Giorno: 3 Marzo 2014

Ztl/ in 300 alla protesta dei fischietti

ztl-fischioLa protesta si conferma, ma non “esplode”. La nuova manifestazione anti Ztl, lunedì 3 marzo, animata come quella della settimana scorsa dal consigliere comunale Alessandro Rapinese, ha radunato infatti circa 300 partecipanti, contro i 400 e più dell’occasione precedente. Pesa quindi l'”effetto pioggia”. Presto online su ecoinformazioni il resoconto del Consiglio comunale.

Muniti di fischietti e tappi per le orecchie, precedentemente distribuiti dagli organizzatori, i dimostranti si sono radunati fuori da Palazzo Cernezzi, dopo che la Questura aveva vietato l’ingresso nel cortile interno. Arringato da Rapinese, il corteo si è inizialmente diretto verso via Perti, fermandosi proprio sotto le finestre del Consiglio Comunale, per poi  transitare per piazza Duomo, dove ha riposto i fischietti per non disturbare il «riposo dei residenti”, prima di concludere il percorso in Piazza Roma.

«Lucini non ci sente? E noi rispondiamo così, fischiando!»: ha esordito così l’esponente di Adesso Como, che ha rilanciato le accuse di «scarsa considerazione verso una parte importante della città, sopratutto da parte del sindaco e degli assessori Gerosa e Introzzi». Rapinese ha puntato poi il dito contro il «resistere, resistere, resistere» invocato da Lucini via Twitter nei giorni scorsi, definendolo un segno di «irrispetto verso di noi e la nostra protesta, non siamo facironosi».

Protesta che continuerà anche lunedì prossimo, stesso orario e stesso luogo di ritrovo, visto che Rapinese ha confermato la volontà di continuare la mobilitazione fino a quando «la giunta rinuncerà a questa follia».

Un Inizio non facile quindi per una seduta del Consiglio Comunale che si preannuncia molto tesa, vista la discussione su un altro tema scottante come il bando Calore per gli edifici pubblici. [Luca Frosini, ecoinformazioni]

Diritti/ Titti di Salvo

tittidisalvoSono stati definiti i nuovi incarichi di lavoro per i dipartimenti della segreteria nazionale di Sinistra ecologia libertà.Tra le nomine anche quella della parlamentare eletta nella circoscrizione di Como Titti Di Salvo che si occuperà nella segreteria del tema dei Diritti.

Giovanni Fagone è di nuovo segretario della Slc

1779272_544144339017631_463428920_nIl direttivo lo ha rieletto segretario per il secondo mandato


«La Slc è una categoria eterogenea, composta da realtà apparentemente diverse», ha detto Fagone nella sua relazione introduttiva. E ha aggiunto: «Per Poste Italiane e gli operatori privati il 2013 doveva essere l’anno del contratto; ad oggi, dopo un anno dalla scadenza, le controparti non hanno voluto avviare la trattativa».
Per quanto riguarda Tlc e Telecom, la riorganizzazione nazionale ha determinato lo spostamento dei lavoratori del 187 verso Varese: «Questa scelta priverà il nostro territorio di una presenza importante, non solo in termini di occupati ma anche di qualità del lavoro».
A Como la realtà del settore grafico vive una situazione diversificata: «Non abbiamo avuto diversificazioni pesanti solo grazie alla flessibilità degli ammortizzatori e alle buone pratiche delle relazioni industriali».
E per il Casinò di Campione, invece, «allo stato attuale c’è un contratto di solidarietà che ha permesso di evitare circa 200 licenziamenti e un abbattimento del salario non indifferente: si parla di 20 milioni di franchi in un biennio. È chiaro che a ottobre 2014 finirà il contratto e, se non vi sarà ripresa, i problemi si ripresenteranno». [aq, ecoinformazioni]

 

