Como cambia passo/ Sì alla cittadinanza simbolica

3 COMO COMUNEIl Comune di Como approva la mozione della maggioranza per dare un riconoscimento ai figli degli immigrati. Proteste per l’allargamento della Ztl e per la diminuzione dei posteggi bianchi in centro città.

Ztl

Sono raddoppiati i manifestanti contro l’allargamento della Ztl, rispetto all’appuntamento del lunedì precedente, che si sono presentati a Palazzo Cernezzi lunedì 24 febbraio durante le preliminari al Consiglio comunale, illuminandone il cortile antico con lumini da cimitero, e che poi si sono diretti in piazza Roma. Inevitabili alcuni interventi da parte dei consiglieri comunali.

Preliminari

Ma l’opposizione si è scagliata contro la maggioranza anche per la gestione dell’avvicendamento al ruolo di capo della polizia locale esprimendo il proprio disaccordo per voce di Marco Butti, Gruppo misto, e Francesco Scopelliti, Nuovo centro destra (gruppo dell’opposizione appena nato che ha raccolto la maggior parte del Gruppo misto, diventando il primo gruppo per consistenza delle minoranze, di cui fanno parte anche Laura Bordoli, capogruppo, e Enrico Cenetiempo). I due hanno anche chiesto di fare chiarezza sulla collaborazione del Comune con l’Isola che c’è e chiesto le dimissioni dell’assessora Gisella Introzzi. Andrea Luppi, Pd, ha invece chiesto l’aggiornamento della rassegna stampa sul sito comunale «è inattiva dal 6 febbraio» e Giampiero Ajani, Lega, ha chiesto spiegazioni su del fumo uscito forno crematorio «erano prove di combustione o un guasto?», mentre Luca Ceruti, M5s, ha annunciato una iniziativa del suo gruppo sul bando calore, dopo che non è stato accettato il consiglio Comunale aperto, e una sulla lotta alle ludopatie, lamentandosi di dover apprendere del Piano delle opere per quest’anno e i prossimi tre dalla stampa.

Cittadinanza simbolica

La seduta è ripresa quindi sulla discussione per «il riconoscimento simbolico di cittadinanza italiana ai minori nati da genitori stranieri e residenti a Como, nati in Italia o all’estero, frequentanti o che abbiano frequentato scuole di ogni ordine e grado nel territorio italiano per almeno 3 anni».

Luigi Nessi, Paco-Sel, ha ricordato l’impegno della ex ministra Cécile Kyenge: «Per spostare l’attenzione dalla questione sicurezza e vedere gli immigrati come persone che contribuiscono alla crescita economica e allo sviluppo del nostro paese», oltre a ricordare esperienze di multiculturalità nel Comasco.

Dall’opposizione Cenetiempo ha ribadito i dubbi della volta precedente ritenendo discriminante il provvedimento, mentre per Ajani: «Questa cittadinanza simbolica non ha né capo, né coda, non dà vantaggi». Per Scopelliti «mozini come questa non diminuiscono le distanze, le aumentano, siete la solita sinistra becera»

Nella replica il primo proponente Marco Servettini, Amo la mia città, ha ricordato che si tratta di una campagna nazionale dell’Unicef Italia a cui hanno aderito per ora 250 Comuni e rispondendo alle critiche ha detto: «Certo che servirebbe ben altro, ma intanto facciamo qualcosa». E qualcosa che dia un segnale diverso in una città come Como dove il 13 per cento della popolazione è straniera ha aggiunto il consigliere: «Dobbiamo chiedere scusa ai nostri amici di non potere andare oltre a una cittadinanza simbolica».

Bocciata la proposta di un emendamento, non accolto dai proponenti, per eliminare la cerimonia pubblica, per Ceruti e Molteni per evitare di trovarsi davanti a problemi nel caso in cui aumentassero le ristrettezze di bilancio.

Al voto maggioranza, M5s e Per Como hanno approvato la mozione, con la soddisfazione della decina di cittadini immigrati che hanno voluto assistere fra il pubblico, mentre Butti e Ajani si sono espressi contro e Cenetiempo si è astenuto (la mozione).

Posteggi

Non essendo presente in aula il consigliere Alessandro Rapinese, Adesso Como, ancora impegnato con la manifestazione di protesta in piazza Roma, due sue mozioni all’ordine del giorno sono finite in fondo allo stesso e l’aula ha affrontato la proposta di Molteni e Ceruti per il ripristino di alcuni posteggi bianchi in convalle, nata dopo la riforma dei posteggi dell’estate scorsa, un dibattito che si è facilmente allargato all’estensione della Ztl.

Molteni ha ribadito la necessità di un potenziamento del trasporto pubblico e dell’apertura del posteggio nell’area ex Ticosa leggendo lo stesso programma del sindaco Lucini, «tutte le città europee hanno posteggi fuori dal centro, mentre Como? Boh?» ha detto invece Ceruti che ha chiesto di intervenire: «Per dare respiro a chi viene a lavorare in città».

Butti ha chiesto il Piano della sosta e il mobility manager: «è stato detto che la proposta della Ztl era già della Giunta Bruni, ma il Pdl all’ora ebbe il coraggio di fermare un tema su cui non erano tutti d’accordo». Fresco di manifestazione Rapinese ha esclamato «vox populi, vox dei», aggiungendo che la proposta di allargamento non è ecologica, perché «i pullman saranno fermi al semaforo in piazza Roma e già ora ci sono rallentamenti attorno alla città». Sergio Gaddi, Fi, è tornato sull’argomento principale: «Il posto giallo non può essere esteso a tutta la città».

Alle minoranze hanno risposto Gianni Imperiali, Como civica, «manca il Piano della sosta da almeno 10 anni, e per 8 e mezzo non è una nostra colpa» attaccando poi sulla Ticosa utilizzata come spot elettorale dalle passate amministrazioni di centrodestra. Stefano Legnani ha difeso l’allargamento della Ztl: «Lo sosteniamo convintamente non ci sono altri centri storici, almeno in Lombardia, dove si passa in fianco al duomo in macchina». Il capogruppo del Pd ha risposto anche a chi parla di buco nelle casse comunali a causa dei mancati introiti dei posteggi blu dichiarando che il progetto, che a rivisitato tutte le zone di sosta della convalle, prevede un saldo a costo zero: «Certo in futuro faremo una verifica che potrà comportare un aggiustamento delle tariffe».

Mentre dall’opposizione si chiedeva una sospensione per la preparazione di un paio di emendamenti, data l’ora, la seduta è stata sospesa. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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