Mauro Guerra

Transizione ecologica e mobilità sostenibile

Nella serata del 14 giugno si è tenuto online il primo incontro promosso dal Circolo Legambiente Angelo Vassallo di Como per discutere del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e della sua componente ecologica. Un incontro nel quale si è parlato di transizione ecologica, mobilità sostenibile e programmi di attuazione per sfruttare al meglio i fondi dell’Unione Europea e migliorare il territorio e la vita dei cittadini partendo dalle realtà locali.

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14 giugno/ Sostenere la transizione ecologica

Il Circolo Legambiente Angelo Vassallo è lieto di invitarvi all’incontro Sostenere la transizione ecologica. PNRR e non solo: come utilizzare i fondi UE per migliorare il nostro territorio e la nostra vita che si terrà lunedì 14 giugno alle ore 20.30 su piattaforma google meet.

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25 aprile 2021/ Liberazione/ Prima parte

Abbiamo cominciato questa “3 giorni” dedicata al 25 Aprile “dal fondo”, dall’attualità, mettendo la testa nel groviglio di problemi, ancora ben lungi dall’essere risulti, determinati dalla presenza dei gruppi neofascisti e neonazisti che, purtroppo, ancora si richiamano a quelle ideologie che l’impegno democratico avrebbe dovuto cancellare definitivamente. Lo abbiamo fatto per rendere chiaro che quel percorso di conquista della Libertà e della Democrazia, che ha nel 25 Aprile un momento centrale e fondante, non è ancora concluso. Che l’impegno non può affievolirsi.

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19 marzo/ A Lenno si presenta il volume sul Santuario del Soccorso

Al termine della salita del Sacro Monte di Ossuccio, il Santuario della Madonna del Soccorso è percepito dalla maggior parte delle persone che vi si recano come un semplice punto d’arrivo.

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Bufera paratie/ Riunione Anac sospesa

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Non ci sarà l’incontro del sindaco di Como con l’Anac fissato per il 16 giugno. L’autorità di Cantone lo ha disdetto rimandando la questione a successivi sviluppi indicando che la decisione deriva dalle indagini della Procura ed è in relazione agli arresti e alle comunicazioni di garanzia da essa disposti.  (altro…)

Incontro con Delrio sulla Tangenziale di Como

pedemontana-tangenziale-a9Rappresentanti comaschi a Roma per un incontro con il ministro delle Infrastrutture nella mattinata.

 

Venerdì 22 gennaio il sindaco di Como Mario Lucini, la presidente della provincia lariana Maria Rita Livio, il sindaco di Albese con Cassano Alberto Gaffuri, per il Comitato ‘No al pedaggio’, Alessandro Fermi, sottosegretario alla presidenza della Regione Lombardia, i rappresentanti di Autostrada pedemontana Spa e Concessioni autostradali lombarde Spa (Cal), e i parlamentari democratici comaschi, Chiara Braga e Mauro Guerra, hanno incontrato, «per fare il punto sulla situazione della Tangenziale di Como», il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio.

«Delrio ha chiesto a Cal e Pedemontana di fornire due simulazioni in ordine all’impatto sui flussi di traffico e sul Piano economico finanziario derivanti da una lato dalla progressiva scontistica proposta da Pedemontana lombarda e, dall’altro, dall’ipotesi fin dall’inizio avanzata dai rappresentanti territoriali, di prevedere il riallineamento dei pedaggi per consentire la gratuità dell’uso della tangenziale nel tratto da Albate a Villa Guardia – si legge in una nota firmata da Braga, Guerra, Lucini, Livio, Gaffuri –. Nel frattempo Pedemontana lombarda Spa si è impegnata a introdurre una nuova scontistica, premiale per gli utenti abituali, da febbraio ad aprile e a migliorare il sistema di pagamento e di accesso al Conto targa. Sul tema del secondo lotto della Tangenziale è stato concordato un incontro già nelle prossime settimane con Regione Lombardia, a Milano, per riprendere la discussione sul progetto originario, da Como ad Albese con Cassano, a suo tempo stralciato dalla Regione».

«L’aspettativa di chi oggi pensava di tornare dal Ministero con la concessione della gratuità del primo lotto della Tangenziale di Como è andata delusa – ha dichiarato invece Fermi –. Per quanto riguarda invece la necessità di maggior fruizione della Tangenziali di Como e Varese per i residenti nelle due province già la scorsa settimana abbiamo chiesto a Pedemontana, una volta definiti i flussi di traffico, di studiare una proposta tariffaria che stimoli fortemente l’uso delle Tangenziali da parte dei pendolari di Como e Varese».

