Lbertà, uguaglianza, lavoro, fraternità, giustizia

È la nostra prima esperienza di World Social Forum, tutto ed  improvvisamente prende corpo o si perde in un nulla. Per raggiungere i punti di incontro, sui vari temi che vengono proposti di volta in volta dai vari  gruppi, occorre consultare dei tazebao posti in diversi luoghi dell’università. Per raggiungere le sale conferenze occorre spesso riattraversare tutto il campus che, oltre agli edifici, è occupato da un migliaio di studenti, una immensità di persone e costellato di un vero grande ed intricato mercato  etnico.

Per andare con ordine il primo giorno (6 febbraio) si è svolta la grande marcia, un serpentone interminabile di persone con striscioni, bandiere,  urlanti slogan, suonatori e ballerini. Le parole scandite in tutte le lingue avevano come unica matrice: libertà, uguaglianza, lavoro, fraternità, giustizia. Uomini, giovani,bambini ma, sopratutto, donne coloravano e sollevavano in un’unica dimensione il senso di quello stare insieme e di compartecipare alla costruzione di una società diversa e di un mondo diverso. Le migliaia di persone che hanno sfilato per le vie di Dakar, in un’ala di folla e di persone incuriosite e attente, non hanno avuto bisogno di particolare controlli, tutto si e’ svolto nella più assoluta correttezza. La polizia, i soldati posti nei punti strategici di alcune vie e piazze cittadine, non hanno dovuto far altro che osservare, quella immensa e pacifica folla festante e umorosa. All’ arrivo nella lunga piazza e giardini che attraversano la zona universitaria su un palco abbiamoascoltati i discorsi di alcuni noti personaggi politici e della società civile mondiale. Tra questi Evo Morales, presidente della Bolivia, ha sottolineato il valore dell’acqua affermando l’impossibilità di privatizzare  questo bene primario. Anche Lula, ex presidente del Brasile, è stato al Forum, così come  Massimo D’Alema.

Noi abbimo potuto partecipare a dibattiti sul tema dei migranti, sui diritti dei lavoratori, sul tema dell’alimentazione.

Il 7 febbraio con un gruppo Cgil  abbiamo visitato visita l’isola di Gorè, dove è stata posta una lapide in ricordo dei milionidi schiavi che sono stati catturati in Africa e da questa isola poco distante da Dakar deportati soprattutto nelle americhe.

I diversi rappresentati di sindacati italiani, belgi, francesi, brasiliani e di altri paesinel Museo degli schiavi dell’isola di Gorè  hanno espresso la condanna dello schiavismo e commemorato le vittime con interventi  che hanno profondamente colpito tutti. Solo un applauso liberatorio ha frenato la commozione presente sul volto e negli occhi di tutti.

La prossima tappa della delegazione della Cgil sarà a Kelle nel centro Giovanni Quadroni de I bambini di Ornella, fondato da Severino Proserpio, realizzato e sostenuto dallo Spi di Como. [Paolo Di Adamo e Michele Marciano per ecoinformazioni]

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