Giorno: 5 Marzo 2015

Il (lento) cammino della Cittadella della salute

Continua il percorso di approfondimento condotto dall’associazione Cittadella della salute intorno alle tematiche connesse al pieno (ri)utilizzo dell’area dell’ex ospedale Sant’Anna di via Napoleona, un percorso in cui si alternano e si intersecano prospettive socio-sanitarie, urbanistiche, ambientali.

L’incontro di giovedì 5 marzo, nella biblioteca medica al piano ammezzato dell’(ex) monoblocco è stato dedicato alle prime, ma ovviamente i punti di contatto con le altre sono stati ripetuti e non casuali.

L’obiettivo primario dell’associazione, a cui fanno capo numerosi soggetti politici sociali e sindacali è proprio quello di rendere operativo il progetto (che si è espresso anche in un accordo di programma del 2003, ribadito nel 2011) di fare dell’area ospedaliera di via Napoleona una vera e propria cittadella del ben-essere, evitando anche qualsiasi rischio di una Ticosa-bis, ovvero di un’area dismessa da funzioni e abbandonata a se stesso.

Questo rischio sembra ormai superato: il processo di costruzione si è avviato, per quanto lentamente e non senza contraddizioni; lo hanno sottolineato sia l’Azienda Sanitaria Locale, per voce della dottoressa Paola Galli, sia l’Azienda Ospedaliera, per voce del dottor Fabio Banfi. La prima ha messo in evidenza che sono partiti i primi finanziamenti per il trasferimento nell’area del Sert, in attesa che sia possibile anche il trasferimento dei consultori; il secondo ha ricordato che in questi ultimi tre anni l’utenza richiamata dai vari servizi nell’area ex Sant’Anna è continuamente aumentata, approssimandosi così alla realizzazione di un presidio sanitario di prossimità, dedicato soprattutto ai problemi della cronicità; ma h anche ricordato che sullo sfondo resta il fantasma della prossima riforma sanitaria regionale (il “convitato di pietra” come è stato definitivo) di cui si ignorano ancora tutte le linee di indirizzo.

Se anche il processo di realizzazione della cittadella si è messo in moto, non basta. Ne convengono sia l’assessore comunale alle politiche sociali Bruno Magatti, sia l’esponente dell’associazione Cittadella della salute Manuela Serrentino, sia molti interventi dal pubblico. Da parte sua Magatti mette a confronto la rapidità con cui è stato realizzato il nuovo ospedale di Lazzago con la lentezza in cui è costretto il progetto della cittadella, evidenziando anche che chi ha il ruolo di mettere avanti le esigenze della comunità non ha poi la possibilità (ovvero: il portafoglio) di soddisfarle. D’altra parte il disegno complessivo non è ancora del tutto chiaro: bisogna decidere quali sono i bisogni a cui dare priorità, a quali usi (anche parasanitari) concedere gli spazi, come ripartire le funzioni, quali tempi indicare. Il dottor Gianluigi Spata, dell’Ordine dei medici, lamentando la mancanza di una “seria programmazione”, propone per l’area ex Sant’Anna una duplice tipologia di servizi, sia per la cittadinanza (consultori, sert, ufficio d’igiene…), sia per la comunità professionale (polo congressuale, attività di formazione). La possibilità di mettere a fuoco un progetto generale è affermata da Serrentino, che individua come base delle attività da collocare nell’area la creazione di una “sanità a livello territoriale” tesa a fornire “assistenza per la cronicità”, un progetto che si può cominciare a fare da subito, anche in assenza di finanziamenti, con l’obiettivo di attivare quelle relazioni fondamentali alla costruzione di una vera programmazione socio-sanitaria.

Il pubblico, per la maggior parte composto da operatrici e operatoti “addetti ai lavori”, ha partecipato intensamente al dibattito, sottolineando ancora una volta che il tema del futuro dell’ex Sant’Anna è particolarmente sentito. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

8 marzo/ Donne davanti alla giustizia del Lombardo-Veneto

badesi_donne_copertina_161836412Presentazione del volume di Licia Badesi (NodoLibri) alle 16.30 di domenica 8 marzo alla Biblioteca comunale di Moltrasio, in piazza San Martino 1. Alle 19 cena conviviale alla Cooperativa moltrasina, in via Raschi (antipasto, piatto unico, dolce, acqua, vino, caffè 20 euro), organizza il Gruppo donne Moltrasio. Per informazioni Internet http://moltrasina.blogspot.it.

