Giorno: 22 Febbraio 2014

Giuseppe Catozzella/ Non dirmi che hai paura

DSC00077La storia di un sogno, correre, e quella di un viaggio per realizzarlo. Un viaggio non come tutti gli altri, ma il Viaggio: quello disperato che dal cuore dell’Africa, attraverso il deserto, porta a Tripoli per poi affrontare il mare nel miraggio dell’agognata Europa, che non per tutti si trasforma in realtà. È una storia di passione e tenacia quella raccontata da Giuseppe Catozzella nel suo libro Non dirmi che hai paura [Feltrinelli Editore, 2014, 236 pagg, 15 euro] presentato venerdì 21 febbraio alla Feltrinelli di Como. Con l’autore, il giornalista Michele Luppi e Marco Servettini, coordinatore accoglienza profughi della Caritas di Como.
Il punto di partenza è una storia vera che attraverso la penna di Catozzella si fa romanzo di grande energia, senza mai cadere nel pietismo. La protagonista del libro è Samia Yusuf Omar, giovane ragazza somala che scopre il suo talento per la corsa in una città come Mogadiscio, dilaniata da una sanguinosa guerra etnica e colpita da fame, povertà e leggi coraniche contro le donne. Samia è determinata, e nonostante le difficoltà e la mancanza di mezzi, si allena con costanza arrivando così a qualificarsi, a soli diciassette anni, alle Olimpiadi di Pechino del 2008. Si posiziona ultima ma un caloroso applauso del pubblico la accompagna fino al traguardo. Lei, ragazza nera in fuga dalla guerra, da sola senza sponsor e allenatori professionisti, è riuscita a qualificarsi alle Olimpiadi.
Dal quel momento in poi il suo obiettivo diventa la partecipazione alle Olimpiadi di Londra del 2012, per riscattare quell’ultimo posto.
Torna quindi nel suo paese ma le condizioni di vita sono peggiorate: gli integralisti hanno assunto un potere ancora maggiore e lei è costretta a correre chiusa dentro un burqa. La Somalia non è più posto per lei e decide di partire a piedi, pronta ad affrontare la traversata del deserto per coronare il suo sogno. Vuole essere libera di correre e vuole farlo trovando un buon allenatore che la segua alle Olimpiadi.
Samia, come molti altri uomini e donne, si è trovata ad affrontare un viaggio drammatico stipata per giorni e giorni su mezzi di trasporto carichi oltre il limite e con viveri e acqua non sufficienti. Giunse a Tripoli stremata da 8 mesi di viaggio, ma pronta a mettersi ancora una volta nelle mani dei trafficanti e imbarcarsi affrontando il mare; quel mare che lei per tutta la vita ha visto ma non ha potuto toccare, perché nel suo paese in spiaggia i miliziani si sparano. Mare simbolo di libertà e speranza, luogo del sogno che per Samia si trasforma in tragedia. La giovane trova la morte il 12 aprile del 2012 al largo di Lampedusa.
La storia era già nota alla cronaca ma la volontà dell’autore è stata quella di dare un volto alle migliaia di migranti che ogni anno compiono il medesimo viaggio e spesso incontrano la morte. Catozzella durante l’incontro ha infatti spiegato che ciò che l’ha spinto a raccontare questa storia è stato proprio il senso di colpa e la responsabilità come italiano, consapevole di questi drammi ma inerme di fronte a una tale ingiustizia.
Successivamente è intervenuto anche Marco Servettini che ha riportato alcuni dati circa i migranti a Como: a seguito delle ondate migratorie che si sono susseguite in Italia a partire dal 2011 la città  ha accolto circa duecento profughi,  un centinaio gestiti direttamente dalla Caritas,  i restanti da parrocchie e hotel della zona.
L’incontro si è concluso con le domande del pubblico e con la duplice speranza che un giorno Samia possa correre di nuovo attraverso il corpo della nipote Mannar, anch’essa con la stessa dote atletica della zia, e che questa storia rimanga viva perché «Samia siamo tutti noi». [Federica Dell’Oca, ecoinformazioni]

Congresso Italia Cuba/ il circolo viene intitolato a Vilma Espin

italia cuba comoDopo l’insendiamento della presidenza, con la relazione del segretario uscente Roberto Borin, si è aperto alle 14.30 di sabato 22 febbraio nel salone Bertolio di via Lissi a Como il congresso dell’associazione nazionale di amicizia Italia Cuba.

