Como aderisce ad Avviso pubblico

COMO COMUNE 3Baruffa in aula dopo la bocciature della proposta di Rapinese di togliere i posti auto in Comune a sindaco e Giunta, Palazzo Cernezzi aderisce all’associazione degli enti locali contro la mafia e valuta se far fare il telelavoro ai revisori dei conti.

 

Preliminari

Diverse le preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 7 aprile e molte, dell’opposizione, si sono incentrate sul fallimento del bando per la grande mostra di Villa Olmo. «È l’ennesimo fallimento di questa Giunta, di questo sindaco, di questa maggioranza – ha detto Laura Bordoli, Ncd – Sono molto preoccupata per questa mostra». La consigliera si è poi scagliata contro la gestione dell’avvicendamento a capo della polizia locale «non è stato nominato Aiello per trasparenza e ora da Monza arriva uno dei membri della commissione giudicatrice?» oltre che sulla proroga del mandato al dirigente del Distretto urbano del commercio. «Politicamente assai poco opportuno, si è saputo il mercoledì dopo la discussione, lunedì, sulla sfiducia all’assessore Introzzi» ha aggiunto Marco Butti, Gruppo misto, per, tornando alla mostra, «siamo di fronte a un danno di immagine per la città», e annunciando poi una interrogazione sul concorso per il capo della polizia locale. Naturalmente anche l’ex assessore e ideatore della grandi mostre a Villa Olmo è intervenuto sul bado andato deserto che «lascia scienza parole. La realtà ha superato ogni peggiore previsione, tutto il mondo degli operatori professionali nazionali ha giudicato un assoluto fallimento questa proposta non presentandosi al bando». Di qui l’annuncio della presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore ala Cultura Luigi Cavadini.

Presentatosi con un cuscino in aula Luca Ceruti, M5s, ha denunciato la mancanza di attività della Giunta «dall’inizio dell’anno aspettiamo una delibera». «Si sta cercando di addormentare la città – ha proseguito – cosa intende fare il sindaco per prendere le redini di questa città addormentata?»

Guido Rovi, Pd, ha voluto ringraziare il senso civico di chi ha ripulito il cippo, posto nei giardinetti di via Anzani, in ricordo del maggiore Fenoglietti, morto a Mostar, e la parte di giardino prospiciente, mentre Mario Forlano, Como civica, ha riportato la propria esperienza di partecipazione alla decima assemblea nazionale degli enti locali per la Pace e i Diritti umani dove Como è entrata a far parte della direzione nazionale anche grazie all’impegno in attività come il Progetto Gemini e Intrecci di popoli. Per ultimo Alessandro Rapinese, Adesso Como, ha ricordato la pericolosità di via Varesina, dopo un incidente mortale, chiedendo un intervento e presentando una mozione a tale proposito.

 

Posteggi a Palazzo Cernezzi

La discussione è così ripresa sulla mozione di Adesso Como per l’eliminazione dei posti auto all’interno di Palazzo Cernezzi per sindaco e Giunta. Nelle dichiarazioni di voto Butti ha parlato di eliminazione di un privilegio, mentre Mario Molteni, Per Como, ha chiesto di liberare il cortile dalle auto tout court, mentre Gaddi ha allargato il discorso all’allargamento della Ztl. La mozione è stata vista in tal senso dai contrari al provvedimento che in aula hanno occupato tutti i posti a sedere e quelli in piedi per il pubblico, una quarantina poi ha assistito dalla Sala stemmi. «Io sono a Palazzo Cernezzi da 20 anni e ho ricoperto il ruolo di presidente del Consiglio e assessore e vista la mozione l’ho presa come una proposta demagogica – ha detto Gaddi –, ma dopo avere visto privatizzare i posteggi di piazza Roma, se si stravolgono le regole in modo così eccessivo, la voto per protesta». «Chi viene a Como per lavorare è in difficoltà ad accedere al centro» ha aggiunto Ceruti a cui ha fatto seguito Rapinese «avete cancellato 200 posti auto e cambiato le tariffe di quelli attorno alla Città murata, Lucini dice usate i mezzi pubblici e qui si tiene il suo posticino».

