Yallah Como

Frontiera assassina/ Yallah Como dichiara guerra alla guerra

Il gruppo di persone che anima il blog Yallah Como, tra loro molti di coloro da luglio hanno svolto azioni solidali alla Stazione San Giovanni, denuncia la guerra contro i migranti in corso. Il documento parte dalle dichiarazioni del ministro degli interni Minniti per evidenziare come «la guerra alle migrazioni ha responsabili, tattiche e mercenari», che «la guerra alle migrazioni ha interessi, complici e agitatori»,  che «la guerra alle migrazioni ha resistenze, ribellioni e vittime». Leggi l’intervento «con rabbia e amore» di Yallah Como.

Feste finite/ Migranti senza diritti

yallah-comoAlla fine delle festività invernali il gruppo di attivisti impegnati per i diritti dei migranti, che si esprime con il blog Yallah, partendo dalla rilettura della vicenda migrante della sacra famiglia, traccia un quadro della situazione della non accoglienza a Como. Leggi l’articolo sul blog Yallah.

Fogli di via contro la Bella Como

manifest-15-set-rampinini-fcCapita che uno degli attivisti solidali che hanno costituito parte  della poliedrica Bella Como alla Stazione San Giovanni abbia ricevuto un Foglio di via proprio quando un analogo provvedimento relativo a Ventimiglia veniva giudicato dal Tar non giustificato. Come era accaduto a Ventimiglia,  a Como nessun reato gli viene contestato, nessuna imputazione e quindi nessun processo è intentato: i fogli di via non ne hanno bisogno sono misure di allontanamento coatto che possono essere adottate dal questore. (altro…)

Migranti/ Dall’assemblea proposta da Yallah la richiesta di un nuovo inizio

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Prima di tutto la voce dei migranti. Questa è stata la scelta del gruppo di persone tra le più attive alla Stazione San Giovanni che ora vogliono essere definite solo con Yallah, il nome del loro blog.

A parlare per primi in video all’incontro allo Spazio Gloria del 6 dicembre sono state quindi persone che sono passate da Como, hanno potuto cogliere le luci e le tante ombre dell’accoglienza italiana, e sono poi riuscite a raggiungere altri paesi europei per la realizzazione del loro progetto di vita. Nelle loro parole tanti grazie per alcuni dei protagonisti italiani e svizzeri della solidarietà umana e politica, molte denunce per soprusi e angherie oltre che per il mancato riconoscimento di diritti, una generale critica per la mancanza di attenzione del governo italiano e anche di parte delle istituzioni della solidarietà poco attive nel periodo del bivacco in stazione e oggi gestori del Campo governativo.

Nell’introduzione, senza quasi citare il problema di  20 attivisti che sono stati condannati senza processo all’allontanamento da Como con il foglio di via,  gli organizzatori della serata hanno ribadito il punto di vista esposto nella lettera di convocazione chiarendo che le condizioni dei migranti e delle libertà in città peggiorano sempre più e che quindi è necessario un nuovo inizio per contrastare la scelta istituzionale di oscurare l’esistenza stessa delle persone abbandonate senza cura e diritti in città.

Particolarmente interessante la composizione della sala con la presenza di una cinquantina di persone che in qualche modo rappresentavano tutte le anime, singoli e reti, impegnate per i diritti dei migranti in città.

All’incontro hanno infatti partecipato Firdaus, Mensa di Sant’Eusebio, Como senza frontiere e all’inizio (poi sono andate/i a compiere il loro lavoro) anche esponenti delle Ronde solidali che raccolgono e si prendono cura delle decine di migranti che ogni sera verificano l’inefficienza e l’inconsistenza colpevole dell’“Accoglienza fredda” lariana.

Nel dibattito, come naturale, si sono intrecciati più piani: la solidarietà diretta e la necessità di assicurare con l’impegno individuale delle persone di buona volontà condizioni di vita umane alle persone transitanti e non accolte a Como; l’azione politica per i diritti dei migranti che a livello comunale, nazionale e internazionale si attiva per la rimozione degli ostacoli governativi e legislativi alla libera circolazione delle persone e al riconoscimento del loro essere persone.

Piani diversi, ma non contrapposti data la generale condivisione dell’intervento di Leone Rivara, che ha proposto che ci si attivi politicamente tessendo alleanze e sviluppando il necessario conflitto nonviolento per i diritti dei migranti ottenendo risposte immediate dalla Prefettura e dal Comune imponendo alle istituzioni il compito di affrontare davvero la questione a partire dalla messa a disposizione della Caserma De Cristoforis (vuota e idonea) senza trascurare la possibilità di rendere disponibili anche altri spazi e contemporaneamente si assicurino i bisogni materiali dei migranti con azioni solidali dirette che la Bella Como ha già dato prova di saper compiere con efficacia e tempestività ottenendo il pieno riconoscimento del diritto a farlo.

Sullo sfondo la possibilità, forse non ancora matura, ma unanimemente auspicata, di costituire un coordinamento delle reti attive per i diritti migranti in città capace di assicurare maggiore sinergia alle tante azioni e animate e di sviluppare con forza molto maggiore campagne su singoli richieste condivise da tutte e tutti. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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