Insegnare attraverso l’arte

Silvano Strazzari WaldorfIl 24 gennaio, alla Feltrinelli di Como, Silvano Strazzari, maestro della scuola Waldorf di Como, ha parlato di Insegnare attraverso l’arte un linguaggio universale per sviluppare le competenze e le qualità dei bambini. Un nutrito pubblico di educatori, genitori e curiosi ha partecipato all’incontro e con fatica ha lasciato la libreria al termine. Troppo spesso l’elemento artistico presentato ai bambini ha un ruolo marginale: si associa a tempi morti, a orari infelici e come strumento capace di portare silenzio. Cosa significa portare l’elemento artistico al centro di un percorso educativo? L’approccio all’arte è come il primo giorno di scuola, serve un contesto accogliente che favorisca la sua massima espressione.
L’arte può essere un linguaggio privilegiato, capace di diminuire la distanza tra maestro ed allievo e di creare uno spazio in cui apprendimento e fantasia si sostengono. È un percorso che richiede tanta fantasia e voglia di donare all’altro un’esperienza positiva, da conservare come un ricordo squisito della propria infanzia. L’arte è del narrare, le nostre immagini mentali si arricchiscono ascoltando storie: la nostra curiosità ci porta a cercare storie nei libri, sul grande schermo, nella vita di chi ci è vicino. Le parole iniziano a portare dentro di noi infiniti mondi, che potranno trovare la loro espressione nel dipingere, nel disegnare e nel modellare. Creare, usare le proprie mani e poter dire «questo l’ho fatto io» è un esercizio di volontà importante. Allargare la capacità di esprimersi è concedere ad un bambino la possibilità di sperimentare sé stesso, stando però attenti a non cadere nell’errore del mero giudizio estetico. Quanto è inutilmente difficile valutare se un disegno è bello oppure no. La sfida è quella di costruire un dialogo sulle scelte operate: lo spazio, i colori, i dettagli, le emozioni e le perplessità. Favorire un disegno capace di crescere e trasformarsi, ed accoglierlo per quello che è: il sentimento dell’altro.
Il maestro Silvano ha colorato l’atmosfera mostrando i lavori dei suoi alunni e ricordando quanto i materiali utilizzati possano influenzare l’esperienza diretta. I colori a cera, così vivi, possono portare su carta quello che un bambino immagina, ad esempio, dell’africa: un giallo che più giallo non si può. Poco usate, nelle scuole Waldorf, sono le matite, che possono costituire un’impalcatura; ma è il colore, il tratto, la scelta di muoversi dal basso all’alto o viceversa che può dare struttura. Si è dato spazio alle pitture, che possiedono una propria unicità, nella quale il colore segue il temperamento individuale e trova il suo posto sul foglio.
Anche le materie scientifiche, che per troppe persone sono segnate dal rigore e prive di fantasia, possono entrare nella vita dei bambini, attraverso una modalità artistica appositamente pensata per coinvolgere. L’esempio portato è stato quello di una mago formidabile: il mago Doppio, colui che, con la sua bacchetta magica, raddoppia le cose. Due mele diventano presto quattro e così via: questo per dare inizio alla lezione sulla moltiplicazione.
Tanto può essere fatto. Tutto questo è attenzione, e favorisce un’esperienza che è centrale e significativa. [Barbara Rizzi, ecoinformazioni]

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