La rosa bianca sveglia la politica

A conclusione della Scuola di formazione de La rosa bianca la tavola rotonda coordinata da Mattia Civico (consigliere provinciale a Trento) Il risveglio della politica profuma di gelsomino e di fiori d’arancio ha approfondito il tema del rapporto tra ricerca del consenso e possibilità di innovare. Valerio Onida ha criticato la semplificazione bipolarista e auspicato che l’obbiettivo del’azione democratica non sia semplicemente l’espressione della volontà della maggioranza del popolo piuttosto la ricerca della giustizia con la rimozione delle disuguaglianze. Paola Pessina, gia sindaco di Rho fino alla sconfitta elettorale determinata anche dal suo essere “Madonna dei rom” cioè impegnata nell’accoglienza, ha evidenziato come negli ultimi anni ci sia sviluppato un “incarognimento” popolare con l’impossibilità nell’acquisizione del consenso quando le proposte politiche sono in contrasto con il senso comune determinato dai media. È seguita l’illustrazione delle esperienze della lista di Amelia Frascaroli a Bologna con Ambrogio Dionigi e di Tommaso Giuntella consigliere nel XV Municipio di Roma.

L’intervento di Rosy Bindi ha spaziato su diversi argomenti ribadendo che anche sulla questione Penati c’è necessità di un rigore morale senza macchie, ma soprattutto invitando a superare la trappola del “sono tutti uguali” perché si tratta di una menzogna ed un vero strumento di distrazione di massa come la giusta, ma animata ad arte, questione dei privilegi della politica. La presidente del Pd ha poi giudicato più che giuste le motivazioni dello sciopero generale della Cgil e ha invitato alla serietà quei sindacati che non vedono nell’attacco all’articolo 8 un attacco ai diritti dei lavoratori sanciti dai contratti, ma ha anche affermato che l’autonomia tra sindacato e politica è biunivoca e non spetta ad un partito aderire ad una manifestazione sindacale. Particolarmente espliciti gli accenni autocritici alla mutata situazione politica con affermazione che spira un vento nuovo, ma che il Pd non ha contribuito ad esso neppure con un soffio anche se ha avuto l’intelligenza di orientarci nella sua direzione. La chiusura dell’intensa settimana di approfondimento culturale e politico è stata della presidente de La rosa bianca, la comasca Grazia Villa, che ha messo in evidenza come nelle diverse sessioni dei lavori si sia dimostrata la centralità della questione posta nel titolo dell’iniziativa (Dis-eguagianze, in-differenze, mer-canti) e come si posa e si debba svegliare la bella politica addormentata nell’incantesimo globale. Dopo i ringraziamenti a riassumere ore di parole ci è riuscita una bambina, la piccola Sara, che con un disegno ha fornito a tutte e a tutti “il documento conclusivo” dell’iniziativa. Infine il canto corale di We Shall Overcome. Appuntamento in Egitto a dicembre per la scuola di formazioneinvernale. Tutti i materiali, i video delle relazioni della Scuola di formazione de La rosa bianca saranno presto disponibili sul sito dell’associazione.

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