Mese: Marzo 2015

Il Comune di Como al vertice del CcP/ Mario Forlano presidente

Coordinamento_comasco_paceLa decisione era attesa dal 2 ottobre 2014, quando era stato eletto il nuovo consiglio di amministrazione del Coordinamento comasco per la Pace e, con l’ingresso del Comune di Como nel sodalizio pacifista lariano, si era resa concreta la possibilità che il comune capoluogo assumesse un ruolo centrale nella gestione della attività per la Pace e i diritti umani svolte dal CcP. La scelta fatta nell’ultimo consiglio di eleggere presidente Mario Forlano, delegato dal sindaco di Como Mario Lucini, sancisce la nuova fase della vita del CcP che raggruppa 48 associazioni e 30 comuni della provincia di Como. Leggi nel seguito il comunicato.

 

«Mario Forlano, vice presidente del Consiglio comunale della Città di Como è il nuovo presidente del Coordinamento comasco per la Pace.  Ad affiancarlo nel lavoro ci saranno i due vice presidenti Roberto Caspani delle ACLI di Como e Laura Nava della Cooperativa Garabombo e dell’Associazione Xapurì, mentre Gionata Girgi, consigliere comunale della città di Cantù ricoprirà il ruolo di tesoriere ed Elisa Guarascio, consigliera comunale del comune di Cavallasca, è stata nominata segretaria.

Il consiglio del Coordinamento comasco per la Pace può inoltre contare sulla partecipazione e dell’impegno dei consiglieri Francesco Beretta, Associazione del Volontariato Comasco, Marco Freri, dell’Agesci Cantù, Emona Pepaj del gruppo di Como di Emergency, Domenico Alvaro, vice sindaco del Comune di Fino Mornasco e Nicole Sartori, consigliera comunale ad Uggiate Trevano.

Per i prossimi tre anni il neo consiglio dell’ente che riunisce 48 associazioni e 30 Comuni della provincia di Como che si occupano di diffondere una cultura della pace, continuerà sul solco tracciato dal 1997 ad oggi con l’obiettivo primo di far crescere ulteriormente il sodalizio lariano.

Gli impegni e le attività non mancheranno e la voglia di continuare a costruire relazioni e azioni sia a livello locale, nazionale ed internazionale saranno il filo conduttore dell’impegno comune.

Il Coordinamento Comasco per la Pace contibuisce ogni giorno a promuovere la Pace, i Diritti Umani e la solidarietà internazionale. Lo fa attraverso i progetti Scuola Diritti Umani e Gemini con gli studenti delle scuole secondarie e primarie. Lo fa ogni anno con le centinaia di incontri e di proiezioni della rassegna cinematografica Oltre lo sguardo in tutta la provincia in stretta sinergia con le associazioni e i comuni aderenti e non solo.  Lo fa inoltre oggi con la promozione della Campagna un’altra difesa è possibile! la raccolta firme per la difesa civile non armata e nonviolenta. Lo fa andando in mezzo alla gente incontrandola con le varie iniziative o semplicemente rimanendo insieme condividendo la vita quotidiana e i progetti del territorio. E l’incontro avviene cercando dentro di sé le parole di Alex Langer «Più lenti, più profondi, più dolci». Partendo da qui per far rispettare sul territorio comasco e ovunque i diritti elementari di ognuno. Perché tutti possano assaporare il gusto dei giorni». [Coordinamento comasco per la Pace]

Elezioni Rsu: Fp Cgil primo sindacato

fpcgil-comoA dirlo è il sindacato di via Italia Libera. «Questi risultati danno ulteriore slancio alle nostre politiche nella rivendicazione del rinnovo contrattuale e in una riforma condivisa della pubblica amministrazione».