Gli interventi degli ospiti, le nomine dei delegati al congresso nazionale e del nuovo direttivo, il cambio di nome del circolo, con l’intitolazione alla rivoluzionaria cubana Vilma Espin: si può riassumere così la giornata congressuale dell’associazione.

Tanti i saluti dal mondo dell’associazionismo e della politica comasca. In particolare l’assessore Marcello Iantorno ha espresso la vicinanza del Comune di Como al circolo e al suo ruolo nel mondo del volontariato, augurio condiviso anche da Giovanni Di Giacomo dell’Isola che c’è, e da Guido Castelli, rappresentante dei soci Coop. Ugualmente sentiti gli interventi di Franco Mercuri, presidente dell’associazione comasca per la cooperazione internazionale, che ha ricordato anche uno storico esponente dell’associazione come Perugino Perugini, di Lucia Cassina per la Camera del Lavoro e di Jlenia Luraschi per l’Arci, mentre Antonio Proietto e Nicola Tirapelle, rispettivamente per l’Anpi provinciale e per il circolo cittadino, hanno riportato la convinzione di continuare la collaborazione con Italia Cuba nell’orizzonte delle forze antifasciste comasche. Dopo l’esponente di Svizzera Cuba, prova dell’ampia rete di contatti intessuta in questi anni dall’associazione, è stato il turno dei partiti, con i contributi di Marco Lorenzini per Sel, di Walter Nedo Nenci per il Psi, di Andrea Cazzato per il Pdci e di Fabrizio Baggi per Rifondazione.

In seguito ampio spazio agli interventi degli iscritti, affidati tra gli altri a Luigi Tirapelle, Fabio Facchinetti, Giovanna Tamburello e Roberto Vanzulli che ha lanciato l’idea dell’intitolazione del circolo a Vilma Espin, proposta passata all’unaminità, ideale prologo alla relazione del segretario nazionale Sergio Marinoni, che ha mostrato le ultime novità per Italia Cuba oltre a presentare l’imminente congresso nazionale, previsto per il 28-30 marzo a Genova.

L’ultima parte della giornata è stata così dedicata al rinnovo degli organismi dirigenti, all’approvazione del bilancio e dei documenti politici. Via libera alla relazione del segretario e al rendiconto annuale, mentre per i ruoli d’amministratore e di tesoriere sono stati nominati rispettivamente Maria Luisa Sansica e Giuseppe Caruana. I delegati al congresso genovese saranno nove, più precisamente Nicola Tirapelle, Luca Frosini, Marco Sportelli, Roberto Borin, Andrea Cazzato, Maitè Valdes Casas, Ilaria Belloni, Loredana Peracca e Giovanna Tamburello, mentre il nuovo direttivo, che dovrà eleggere successivamente il segretario, è composto da ventitre membri: Fabrizio Baggi, Andrea Cazzato, Luca Frosini, Ilaria Belloni, Giuseppe Caruana, Giovanna Tamburello, Donato Supino, Jlenia Luraschi, Nicola Tirapelle, Roberto Borin, Fabio Bellacanzone, Francesco Dalla Mura, Marco Sportelli, Antonio Proietto, Maria Luisa Sansica, Luigi Tirapelle, Antonio Russolillo, Maitè Valdes Casas, Lidia Cevenini, Giuseppe Pagano, Renzo Pigni, Loredana Peracca e Domenico Citarella, aumentando ulteriormente la presenza di giovani al suo interno. [Luca Frosini, ecoinformazioni]

ecoinformazioni 433/ settimanale

433È on line il numero 433 di ecoinformazioni. In primo piano: Partecipa, la campagna per ecoinformazioni (si partecipa associandosi a Arci-ecoinformazioni e si ricevono le nostre edizioni); Perugino Perugini,  La storia di Saladino,  Razzismo elvetico, Farla franca. Per sfogliare on line la rivista clicca qui

