Giorno: 14 Settembre 2014

Psicopatologia del razzismo

iniziativa-12set-Sabato 13 settembre si è svolto il terzo incontro organizzato dalle associazioni culturali, politiche e sindacali canturine, critiche con la decisione dell’amministrazione comunale di concedere un parco cittadino al festival neonazista Campo di Marte, organizzato da Forza nuova. Il tema dell’incontro, svoltosi nella sala Rossi di Villa Calvi, è stato la psicopatologia del razzismo, ospite lo psicanalista Marco Focchi, celebre analista di scuola lacaniana, autore di un recente saggio dal titolo Il glamour della psicanalisi, intervistato dal canturino Roberto Pozzetti, anch’egli psicanalista. Il pretesto del dibattito è stato presentato da Pozzetti, che ha rammentato la decisione degli organizzatori delle iniziative antifasciste di voler pronunciare parole, ragionamenti fondati sul confronto e il dialogo, di contro alla decisione di altre associazioni cittadine, che hanno preferito il silenzio di fronte alla violenza rappresentata dall’arrivo di centinaia di nazisti da tutt’Italia nella città di Cantù.

La psicanalisi, ha rammentato Pozzetti introducendo, ha incontrato il nazismo non solo sul piano teorico: molti analisti, lo stesso Freud, furono scacciati dalle terre del Reich nazista, alcuni imprigionati nei campi di concentramento, durante la guerra, e perché psicanalisti, e perché ebrei. Marco Focchi non ha esitato a dichiarare il proprio punto di vista, che ha definito coerente con la stesso statuto scientifico della psicanalisi, la cui clinica analitica è più declinata sulle tematiche politiche che su quelle mediche. E ha ringraziato gli organizzatori per l’occasione che ha in un certo senso imposto alla psicanalisi di “prendere posizione”.

Non esiste una neutralità della psicanalisi, che è tutta intesa come politica del desiderio, e in quanto tale ha strette vicinanze con la politica. La domanda posta a Focchi ha riguardato la natura de rapporto tra psicanalisi e fascismo con le sue ricadute razziste. A suo parere, tale rapporto non può prescindere dal rapporto tra masse e regimi totalitari di destra, la cui ideologia di fondo è il razzismo. E quindi, laicamente, occorre interrogarsi sul perché le masse, nel passato, abbiano “desiderato il fascismo”. Ovvero, perché esse, all’interno di una polarità del desiderio, costituita dall’alternativa tra desiderio creativo e desiderio identitario, abbiamo scelto la seconda opzione: per riconoscersi, si sono assegnate in passato la condizione dell’esclusione dell’altro. Furono razzisti i tedeschi nella Germania hitleriana, come lo furono gli italiani negli anni venti e trenta del fascismo. “L’affermazione della nazione” ha affermato lo psicanalista “si orienta sul polo narcisistico del desiderio, che porta ad esaltare un noi e ad escludere, a discriminare, per umiliare l’altro e affermare se stessi”. Sono esistiti in passato un razzismo fondato su ragioni teologiche, ma la sua massima concretizzazione l’abbiamo conosciuta quando al razzismo si associò una pretesa scientifica, nel XXI secolo, da De Gobineau in poi.

Marco Focchi ha infine lodato l’idea di associare il nazismo a “un groviglio di serpi” (celebre espressione di Piero Calamandrei per definire il regime), come a un complesso di forze e di pulsioni, che però occorre avere la capacità di riconoscere in ciascuno di io, anche individualmente.

Diversi psicanalisti analizzarono in passato il razzismo, e alcuni di essi avviarono la propria analisi a partire dai due paradigmi comunitario e immunitario. Quello comunitario ci impone una rinuncia individuale, a nome della comunità complessivamente intesa come società. Quello immunitario favorisce invece l’insorgere delle spinte persecutorie, la caccia al diverso, al portatore di ciò che Lacan chiamava un godimento al quale noi abbiamo rinunciato. In ciò lo psicanalista francese individuava, solo cinquant’anni ora sono, il raggiungimento dell’apice del razzismo. L’altro è colui che, in virtù della propria diversità culturale, disporrebbe di un godimento al quale noi abbiamo rinunciato pur di convivere in società. E infatti nell’odio razziale è sottintesa la convinzione (del tutto illusoria) che l’altro abbia più di noi, in termini di godimento. Dell’altro ci spaventa che sia portatore di una forma di godimento diversa, per cui il razzista finisce per sentirsi sottomesso dalla condizione di cui è l’altro il responsabile.

Da questo punto di vista, uno dei termini più sospetti, una spia semantica del razzismo, è il concetto di purezza. Attorno al quale si sono incentrate, nel passato, la politica e l’ideologia fascista non meno della nazista. Per questo motivo, fa insorgere inquietudine, non meno di preoccupazione, la decisione alquanto superficiale e forse mal giustificata dall’amministrazione comunale canturina di favorire i movimenti neonazisti, dei quali non vengono colti la pericolosità e la natura violenta. [Filippo Di Gregorio per ecoinformazioni] [Foto Marco Lorenzini, ecoinformazioni]

Un groviglio di serpi/ Renzo Pigni

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Con l’intervento di Renzo Pigni si è conclusa col presidio antifascista in Largo XX settembre a Cantù l’iniziativa Un groviglio di serpi che ha espresso le ragioni culturali, politiche, storiche  e costituzionali del rifiuto di tutti i democratici del raduno nazifascita accolto dal sindaco Claudio Bizzozero in una sede comunale. Guarda sul canale di ecoinformazioni i video della serata del 13 settembre e di tutte le altre fasi della mobilitazione civile a Cantù.

