Ida Sala

Sadismo istituzionale/ Se sei grave non devi essere indipendente

Ospitiamo la lettera aperta di Ida Angela Sala,
Comitato lombardo per la Vita Indipendente delle persone con disabilità, una denuncia dell’incapacità delle istituzioni di mettersi al servizio delle persone senza obbligarle ad adeguarsi a una modulistica che non offende sia la logica che la Costituzione.

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26 gennaio/ “Svuotiamo gli arsenali, riempiamo i granai”

Scegliamoci il futuro: venerdì 26 gennaio alle 21, al centro civico di via del Collegio dei Dottori, parleremo di com’è l’Italia e di come potrebbe essere se si riducessero le spese militari a favore di interventi di giustizia sociale, accoglienza, cooperazione internazionale e pace.

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23 gennaio/ “La salute non è in vendita”

Martedì 23 gennaio alle 21, nella sede del Centro civico via Achille Grandi 21 (ex Circoscrizione 6, davanti alla ex Ticosa) si terrà la serata La salute non è in vendita.  Intervengono: Marco Malinverno, medico urologo dell’ospedale Aprica; Manuela Serrentino, medico del Forum per il diritto alla salute Lombardia; Antonio Muscolino, esponente di Medicina Democratica.
Modera Marco Lorenzini.

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Liberi e Uguali Lombardia/ Candidate e candidati con Onorio Rosati

2018-01-16 12.52.45 1.jpgMartedì 16 gennaio a Villa Saporiti, sede dell’Amministrazione provinciale comasca, sono stati presentati alla stampa i 3 candidati e le 3 candidate di Liberi e Uguali  alle elezioni regionali del prossimo 4 marzo. Presenti Licia Viganò,  Gianluca Leo, Guido Rovi. Assenti Ida Angela Sala, Alberto Buccino, Daria Doria. Al tavolo oltre a  candidate e candidati anche  Celeste Grossi,  Emilio Russo, Marco Lorenzini,  Rosalba Benzoni, Aurora Longo.  (altro…)

Diritti sospesi/ Una storia di quotidiana assurdità/ Lettera aperta all’Asst lariana

filo-sospeso«Il sollevatore è uno strumento di prima necessità per le persone non autosufficienti perché permette loro di spostarsi, per esempio, dal letto al bagno alla carrozzina, senza rischiare strattoni se ben utilizzato, o di cader dalle mani di chi le sostiene, e anche di non spezzare loro la schiena. (altro…)

La lenta marcia dei diritti/ Tutte e tutti hanno il diritto di viaggiare

paco selIda Sala di Paco-Sel, impegnata per la Vita indipendente e in Como dal basso plaude all’attivazione sulle linee 1, 6, 7 e 11 della rete urbana di Como di corse attrezzate per il trasporto di viaggiatori con disabilità. Segnala tuttavia che non tutte le linee sono ancora in grado di assicurare a tutte e tutti la fruizione del fondamentale diritto alla mobilità e chiede si intervenga sul problema, segnalato da un’inchiesta di Michele Donegana e Andrea Quadroni su ecoinformazioni, sulla questione dell’assicurazione della manovra di salita e discesa con la pedana dei portatori di disabilità. Leggi il comunicato.

«Un’importante novità per la mobilità delle persone con disabilità. Sugli orari estivi delle linee 1, 6, 7 e 11 della rete urbana di Como saranno indicate le corse fatte da bus attrezzati per il trasporto di viaggiatori con disabilità. Ma la discriminazione permane su tutte le altre linee con barriere architettoniche non rimosse, fermate inadeguate e problemi legati all’assistenza durante la risalita e la discesa con la pedana.

Grazie alla positiva risposta da parte dell’ASF ad una proposta dell’assessore alle Politiche sociali Bruno Magatti (fatta propria dalla Consulta dell’handicap), sugli orari estivi esposti al pubblico dei bus delle linee 1 ,6, 7 e 11 saranno indicate le corse fatte da bus attrezzati per il trasporto di viaggiatori con disabilità. Questo permetterà loro di non dover più ricorrere ad estenuanti attese e a umilianti prenotazioni, da fare con largo anticipo, a cui gli altri cittadini non sono sottoposti. Si tratta di un segno di civiltà, un passo avanti verso l’uguaglianza dei diritti tra le persone, sancito, oltre che dalla nostra Costituzione, dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dallo Stato italiano.

Tuttavia non possiamo e non dobbiamo accontentarci: la discriminazione permane su tutte le altre linee con barriere architettoniche non rimosse, fermate inadeguate e problemi legati all’assistenza durante la risalita e la discesa con la pedana.