Mentre continuano ad affluire i dati dai seggi di tutta la provincia, la Fp Cgill scrive: «Nella chiamata alle urne per oltre 8000 lavoratori, ci confermiamo primo sindacato nel pubblico impiego nel Comasco. Il dato, che sarà definitivo lunedì, segna una tendenza ormai incontrovertibile e premia la coerenza dell’azione sindacale. Di particolare interesse il risultato negli enti locali, dove abbiamo raggiunto la maggioranza assoluta dei consensi». Alcuni risultati: nel Comune di Como, le percentuali dicono Cgil al 49,5%, Uil al 30,3% e la Cisl all’ 8,6%. Negli altri comuni, secondo i dati diffusi da via Italia Libera, Fp si attestu su percentuali alte:Cantù 63%, Mariano Comense 48,6%, Erba 81%, Olgiate Comasco 53%, Lurate Caccivio 58%, Fino Mornasco 56%, Cernobbio 59%, Cermenate 100%.«Anche nelle Agenzie Fiscali, in una funzione strategica ed importante come quella doganale, la Cgil conferma la propria primazia con il 33%».

 

 

 

 

Cerimonia silenziosa per gli scioperi del 1944

Una cerimonia senza parole, solo con l’omaggio commosso alle lapidi che ricordano le persone, uomini e donne, che dopo aver scioperato il 6 marzo 1944 contro la guerra, il regime fascista e l’occupazione nazista, furono deportati in campi di concentramento in Germania e da lì non tornarono.

Una corona di fiori è stata deposta davanti alla lastra marmorea che dal 1954 ricorda, al cimitero monumentale di Como, il sacrificio delle maestranze della Tintoria Comense, mentre la tromba intonava il silenzio d’ordinanza, e poi una sosta, altrettanto commossa, di fronte al monumento che ricorda i partigiani e gli antifascisti caduti nella lotta di Liberazione e, tra gli altri, anche gli operai della Castagna.

Il momento, semplice e appunto senza parole, è stato vissuto intensamente, alla presenza di Ines Figini, unica testimone del gruppo di deportate e deportati ancora in grado di raccontare con la vivezza che le è propria quella tragica esperienza, e di molti rappresentanti delle istituzioni (tra cui Bruno Corda, prefetto, Mario Lucini, sindaco di Como, Silvia Magni, vicesindaca, altri assessori e consiglieri comunali, qualche esponente della Provincia), delle associazioni politiche e culturali antifasciste (tra cui Alessandro Tarpini, segretario della Camera del Lavoro di Como,  responsabili di Anpi, Istituto di Storia Contemporanea, Centro Schiavi di Hitler) e delle associazioni d’arma. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Alcune immagini della celebrazione.

 

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7 marzo/ Il silenzio degli indifferenti a Cadorago

ilsilenziodegliindifferentiI gruppi di minoranza Progetto Comune di Cadorago e L’Alternativa  di Fino Mornasco, promuovono sabato 7 marzo alle 14.30 un pomeriggio all’insegna della legalità in piazza Zampiero a Cadorago. Interverranno: Lucrezia Ricchiuti, vicesindaco nel comune di Desio, attualmente senatrice nella circoscrizione Lombardia e membro della commissione Antimafia. Franco Mirabelli, dal 2005 è consigliere regionale in Lombardia, nel 2013 è diventato senatore e membro della commissione Antimafia. Enrico Buemi, deputato dal 2006 diventa poi senatore nel 2013 per la circoscrizione Piemonte e membro della commissione Antimafia. Giulio Cavalli, autore dello spettacolo Nomi, cognomi e infami e dell’omonimo libro, collabora in articoli di inchiesta con alcune testate giornalistiche e online. Aprirà la conferenza la presidente della provincia di Como Maria Rita Livio. Oltre ai relatori saranno presenti Diana De Marchi, membro della segreteria regionale Pd con delega a diritti e legalità, e Marco Fortunato, membro wikimafia e cronista per stampoantimafioso.it, che porteranno anche i saluti di Nando Dalla Chiesa.

