Vita indipendente

Vita indipendente a Como

Como è la città nella quale gli amministratori di centrosinistra e di centrodestra si offendono reciprocamente per le accuse di insensibilità ai diritti delle persone con disabilità e intanto le barriere architettoniche sono inamovibili nonostante ingenti risorse siano disponibili da anni e ancora oggi e inutilizzate per rimuoverle. Como è la città dove si sono sperimentati i finanziamenti alla Vita indipendente e anche quella nella quale si sono create aree vietate anche alla circolazione dei disabili a cui evidentemente viene chiesto di abbandonare la propria disabilità per evitare multe (in verità poi annullate dalla magistratura con grave danno per il Comune). Como è la città nella quale ha sede, in via De Cristoforis 1,  il Comitato lombardo per la vita indipendente delle persone con disabilità. Ed è proprio il Comitato che ha organizzato il 5 maggio, in piazza San Fedele,  piazza Volta e piazza Duomo, la manifestazione in città per la Vita indipendente con l’esecuzione, grazie a Daltro canto e Musica spiccia, della Nostra patria è il mondo intero che ha raccolto persone con disabilità da tutta la Lombardia, simpatizzanti e attivisti/e dei diritti umani di tutte/i.  Un bella prova di civiltà, di animazione civile e di gioia di stare insieme di persone vive e indipendenti.

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8 novembre/ Al Consiglio regionale per la vita indipendente

vitaindipendente8novembreComitato lombardo per la vita indipendente, il Comitato segratese per la vita indipendente, Comodalbasso e Milanopertutti manifesteranno a Milano martedì 8 novembre in via Fabio Filzi 22 per esprimere «preoccupazione e indignazione riguardo l’immobilismo distruttivo della nostra Regione rispetto ai diritti di cittadinanza delle persone con disabilità». La durata della manifestazione prevista dalle 10 alle 16 dipenderà dagli sviluppi dell’evento che si concluderà quando il tema avrà trovato ascolto in Regione. Di seguito il documento che esprime le ragioni della mobilitazione. (altro…)

Progetti sperimentali di vita indipendente

VitaIndipendente-400x289Un bando del Piano di zona dell’ambito territoriale di Como si può presentare domanda entro il 15 settembre.

«Il Piano di zona dell’ambito territoriale di Como (Comuni di Albese con Cassano, Bellagio, Brunate, Cavallasca, Cernobbio, Como, Lezzeno, Maslianico, Montano Lucino, Montorfano, San Fermo della Battaglia, Senna Comasco, Tavernerio, Brienno, Carate Urio, Laglio, Moltrasio e Unione Lario e monti) ha pubblicato un avviso per il finanziamento di progetti sperimentali a favore della vita indipendente di persone con disabilità – annuncia Palazzo Cernezzi –. Il bando e il modello per la domanda sono disponibili sul sito del Piano di zona http://pdz.comune.como.it. All’interno della sezione Downloads scegliere la voce Vita indipendente e cliccare. La domanda dovrà essere presentata in busta chiusa, con la dicitura Progetto di vita indipendente all’Ufficio di piano di Como, in via Italia Libera 18/A, oppure via pec alla mail comune.como@comune.pec.como.it entro il 15 settembre». [md, ecoinformazioni]

Politiche sociali e sanità/ Magatti in regione

bruno magattiMentre le nubi sulla sanità lombarda si fanno sempre più nere e c’è il rischio con le tre proposte di riforma della maggioranza  destra riescano nella missione impossibile di peggiorare ancora il già disastroso lascito dell’era del Celeste, nell’Audizione della III commissione Sanità e Politiche sociali, in Regione a Milano il 25 marzo, sono stati toccati temi di grande importanza per il territorio comasco: dalla Cittadella della salute al riconoscimento del diritto alla Vita indipendente, ai servizi per le persone con disabilità. Abbiamo chiesto a Bruno Magatti, assessore comasco alle Politiche sociali, di schematizzare i temi trattati nel suo intervento. (altro…)

Vita indipendente/ necessario un cambio di paradigma

comodalbasso-coloreGli Ambiti territoriali della provincia di Como stanno svolgendo incontri relativi al bando del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Linee guida per la presentazione di proposte di adesione alla sperimentazione del modello di intervento in materia di Vita indipendente e inclusione nella società delle persone con disabilità. A questi incontri, pur convinti dell’assoluta inadeguatezza del finanziamento (a livello nazionale è di 10 milioni di euro: una miseria, se si considera l’intera realtà, ma un passo avanti rispetto ai 3 milioni dell’anno precedente),  partecipano anche i rappresentanti di Como dal basso. Ida Sala del Comitato lombardo per la Vita indipendente denuncia: «Tutto lascia pensare che si sia molto lontani dal fornire risposte adeguate, se si considerano l’esiguità dei finanziamenti, l’impostazione del bando (che lascia ben poco margine alla libertà di scelta delle persone con disabilità), la tipologia dei soggetti invitati a concorrere, che spesso gestiscono servizi anche in antitesi col concetto di Vita Indipendente, la lotta impari che le persone con disabilità sono chiamate ad attuare nell’ambito della “spartizione” dei fondi». Leggi il comunicato.

