Giorno: 10 Aprile 2008

“Diamo gambe ai nostri sogni” con il 5×1000 mille all’Arci

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Conflitti globali: economia e giustizia

Il quarto incontro con Non c’e’ pace senza giustizia. Viaggio/testimonianza per la pace. Fabio Corazzino ha illustrato a una quarantina di partecipanti all’incontro organizzato dal Coordinamento comasco per la Pace in collaborazione con il Comune di Lurate Caccivio il tema Conflitti globali: economia e giustizia.

«Non solo conquisteremo la libertà per noi stessi: faremo appello al vostro cuore e alla vostra coscienza a tal punto che alla fine la conquisteremo anche per voi, e la nostra vittoria sarà duplice» ha iniziato così Fabio Corazzino, prete diocesano e coordinatore nazionale di Pax Christi, citando Martin Luther King e stimolando l’interesse della quarantina di presenti con una dialettica vivace e coinvolgente.
Corazzino ha introdotto il tema della serata Conflitti globali: economia e giustizia fornendo un breve escursus storico di come si è evoluto il problema dagli anni ’60 ad oggi. Nel 1960, durante il Concilio Vaticano II, è emersa l’idea che «per instaurare un vero ordine economico mondiale, è necessario rinunciare: ai benefici esagerati, alle ambizioni nazionali, alla bramosia di dominazione politica, ai calcoli di natura militaristica e alle manovre tendenti a propagare e imporre ideologie», confermata poi dall’enciclica Populorum Progressio nella quale Paolo VI sottolineava che «lo sviluppo integrale dell’uomo non può aver luogo senza lo sviluppo solidale dell’umanità» e suggeriva di ricercare dei mezzi concreti per realizzare una vera comunione fra tutte le nazioni, secondo tre percorsi: solidarietà, giustizia sociale e carità universale. Nel 1990, nel clima di incertezza dato dalla caduta del muro di Berlino, viene definito un nuovo modello di difesa basato sulla “prevenzione attiva”. L’Italia – ha spiegato il sacerdote – «ha abbandonato il tradizionale parametro “da chi difendersi” a favore di una polarizzazione su “cosa difendere” e “come”». Dal 2002 – ha continuato Corazzino – «la guerra non è più concepita come risposta ad un attacco, ma è una prospettiva stabile nel tempo e nello spazio, che serve a mantenere i nostri privilegi e il nostro tenore di vita», ed è proprio in questi anni che si comincia a parlare di Guerra preventiva. Infine gli obiettivi del millennio (per citarne alcuni: eliminare la fame e la povertà, assicurare l’istruzione primaria a tutti i bambini e bambine, promuovere la parità tra uomo e donna, ecc.), che molti Paesi si sono impegnati direttamente a realizzare entro il 2015, ma secondo i responsabili delle Nazioni unite non saranno raggiungibili prima del 2115.

I nostri sistemi economici, il nostro presunto “diritto” al benessere, la nostra sicurezza – ha continuato il relatore – si reggono sull’uso della violenza e delle armi. Le spese per gli armamenti sono notevolmente aumentate negli ultimi anni «per assecondare un modello di gestione dei rapporti internazionali basato sul riarmo. Paradossalmente i Paesi che spendono di più in armi sono quelli in cui il grado di insicurezza dei cittadini è più elevato». Il sacerdote ha proseguito ricordando le parole di James Wolfensohn, ex-presidente della Banca mondiale: «Non è che la questione del terrorismo non sia importante, ma nel mondo stiamo spendendo miliardi di dollari all’anno in spese militari a fronte di circa 50 o 60 miliardi per lo sviluppo. Sono convinto che se spendessimo più soldi per dare speranza alla gente, per combattere la povertà ci sarebbero meno guerre e avremmo probabilmente un miglior uso delle nostre risorse».
Un’altra questione fondamentale – ha continuato Corazzino -, strettamente connessa con il tema giustizia e Pace, è quella delle risorse energetiche: l’Europa dipende sempre più dall’importazione di idrocarburi, ma questa situazione comporta rischi politici e economici in quanto la pressione sulle risorse energetiche a livello mondiale è molto forte. All’aumento del fabbisogno di energia corrisponde un aumento della quantità di armi vendute, e non è un caso – ha sottolineato il relatore – che l’Unione europea è il primo esportatore di queste ultime e l’Italia ha raggiunto nel 2007 la cifra record di 2,4 miliardi di euro.
Il primo passaggio per costruire un’economia di giustizia – ha concluso Corazzino – è rivedere i nostri stili di vita, cercare di risparmiare energia «perché non è vero che la crescita dei consumi è inevitabile. Prima di pensare a nuove fonti di energia, come ad esempio il nucleare, pensiamo a ridurre i nostri consumi, imponendo nuovi criteri per la costruzione delle case, scegliendo di spostarci con i mezzi pubblici e di perseguire il modello di decrescita di cui parla Maurizio Pallante [teorico della decrescita]». La partecipazione è un’altra componente essenziale, così come scegliere di usare il nostro denaro in modo più etico, porci sempre il problema della legalità delle nostre azioni e infine «imparare a guardare il mondo dal punto di vista dei poveri, perché è un modo di vedere più realistico». [Greta Pini, ecoinformazioni]

Fonte dei dati: Pax Christi

Il consiglio comunale di martedì 8 aprile 2008

Ancora polemiche sugli asili nido con Ezia Molinari, Fi, che vuole togliere fondi ai bambini per darli agli anziani mentre per la Lega nord devono essere aumentate le tariffe minime. Non si è esaurito neppure nella seduta del Consiglio di martedì 8 aprile il dibattito sul bilancio comunale che prevede la nascita di un nuovo giornale, Il cittadino, una sorta di Prava lariana, voce della giunta comunale diffuso come alternativa alla libera informazione ritenuta non adeguata.

