Giorno: 1 Dicembre 2014

I rifugi alpini dalle origini a oggi

mostrarifugilocandinaMostra di un percorso alpino dalla Francia alla Slovenia alla Biblioteca comunale di Como in piazzetta Venosto Lucati 1 a Como, organizzata da Cantieri d’alta quota, inaugurazione giovedì 4 dicembre alle 17.30, aperta fino al 23 dicembre da lunedì a venerdì dalle 9.30 alle 19 e sabato dalle 14 alle 19. Per informazioni e-mail info@ordingcomo.org.

Tangenziale di Como

muro via san bernardinoPedemontana disponibile a mettere pannelli trasparenti in via S. Bernardino da Siena.

 

Si è tenuto lunedì 1 dicembre l’incontro tra i vertici della società Pedemontana, che gestisce il cantiere della tangenziale di Como, e l’assessore all’Ambiente del Comune di Como in via San Bernardino da Siena prospiciente alla nuova arteria viabilistica comasca.

«Pedemontana ha dato la propria assicurazione a sostituire due file della barriera con pannelli trasparenti, al posto degli attuali in cemento – afferma l’assessore all’Ambiente Bruno Magatti –. I responsabili della società hanno chiesto che i residenti esprimano il proprio consenso dopo di che si potrà procedere con i lavori».

«I tempi richiederanno qualche giorno ma direi che si è trovata una giusta soluzione – termina l’assessore –. Pedemontana farà precedere all’intervento di sostituzione, una verifica sull’impatto acustico per garantire la stessa efficacia dei pannelli posizionati ora e recuperare luce e visibilità». [md, ecoinformazioni]

Como: Raccolta differenziata al 65%

MILANO - RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTIMagatti ricorda però di «Prestare maggiore attenzione alla divisione dei rifiuti e differenziare il più possibile».

 

«La raccolta differenziata a Como è passata dal 35% dello scorso anno al 64.7% registrato nell’ultimo mese di novembre, con un incremento di 30 punti percentuali» afferma il Comune di Como che riprende un comunicato di Aprica «Un obbiettivo eccezionale raggiunto grazie all’impegno, all’attenzione ed alla sensibilità dei cittadini comaschi ed alla collaborazione tra Aprica e l’assessorato all’Ambiente del Comune di Como. Il mese di novembre è stato anche anomalo per le attività di recupero che sono state fatte per la raccolta del materiale che, a causa del maltempo, si è riversato nel lago. Da martedì 13 a domenica 23 novembre, Aprica ha operato per 11 giorni consecutivi, impiegando 1.320 ore di lavoro di 159 addetti; raccogliendo 3.170 quintali di rifiuti biodegradabili, per un impegno economico di circa € 65.000. Tutto il materiale raccolto – costituito per il 95% da legname e per il restante 5% circa da bottiglie e sacchetti di plastica, oltre a moltissimi palloni – è stato prima trattato e successivamente mandato a recupero. Le criticità metereologiche autunnali hanno causato, inoltre, ritardi nei lavori per la realizzazione della nuova piattaforma ecologica, la cui apertura era in programma per l’inizio del nuovo anno».

Tutto bene? Non troppo: «I dati sulla raccolta differenziata sono confortanti ma il sacco per l’indifferenziata va svuotato. È ancora troppo pieno di rifiuti che devono essere inseriti altrove – spiega Bruno Magatti assessore all’Ambiente del Comune di Como –. I contenitori di plastica, i piatti, le vaschette, i bicchierini per yogurt e caffè, i sacchetti che hanno contenuto alimenti sono “necessariamente sporchi”. Chi, infatti, li butterebbe se nuovi? Questi vanno riposti nel sacco giallo senza un preventivo lavaggio, ma avendo cura che siano stati svuotati da residui importanti. Lo stesso argomento vale per i contenitori di carta o cartone (della pizza ad esempio). Altro errore da non fare è buttare nei contenitori il vetro o la carta all’interno di sacchetti di plastica. Il materiale infatti deve essere omogeneo, ovvero privo di presenze estranee, ad esempio carta con carta. Se si presta maggiore attenzione nella divisione dei rifiuti si riuscirà ad aumentare ulteriormente la percentuale della raccolta differenziata».