Sull’Isola non c’è conflitto d’interessi

lisolachece-como-2009Nuovo capitolo della campagna di stampa in corso contro l’assessora Gisella Introzzi. Per Become accuse anche al Des comasco, al consigliere di Amo la mia città  Marco Servettini e per  – Rifiuti + Valore all’assessore all’Ambiente e alle Politiche sociali Bruno Magatti.  Giacomo Maria Giovanelli, presidente dell’associazione L’isola che c’è,  con una articolato documento rigetta le accuse diffuse da una parte della stampa locale chiarendo che per il progetto della manifestazione Become non è previsto alcun compenso per l’associazione, che il progetto – Rifiuti + Valore è finanziato dalla Fondazione Cariplo, che l’impegno amministrativo di Marco Servettini rappresenta una scelta strettamente personale di un dipendente del sodalizio e che l’Associazione ha i suoi organi democratici d’amministrazione. Leggi il testo del comunicato.

«Con dispiacere e stupore, abbiamo letto l’articolo uscito oggi su “Il Corriere di Como”, nel quale si pongono seri dubbi di trasparenza sulla nostra collaborazione con il Comune di Como, privi di fondamento. L’Associazione “L’isola che c’è”, attiva dal 2004 sul territorio comasco, nel corso degli anni ha lavorato, con ottimi riscontri, insieme a numerosi comuni e altri enti locali, indipendentemente dal partito politico della maggioranza governante, compreso il Comune di Como prima dell’attuale Amministrazione. Punti cardine del nostro lavoro sono sempre stati la professionalità e la ricerca di partecipazione per promuovere alla cittadinanza, in una rete sinergica di attori e soggetti locali, i temi della sostenibilità ambientale e sociale nei loro vari ambiti. Collaborare con chi amministra la città di Como, pertanto, è in coerenza con la nostra mission e con il nostro modus operandi, indipendentemente dalle singole persone ieri o oggi in Consiglio Comunale. Rispetto ai casi concreti citati nell’articolo, abbiamo messo a disposizione le nostre competenza su due iniziative di crescita e sviluppo sostenibile per il territorio:

– L’evento beCOMe, una nuova manifestazione che rilancerà i temi di Expo 2015 (a noi cari da sempre) che sarà presentata ufficialmente il prossimo mese (per la costruzione di questo evento non è previsto a budget un solo centesimo per la nostra Associazione);

– Il Progetto “- Rifiuti + Valore”, un progetto volto a prevenire e ridurre la produzione di rifiuti, al momento in fase organizzativa (le attività saranno promosse da marzo e continueranno per tutto il 2014), co-finanziato da Fondazione Cariplo, che prevede un’azione a carico del Comune di Como (partner progettuale) per un valore di 55mila euro (di cui 33mila arriveranno dalla Fondazione al Comune stesso – beneficiario del progetto e non stanziatore di fondi a “L’isola che c’è”).

Infine, precisiamo che l’impegno amministrativo di Marco Servettini rappresenta una scelta strettamente personale di un dipendente e che l’Associazione ha i suoi organi democratici d’amministrazione. All’interno della relazione di positiva collaborazione creata in questi anni con la stampa locale, ringraziamo dell’attenzione e restiamo a disposizione per fornire altri eventuali chiarimenti». [Giacomo Maria Giovanelli, presidente de L’isola che c’è]

Chiapas in movimento/ venerdì 28 febbraio

Escuelita zapatistaCoordinamento comasco per la Pace e associazione In viaggio organizzano, in occasione della settimana di solidarietà con gli zapatisti, la serata Chiapas in movimento, appuntamento di convivialità, musica e raccolta fondi e occasione di conoscere le testimonianze e racconti dall’escuelita zapatista con alcuni giovani che nei mesi scorsi hanno vissuto questa realtà direttamente. L’appuntamento è per venerdì 28 febbraio alle 19 nella trattoria I Romeo in via Lissi 6 a Como-Rebbio. La cena a base di polenta e brasato o menu vegetariano sarà alle 20,30 (costo 15 euro. Prenotazioni entro mercoledì 26 febbraio via mail info@comopace.org,  tel. 348.1489518) per concludere dalle 22 con il concerto dei Potage. Scarica qui il volantino dell’iniziativa.