Scout Como 1: inaugurata la mostra per i 70 anni di storia

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Venerdì 28 febbraio è stata inaugurata nella sala Mostre del Broletto di Como la mostra fotografica Esploratori di un mondo che cambia. 70 anni di scautismo a Como che celebra e racconta l’attività del gruppo Agesci Como 1 dal 1944 ad oggi. Alla presenza del sindaco Lucini e dei tre assessori Magatti, Gerosa e Magni, la comunità capi del gruppo scout ha ringraziato tutti coloro che attraverso fotografie, reperti e racconti hanno permesso di ricostruire la storia e predisporre la mostra. «Non ho vissuto direttamente l’esperienza scout – ha spiegato il sindaco – ma l’ho scoperta attraverso molti amici, imparando a conoscerla come una grande esperienza personale e collettiva». La struttura, ideata da Lara Giamminola, Gloria Ghielmetti e Roberta Radaelli, comprende una linea del tempo che mette in ordine le tappe principali del gruppo a partire dalla sua fondazione, alcuni documenti originali e strumenti per le attività e diverse fotografie che attraversano sette decenni e altrettante generazioni di storia. Tra i presenti all’inaugurazione anche numerosi ex capi scout, i cui nomi sono raccolti di anno in anno nel diario presente al centro della mostra, ringraziati con il distintivo del 70°. Attraverso i pannelli della mostra è possibile anche scoprire i dieci punti della legge scout e la suddivisione in branche di questo percorso educativo, che inizia da bambini fino ad arrivare all’età adulta. La mostra ad ingresso libero rimarrà aperta al pubblico fino a domenica 9 marzo, da lunedì a venerdì in orario pomeridiano 15 – 19, sabato e domenica 9:30 -19. [Tommaso Marelli, ecoinformazioni]

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La linea del tempo, foto di Giovanni Legnani

Cinegiornale/ Dal 3 marzo al Gloria

cinegiornaleAnticipiamo il Cinegiornale di ecoinformazioni a cura di Andrea Rosso in proiezione allo Spazio Gloria del circolo Arci Xanadù. La nuova edizione è dedicata a: Un tribolato incontro fra un pipistrello e una donzella, realizzato con due Mostri Mostrissimi (creazioni di Giada Negri e Claudia Brisa) da Giuseppe Pagano & Anna Pagano, a Partecipa, la campagna per le adesioni al circolo Arci-ecoinformazioni a sostegno della libera informazione, ad una carrellata sulle notizie del nostro blog.

Dal Sahara al Sociale/ Tinariwen a Como

Platea del Sociale affollata per il concerto dei Tinariwen, la sera del 2 marzo, unica “vera” apparizione italiana del tour 2014 del gruppo tuareg, visto che il passaggio milanese la sera precedente, al Magnolia, è stato poco più di uno showcase.

In sei sul palco – un po’ meno numerosi rispetto agli anni passati, annoverando in questo caso percussioni, basso elettrico, chitarra ritmica e tre cantanti-chitarristi-ballerini che sono i veri front-men del gruppo – i Tinariwen hanno presentato i loro brani, basati su una reinterpretazione “elettrica” delle nenie-melodie tradizionali. A distanza di sette anni dalla precedente apparizione italiana, il gruppo del Sahara-Mali è risultato forse un po’ meno dirompente (un po’ più educato, verrebbe da dire, persino nell’uso delle chitarre elettriche originariamente più graffianti e più ostentate) ma ha comunque conquistato il pubblico del teatro comasco, che ha ascoltato, ballato, battuto le mani a ritmo (imparando persino qualche variazione proposta rispetto al semplice clap-clap-clap).

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Due unici appunti alla serata, per il resto molto piacevole e stimolante.

Il primo relativo alla location. Forse la musica dei Tinariwen, col suo carattere ipnotico e trascinante, sarebbe meglio ambientata in spazi più flessibili della bellissima sala neoclassica di un teatro italiano. In una tale situazione è difficile aderire all’invito a ballare, senza interferire con la visione del resto del pubblico e senza mettere a repentaglio la conservazione dell’ambiente.

Il secondo è relativo alla sostanziale rimozione dei contenuti e dei testi dei pezzi. Al di là dei ringraziamenti e dei saluti in italiano o in francese, nessuno dei brani è stato spiegato, correndo così il rischio che tutte le canzoni sembrino fin troppo simili. In realtà, i testi dei Tinariwen sono tutt’altro che banali e invece fortemente impegnati a raccontare la dura realtà dei popoli del deserto sahariano. “Ahimana” per esempio, presentata anche nel concerto comasco, è una canzone sull’esilio, frutto della rielaborazione di temi tradizionali, in genere cantati da voci femminili. Forse qualche comunicazione in più non sarebbe stata fuori luogo. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

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