«Anche i dati sull’umido sono troppo alti. Il problema in questo caso è legato ad una cultura dello spreco alimentare che ancora fatichiamo ad invertire – conclude Magatti spostando l’attenzione anche sul ritiro dei bidoni carrellati –. Gli orari devono essere rispettati. Non è possibile che i bidoni siano per strada anche nel pomeriggio quando il ritiro è al mattino». [md, ecoinformazioni]

Sel/ Interrogazione sulle morti al Bassone

carceresbarrePer Marco Lorenzini, coordinatore provinciale di Sel, «Il sistema carcerario italiano è malato di sovraffollamento, di troppi detenuti in attesa di giudizio; troppo pochi sono i progetti di lavoro in grado di preparare il reinserimento nella società e la qualità della vita è spesso pessima. In questo contesto è inaccettabile che tre detenuti si siano suicidati nel carcere del Bassone nel giro di 15 giorni a fine ottobre».  Sel ha presentato il 26 novembre un’interrogazione parlamentare sulla situazione del carcere di Como. Di seguito l’interrogazione presentata dal deputato di Sel Daniele Farina.

«Interrogazione a risposta scritta n. 4-07042 presentata da Daniele Farina (Sel) mercoledì 26 novembre 2014, seduta n. 339.

Daniele Farina. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

il carcere di Como, cosiddetto Bassone, progettato negli anni ’70, è stato aperto nel 1985, in localizzazione non ottimale, per ospitare 170 persone in celle singole;

negli anni ’90, con i nuovi parametri carcerari, è stato portato ad una capienza di 500 persone;
le strutture ora risultano, a parere dell’interrogante, in parte fatiscenti sebbene ultimamente, alcuni detenuti siano stati direttamente coinvolti per sistemare spazi, corridoi, servizi;
i detenuti sono circa 400 persone tra uomini e donne;
il «Bassone» sconta oggi un più tenue legame con il territorio rispetto al passato;
il numero dei volontari appare infatti diminuito;
in questo contesto tre detenuti si sono suicidati in rapida successione: Galver Cuevas Ivan Andre il 12 ottobre 2014, Riunno Maurizio il 31 ottobre 2014, Rosa Massimo il 19 novembre 2014 – :
quali azioni intenda intraprendere per scongiurare ulteriori drammatici eventi;
se non ritenga necessario un intervento ispettivo ministeriale per ricostruire tutti i passaggi che hanno portato alla difficoltà della situazione attuale».

 

 

Monumento alla Resistenza Europea/ L’Anpi e le forze politiche di Como chiedono la riqualificazione

2 Monumento_res europea copiaL’Anpi sezione di Como e i circoli della città di Como di Partito Democratico, Paco-Sel, Sinistra Ecologia e Libertà, Movimento Cinque Stelle, Partito Socialista Italiano e Partito dei Comunisti italiani, invitano, con un comunicato stampa, l’amministrazione comunale ad un concredo impegno per la riqualificazione del monumento alla Resistenza Europea.

«L’Anpi sezione di Como Perugino Perugini, unitamente ai circoli della città di Como di Partito Democratico, Paco-Sel, Sinistra Ecologia e Libertà, Movimento Cinque Stelle, Partito Socialista Italiano e Partito dei Comunisti italiani, dopo un ampio e costruttivo confronto:
preso atto dello stato di degrado in cui versa il Monumento alla Resistenza europea
ricordano che questo Monumento pubblico, inaugurato il 28 maggio 1983 dal Capo dello Stato S. Pertini, fu pensato e creato come luogo della Memoria per tutti i popoli europei che lottarono contro il nazifascismo e ricorda il sacrificio dei Resistenti, per buona parte giovani, di tutte le classi sociali, di diverse ideologie politiche e fedi religiose, che si sono immolati per il riscatto dell’Europa;
sottolineano che questo Monumento è patrimonio non solo della cittadinanza comasca, ma di tutti i popoli europei e che il Comune di Como ha il compito di tutelare e conservare l’opera;
invitano quindi l’Amministrazione comunale della città di Como ad un maggiore e concreto impegno affinché questo Monumento di alto valore etico e simbolico venga totalmente riqualificato dal punto di vista urbano, architettonico e storico-culturale, restituendolo alla sua piena funzionalità e ponendolo al centro di percorsi didattici e turistici che incoraggino la visita da parte di cittadini, scuole e turisti;
condividono e sostengono, in vista delle celebrazioni per il Settantesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo, tutte le iniziative, anche quelle già in essere, che hanno come obbiettivo il risanamento della situazione del Monumento alla Resistenza europea;
si impegnano nel futuro a collaborare in un quadro unitario per organizzare e promuovere iniziative da tenersi nella città di Como e nelle sue periferie, dirette a valorizzare la Memoria antifascista, attualizzandone anche il significato ai giorni nostri, rivolgendosi in particolar modo alle giovani generazioni.»