14 settembre/ A due voci – Dialoghi di musica e filosofia

Proseguono anche oggi, domenica 14 settembre, le iniziative di A due voci – Dialoghi di musica e filosofia, organizzate dalla Casa della Musica nell’ambito di Como Live,  gli appuntamenti estivi dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Como.
Il programma
Aula Magna Scuola “Foscolo” Via Borgovico, 195 – ore 10:00
La “musica suprema”: musica e filosofia nella Grecia antica
Eleonora Rocconi in dialogo con Marcello La Matina
Nel mondo greco, la capacità di influenzare l’animo umano attribuita alla musica fa sì che all’arte patrocinata dalle Muse (mousikè téchne) venissero conferite una centralità e un’importanza eccezionali nella vita quotidiana e nell’educazione. Ma il legame tra musica ed emozioni induce sospetto nella riflessione filosofica, che vede nel piacere da essa provocato potenzialità corruttrici: autori come Platone propongono così di disciplinare modi e tempi dellapratica musicale nella vita civile e religiosa del cittadino, mentre il livello più elevato di conoscenza, la filosofia, viene definito la “musica suprema”.
Aula Magna Scuola “Foscolo” Via Borgovico, 195 – ore 11:15
Il caso ha una sua logica?
Alla ricerca del sesto senso
Arrigo Cappelletti, pianoforte – Daniele Goldoni, tromba
L’improvvisazione in musica, sia solitaria sia a più voci, è un processo solo in parte padroneggiabile dal soggetto. Quali altri fattorila determinano? Esistono strategie per indirizzarla e governarne l’apparente casualità? In questo dialogo un musicista jazz che amaoccuparsi di filosofia (Arrigo Cappelletti) e un filosofo innamorato di Miles Davis e della sua tromba (Daniele Goldoni) discutono aparole e in musica di tecniche, stratagemmi, conflitti che rendonol’improvvisazione così affascinante e seduttiva anche sotto il profilo teorico.
Broletto – ore 16:00
Fluidi Circensi
Guido Boselli, violoncello – Marco Bonetti, sax
Sempre attratti dall’energia, dalla poesia e dalla nostalgia che il circo ci regala, abbiamo voluto comporre un percorso a due voci accostando brani scritti per noi e da noi che ci sembrano pertinenti col fascino circense “fluido, funambolico e clownesco senza dimenticarci delle immancabili tigri”.
Broletto – ore 17:15
A più parti: la musica come relazione tra struttura e cultura
Alessandro Bratus in dialogo con Marco Lutzu
Il concetto di multipart music, recentemente al centro di diverse ricerche nell’ambito degli studi musicali, sarà al centro del dialogo tra Alessandro Bratus, studioso di popular music, e Marco Lutzu, etnomusicologo. Ricorrendo a esempi tratti dai repertori anglo-americani alla musica tradizionale sarda a quella afrocubana, il discorso affronterà temi quali la performance e la creatività.Attraverso una visione che contempera le dimensioni culturali e strutturali del fenomeno musicale, è infatti possibile andare a porre le basi per una considerazione a più ampio raggio delle pratiche culturali, delle loro peculiarità e delle loro comuni caratteristiche.
Broletto – ore 18:00
Alla ricerca del sesto senso
Flavio Minardo, chitarra – Tiziano Tononi, percussioni
Ci sono alcune esperienze o esigenze musicali che sono basate unicamente sul “sesto senso musicale”. Mi riferisco alla musica improvvisata dove gli attori devono far affidamento su quello che potremmo definire il “sesto senso”, il cui organo (immateriale) viene attivato dalla necessità di entrare in empatia con il compagno musicale. In questo ordine di idee la ricerca della ripetizione della stessa performance non avrebbe significato in quanto la ripetizionegenererebbe equilibrio e sicurezza, ma certe esperienze – musicali e non – possono nascere solo se si ha il coraggio di rompere un sicuro equilibrio.

Antimafie/ Giuffrida: bene Como con Avviso pubblico/ I beni confiscati a Como

130914 liberaDove sono i giovani e le giovani che fanno politica? I ragazzi e le ragazze spesso disertano i luoghi dove ci si occupa della res publica aderendo al luogo comune  “i politici sono tutti uguali” o a quello ancora più sciocco e perverso  “destra e sinistra è lo stesso”. Non è così per i giovani di Libera e anche sabato 13 settembre hanno affollato la biblioteca di Como per partecipare all’incontro sui beni confiscati alle mafie. Un incontro che ha riservato alla giunta di Como, rappresentata dall’assessore alla legalità Marcello Iantorno e dal sindaco Mario Lucini,  un pubblico plauso per essere uno dei pochi comuni italiani che hanno aderito ad Avviso pubblico, la rete delle amministrazioni per la legalità contro le mafie. Una soddisfazione per il centrosinistra comasco in questi giorni in particolare affanno e alle prese con polemiche e durissime critiche su tutto, ma non sul tema della legalità per il quale il riconoscimento di Libera testimonia che il cambio di passo e di direzione è avvenuto. Presto on line sul canale di ecoinformazioni tutti gli interventi dell’iniziativa e le ricerche Beni confiscati alle mafie, una corsa contro il tempo illustrata da Giuseppe Giuffrida (video 1 e video 2) e  I beni confiscati alle mafie a Como illustrata da Tommaso Marelli (video).

Sfoglia on line le diapositive della ricerca Beni confiscati alle mafie, una corsa contro il tempo.

Sfoglia on line le diapositive della ricerca I beni confiscati alle mafie a Como.

Presto on line sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri video dell’incontro di sabto 13 settembre

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