Lavori in viale Giulio Cesare a Como

viale gulio cesare comoPartito il cantiere per cambiare la viabilità dell’incrocio con via Leoni, il secondo finanziato da un programma del Piano nazionale sicurezza stradale, dopo l’intervento di via S. Giacomo.

 

«Il progetto prevede la riorganizzazione dell’incrocio con via Leoni e interventi per limitare la velocità dei veicoli e migliorare la sicurezza dei pedoni – spiega Palazzo Cernezzi –. In particolare è prevista la realizzazione di attraversamenti pedonali rialzati e la posa di impianti luminosi lampeggianti. A partire da domani e a seguire nei giorni seguenti (le prescrizioni entreranno in vigore, per fasi, con l’installazione della segnaletica nonché con l’impiego di movieri, barriere di sicurezza, luci e quant’altro necessario, a cura dell’impresa appaltatrice che è la Tecno Gi. Strade s.r.l) verrà istituito il limite di velocità 30 km/h (a lavori ultimati verrà istituita una Zona 30) nel tratto di viale Giulio Cesare compreso fra via Manara e via Mentana-Magenta, in entrambi i sensi di marcia; l’istituzione temporanea del divieto di sosta con rimozione forzata (fino all’entrata in esercizio dei 10 nuovi stalli a pagamento, verso via Leoni, in estensione di quelli del tratto più commerciale di via Leoni) nel tratto di viale Giulio Cesare compreso fra via Manara e via Mentana-Magenta, allo sbocco di via Manara su viale Giulio Cesare, all’imbocco di via Leoni da viale Giulio Cesare; la chiusura delle corsie per l’inversione a U attualmente esistenti sui due rami dell’intersezione di viale Giulio Cesare, a monte della rotatoria; l’istituzione dell’obbligo di dare la precedenza ai veicoli circolanti sull’anello della rotatoria».

«Alla fine dei lavori, tempo permettendo entro fine novembre, i posti auto nella zona non saranno ridotti ma ridistribuiti – afferma Daniela Gerosa, assessora alla Mobilità –. Se però il timore è che vengano meno, sia durante i lavori sia dopo, i posti irregolari che molti utilizzano vicino ad alcune attività in viale Giulio Cesare, quelli non saranno più utilizzabili. Ma si tratta di posti virtuali, anzi abusivi ed irregolari. E visto che l’intervento è stato cofinanziato dalla Regione con fondi ministeriali proprio per tutelare la sicurezza, sarebbe assurdo che il Comune difendesse una situazione potenzialmente pericolosa». [md, ecoinformazioni]

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