Unioni civili? Non si è deciso nulla

comunePalazzo Cernezzi affronta le tre mozioni proposte sulle unioni di fatto, ma non arriva ancora a prendere una decisione. Nominata la Commissione che deciderà dell’ammissibilità dei referendum sulla Ztl

Quasi tutte le preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 28 ottobre hanno avuto come tema la riscossione di alcuni tributi da parte della Ica Srl. Per Diego Peverelli, Lega Nord, è giusto intervenire per ristabilire la correttezza delle regole, ma andava dato un preavviso ai commercianti per mettere a posto le eventuali irregolarità, dato che per quanto riguarda la pubblicità si trattava di regole «vecchie, vetuste e mai applicate». «Parecchie sanzioni sono Borderline fra legittimità ed illegittimità» ha dichiarato Marco Butti, Gruppo misto, che ha parlato di metodo sbagliato e poco collaborativo nella rilevazione delle effrazioni, citando anche un caso di retroattività delle sanzioni chieste, quando queste erano state in parte pagate. Una situazione di disagio per i commercianti comaschi che ha fatto chiedere a Laura Bordoli, Gruppo misto, la calendarizzazione di un incontro nella Commissione competente con rappresentanti della società di riscossione.

Mario Molteni, Per Como, ha invece nuovamente chiesto di spostare l’orario di passaggio della linea 4 vicino alle scuole di via Fiume per permettere ai ragazzini di Camnago di non perdere la corsa e tornare a casa nel pomeriggio, e segnalato come sia rimasta al buio l’intera zona della chiesa di S. Zenone, e come il forno crematorio non passa accettare salme di peso superiore ai 90 chilogrammi, con evidenti disagi per i cittadini che spesso sono costretti a ripiegare su Novara.

Referendum

La seduta è quindi iniziata con la nomina dei rappresentanti per la Commissione che deciderà sulla ammissibilità dei referendum proposti per la Ztl. Tre i membri che ne faranno parte, il segretario generale del Comune di Como, Antonella Petrocelli, e due consiglieri, uno per la maggioranza di centrosinistra, Andrée Cesareo, Pd, e uno per l’opposizione Alessandro Rapinese. I due rappresentanti sono stati espressi con voto segreto dalle due componenti l’assemblea di Palazzo Cernezzi, e sulla seconda candidatura fra i banchi di maggioranza si è sentito qualche borbottio sulla opportunità della nomina. Infatti, il capogruppo di Adesso Como è il primo firmatario delle tre proposte presentate e ora si troverà a decidere della ammissibilità delle stesse.

Unioni di fatto

La discussione è quindi passata sulle mozioni riguardanti le unioni di fatto. Due quelle presentate da Adesso Como e Movimento 5 stelle (mozione), e Paco-Sel (mozione), molto simili, intenzionate a introdurre un registro delle unioni civili, una, quella di maggioranza (mozione), da cui Paco-Sel si è disgiunta su questo tema, per ribadire la possibilità di chiedere un certificato all’Ufficio anagrafe comunale, così come previsto dalla legge. Vana è stata la proposta di Rapinese, in una lunga riunione dei capigruppo, di discutere in due tempi differenti le prime due e la terza, trattandosi di proposte affatto differenti.

Le mozioni sono quindi state presentate dai primi firmatari di ognuna una dopo l’altra per poi essere affrontate in un’unica discussione.

Un infervorato Rapinese ha attaccato la maggioranza tacciandola di ipocrisia chiedendo di: «Avere il coraggio di dire che per voi due omosessuali non sono una famiglia». «La vostra mozione non parla di unioni civili non parla di niente – ha detto – millantate un interesse, ma non fate che consolidare l’attuale situazione normativa». «È fumo negli occhi – ha aggiunto – non si va a dare maggiori diritti». «È un tema delicato» ha riconosciuto il capogruppo di Paco-Sel Luigi Nessi ricordando la delibera per l’introduzione del Registro delle unioni civili proposta da Rapinese più di un anno e mezzo fa, ritirata per non aver raccolto le firme per essere affrontata in aula. «È un atto di civiltà – ha terminato – Un principio di laicità». Luca Ceruti, M5S, ha rammentato i diversi provvedimenti per le coppie di fatto approvati in diverse Regioni come Calabria, Toscana e Emilia Romagna.

Sulla difensiva la maggioranza. Cesareo ha giustificato la lentezza nell’affrontare il tema con i tempi lunghi dell’Amministrazione e della politica. «Abbiamo perso tempo? – ha attaccato – Forse l’abbiamo studiata più di qualcun altro!» Infatti la mozione rientra pienamente nel solco della legislazione attuale, non proponendo nulla di nuovo. Viene lanciato poi un appello per sollecitare il Parlamento: «All’approvazione di una normativa che disciplini le forme stabili di convivenza tra persone legate da vincoli affettivi e non dal vincolo matrimoniale». «Ma non dice cosa deve fare la normativa – ha replicato Rapinese – non ci sono indicazioni su quello che si dovrebbe fare».

Posizioni attendiste rispetto a una normativa nazionale sono state espresse da Patrizia Lissi, Pd, e dal capogruppo democratico Stefano Legnani: «Il Registro non può fare nulla, francamente nulla».

«Sono fermamente contro – ha dichiarato invece Francesco Scopelliti –, la famiglia è composta da un uomo e una donna. Sono contro le unioni di fatto e le unioni di persone dello stesso sesso». Il capogruppo del Pdl ha quindi attaccato frontalmente la maggioranza: «Non sono lenti i tempi della politica, come detto prima, siete lenti voi! Siete sempre indietro!». Richiamato dal presidente per ritornare sull’argomento della discussione ha iniziato un battibecco a colpi di «stia zitto!», «stia zitto lei!» con Fragolino che dopo tre richiami gli ha tolto la parola. Un’azione stigmatizzata poi da Sergio Gaddi, Pdl: «Lei non è il presidente della maggioranza, ma di tutto il Consiglio comunale».

Arrivati alla mezzanotte la seduta è stata sospesa e la discussione riprenderà lunedì 4 novembre. [Michele Donegana – ecoinformazioni]

1 thought on “Unioni civili? Non si è deciso nulla

  1. Come si può costatare tra le strisce gialle e blu non riescono a prevalere quelle bianche del buon vivere. in ogni caso non ci si deve stupire, visto che su tante leggi non si trova intesa….

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