«Soltanto Alessandro Fermi è risentito per l’incontro di oggi con il ministro Delrio. Forse perché, nel corso della riunione, il ministro ha giustamente ricordato che la situazione attuale della Tangenziale di Como è il frutto del Piano economico finanziario, sbagliato, approvato nel 2009 dal governo Berlusconi, di cui, peraltro, faceva parte Roberto Maroni – replicano Braga e Guerra –. Il suo voler buttare in polemica politica il positivo incontro di oggi si commenta da sé; il Partito democratico è impegnato a trovare una soluzione seria e concreta per il territorio». [md, ecoinformazioni]

Tremezzina

variante-tremezzina-GallerieBarriere«Confermato e messo in sicurezza il finanziamento statale per la Variante della Tremezzina» assicurano i deputati Guerra e Braga.

 

«Con l’approvazione alla Camera della legge di conversione del decreto legge n. 185/2015 viene meno il pericolo che, a causa dell’allungarsi dei tempi della definizione delle procedure riguardanti l’approvazione definitiva del progetto, l’appalto e la cantierabilità dell’opera, possano essere revocate le risorse finanziarie per 210milioni di euro stanziate dallo Stato per la realizzazione della Variante della Tremezzina sulla statale 340 Regina – affermano i deputati comaschi del Partito democratico Mauro Guerra e Chiara Braga –. Di fatto e di diritto, ora il combinato disposto dalle norme previste dal decreto legge “sblocca Italia” e dai provvedimenti che lo hanno seguito sino a quello ora approvato, offre tempo sino al 2018 per giungere a cantierare l’opera senza perdere il finanziamento».

«Grazie a questa norma prevista dal Governo – terminano i parlamentari –, ora approvata definitivamente dal Parlamento, e che raccoglie anche le richieste e sollecitazioni che abbiamo formulato in questi mesi, vi sono quindi le condizioni per proseguire il lavoro volto a consentire di superare le criticità emerse nel percorso di condivisione ed approvazione del progetto definitivo». [md, ecoinformazioni]

Sconto carburanti permanente

benzina-150x150Soddisfazione del Pd: «Approvato in Commissione Bilancio l’emendamento firmato dai deputati comaschi Mauro Guerra e Chiara Braga alla Legge di Stabilità 2016 che, a partire dal 2015, rende permanente il sistema dello “sconto carburanti” a favore dei cittadini che risiedono nelle zone di confine con la Svizzera».

 

«Mentre la Lega Nord ha ampiamente dato prova di sé in questi giorni con inutili e sterili polemiche, il Pd comasco a Roma, attraverso un emendamento a prima firma mia – dichiara il parlamentare democratico comasco Mauro Guerra – e di Chiara Braga, e riformulato dal Governo, ha reso permanente a partire dal 2015 lo strumento della sconto carburanti  per la fascia di confine con la Svizzera».

«Un risultato che conferma l’attenzione concreta del Partito democratico e del Governo per il territorio comasco e lombardo – affermano Braga e Guerra –; l’inutile propaganda la lasciamo con piacere all’onorevole Molteni che in tanti anni di Governo a trazione leghista non è mai riuscito a concretizzare questo obiettivo». [md, ecoinformazioni]

Nel 2014 1,2 donne maltrattate al giorno nel Comasco

violenza-donne«Numeri spietati come uno schiaffo secco tirato al volto della società comasca» affermano la deputata e il deputato democratici comaschi Braga e Guerra.

 

«A pochi giorni dal 25 novembre, data in cui si è celebrata la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, sono dati drammatici quelli forniti dalla Questura di Como, che interessano l’intera nostra provincia: 442 casi di donne che nel solo anno 2014 nel comasco hanno subito violenza, 2579 i casi totali dal 1 gennaio 2009 al 31 dicembre 2014» ricordano la deputata e il deputato comaschi del Partito democratico Chiara Braga e Mauro Guerra.