L’industria delle armi alimenta le guerre/ Gli interventi

armi venegonoL’incontro/ convegno al Castello dei Comboniani di Venegono Superiore (Va) il 29 novembre ha presentato  il tema L’industria delle armi alimenta le guerre con molte relazioni e interventi [guarda i video della sessione pomeridiana dei lavori]. Laura Tussi di Peacelink sintetizza per ecoinformazioni le riflessioni presentate ai circa cinquanta partecipanti da Domenico Moro, Manlio Dinucci, Alex Zanotelli, Fiorenzo Campagnolo, Giansandro Bertinotti, Rossana De Simone, Ugo Giannangeli, Gregorio Piccin, Mario Agostinelli.

«Nell’epoca della “guerra infinita”, una delle attività considerate strategiche dallo Stato è il mantenimento delle capacità industriali e tecnologiche giudicate essenziali per la sovranità operativa dell’esercito e delle forze armate. Finmeccanica intende ri-fondarsi come azienda-potenza orientata verso i settori dell’aereospazio e della difesa, in linea con strategie aggressive. Obiettivo del convegno è l’avvio di un dibattito per individuare le criticità di questo modello economico e difensivo e per rimodulare le scelte militariste verso una produzione finalizzata ad attività civili. E se invece Finmeccanica, come agglomerato di sapere collettivo, diventasse un centro tecnologico per la progettazione e lo sviluppo di strumenti per fronteggiare il collasso del sistema climatico e l’esaurirsi delle risorse idriche ed energetiche, per lo studio di nuovi materiali o innovazioni di processo atte a ridurre i pericoli dei danni all’ambiente e i rischi degli incidenti sul lavoro, per produrre aeromobili, veicoli e robot ad uso del nostro territorio e dei suoi cittadini, non sarebbe meglio?» [Dalla presentazione del convegno]

Il convegno si è svolto nel contesto ambientale del Castello dei Comboniani a Venegono Superiore. In queste territorio della provincia di Varese sorgono alcune fra le principali industrie di Finmeccanica: Augusta Westland e Alenia Aermacchi.

Questo è il territorio che vide importanti e grandi lotte dei lavoratori e degli operai per la riconversione dell’industria bellica. Cosa è Finmeccanica dal punto di vista delle relazioni internazionali? Qual è il ruolo di Finmeccanica nella profonda crisi che stiamo vivendo? Quale tecnologia per quali guerre? Questi i tanti interrogativi posti durante il Convegno. Nelle guerre attuali si utilizzano i droni, aerei a pilotaggio remoto e il governo italiano contribuirà all’acquisto degli F35 e all’ammodernamento delle bombe nucleari statunitensi, le B61, stoccate in Italia, nelle basi Nato di Ghedi e Aviano. Il ministro della difesa Roberta Pinotti, nelle interrogazioni parlamentari, sostiene che siamo legittimati all’ammodernamento delle B61 e all’acquisto degli F35 perché facciamo parte della Nato.

Perché la guerra? quale etica percorre il nostro presente dall’articolo 11 della Costituzione alla legge 185/90 per regolare l’export di armi? Quale ruolo dei sindacati confederali e di base rispetto al piano industriale di Finmeccanica? (argomento di cui trattano Fiorenzo Campagnolo e Giansandro Bertinotti). Il presidente di Finmeccanica Moretti vuole ri-fondare e smantellare l’azienda per seguire un filone produttivo già intrapreso dall’Europa e per seguire altri settori: secondo Moretti, Finmeccanica deve dedicarsi al settore militare e non civile.

Nell’intervento dell’economista Domenico Moro, Finmeccanica costituisce il tema principale perché è un’azienda strategica, in quanto opera nell’aereospazio e nel militare, settori ad alta tecnologia e sensibili dal punto di vista politico e strategico. Finmeccanica è la cartina di tornasole del sistema capitalistico contemporaneo.