Dopo un minuto di silenzio per commemorare Antonio Tagliaferri, economo comunale e poi capo di Gabinetto di ben quattro sindaci, oltre che ex segretario e membro del consiglio della Cà d’Industria, si è aperto il Consiglio comunale di martedì 8 aprile continuando la discussione sul Bilancio comunale. Per prima ha preso la parola Ezia Molinari che dopo aver sottolineato – senza tuttavia citare la fonte dei dati – come Como sia la città lombarda con il maggior numero di dipendenti per abitante e con il più alto assenteismo, ha insistito sul problema della sicurezza. La consigliera di Forza Italia si è poi concentrata sugli asili nido che «contano 480 bambini, di cui il 50 per cento nelle fasce più basse e di questi il 70 per cento extracomunitari», un costo a suo giudizio eccessivo dato che «è un dovere civico guardare alle nuove emergenze sociali di una popolazione che conta 14 mila anziani». Mario Molteni ha riconosciuto la presenza di «operazioni lodevoli in questo bilancio», come il rating con agenzie internazionali. Tuttavia per il Consigliere di Per Como un documento che prevede investimenti per 26 milioni di euro, possibili grazie ai 14 milioni derivanti dalla vendita della Ticosa e a 6 milioni di oneri di urbanizzazione dà «l’impressione della vendita dei gioielli di famiglia» senza una prospettiva per il futuro. Una posizione concorde con l’opinione di Vincenzo Sapere, Gruppo misto, per cui «stiamo vendendo le ricchezze accumulate negli anni dal buongoverno del passato». Molteni ha chiesto chiarezza sul progetto Comunic@ che, come recita la Relazione revisionale e programmatica 2008-2010, «nasce dall’esigenza di poter fornire ai cittadini del capoluogo in breve tempo e in modo completo le informazioni sulle principali attività ed iniziative della pubblica amministrazione direttamente impegnata a gestire i temi della vita quotidiana, esigenza difficile da soddisfare utilizzando la sola mediazione degli organi di informazione locale per le loro libere scelte editoriali non orientate alla diffusione specifica e completa di informazioni di servizio». L’ambiziosa iniziativa editoriale del centrodestra intende sviluppare informazioni “specifiche e complete”, passate col placet comunale, che verranno date ai cittadini attraverso un serie di canali: il periodico cartaceo, Il cittadino che avrà dieci numeri annui, e-mail giornaliere e sms. Sull’argomento è intervenuto anche Bruno Saladino, Pd per denunciare come «non ci sarà nessuna possibilità di controllo, visto che l’Ufficio stampa del Comune è inteso solo come strumento di diffusione degli atti della giunta». Roberta Marzorati ha prima di tutto dato il benvenuto alla ventina di genitori di bimbi di asili nido, scuole materne ed elementari presenti fra il pubblico del Consiglio, poi ha attaccato il bilancio proposto chiedendo come mai si faccia riferimento ad un recupero, con le rette, dei costi del 36 per cento quando questo «è previsto dalla legge solo per enti locali in dissesto finanziario o strutturalmente deficitari». Per la consigliera di Per Como: «Se non si riesce a mantenere le strutture comunali che si dichiari il dissesto, altrimenti fare riferimento a questa legge è del tutto arbitrario». Per Vittorio Mottola, Pd, il differimento dell’aumento tariffario del 5 per cento da ottobre a gennaio è stato solo un elemento di facciata in conseguenza della raccolta firme fra i genitori. Bruno Magatti rifiutando la logica della contrapposizione bambini-anziani si è rivolto alla Molinari dichiarando provocatoriamente: «la mamma del bambino dell’asilo fa la badante a tuo padre» e, entrando nel merito della questione economica, ha ricordato che le spese per gli asili nido nel complesso del bilancio non arrivano al 2 per cento. Il consigliere di Paco si è poi scagliato contro una serie di progetti, come lo studio di prefattibilità di un posteggio sublacuale a S. Agostino, che non vengono mai attuati e riproposti tutti gli anni. Donato Supino, Prc, ha ricordato come le periferie, che «danno il maggior gettito fiscale, avendo più abitanti, abbiano il minor riscontro dal bilancio, con interventi poco significativi». Emanuele Lionetti, capogruppo Lega nord, ha definito tutte le proposte dei consiglieri di minoranza «la classica logica del no», e ha ribadito che vanno alzate le tariffe minime dei servizi a domanda individuale. Il suo compagno di partito Gianpiero Ajani, dopo aver rimproverato «il malvezzo di approvare un bilancio ben oltre un quadrimestre da quando dovrebbe essere per logica approvato», ha spiegato come dei 15 milioni di fondi che arrivano dalla stato al Comune quattro tornino indietro e ha messo in evidenzia come la sola voce di bilancio Adeguamento sicurezza delle strutture scolastiche per 3 milioni annui venga continuamente riproposta senza trovare una reale applicazione. La continuazione della discussione è stata rimandata a dopo le lezioni, il 15 aprile o addirittura più in là. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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