20 dicembre/ Como dal basso e vin brulé

comodalbasso-coloreSabato 20 dicembre dalle 15 alle 19 davanti al sagrato della chiesa di San Fedele, il Comitato lombardo per la Vita indipendente delle persone con disabilità  insieme a  Emergency che ha dato una mano nell’allestimento, distribuiranno materiale informativo e, come ormai tradizione da molti anni, un delizioso vin brulé e i calendari di Como dal Basso. Proponiamo anche una pesca benefica. Il ricavato è destinato a finanziare la nostra il Comitato lombardo per la Vita Indipendente delle persone con disabilità.

Buon compleanno Ida: tanti anni di vita indipendente

Amiche e amici si sono stretti intorno a Ida Sala per i suoi primi sessant’anni. Una festa di chiacchiere, di ricordi, di impegni. di musiche, con D’Altrocanto, Marta Tangredi e le Belle di Note. Negli spazi della (ex) caserma De Cristoforis, gentilmente concessa.

 

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D’Altrocanto

 

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DSC_8530-BelleDiNoteBelle di Note

 

 

 

27 maggio/ Emarginazione ci sei anche tu!

27 maggio emarginazioneProiezione del documentario di Marco Paolini Ausmerzen, introduzione Perché la scelta di questo documentario? Perché usare ancora l’immagine del manicomio? Il manicomio come contenitore per emarginare, segue dibattito Riflessioni sull’emarginazione: funzione sociale dell’emarginato, martedì 27 maggio alle 20.30 all’Arci Xanadù, via Varesina 72 Como, organizza Animata Mente in collaborazione con Arci Noerus, aderiscono Vita indipendente, Oltre il giardino, Metodo alla salute Gruppo lombardo, Curo senza confini del Gaetano Pini, Arcilesbica Milano.

La vita indipendente è un diritto

imagesIn occasione della Giornata europea della Vita indipendente, lunedì 5 maggio, allo Spazio Gloria  a Como, si è tenuto un incontro con i rappresentanti dei movimenti per la Vita indipendente delle persone con disabilità, ovvero di Crais, Comodalbasso, Enil Italia, Comitato lombardo per la Vita indipendente e Rete comasca disabilità, che hanno organizzato l’iniziativa con Arci Xanadù e il patrocinio del Comune di Como. Il ricco aperitivo è stato seguito dagli interventi in platea di Ida Sala e Filiberto Crisci (Enil Italia), Francesco Valentini (Crais) e dell’assessore alle Politiche sociali del Comune di Como Bruno Magatti.

La vita indipendente è, fondamentalmente, quella condizione che permette alla persona disabile di prendere decisioni riguardo alla propria vita, con le sole limitazione che hanno le persone senza disabilità. Questa definizione va di pari passo con quella di autodeterminazione, ovvero il diritto e la libertà di sbagliare e di imparare dai propri errori, l’autorealizzazione della persona disabile, lo sviluppo del suo potenziale.

Nel dicembre 2006 l’Assemblea delle Nazioni Unite ha approvato la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, poi ratificata dal Parlamento italiano nel 2009. La Convenzione sancisce il diritto alla Vita indipendente, così come la nostra Costituzione. La Convenzione non ha creato diritti ex novo, ma è l’applicazione dei diritti umani fondamentali: l’uguaglianza di tutti i cittadini a prescindere dalla condizione fisica; il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona, la libertà di residenza, il diritto a crearsi una famiglia, il diritto allo sviluppo della propria personalità; di prendere parte alla vita culturale della comunità.