Il carattere internazionale di Finmeccanica si combina con la partecipazione dello Stato per il 30% e per il resto, con la presenza internazionale o di azionisti privati. Finmeccanica non è solo un’azienda italiana perché rappresenta il capitalismo contemporaneo, che si cala in un periodo storico di grandi trasformazioni economiche. Dal 1975 si sono presentate crisi di sovrapproduzione di capitale (cfr. Marx), in fasi di accumulazione capitalistica: troppo capitale che non produce profitto. Si è assistito allo sviluppo tecnologico e all’aumento della produzione che non è dedicata alla soddisfazione dei bisogni, ma al profitto. Dopo la distruzione della seconda guerra mondiale e l’ingente ricostruzione, nel 1975 si riproduce la crisi che si presenta ciclicamente nel 1980, 1990 e 2000, per un cortocircuito strutturale del sistema di produzione capitalistico. Così dal 2007 e 2008 si vive una crisi più forte di quella del 1929, con l’aumento del debito pubblico europeo e con l’effetto della distruzione della capacità produttiva nei paesi a capitalismo avanzato. Finmeccanica, interna al processo di finanziarizzazione globale in corso, sta procedendo ad una grossa fase di ristrutturazione, con l’eliminazione del settore dei trasporti. Moretti decide che se un’attività non genera profitto, secondo le regole dei mercati finanziari, la si elimina. Finmeccanica è collegata allo Stato italiano e lo Stato è collegato con le forze armate e i servizi segreti, in un contesto occidentale dominato e controllato da Inghilterra e Stati Uniti. La trilaterale Europa è un consesso del capitalismo internazionale in collegamento con Stati Uniti e Inghilterra. La trilaterale è un organismo del capitalismo transnazionale della classe capitalistica apolide con interessi intrecciati con Stati Uniti ed Europa occidentale. Negli anni ’70, la trilaterale sferra attacchi ai partiti comunisti perché essi possono nazionalizzare, mentre l’organismo capitalistico transnazionale vuole privatizzare. Attualmente si assiste ad un attacco contro i sindacati e i partiti di sinistra, con un processo di integrazione europea che ha costretto in un angolo il movimento dei lavoratori, imponendo linee di privatizzazione e internazionalizzazione dei capitali: il processo di integrazione europea è a guida del grande capitale. Quindi la ristrutturazione di Finmeccanica risulta all’interno di un processo di industrializzazione dove prevale l’accumulazione privata. Il Movimento per la Pace deve essere, invece, a favore dell’intervento dello Stato. Dobbiamo lavorare per una politica industriale che si ricolleghi ai problemi e che guardi alle vere cause della crisi mondiale e riveda il ruolo dell’Europa per il nostro Paese.

 

Come sostiene l’attivista Rossana De Simone, assistiamo a governi che finanziano le singole industrie per incentivare lo sviluppo industriale, ma non la ricerca, finalizzata a far crescere la conoscenza. Come Movimento per la Pace, contro la guerra, dobbiamo chiedere ai governi di incentivare la ricerca universitaria e che l’intero settore di Finmeccanica incentrato sull’energia, l’assistenza sanitaria, le risorse naturali, la mobilità sostenibile sia sostenuto per realizzare progetti in questa direzione. Finmeccanica non deve essere più finalizzata al settore militare, ma Moretti vuole eliminare il settore civile. Le altre nazioni al loro interno hanno laboratori tecnologici statali per le industrie innovative con idee, per fare ricerca e realizzare innovazione. Le grandi innovazioni sono sostenute da una ricerca minuziosa di prodotti competitivi, tramite finanziamenti pubblici, per il bene comune.

 

Il saggista Manlio Dinucci, nel suo intervento, spazia in molteplici spunti interessanti, tra cui le proposte di un nuovo modello di difesa, il problema delle forze armate, i corpi civili di pace, rispondendo alle domande dei partecipanti.

Il Comboniano Padre Alex Zanotelli svolge un intervento in sintonia con il suo operato personale, affrontando la questione della guerra da un punto di vista etico. Zanotelli, dalle pagine di Nigrizia, denuncia l’export, il traffico delle armi verso il terzo mondo, regolamentato dalla legge 185/90, la cui trattazione è poi ripresa dall’avvocato Ugo Giannangeli e da Gregorio Piccin.