«La presenza della ndrangheta in Lombardia, nella nostra provincia, nei nostri paesi non è più, da tempo, un problema di “infiltrazione” ; è presente tra noi perché in Lombardia, nella nostra provincia, nei nostri paesi ha trovato occasioni e possibilità di crescita, di fare affari. Perché ormai controlla tutto il mercato della droga: è la grande fornitrice dello spaccio quotidiano diffuso sul nostro territorio. Che ci dà fastidio. Ma che non sappiamo eliminare. Dobbiamo tenere alta la guardia. Tutti. Abbiamo bisogno di affrontare concretamente il problema della ndrangheta sul nostro territorio. Ed abbiamo bisogno dell’aiuto delle forze di polizia e della magistratura. Abbiamo bisogno di essere uniti e forti. Di conoscere e di costruirci delle difese. Perché sono le nostre comunità ad essere in pericolo. Sono questi i motivi che portano due gruppi di minoranza, Progetto Comune e L’Alternativa, a condividere un pomeriggio all’insegna della legalità. Per chiamare cittadini ed istituzioni alla solidarietà ed alla attenzione.»

Dopo l’incontro alle 16.30 vi sarà un aperitivo offerto per far dialogare i cittadini con le personalità pubbliche coinvolte presso La Caffetteria di Fino Mornasco.

10 marzo/ Argyrios Argiris Panagopoulos, portavoce di Syriza

logoufficiale_laltraeuropa400Il Comitato comasco L’altra Europa per Tsipras, organizza un incontro pubblico con Argyrios Argiris Panagopoulos, portavoce in Italia di Syriza e giornalista di Avgi martedì 10 marzo alle 21 al salone A. Bertolio di via Lissi 6 a Como-Rebbio. Leggi il comunicato.

«L’accoglimento delle proposte del governo greco da parte dell’Eurogruppo è utile a tutta l’Europa. E’ un primo passo per  rimettere in discussione un modello, quello dell’austerità e del liberismo, che ha dato pessima prova di sé e avviare, finalmente, un processo di democratizzazione dell’Europa in senso unitario e federale. La resistenza al programma di Syriza conferma solo il timore che attraverso la breccia greca possa passare la rinascita dell’Europa su basi più giuste, fondate sul riconoscimento dei diritti, della solidarietà e della giustizia sociale. Per questo il governo tedesco, pur con qualche importante distinguo, ha cercato di ottenere che  il governo di Syriza firmasse esattamente le stesse cose che il precedente governo avrebbe firmato. Si cerca di far credere che nulla è cambiato e che le politiche della Grecia non subiranno sostanziali modifiche. Non è così. Chi lo sostiene vuole solo cancellare la possibilità che le speranze dei popoli europei diventino concrete. Il debito non l’hanno creato i popoli ma le oligarchie politiche e finanziarie, le stesse che grazie alla macelleria sociale delle politiche di austerità si stanno arricchendo sempre di più. Le proposte all’Eurogruppo del governo greco non contengono più tagli a stipendi, pensioni e servizi sociali. Né licenziamenti di massa, pignoramenti delle prime case e limitazioni dei diritti sindacali. Esse riflettono in gran parte il pro­gramma pre­e­let­to­rale di Syriza, spe­cial­mente la parte degli inter­venti con­tro quella che Tsi­pras chiama «cata­strofe uma­ni­ta­ria». Le entrate deriveranno da lotta all’evasione fiscale, introduzione di una patrimoniale, lotta agli sprechi e ai privilegi delle oligarchie. Un radicale cambiamento nelle politiche imposte dal neoliberismo. Per questo la Grecia oggi fa paura e ha bisogno di tutta la nostra solidarietà». [Comitato comasco L’altra Europa]

Il (lento) cammino della Cittadella della salute

Continua il percorso di approfondimento condotto dall’associazione Cittadella della salute intorno alle tematiche connesse al pieno (ri)utilizzo dell’area dell’ex ospedale Sant’Anna di via Napoleona, un percorso in cui si alternano e si intersecano prospettive socio-sanitarie, urbanistiche, ambientali.

L’incontro di giovedì 5 marzo, nella biblioteca medica al piano ammezzato dell’(ex) monoblocco è stato dedicato alle prime, ma ovviamente i punti di contatto con le altre sono stati ripetuti e non casuali.