Intervista/ Viale: «Il leader greco un simbolo, vogliamo essere l’alternativa»

guido vialePrima dell’incontro organizzato dal comitato comasco per Tsipras, tenutosi nella serata di venerdì 21 febbraio ad Albate, Guido Viale ci ha concesso una breve intervista sull’imminente avventura elettorale. Ragioni della scelta, rapporti con i vari soggetti che comporranno lo schieramento, partecipazione e prospettive future: questi sono stati i temi trattati nel botta e risposta con l’intellettuale milanese, tra i garanti nazionali della lista a sostegno del leader greco. Già sul canale di ecoinformazioni i primi video della serata.

Perché Tsipras? Perché scegliere un politico greco?

«Tsipras è un simbolo, per almeno tre ragioni: è l’uomo che in Grecia, il Paese più colpito da questa catastrofica crisi economica, ha rappresentato e rappresenta l’alternativa, la più efficace forma di opposizione alla Troika e alle forze politiche corresponsabili del disastro in corso. Oltre a ciò è riuscito a far diventare Syriza un soggetto politico fortissimo, il primo come percentuale di voto, quando la stessa fino a tre anni fa languiva intorno al 3 per cento. Ed infine rappresenta, come greco, quella cultura ellenica alla base della civiltà europea, oggi messa in pesante discussione. Quale identikit migliore di questo?»

 La sinistra italiana che “fine” fa? Qual è il suo ruolo?

«Con la scelta della candidatura di Tsipras, oltre al determinato valore simbolico che possiede, vogliamo portare all’ordine del giorno continentale, come Sinistra e come grande forza di alternativa, quei temi fondamentali alla base del documento di lancio della lista: rinegoziazione dei trattati europei, riconversione ecologica e nuove politiche di inclusione per le fasce più deboli della popolazione. E’ questo il nostro obiettivo, il ruolo che intendiamo avere»

Quale sarà il rapporto con gli altri soggetti che comporranno lo schieramento? Mi riferisco soprattutto ai partiti»

«Vogliamo partire da quel miracolo che è la stessa Syriza: una forza capace di attirare un gran numero di partiti, movimenti e realtà della Sinistra in un unico soggetto oggi maggioranza nell’elettorato greco. Nel nostro piccolo qualcosa abbiamo già ottenuto, visto che sia Sel che Rifondazione Comunista, che mai si sarebbero messi insieme da soli, sosterranno la stessa lista. Proprio per questo non vogliamo mettere alcun paletto, ma anzi il ruolo dei garanti nazionali sarà quello di assicurare il massimo equilibrio e la massima partecipazione, senza nessuna discriminazione. Per noi non esistono persone dei partiti e non dei partiti, ma solo cittadini, lavoratori e gente comune che vogliono sostenere il nostro impegno»;

Quali saranno le prossime mosse? Come sarà allargata la partecipazione dei simpatizzanti, dopo la votazione per la scelta del simbolo?

«Adesso stiamo iniziando a sciogliere i nodi delle candidature e della composizione delle liste, dopo l’altissimo numero di proposte arrivateci, più di un centinaio a fronte dei soli 72 posti disponibili in tutta la penisola. Solo questo dimostra che alla base vi è grande partecipazione, visto che gran parte di queste non vengono da decisioni singole o auto candidature, ma da organizzazioni preesistenti, oppure con tante firme di sostegno, prova ulteriore del dibattito che vi è stato all’interno delle varie anime della lista. La vera prova però sarà un’altra: la raccolta firme per la presentazione stessa del nostro movimento. Non sarà questo un processo meccanico, ma un momento in cui tutti i sostenitori dovranno impegnarsi al massimo, cercando così di esplorare quei canali, quelli reti di conoscenza per arrivare ad un pubblico più ampio, allargato ai tanti delusi dalla scena politica attuale, a chi si è rifugiato nell’astensione, a chi ha votato Grillo o Pd senza esserne convinto, a chi ha penso ogni speranza di essere rappresentato. Siamo convinti che, se ognuno porterà il proprio mattoncino, il percorso della lista Tsipras sarà molto più semplice».

 Prossimo appuntamento per il comitato comasco per Tsipras: mercoledì 26 febbraio, alle ore 21.00 al bar La Vignetta di Como. [Luca Frosini, ecoinformazioni]

 

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