9 aprile/ Con le fabbriche dalle lotte operaie alla libertà

Gli scioperi del marzo 1944 rappresentano, a Como come nel resto dell’Italia settentrionale occupata dai nazifascisti, il momento fondamentale della saldatura tra resistenza in armi e resistenza civile, e furono quindi per la Repubblica Sociale Italiana e per le forze armate del III Reich il segnale evidente che la lotta antifascista era la lotta di un intero popolo.

A Como e nei dintorni, la protesta fu forte in tutti gli stabilimenti in funzione (altre fabbriche erano, in quei giorni, ferme per carenze energetiche). Alle Cartiere Burgo di Maslianico il lavoro fu fermato il 3 marzo, alla Bruno Pessina di Borgo Vico lo sciopero fu sventato all’ultimo momento, alla Castagna di viale Varese e alla Tintoria Comense le maestranze incrociarono le braccia la mattina del 6 marzo, subendo quindi l’intervento della polizia e dei militi fascisti. La dura repressione che ne seguì fu però vigliaccamente attuata nel corso della notte seguente, quando le persone individuate come responsabili delle proteste furono arrestate e quindi avviate ai campi di concentramento in Germania.

Dalla Tintoria Comense subirono la “condanna” alla deportazione Ada Borgomainerio, Ines Figini, Rinaldo Fontana, Giuseppe Malacrida, Angelo Meroni, Pietro Scovacricchi; dalla Castagna Antonio Carbonoli, Ariodante Gatti, Giuseppe Rodiani. Di loro fecero ritorno solo un uomo, Giuseppe Malacrida, che però morì pochi mesi dopo per le sofferenze subìte, e le due donne Ada Borgomainerio e Ines Figini.

ConLeFabbriche-LOC

Il 9 aprile 2014, in ricordo degli scioperi contro il fascismo e contro la guerra svoltisi nel marzo 1944 nella fabbriche di Como, le organizzazioni sindacali Cgil-Cisl-Uil, Acli, Anpi, Anppia, Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” e Centro studi “Schiavi di Hitler” e con il patrocinio del Comune di Como, hanno organizzato la giornata “Con le fabbriche dalle lotte operaie alla libertà” che si svolgerà nell’aula magna del Politecnico di Como, in via Castelnuovo.

Il programma della giornata prevede al mattino l’incontro delle scuole con Ines Figini, testimone di quei fatti e capace di restituirli nel racconto con grande emozione, e nel pomeriggio l’approfondimento delle vicende storiche legate agli scioperi con i contributi di Roberta Cairoli, storica, e Claudio Dellavalle, docente e presidente dell’Istituto di Storia della Resistenza di Torino, e l’intervento conclusivo di Antonio Pizzinato, presidente onorario regionale dell’Anpi. Il pomeriggio, dedicato in particolare a lavoratrici e lavoratori, è aperto a tutta la popolazione.

 

Per l’occasione è stata realizzata una mostra che sintetizza gli avvenimenti del marzo del 1944 e li considera nel contesto della città e dell’epoca.

Viene anche ristampato il volume I cancelli erano chiusi, dedicato agli scioperi e alla situazione nella fabbriche comasche, pubblicato da NodoLibri dieci anni fa per iniziativa della Cgil e dello Spi.

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