Lungolago aperto per il 2017?

lungolago comoIl Comune di Como spera di far ripartire i lavori, che dureranno due anni, nel gennaio 2015. Lucini: «La fase di verifica e confronto con Sacaim prosegue ma c’è volontà a trovare accordo».

«Due anni di lavori – annuncia Palazzo Cernezzi –, cantiere diviso per lotti in modo da poter avere una parte di lungolago aperto, panconi a pacchetto, in alluminio, collocati in un apposito vano a scomparsa, integrato nella pavimentazione, e montabili manualmente in tempi brevi».

«Il lavoro è chiuso, abbiamo rispettato il termine del 30 settembre e tutti gli elaborati della perizia (387, ndr) sono stati consegnati – ricorda il sindaco di Como Mario Lucini –. È stato fatto un lavoro impegnativo e complesso che ha potuto contare sulla disponibilità e impegno di numerosi dipendenti comunali (gli ingegneri Ciro Di Bartolo, Leonardo Errico e Andrea Zuccalà, i geometri Federica Pastore e Giancarlo Premoli, ndr). Un impegno e una disponibilità che vanno davvero sottolineati. Come già detto ieri, rispetto a quanto era stato previsto dallo studio di fattibilità e il cui livello progettuale, per sua natura, è da assoggettare a debiti approfondimenti, il computo complessivo porta ad una differenza di un milione e 800mila euro. L’incremento è legato alle ulteriori indagini geologiche e geotecniche e ai sondaggi che sono stati effettuati e che hanno portato a dover incrementare le opere di fondazioni speciali (pali e palancole) e quelle finalizzate al presidio sismico».

«Il progetto originale, appaltato dall’amministrazione, ammontava a 15 milioni e 763mila euro e oggi siamo arrivati a 32 milioni e 958mila euro, è vero, ma non dimentichiamo che nel progetto originale non erano contemplati gli arredi della passeggiata, il telecontrollo del sistema idraulico, le idrovore, la pavimentazione (era prevista in calcestruzzo che non mi pare il materiale più adatto per il nostro lungolago), l’illuminazione – prosegue il primo cittadino –. In quei 15 milioni di euro non ci sono neppure i 3 milioni di euro che abbiamo dovuto pagare per l’accordo bonario, i 500mila euro per il rifacimento del ponte sulla darsena e i 150mila euro per un’ulteriore bonifica bellica che si è dovuta effettuare. Ho già parlato con l’assessore Beccalossi e con il presidente Maroni; lo stesso Maroni mi ha manifestato la volontà di venire a Como la prossima settimana. C’è la disponibilità a discutere e ragionare di questa differenza, se questi soldi si trovassero in Regione sarebbe buona cosa. Vedremo».

«Se tutto fila liscio e Regione ci riconsegna per metà novembre, come da loro stessi ipotizzato, entro fine novembre dovremmo poter chiudere anche la conferenza di servizi – continua Lucini –. I lavori potrebbero riprendere a quel punto a gennaio e nel giro di due anni, potremo chiudere il cantiere».

«L’ipotesi sul tavolo è di ripartire con i lavori nella zona di Sant’Agostino e mantenere aperta la passeggiata verso i giardini (Amici di Como e Consorzio hanno manifestato la propria disponibilità a proseguire la sponsorizzazione) – precisano da via Vittorio Emanuele II –; chiusa la zona di Sant’Agostino, i lavori riprenderebbero nella zona a ovest. Da valutare la successione degli interventi che riguarderanno piazza Cavour». «Per quanto riguarda la fase di verifica e confronto sui costi con l’impresa Sacaim “il confronto prosegue – aggiunge il sindaco – ma c’è manifesta volontà dell’azienda a trovare la quadra».

Ma come saranno le cosiddette paratie «(gli arredi sono quelli già previsti e presentati con lo studio di fattibilità) sono stati scelti panconi a pacchetto, che si aprono a libro (“sarà un prototipo” spiega l’ingegner Pietro Gilardoni [direttore dei lavori e dirigente del settore Reti-impianti tecnologici-strade]), in alluminio. A lago basso non saranno visibili perché collocati in un apposito vano a scomparsa, integrato nella pavimentazione, a bordo lago». [md, ecoinformazioni]

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