«Secondo quanto pubblicato oggi sul quotidiano locale La Provincia di Como, 442 sono nell’ultimo anno le donne vittime di violenza nella nostra provincia, mentre risultano 573 le schede di rilevamento. Ciò sta a significare che alcune donne, 131 per la precisione, hanno subito violenza più volete e in diverse occasioni – sottolineano –. La maggior parte delle violenze subite nel 2014, 288 casi pari al 65%, hanno riguardato donne italiane, la cui fascia più a rischio è quella ricompresa tra i 38 e i 47 anni seguita subito da quella tra i 28 e 37 anni. Varie le tipologie dei maltrattamenti. Quasi sempre c’è una violenza fisica alla quale spesso si sovrappongono anche violenze psicologiche, pressioni economiche, stalking e aggressioni sessuali».

«A riflettere leggendo i dati del rapporto della Polizia di stato che “inquadra” sul territorio lariano il fenomeno della violenza sulle donne, c’è da rimanere sbigottiti. In pratica ogni giorno del 2014 1,2 donne hanno subito maltrattamenti – aggiungono i deputati democratici lariani –. Numeri spietati che ci sbattono in faccia come uno schiaffo secco, questa volta tirato al volto della società comasca, una triste e al contempo allarmante realtà spesso nascosta in quello che dovrebbe essere, ma evidentemente in molti casi non lo è, il calore familiare e con la quale dover fare i conti».

«A livello nazionale, in questa legislatura abbiamo approvato leggi importanti, a partire dalla Convenzione di Istanbul, votata all’unanimità, che resta la strategia più avanzata nel contrasto alla violenza di genere sulla quale occorre impegnarsi ancora per attuarla compiutamente. Così come è necessario superare la frammentarietà degli interventi con delle politiche strutturali e fornire risorse certe e migliori per sostenere il lavoro centri antiviolenza – terminano –. Ma è attraverso un reale cambiamento culturale, che più si può fermare il trend delle violenze contro le donne. Un cambiamento di mentalità nel quale tutti, uomini e donne dobbiamo sentirci impegnati, affinché nascano e si costruiscano dei legami affettivi fondati sulla dignità e il rispetto reciproco anche e soprattutto in situazioni di difficoltà, di crisi relazionale o di altro tipo». [md, ecoinformazioni]

Tremezzina: l’insostenibile pesantezza del traffico

Un’intera giornata in Tremezzina, organizzata dall’associazione Territori domenica 11 ottobre 2015, non è forse bastata per risolvere il radicale dilemma “variante sì / variante no”, ma certo è servita a rendere evidente la complessità del problema.

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Prima di tutto la complessità del territorio. Le due escursioni per la verifica “dal vivo” dei tratti a cielo aperto del tracciato della variante, magistralmente guidate da giovani attivisti locali con l’apporto di altri esperti, hanno svelato una situazione territoriale e paesaggistica ai più assolutamente sconosciuta. Io ho seguito la seconda, da Ossuccio a Sala, per scoprire scorci di paesaggio e ambiti territoriali del tutto inaspettati. Dal nucleo alto di Ossuccio (cioè dall’antichissima parrocchiale di Sant’Agata e San Sisinio) si sale ancora per raggiungere una strada di mezzacosta che taglia in orizzontale il declivio, mantenendosi in quota subito al di sotto del santuario della Madonna del Soccorso fino a superare la torre di Spurano e scendere poi verso Sala; si ha così la visione di un “retroterra” che non si immagina: gli uliveti, infatti, ormai in gran parte abbandonati, ma tuttora rigogliosi e vibranti di ogni possibile riverbero di luce, si inerpicano fino al limite dei grandi strapiombi di roccia delle montagne soprastanti. Si capisce così chiaramente che i paesi del Lario, lungi dall’essere semplicemente “laghée” sono anche in buona parte “montagnard”: una stratificazione verticale di economie e culture che la banalizzazione giornalistica e modernista ignora, ma che invece si coglie a prima vista salendo (pur con qualche ansimare di troppo) al punto giusto; del resto lo si sarebbe dovuto capire fin dall’inizio, visto che la parrocchiale “matrice” (che esibisce anche l’ara romana degli Ausuciates, cioè dell’originaria popolazione di Ossuccio) è a mezza costa e non già sulla riva.

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Volgendo lo sguardo verso monte o verso valle (cioè verso il lago) si ha l’imbarazzo della scelta tra le prospettive più affascinanti e significative.