8 marzo/ Concerto per la giornata internazionale della donna

080315 teatro sociale«Musica al femminile nel segno del classicismo viennese con le musiche di Ludwig van Beethoven e Wolfgang Amadeus Mozart» dirige José Luis Gomez-Rios, domenica 8 marzo al Teatro sociale di Como, in piazza Verdi, organizza il Comitato imprenditoria femminile in collaborazione con il Teatro sociale per la Giornata internazionale della donna.

 

Programma:

In Sala Canonica del Teatro Sociale di Como, via Bellini (ingresso libero)

Alle 18.30, Anteprima Musica al femminile presentazione spettacolo;

Alle 18.45, saluto di Ornella Gambarotto. presidente del Comitato imprenditoria femminile, e Mina Pugliese, presidente Donne impresa Confartigianato Como: incontro con la scrittrice Licia Badesi;

Alle 19.30, aperitivo offerto dal Cfp di Como;

Alle 20.30, Concerto Mozart & Beethoven (solo con acquisto biglietto). [md, ecoinformazioni]

 

Legge sugli appalti: al via anche a Como la raccolta firme

1035196-bandiere_20cgilGaranzia dei trattamenti dei lavoratori impiegati negli appalti privati e pubblici; contrasto alle pratiche di concorrenza sleale tra le imprese; tutela dell’occupazione nei cambi di appalto. Sono in estrema sintesi i punti che qualificano la proposta di legge di iniziativa popolare sul tema appalti, promossa dalla Cgil

La Camera del Lavoro di Como ha presentato le iniziative sul territorio e nei luoghi di lavoro. Si terranno dei banchetti il 12 marzo al Valduce, il 16 al S. Anna, il 19 all’Artsana a Grandate e Casinò di Campione, il 20 alla Cosmint di Olgiate Comasco. In quelle occasioni, oltre che nelle sedi, si potrà firmare.
I settori in cui si annida il malaffare sono soprattutto tre: trasporti, servizi e edilizia.
«Le gare d’appalto – spiega il segretario provinciale Alessandro Tarpini – spesso non rispettano la legge. Aggiungiamoci anche le cooperative pirata, spesso capitanate da personaggi con guai giudiziari alle spalle e, in molti casi, dopo aver vinto la gara non pagano i contributi e scaricano il fallimento sulla collettività attraverso il fondo di garanzia dell’ Inps. In particolare, quando parliamo di servizi alla persona, appaltati soprattutto dalle pubbliche amministrazioni, ci riferiamo a situazioni in cui si va oltre la dignità delle persone – commenta il segretario provinciale della Cgil, Alessandro Tarpini – bisogna intervenire sui meccanismi che hanno creato la situazione in cui ci troviamo».
«Nel lavoro appaltato sono coinvolti tra i 10 e i 13 mila lavoratori – aggiunge il componente della segreteria della Camera del Lavoro Giacomo Licata – numeri importanti, che necessitano di regolarizzazione. È necessario introdurre tutele uniformi su tutte le tipologie di appalto nei diversi luoghi di lavoro, oltre ad avere norme di lavoro».
«Per capire le condizioni economiche è sufficiente pensare al caso S. Anna – commenta Ivan Garganigo, segretario provinciale FilcamsCgil – lavoratori percepiscono tra i seicento e gli ottocento euro. Si chiede all’Italia di riconoscere ciò che sta facendo l’Unione in tema di appalti».

«Dove è presente il sindacato – rincara la dose Marco Fontana, segretario provinciale Filt – i cambi di appalto sono controllati. È il caso dei Corrieri come ad esempio Bartolini. Gli assunti dovrebbero essere al terzo livello di stipendio ma sono invece al sesto».

 

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