoraria dell’ Arci, dal palco di piazza San Giovanni a Roma il 5 marzo. «Sono molto felice di rivedere in piazza, dopo parecchi anni, il nostro movimento della pace – nostro di noi vecchi degli anni ’80, quando c’era la Guerra Fredda e l’Europa era coperta di missili; in piazza poi di nuovo sempre, contro la prima guerra dell’Iraq e contro la seconda guerra dell’Iraq, quando fummo talmente mobilitati che Newsweek, settimanale americano, ci dedicò una copertina per dire che con noi era nata la terza potenza mondiale; e poi ancora siamo stati presenti durante la terribile vicenda della Jugoslavia.

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Israele contro l’occupazione russa. E la Palestina?

Due pesi e due misure. Da una settimana nel mondo, e quindi anche in Palestina, echeggiano come non mai parole come diritto internazionale, diritto all’autodeterminazione dei popoli, diritti umani, sanzioni, Onu eccetera. Ovviamente il tutto è riferito all’Ucraina.

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Cgil, Cisl, Uil/ Attuare davvero l’accoglienza

Per uno scherzo crudele e tragico del potere europeo si decide giustamente di dare accoglienza europea alle vittime dell’invasiona russa dell’Ucraina ma si fanno nella direttiva vergognosi distinguo tra loro per evitare che persone non di nazionalità ucraina colpite dalla guerra in Ucraina possano avere protezione e diritti in Europa. La fortezza Europa non si smentisce e non applica il diritto internazionale né l’umanità, ma si fa almeno carico dell’accoglienza di una parte delle vittime. Ma, se la Direttiva europea pur con grevi limiti segna almeno un passo avanti che supera per molti Ucraini l’assurdo e iniquo sistema ancora in vigore per tutti gli altri migranti provenienti da altre guerre non meno sanguinose e costretti dalle leggi europee e italiane a morire in mare o nelle tante rotte della disperazione, c’è anche il rischio che nppure la parte positiva delle nuove norme trovi in Italia applicazione concreta e celere e che con questa nuova “emergenza” si reiterino le procedure irrazionali e oppressive che già adottate per altre crisi perpetrino un sistema dell’accoglienza disorganico, costoso, ingiusto e causa di sofferenze per tanti. Per questo Cgil, Cisl e Uil chiedono, con una puntale lettera che pubblichiamo integralmente, una serie di richieste al Prefetto di Como, rappresentante del governo.

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5 marzo/ Pace a Cantù

Vi invitiamo a un presidio pacifista contro le guerre sabato 5 marzo 2022 in pazza Garibaldi a Cantù (Co) dalle 10 alle 12. Si tratta di un’inziativa “aperta” che non presenta il logo di nessun partito e/o associazione. Ovviamente ciascuno potrà poi portare le proprie bandiere e aderire alla manifestazione con i propri simboli. È necessario gridare a gran voce No alla guerra, in Ucraina come nel resto nel mondo.

L’Arci alla manifestazione del 5 marzo a Roma

L’Arci conferma tutti gli obiettivi della mobilitazione pacifista unitaria del 5 marzo a Roma compreso il rifiuto della fornitura italiana di armi invece di aiuti per la popolazione ucraina aggredita dall’esercito russo e la necessità di fermare l’allargamento della Nato.

Fermare la guerra in Ucraina. Fermare tutte le guerre in tutto il mondo.

No all’invasione russa dell’Ucraina. Ritiro delle truppe. Aprire un negoziato condotto dall’ONU.

Solidarietà alla popolazione civile, agli sfollati e ai profughi. Accoglienza in tutta Europa, aiuti umanitari in Ucraina.

Protezione, assistenza, diritti alla popolazione di tutta l’Ucraina, senza distinzione di lingua e cultura.

Aprire corridoi protetti per le agenzie internazionali e le organizzazioni umanitarie per soccorsi e aiuti, in sicurezza.

Siamo al fianco di chi manifesta in Russia contro l’invasione e il regime. E con chi in Ucraina continua a opporsi alla guerra con forme di difesa civile non armata e nonviolenta.

Solidarietà alle comunità di lavoratrici e lavoratori ucraini in Italia, che tanto lavoro di cura svolgono nel nostro Paese, angosciati da quello che accade e preoccupati per parenti e amici sotto le bombe.

Dall’Italia, dall’Europa, dalla comunità internazionale devono arrivare soluzioni politiche, non aiuti militari.

Ridare all’ONU un ruolo forte e decisivo: disarmo, risoluzione dei conflitti, cooperazione internazionale.

Basta competizione per il dominio economico, energetico, militare di cui anche l’Ucraina è vittima, contesa fra Est e Ovest.

Basta blocchi militari, no agli imperialismi uguali e contrapposti: nessun allargamento della NATO a Est.

Fine al commercio di armi senza limiti e senza controlli. Si impieghino le risorse per le armi a favore della sanità, istruzione, sicurezza sul lavoro, attuazione di tutti i diritti per tutti.

Vogliamo una Europa di pace, senza armi nucleari, che fondi le sue relazioni internazionali sulla sicurezza comune e condivisa, sul disarmo, sulla neutralità attiva.

Costruiamo ponti e solidarietà tra i popoli, non con le armi ma con la democrazia, i diritti, la pace. Educazione alla pace, alla Costituzione, alla cittadinanza attiva.

Basta armi, basta violenza, basta guerra!

Scendiamo in piazza in tante e tanti per ridare fiato alla pace

Sabato 5 marzo ARCI promuove e partecipa alla manifestazione nazionale a Roma

[Arci nazionale]

Ucraina/ Giuliana Sgrena: «Sicuri che le armi servano?»

Siamo tutti convinti, o quasi, almeno in occidente che si debba aiutare gli ucraini a fermare l’invasione di Putin. Ma come? Sulle sanzioni contro gli oligarchi russi sono tutti d’accordo, su quelle che potrebbero bloccare l’arrivo del gas russo in Europa non po’ meno. In attesa degli eventi il ministro degli esteri italiano Di Maio si è precipitato ad Algeri e non è difficile intuire il perché. L’Algeria potrebbe supplire, almeno in parte, alle mancate forniture di gas dalla Russia. Il dibattito si è aperto sui giornali algerini. Secondo un dirigente della Sonatrach, il gigante algerino pubblico degli idrocarburi, l’Algeria potrebbe sfruttare le potenzialità del Transmed che potrebbe arrivare ad inviare in Italia 32 miliardi di metri cubi di gas all’anno contro i 22 attuali.

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Neutralità attiva/ dare asilo

«È tornata la guerra in Europa. Un incubo che speravamo di esserci lasciati alle spalle ma di cui purtroppo non sembriamo in grado di liberarci. D’altronde se non si lavora per costruire la pace, ma si alimentano confronti muscolari e si aumentano le spese militari, il risultato non può che essere tragico.

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Anche Como contro la guerra in Ucraina

Piazza della Pace, a Como, ha portato fede al suo nome. Oltre trecento persone si sono infatti radunate a manifestare per la fine del conflitto in Ucraina e per una convinta e globale manovra politica che porti alla cessazione di tutte le guerre, vicine all’occidente e non, rispondendo all’appello del Coordinamento comasco per la pace.

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Senna Comasco con la Costituzione per la Pace

Importantissima delibera, un esempio di neutralità attiva, quella espressa dalla giunta del Comune di Senna Comasco. In essa, con chiaro riferimento alla Costituzione e l’adesione al documento del Coordinamento comassco per la Pace No alla guerra Ucraina, si adottano una serie di provvedimenti utili per contrastare la guerra e la sua espansione nei territori e nella cultura.

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