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È questa porzione di territorio (che non si può definire “incontaminata” per la semplice ragione che si vede benissimo l’intervento plurisecolare delle comunità) che la variante di Tremezzina sconvolgerà. Le nostre guide, con raro equilibrio, hanno mostrato i punti più delicati e critici, mettendo soprattutto in luce le inesattezze e le approssimazioni del progetto di massima (quello di dettaglio non è ancora stato messo in lavorazione), senza mai scagliarsi contro l’esigenza di migliorare la viabilità, ma sottolineando l’altrettanto vitale esigenza di non sovvertire l’equilibrio di quel contesto.

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Il ritorno da Sala a Ossuccio si svolge sulla Greenway del Lario, strada altrettanto affascinante e assai più nota, che si snoda a più bassa altitudine e quindi con prospettive e scorci ed evidenze del tutto diverse.

A tutte le persone che hanno scarpinato per quasi tre ore su e giù è evidente che il primo patrimonio da tutelare è proprio questa complessità, questa varietà di culture e di paesaggi.

Poco dopo le 17.30, con encomiabile puntualità, alle scuole di Ossuccio si apre il dibattito. E anche in questo caso si capisce a colpo d’occhio che la situazione è complessa. Il grande atrio è gremito: più di cento persone, probabilmente centoventi, forse ancora di più. Il pubblico, in gran parte locale (noi “cittadini” non siamo più di una ventina), è diviso, appassionato, attento ma a tratti insofferente per le prese di posizione opposte. La complessità del tema risulta evidente anche dagli interventi dei tre relatori “ufficiali”: l’ingegnere civile trasportista Fabio Faverio, il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Stefano Buffagni, il sindaco di Tremezzina e parlamentare del Partito Democratico Mauro Guerra. I tre interventi sono misurati: il primo intervento è tecnico, ed evidenzia una serie di dati sui volumi di traffico e sulle esigenze tecniche della strada; il secondo è contrario alla realizzazione della variante così com’è attualmente presentata; il terzo nettamente favorevole alla variante, frutto di un più che trentennale lavoro di progressivo affinamento. Gli interventi aggiuntivi dal pubblico scaldano gli animi e si scaldano anche i due “contendenti” politici, non perché abbandonino il fair-play ma perché i toni si fanno progressivamente più appassionati.

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La netta contrapposizione tra favorevoli e contrari era nota e certo non è un dibattito come questo di Ossuccio che può sanarla. Le esigenze messe in campo dai fronti opposti appaiono a tratti inconciliabili, pur aspirando entrambi alla salvaguardia della qualità della vita: da una parte chi non sopporta più un sistema viabilistico al collasso, dall’altra chi difende un territorio straordinario da ferite che, volenti o nolenti, saranno insanabili. A nulla valgono le reciproche assicurazioni di tenere in considerazione le opposte vedute: chi vuole la nuova strada la vuole in nome di un territorio più vivibile e meno inquinato, chi difende il paesaggio lo fa guardando anche ai possibili sviluppi turistici… e così via.

Sullo sfondo, restano inespressi i problemi di carattere generale del modello di sviluppo che si propone per il territorio (e in particolare per un territorio così delicato come quello attorno al lago) e del contesto (e in particolare degli altri tratti problematici della strada Regina prima e dopo la Tremezzina). L’impegno a restare aderenti al problema contingente della variante, a non divagare per “massimi sistemi” toglie ampiezza al confronto. Così si mette tra parentesi che la vera questione è cosa si vuole fare di questo pezzo di mondo (ma bisognerebbe chiedersi cosa si dovrebbe fare del mondo intero) tra uno, due o tre decenni (tanto per restare sulla breve distanza). Se ne coglie un’eco inquietante quando Mauro Guerra, nettamente favorevole alla variante come s’è detto, afferma che il tracciato della variante, a monte degli attuali abitati – sopra o sotto il suolo -, potrà costituire in futuro una sorta di limite invalicabile per l’espansione dell’urbanizzazione… (non dice, al di là di ogni altra considerazione sull’espansione, che un tale limite rischia di recidere ogni superstite rapporto tra i paesi e il loro retroterra montano).

Il confronto di Ossuccio non può certo esaurire il dibattito. Il vero rischio è quello che altri, più in alto, mettano fine al dibattito prendendo decisioni immodificabili “per superiori esigenze”. A essere sacrificata sull’altare del traffico sarà a quel punto anche la partecipazione. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

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