Come racconta una cronaca di ecoinformazioni, a Monte Olimpino, giovedì 14 maggio 2015, a una ragazza disabile senza accompagnatore viene fatto notare dall’autista del bus che «se succede qualcosa, sul marciapiede l’assicurazione è del Comune, sul mezzo è dell’Azienda di trasporto, ma sulla pedana la responsabilità è dell’operatore che interviene». L’affermazione dell’autista mette in evidenza un problema di responsabilità e di sicurezza che non si può e non si deve sottovalutare: ancora una volta ai cittadini e alle cittadine con disabilità viene sottratto un diritto che altri cittadini e cittadine hanno: la libera circolazione, cui è connessa la possibilità di svolgere attività di propria scelta in campo lavorativo, economico, politico, culturale, ricreativo, eccetera, ossia altri diritti.

Fra le possibili soluzioni al problema, ne indichiamo due all’Amministrazione comunale:

1) aumentare i finanziamenti destinati alla Vita Indipendente per consentire alle persone con disabilità che ora non ne dispongono di assumere personale d’assistenza che sgravi gli autisti dall’imbarazzante compito di dover contribuire all’espletamento dei diritti di cittadinanza delle persone con disabilità e di altre categorie svantaggiate;

2) mettere l’azienda ASF di fronte alle sue responsabilità affinché predisponga misure che tutelino sia i diritti dei viaggiatori con disabilità a viaggiare con mezzi pubblici che i diritti degli autisti a non subire ripercussioni in caso di danni arrecati senza dolo o colpa.

L’unica scelta che non ci è consentita è quella di ignorare il problema. È, infatti, compito della Repubblica, quindi anche delle Amministrazioni comunali, «rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese». [Ida Angela Sala, Paco-Sel]

 

Como dal basso a Palazzo Cernezzi per la vita indipendente

comodalbasso2Un piccolo corteo di carrozzine ha percorso, martedì 5 maggio via Milano e poi la Città murata fino a Palazzo Cernezzi. Una manifestazione motorizzata più veloce di un comune corteo e essenziale perché capace di affermare che molti diritti non sono negati alle persone con disabilità dalla loro condizione ma da leggi e norme ingiuste. (altro…)

Vita indipendente/ necessario un cambio di paradigma

comodalbasso-coloreGli Ambiti territoriali della provincia di Como stanno svolgendo incontri relativi al bando del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Linee guida per la presentazione di proposte di adesione alla sperimentazione del modello di intervento in materia di Vita indipendente e inclusione nella società delle persone con disabilità. A questi incontri, pur convinti dell’assoluta inadeguatezza del finanziamento (a livello nazionale è di 10 milioni di euro: una miseria, se si considera l’intera realtà, ma un passo avanti rispetto ai 3 milioni dell’anno precedente),  partecipano anche i rappresentanti di Como dal basso. Ida Sala del Comitato lombardo per la Vita indipendente denuncia: «Tutto lascia pensare che si sia molto lontani dal fornire risposte adeguate, se si considerano l’esiguità dei finanziamenti, l’impostazione del bando (che lascia ben poco margine alla libertà di scelta delle persone con disabilità), la tipologia dei soggetti invitati a concorrere, che spesso gestiscono servizi anche in antitesi col concetto di Vita Indipendente, la lotta impari che le persone con disabilità sono chiamate ad attuare nell’ambito della “spartizione” dei fondi». Leggi il comunicato.

Buon compleanno Ida: tanti anni di vita indipendente

Amiche e amici si sono stretti intorno a Ida Sala per i suoi primi sessant’anni. Una festa di chiacchiere, di ricordi, di impegni. di musiche, con D’Altrocanto, Marta Tangredi e le Belle di Note. Negli spazi della (ex) caserma De Cristoforis, gentilmente concessa.

 

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D’Altrocanto

 

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La vita indipendente è un diritto

imagesIn occasione della Giornata europea della Vita indipendente, lunedì 5 maggio, allo Spazio Gloria  a Como, si è tenuto un incontro con i rappresentanti dei movimenti per la Vita indipendente delle persone con disabilità, ovvero di Crais, Comodalbasso, Enil Italia, Comitato lombardo per la Vita indipendente e Rete comasca disabilità, che hanno organizzato l’iniziativa con Arci Xanadù e il patrocinio del Comune di Como. Il ricco aperitivo è stato seguito dagli interventi in platea di Ida Sala e Filiberto Crisci (Enil Italia), Francesco Valentini (Crais) e dell’assessore alle Politiche sociali del Comune di Como Bruno Magatti.

La vita indipendente è, fondamentalmente, quella condizione che permette alla persona disabile di prendere decisioni riguardo alla propria vita, con le sole limitazione che hanno le persone senza disabilità. Questa definizione va di pari passo con quella di autodeterminazione, ovvero il diritto e la libertà di sbagliare e di imparare dai propri errori, l’autorealizzazione della persona disabile, lo sviluppo del suo potenziale.