Al voto la proposta è stata bocciata dalla maggioranza, appoggiata solo dalle minoranze, astenuti sindaco, presidente del Consiglio, Franco Fragolino, e Diego Peverelli, Lega.

Qui si è scatenata la protesta del pubblico, affollatosi nell’atri d’ingresso all’aula dove ha sventolato fazzoletti bianchi e iniziato a vociare «buuu, buuu» e «a casa, a casa». Quando i vigili per permettere di proseguire la seduta hanno chiuso le porte i cori si sono intensificati con dei «vergogna, vergogna». Usciti alcuni consiglieri per parlare con i cittadini il consigliere di Paco-Sel Vincenzo Sapere ha iniziato un acceso battibecco, proseguito in aula, una volta rientrato, con un molto accalorato Peverelli. Raffreddatisi un po’ gli animi all’esterno il sindaco ha promesso agli esponenti dei commercianti un prossimo incontro per parlare della Ztl.

 

Avviso pubblico

L’assesore Marcello Iantorno ha quindi presentato l’adesione all’associazione Avviso pubblico, che avrà per il Comune un costo di cento euro al mese. Molte le perplessità dell’opposizione. Bordoli ha paura di «un ennesimo carrozzone, ci sono 6 presidenti e 20 consiglieri. Non so quanto possa essere produttiva».

L’adesione è stata difesa da più consiglieri di maggioranza tra gi altri Forlano ha dichiarato «ritengo poco opportuno fare del sarcasmo sulla criminalità organizzata» in risposta agli interventi dei due esponenti leghisti in aula, divisisi sul provvedimento, infatti per Peverelli: «Se questa mozione può fare poco, sempre meglio di niente».

Contrario al provvedimento Molteni, «non si può non essere favorevoli alla delibera, però, anche se sono solo 1.200 euro all’anno, non abbiamo soldi», «bisogna dare la priorità ai bisogni della città» ha aggiunto, mentre per Rapinese i soldi risparmiati potrebbero servire a pagare un vigile per qualche giorno in più e ha concluso, mettendo in dubbio l’utilità pratica della proposta, «questa adesione serve solo alla vostra coscienza».

Al voto la proposta è passato con il voto compatto della maggioranza, a cui si sono aggiunti Peverelli e Ceruti, astenuti Nuovo centro destra e Butti, contrari gli altri esponenti di minoranza.

 

Regolamento di contabilità

Il sindaco Mario Lucini ha quindi presentato una modifica al Regolamento di contabilità per permettere ai revisori di stare «in luoghi diversi con sistemi di telecomunicazione» tenere le sedute del Collegio e anche di partecipare alle sedute del Consiglio comunale. Una prospettiva che preoccupa l’opposizione «come faranno a controllare il Bilancio? – ha chiesto l’ex revisore del Comune Bordoli – Senza venire in sede a controllare i documenti?» «Con questa modifica al Regolamento i revisori potranno non venire mai – ha aggiunto la consigliera – quando hanno accettato l’incarico sapevano a cosa andavano incontro». Rapinese ha quindi annunciato un emendamento, alle fine della serata ne sono stati poi presentati due, per rendere obbligatorio un incontro fra revisori e consiglieri almeno una volta durante la discussione del Bilancio. Lucini ha ricordato come la riforma del 2012 ha tolto la possibilità di scelta dei revisori al Comune che ora vengono estratti a sorte dalla Prefettura all’interno di sezioni regionali. Il presidente del collegio prende 13.500 euro, mentre gli altri due consiglieri 9.000 e se devono fermarsi in città vengono pagate loro le spese per il pernottamento, la comunicazione a distanza vuole quindi essere uno strumento per risparmiare e «non è un espediente per lavorare male» ha assicurato il sindaco che ha anche aggiunto che la nuova possibilità servirà sì ad andare incontro ad eventuali esigenze dei revisori «ma saranno normalmente presenti in aula e si potrà avere la possibilità di colloquiare con loro». Data l’ora la seduta è stata quindi sospesa. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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