L’obiettivo primario dell’associazione, a cui fanno capo numerosi soggetti politici sociali e sindacali è proprio quello di rendere operativo il progetto (che si è espresso anche in un accordo di programma del 2003, ribadito nel 2011) di fare dell’area ospedaliera di via Napoleona una vera e propria cittadella del ben-essere, evitando anche qualsiasi rischio di una Ticosa-bis, ovvero di un’area dismessa da funzioni e abbandonata a se stesso.

Questo rischio sembra ormai superato: il processo di costruzione si è avviato, per quanto lentamente e non senza contraddizioni; lo hanno sottolineato sia l’Azienda Sanitaria Locale, per voce della dottoressa Paola Galli, sia l’Azienda Ospedaliera, per voce del dottor Fabio Banfi. La prima ha messo in evidenza che sono partiti i primi finanziamenti per il trasferimento nell’area del Sert, in attesa che sia possibile anche il trasferimento dei consultori; il secondo ha ricordato che in questi ultimi tre anni l’utenza richiamata dai vari servizi nell’area ex Sant’Anna è continuamente aumentata, approssimandosi così alla realizzazione di un presidio sanitario di prossimità, dedicato soprattutto ai problemi della cronicità; ma h anche ricordato che sullo sfondo resta il fantasma della prossima riforma sanitaria regionale (il “convitato di pietra” come è stato definitivo) di cui si ignorano ancora tutte le linee di indirizzo.

Se anche il processo di realizzazione della cittadella si è messo in moto, non basta. Ne convengono sia l’assessore comunale alle politiche sociali Bruno Magatti, sia l’esponente dell’associazione Cittadella della salute Manuela Serrentino, sia molti interventi dal pubblico. Da parte sua Magatti mette a confronto la rapidità con cui è stato realizzato il nuovo ospedale di Lazzago con la lentezza in cui è costretto il progetto della cittadella, evidenziando anche che chi ha il ruolo di mettere avanti le esigenze della comunità non ha poi la possibilità (ovvero: il portafoglio) di soddisfarle. D’altra parte il disegno complessivo non è ancora del tutto chiaro: bisogna decidere quali sono i bisogni a cui dare priorità, a quali usi (anche parasanitari) concedere gli spazi, come ripartire le funzioni, quali tempi indicare. Il dottor Gianluigi Spata, dell’Ordine dei medici, lamentando la mancanza di una “seria programmazione”, propone per l’area ex Sant’Anna una duplice tipologia di servizi, sia per la cittadinanza (consultori, sert, ufficio d’igiene…), sia per la comunità professionale (polo congressuale, attività di formazione). La possibilità di mettere a fuoco un progetto generale è affermata da Serrentino, che individua come base delle attività da collocare nell’area la creazione di una “sanità a livello territoriale” tesa a fornire “assistenza per la cronicità”, un progetto che si può cominciare a fare da subito, anche in assenza di finanziamenti, con l’obiettivo di attivare quelle relazioni fondamentali alla costruzione di una vera programmazione socio-sanitaria.

Il pubblico, per la maggior parte composto da operatrici e operatoti “addetti ai lavori”, ha partecipato intensamente al dibattito, sottolineando ancora una volta che il tema del futuro dell’ex Sant’Anna è particolarmente sentito. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

8 marzo/ Donne davanti alla giustizia del Lombardo-Veneto

badesi_donne_copertina_161836412Presentazione del volume di Licia Badesi (NodoLibri) alle 16.30 di domenica 8 marzo alla Biblioteca comunale di Moltrasio, in piazza San Martino 1. Alle 19 cena conviviale alla Cooperativa moltrasina, in via Raschi (antipasto, piatto unico, dolce, acqua, vino, caffè 20 euro), organizza il Gruppo donne Moltrasio. Per informazioni Internet http://moltrasina.blogspot.it.

8 marzo/ Concerto per la giornata internazionale della donna

080315 teatro sociale«Musica al femminile nel segno del classicismo viennese con le musiche di Ludwig van Beethoven e Wolfgang Amadeus Mozart» dirige José Luis Gomez-Rios, domenica 8 marzo al Teatro sociale di Como, in piazza Verdi, organizza il Comitato imprenditoria femminile in collaborazione con il Teatro sociale per la Giornata internazionale della donna.

