La vita indipendente è un diritto

imagesIn occasione della Giornata europea della Vita indipendente, lunedì 5 maggio, allo Spazio Gloria  a Como, si è tenuto un incontro con i rappresentanti dei movimenti per la Vita indipendente delle persone con disabilità, ovvero di Crais, Comodalbasso, Enil Italia, Comitato lombardo per la Vita indipendente e Rete comasca disabilità, che hanno organizzato l’iniziativa con Arci Xanadù e il patrocinio del Comune di Como. Il ricco aperitivo è stato seguito dagli interventi in platea di Ida Sala e Filiberto Crisci (Enil Italia), Francesco Valentini (Crais) e dell’assessore alle Politiche sociali del Comune di Como Bruno Magatti.

La vita indipendente è, fondamentalmente, quella condizione che permette alla persona disabile di prendere decisioni riguardo alla propria vita, con le sole limitazione che hanno le persone senza disabilità. Questa definizione va di pari passo con quella di autodeterminazione, ovvero il diritto e la libertà di sbagliare e di imparare dai propri errori, l’autorealizzazione della persona disabile, lo sviluppo del suo potenziale.

Nel dicembre 2006 l’Assemblea delle Nazioni Unite ha approvato la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, poi ratificata dal Parlamento italiano nel 2009. La Convenzione sancisce il diritto alla Vita indipendente, così come la nostra Costituzione. La Convenzione non ha creato diritti ex novo, ma è l’applicazione dei diritti umani fondamentali: l’uguaglianza di tutti i cittadini a prescindere dalla condizione fisica; il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona, la libertà di residenza, il diritto a crearsi una famiglia, il diritto allo sviluppo della propria personalità; di prendere parte alla vita culturale della comunità.

L’articolo 19, tra gli altri diritti, cita anche quello per cui “le persone con disabilità hanno la possibilità di scegliere, su base di uguaglianza con gli altri, il proprio luogo di residenza e dove e con chi vivere e non siano obbligate a vivere in una particolare sistemazione”. Molto spesso le comunità e le case famiglia, gli educatori, gli assistenti del Comune, possono andare in aiuto alla persona disabile, ma non basta a renderla indipendente. Offrono soluzioni assistenziali “preconfezionate”, che includono strutture residenziali, servizi a domicilio, abitare in istituti, professionisti come educatori-animatori, inutili ai problemi della persona disabile grave, e nemmeno assicura loro il rispetto dei diritti fondamentali. Per la conquista di questo modo di vivere è fondamentale la possibilità di scegliere da chi, come e quando farsi aiutare: «La vita indipendente è una filosofia di vita – afferma Ida Sala – un movimento internazionale di persone con disabilità che chiedono di essere cittadini come tutti gli altri con gli stessi diritti e doveri; alla base c’è la possibilità di scegliere i propri assistenti personali, a seconda del feeling che si instaura, e che svolga mansioni concordate per i bisogni particolari della persona». L’assistente personale è una figura diversa dall’attuale assistente domiciliare mandato dal Comune; è un collaboratore assunto dalle persone con disabilità, tutelata da un contratto, istruito dalla stessa persona disabile a svolgere le funzioni concordate. Permette inoltre di diminuire la dipendenza della persona con disabilità nei confronti dei familiari e di chi le sta vicino, assicurando quindi anche a loro le loro libertà. Centrale è dunque la persona con disabilità. La legge 162/98 infatti garantisce che le persone disabili possono chiedere ai Comuni dei contributi per stipendiare gli assistenti personali

«Non basta però che la persona lo desideri, ma anche la società deve riconoscere questa necessità – spiega Bruno Magatti – quando si parla di disabilità sembra che siamo sempre tutti d’accordo, ma non è così perché lo sguardo di ognuno cambia; la vita indipendente rappresenta un cambiamento radicale, ed è un’esigenza che non deve aspettare».

Francesco Valentini ha spiegato lo scopo e il metodo di azione di Crais, per l’inclusione sociale delle persone con fragilità e disabilità, sostenendola nel suo percorso insieme alla sua rete di relazioni.

In conclusione è stato proiettato il video Ei fu..Noi siamo, di Michele Ferrari, che riunisce la testimonianza di Vita indipendente. Stefania per esempio, ha incontrato persone con disabilità grave come lei e che vivevano per conto loro; così nel 2001 ha fondato insieme ad altri, tra cui Ida e Filiberto, il Comitato lombardo per la Vita indipendente. La testimonianza invece di Elena, pittrice, disabile: «È  importante considerare sì il bisogno fisico della persona con disabilità, ma anche quello emotivo e affettivo». Poi c’è Valentina: «Vita indipendente è..poter esprimere al massimo il tuo potenziale; farsi aiutare in casa da un parente non ti fa essere quelle che sei veramente perché pensi di essere in torto nei suoi confronti» E ancora: «Mi piacerebbe avere un lavoro. Una casa, un uomo, una famiglia, tutto qua», esigenze comuni ma che a lei sembrano difficili da realizzare. Parlano anche Gianna, 44 anni, da 39 in carrozzina, un figlio: « In istituto sei un numero..vivere a casa propria è diverso»;  Rossano, dopo aver vissuto 36 anni in comunità, vive da solo con l’assistente personale: «Ho fatto un salto di qualità, e solo ora mi sento davvero libero»; Giuseppe, una figlia: «Avere una figlia è stata la cosa più bella che mi potesse mai capitare nella mia vita..quando sono in giro con lei gli altri non ci credono che lo è davvero», e così anche Paolo e Aurelio, che vedono la Vita indipendente come un modo di vivere positivo.

Quello dei movimenti per la Vita indipendente è un impegno serio e determinato a ottenere il pieno riconoscimento dei diritti per le persone con disabilità, e nei discorsi del video, nella loro spontaneità, questo desiderio si è sentito forte e chiaro. [Clara Chiavoloni, ecoinformazioni]

 

 

 

Ida e la sua assistente personale
Ida Sala e Laze, la sua assistente personale

 

 

 

 

Ida e Filiberto
Ida Sala e Filiberto Crisci

 

 

 

 

Francesco Valentini
Francesco Valentini

 

 

 

L'assessore Bruno Magatti
Bruno Magatti
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