Zanotelli attribuisce un taglio etico al discorso, in quanto oggi ci troviamo davanti all’orrore delle guerre, dall’Ucraina alla Somalia, dalla Nigeria all’Iraq, dalla Siria al Sudan: il mondo è in conflitto. Zanotelli cita l’Apocalisse per spiegare il mondo attuale: le guerre generano morti e distruzione. Attualmente i rifugiati che fuggono dalle guerre sono 51 milioni. I profughi dal sud del mondo cercano di salvarsi con le conseguenze a cui assistiamo nel Mar Mediterraneo: un disastro. Dobbiamo assumere la sofferenza di questa gente, dei disastri umanitari, delle atrocità. Davanti allo spettro delle guerre dobbiamo riconoscere che siamo prigionieri del complesso militare industriale mondiale. Siamo prigionieri di questo complesso che serve a difendere un sistema economico e finanziario, che permette a pochi privilegiati di consumare a una velocità incredibile: il 10% della popolazione mondiale consuma il 90% dei beni prodotti nel pianeta, con conseguenze disastrose e devastanti, con miliardi di persone che soffrono la fame e con conseguenze irreversibili sull’ecosistema. Impieghiamo denaro e finanziamenti in un sistema di morte. Anche a livello italiano spendiamo soldi in armi pesanti, per difendere gli interessi del 10% della popolazione del mondo che non vuole mettere in discussione il proprio benessere: il sistema deve essere invece radicalmente messo in discussione. Un vero sistema camorristico. Il cuore del sistema sono le banche, per cui è importante intraprendere una vasta campagna contro le banche armate.

È essenziale seguire il monito del grande Partigiano e Padre Costituente dell’Onu, Stéphane Hessel, che lancia un appello mondiale nel suo libro postumo, in esclusiva per l’Italia, dal titolo emblematico «Esigete! un disarmo nucleare totale” [Ediesse 2014], sottolineando l’importanza di metterci insieme e di rispettarci attraverso reti di attivismo e di persone impegnate per la pace e il disarmo. Padre Alex Zanotelli conclude l’intervento, citando Martin Luther King: “Dobbiamo imparare a vivere tutti insieme come fratelli, altrimenti moriremo tutti come idioti».

Mario Agostinelli, tra i curatori dell’edizione italiana di Esigete!, insieme a Luigi Mosca ed Alfonso Navarra, ha trattato la geopolitica dell’energia, sottolineando come la questione energetica sia uno dei pilastri della sicurezza nazionale ed internazionale. Secondo Agostinelli la conversione al 100% rinnovabile dell’attuale sistema energetico e il suo decentramento sul territorio abbinato alla riduzione dei consumi – modello peraltro finalmente democratico che avanza e possiamo incrementare in Italia e in Europa – costituisce una alternativa praticabile già ora con successo.

Contro il nucleare civile (che è alla fin fine militare), contro i combustibili fossili e l’alterazione del clima, contro lo spreco sociale ed ambientale, per il risparmio, l’efficienza e la valorizzazione dei beni comuni e, infine, per una piena occupazione oggi bandita dal neoliberismo, la via delle fonti rinnovabili è un contributo, dal punto di vista di Energia Felice e degli obiettori alle spese militari e nucleari, indispensabile alla costruzione di una società più libera e giusta, pacifica nella sua più intima e fondamentale struttura. [Laura Tussi, Peacelink, per ecoinformazioni]

 

Chiusa la terza edizione di Videoclipparti/ Vince Les 7 I Quart

videoclipparti2014Sabato 29 novembre, con la serata allo Spazio Gloria, si è conclusa la terza edizione di Videoclipparti, il festival dei videoclip della città di Como, con la proclamazione dei vincitori per il concorso 2014. I giurati Veronica Wolff (grafica Akra studios), Mirko Salcia (regista WM Production) e il presidente della giuria Drago Stevanovic (direttore OtherMovie Lugano Film Festival) hanno conferito il primo premio per il miglior videoclip a Ovni Films con Les 7 I Quart ai quali va anche il premio in denaro pari a quattrocento euro. Il premio per il videoclip più originale e i ducento euro di relativo premio vanno invece a Marco Mazzoni e Riccardo Rossi per il videoclip Metereopatia, questi ultimi hanno vinto anche il premio del pubblico. Il Festival videoclipparti è parte del progetto Luogo Comune- Uno spazio nella comunità di Arci Xanadù, Arci Como ed ecoinformazioni con il contributo di Fondazione Cariplo.

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