Nel dicembre 2006 l’Assemblea delle Nazioni Unite ha approvato la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, poi ratificata dal Parlamento italiano nel 2009. La Convenzione sancisce il diritto alla Vita indipendente, così come la nostra Costituzione. La Convenzione non ha creato diritti ex novo, ma è l’applicazione dei diritti umani fondamentali: l’uguaglianza di tutti i cittadini a prescindere dalla condizione fisica; il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona, la libertà di residenza, il diritto a crearsi una famiglia, il diritto allo sviluppo della propria personalità; di prendere parte alla vita culturale della comunità.

L’articolo 19, tra gli altri diritti, cita anche quello per cui “le persone con disabilità hanno la possibilità di scegliere, su base di uguaglianza con gli altri, il proprio luogo di residenza e dove e con chi vivere e non siano obbligate a vivere in una particolare sistemazione”. Molto spesso le comunità e le case famiglia, gli educatori, gli assistenti del Comune, possono andare in aiuto alla persona disabile, ma non basta a renderla indipendente. Offrono soluzioni assistenziali “preconfezionate”, che includono strutture residenziali, servizi a domicilio, abitare in istituti, professionisti come educatori-animatori, inutili ai problemi della persona disabile grave, e nemmeno assicura loro il rispetto dei diritti fondamentali. Per la conquista di questo modo di vivere è fondamentale la possibilità di scegliere da chi, come e quando farsi aiutare: «La vita indipendente è una filosofia di vita – afferma Ida Sala – un movimento internazionale di persone con disabilità che chiedono di essere cittadini come tutti gli altri con gli stessi diritti e doveri; alla base c’è la possibilità di scegliere i propri assistenti personali, a seconda del feeling che si instaura, e che svolga mansioni concordate per i bisogni particolari della persona». L’assistente personale è una figura diversa dall’attuale assistente domiciliare mandato dal Comune; è un collaboratore assunto dalle persone con disabilità, tutelata da un contratto, istruito dalla stessa persona disabile a svolgere le funzioni concordate. Permette inoltre di diminuire la dipendenza della persona con disabilità nei confronti dei familiari e di chi le sta vicino, assicurando quindi anche a loro le loro libertà. Centrale è dunque la persona con disabilità. La legge 162/98 infatti garantisce che le persone disabili possono chiedere ai Comuni dei contributi per stipendiare gli assistenti personali

«Non basta però che la persona lo desideri, ma anche la società deve riconoscere questa necessità – spiega Bruno Magatti – quando si parla di disabilità sembra che siamo sempre tutti d’accordo, ma non è così perché lo sguardo di ognuno cambia; la vita indipendente rappresenta un cambiamento radicale, ed è un’esigenza che non deve aspettare».

Francesco Valentini ha spiegato lo scopo e il metodo di azione di Crais, per l’inclusione sociale delle persone con fragilità e disabilità, sostenendola nel suo percorso insieme alla sua rete di relazioni.

In conclusione è stato proiettato il video Ei fu..Noi siamo, di Michele Ferrari, che riunisce la testimonianza di Vita indipendente. Stefania per esempio, ha incontrato persone con disabilità grave come lei e che vivevano per conto loro; così nel 2001 ha fondato insieme ad altri, tra cui Ida e Filiberto, il Comitato lombardo per la Vita indipendente. La testimonianza invece di Elena, pittrice, disabile: «È  importante considerare sì il bisogno fisico della persona con disabilità, ma anche quello emotivo e affettivo». Poi c’è Valentina: «Vita indipendente è..poter esprimere al massimo il tuo potenziale; farsi aiutare in casa da un parente non ti fa essere quelle che sei veramente perché pensi di essere in torto nei suoi confronti» E ancora: «Mi piacerebbe avere un lavoro. Una casa, un uomo, una famiglia, tutto qua», esigenze comuni ma che a lei sembrano difficili da realizzare. Parlano anche Gianna, 44 anni, da 39 in carrozzina, un figlio: « In istituto sei un numero..vivere a casa propria è diverso»;  Rossano, dopo aver vissuto 36 anni in comunità, vive da solo con l’assistente personale: «Ho fatto un salto di qualità, e solo ora mi sento davvero libero»; Giuseppe, una figlia: «Avere una figlia è stata la cosa più bella che mi potesse mai capitare nella mia vita..quando sono in giro con lei gli altri non ci credono che lo è davvero», e così anche Paolo e Aurelio, che vedono la Vita indipendente come un modo di vivere positivo.

Quello dei movimenti per la Vita indipendente è un impegno serio e determinato a ottenere il pieno riconoscimento dei diritti per le persone con disabilità, e nei discorsi del video, nella loro spontaneità, questo desiderio si è sentito forte e chiaro. [Clara Chiavoloni, ecoinformazioni]

 

 

 

Ida e la sua assistente personale
Ida Sala e Laze, la sua assistente personale

 

 

 

 

Ida e Filiberto
Ida Sala e Filiberto Crisci

 

 

 

 

Francesco Valentini
Francesco Valentini

 

 

 

L'assessore Bruno Magatti
Bruno Magatti

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