 

Programma:

In Sala Canonica del Teatro Sociale di Como, via Bellini (ingresso libero)

Alle 18.30, Anteprima Musica al femminile presentazione spettacolo;

Alle 18.45, saluto di Ornella Gambarotto. presidente del Comitato imprenditoria femminile, e Mina Pugliese, presidente Donne impresa Confartigianato Como: incontro con la scrittrice Licia Badesi;

Alle 19.30, aperitivo offerto dal Cfp di Como;

Alle 20.30, Concerto Mozart & Beethoven (solo con acquisto biglietto). [md, ecoinformazioni]

 

Legge sugli appalti: al via anche a Como la raccolta firme

1035196-bandiere_20cgilGaranzia dei trattamenti dei lavoratori impiegati negli appalti privati e pubblici; contrasto alle pratiche di concorrenza sleale tra le imprese; tutela dell’occupazione nei cambi di appalto. Sono in estrema sintesi i punti che qualificano la proposta di legge di iniziativa popolare sul tema appalti, promossa dalla Cgil

La Camera del Lavoro di Como ha presentato le iniziative sul territorio e nei luoghi di lavoro. Si terranno dei banchetti il 12 marzo al Valduce, il 16 al S. Anna, il 19 all’Artsana a Grandate e Casinò di Campione, il 20 alla Cosmint di Olgiate Comasco. In quelle occasioni, oltre che nelle sedi, si potrà firmare.
I settori in cui si annida il malaffare sono soprattutto tre: trasporti, servizi e edilizia.
«Le gare d’appalto – spiega il segretario provinciale Alessandro Tarpini – spesso non rispettano la legge. Aggiungiamoci anche le cooperative pirata, spesso capitanate da personaggi con guai giudiziari alle spalle e, in molti casi, dopo aver vinto la gara non pagano i contributi e scaricano il fallimento sulla collettività attraverso il fondo di garanzia dell’ Inps. In particolare, quando parliamo di servizi alla persona, appaltati soprattutto dalle pubbliche amministrazioni, ci riferiamo a situazioni in cui si va oltre la dignità delle persone – commenta il segretario provinciale della Cgil, Alessandro Tarpini – bisogna intervenire sui meccanismi che hanno creato la situazione in cui ci troviamo».
«Nel lavoro appaltato sono coinvolti tra i 10 e i 13 mila lavoratori – aggiunge il componente della segreteria della Camera del Lavoro Giacomo Licata – numeri importanti, che necessitano di regolarizzazione. È necessario introdurre tutele uniformi su tutte le tipologie di appalto nei diversi luoghi di lavoro, oltre ad avere norme di lavoro».
«Per capire le condizioni economiche è sufficiente pensare al caso S. Anna – commenta Ivan Garganigo, segretario provinciale FilcamsCgil – lavoratori percepiscono tra i seicento e gli ottocento euro. Si chiede all’Italia di riconoscere ciò che sta facendo l’Unione in tema di appalti».

«Dove è presente il sindacato – rincara la dose Marco Fontana, segretario provinciale Filt – i cambi di appalto sono controllati. È il caso dei Corrieri come ad esempio Bartolini. Gli assunti dovrebbero essere al terzo livello di stipendio ma sono invece al sesto».

 

Spazi, solchi, scie

spazi solchi scieQuadri tridimensionali, olio su tela, verghe in rame pieno, fusioni di vetro, aerovisioni in movimento e spazi di Adriano Ragazzi, inaugurazione della mostra sabato 7 marzo alle 17 a San Pietro in Atrio, in via Odescalchi 3 a Como, aperta, da martedì a venerdì dalle 10.30 alle 12.30, dalle 15.30 alle 18.30, sabato dalle 10.30 alle 19, domenica dalle 10 alle 18, lunedì chiuso, fino a domenica 22 marzo (l’invito).

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