L’articolo 19, tra gli altri diritti, cita anche quello per cui “le persone con disabilità hanno la possibilità di scegliere, su base di uguaglianza con gli altri, il proprio luogo di residenza e dove e con chi vivere e non siano obbligate a vivere in una particolare sistemazione”. Molto spesso le comunità e le case famiglia, gli educatori, gli assistenti del Comune, possono andare in aiuto alla persona disabile, ma non basta a renderla indipendente. Offrono soluzioni assistenziali “preconfezionate”, che includono strutture residenziali, servizi a domicilio, abitare in istituti, professionisti come educatori-animatori, inutili ai problemi della persona disabile grave, e nemmeno assicura loro il rispetto dei diritti fondamentali. Per la conquista di questo modo di vivere è fondamentale la possibilità di scegliere da chi, come e quando farsi aiutare: «La vita indipendente è una filosofia di vita – afferma Ida Sala – un movimento internazionale di persone con disabilità che chiedono di essere cittadini come tutti gli altri con gli stessi diritti e doveri; alla base c’è la possibilità di scegliere i propri assistenti personali, a seconda del feeling che si instaura, e che svolga mansioni concordate per i bisogni particolari della persona». L’assistente personale è una figura diversa dall’attuale assistente domiciliare mandato dal Comune; è un collaboratore assunto dalle persone con disabilità, tutelata da un contratto, istruito dalla stessa persona disabile a svolgere le funzioni concordate. Permette inoltre di diminuire la dipendenza della persona con disabilità nei confronti dei familiari e di chi le sta vicino, assicurando quindi anche a loro le loro libertà. Centrale è dunque la persona con disabilità. La legge 162/98 infatti garantisce che le persone disabili possono chiedere ai Comuni dei contributi per stipendiare gli assistenti personali

«Non basta però che la persona lo desideri, ma anche la società deve riconoscere questa necessità – spiega Bruno Magatti – quando si parla di disabilità sembra che siamo sempre tutti d’accordo, ma non è così perché lo sguardo di ognuno cambia; la vita indipendente rappresenta un cambiamento radicale, ed è un’esigenza che non deve aspettare».

Francesco Valentini ha spiegato lo scopo e il metodo di azione di Crais, per l’inclusione sociale delle persone con fragilità e disabilità, sostenendola nel suo percorso insieme alla sua rete di relazioni.

In conclusione è stato proiettato il video Ei fu..Noi siamo, di Michele Ferrari, che riunisce la testimonianza di Vita indipendente. Stefania per esempio, ha incontrato persone con disabilità grave come lei e che vivevano per conto loro; così nel 2001 ha fondato insieme ad altri, tra cui Ida e Filiberto, il Comitato lombardo per la Vita indipendente. La testimonianza invece di Elena, pittrice, disabile: «È  importante considerare sì il bisogno fisico della persona con disabilità, ma anche quello emotivo e affettivo». Poi c’è Valentina: «Vita indipendente è..poter esprimere al massimo il tuo potenziale; farsi aiutare in casa da un parente non ti fa essere quelle che sei veramente perché pensi di essere in torto nei suoi confronti» E ancora: «Mi piacerebbe avere un lavoro. Una casa, un uomo, una famiglia, tutto qua», esigenze comuni ma che a lei sembrano difficili da realizzare. Parlano anche Gianna, 44 anni, da 39 in carrozzina, un figlio: « In istituto sei un numero..vivere a casa propria è diverso»;  Rossano, dopo aver vissuto 36 anni in comunità, vive da solo con l’assistente personale: «Ho fatto un salto di qualità, e solo ora mi sento davvero libero»; Giuseppe, una figlia: «Avere una figlia è stata la cosa più bella che mi potesse mai capitare nella mia vita..quando sono in giro con lei gli altri non ci credono che lo è davvero», e così anche Paolo e Aurelio, che vedono la Vita indipendente come un modo di vivere positivo.

Quello dei movimenti per la Vita indipendente è un impegno serio e determinato a ottenere il pieno riconoscimento dei diritti per le persone con disabilità, e nei discorsi del video, nella loro spontaneità, questo desiderio si è sentito forte e chiaro. [Clara Chiavoloni, ecoinformazioni]

 

 

 

Ida e la sua assistente personale
Ida Sala e Laze, la sua assistente personale

 

 

 

 

Ida e Filiberto
Ida Sala e Filiberto Crisci

 

 

 

 

Francesco Valentini
Francesco Valentini

 

 

 

L'assessore Bruno Magatti
Bruno Magatti

Indipendenza e autodeterminazione delle persone con disabilità

050514-vita-indipendenteLunedì 5 maggio, dalle 18.30 oltre cinquanta persone hanno animato l’incontro per la Giornata europea della vita indipendente allo Spazio Gloria. L’iniziativa si è aperta con un ricco aperitivo ed è continuata con gli interventi dei e delle rappresentanti di Enil Italia, Comodalbasso, Comitato lombardo Vita indipendente, Crais e dell’assessore alle Politiche sociali Bruno Magatti.  In conclusione, il video Ei fu…Noi siamo, di Michele Ferrari, ha racchiuso il tema dell’importanza di una vita indipendente e dell’autodeterminazione per le persone con disabilità, all’altezza del loro modo di essere e dei loro sogni. Presto online su ecoinformazioni l’articolo e le foto dell’iniziativa.  

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