Holcim Merone: anche una delegazione comasca alla manifestazione di Zurigo

holcim-merone5-immIl 13 aprile a Zurigo si svolgerà l’assemblea degli azionisti di Holcim per valutare l’andamento economico dell’azienda nell’anno 2014 e per approvare eventuali dividendi per ogni singola azione. 
I sindacati europei del settore cemento hanno indetto una manifestazione a Zurigo, in contemporanea con l’assemblea degli azionisti, per protestare chiedendo al management il ripensamento di tale scelta.

Considerato l’importanza dei temi e della discussione in atto, la delegazione Italiana sarà costituita dalle Rsu dello stabilimento Holcim di Merone e Ternate, dai delegati della Holcim Aggregati e Calcestruzzi, da un gruppo consistente di kavoratori della Holcim e dalle segreterie territoriali di Feneal, Filca e Fillea di Como, Varese e della Lombardia.
Il ritrovo è fissato alle ore 4.30 del 13 aprile nel piazzale antistante la portineria centrale dello stabilimento di Merone della Holcim.
«A seguito della fusione decisa con Lafarge – spiegano i sindacati – in questi mesi si è perfezionat la cessione di alcuni asset e stabilimenti in Europa, Canada, Brasile e Filippine da parte di Holcim e La-farge al gruppo CRH con sede a Dublino per 6,5 mld di €. Holcim ha annunciato che le condizioni economico e normative dei lavoratori saranno identiche per il primo anno dal giorno della cessione e poi dovranno essere discusse con l’azienda subentrante. Questo comporta – spiegano i sindacati – che la cessione degli stabilimenti a seguito delle variazioni del perimetro produttivo dei gruppi, avvengano senza la tutela dei diritti dei Lavoratori. Questo comportamento è inaccettabile e abbiamo deciso di far sentire le nostre ragioni. Inoltre, come già avvenuto con la cessione di stabilimenti in Spagna al gruppo Cemex, (il quale dopo pochi giorni dall’annuncio ha dichiarato la chiusura di 1 cementeria e la riduzio-ne produttiva dell’altra al 50%), i lavoratori hanno bisogno delle garanzie produttive degli asset ceduti. Se non contrastiamo questa tendenza espressa da Holcim, passa il principio che nel primo costituendo gruppo mondiale del cemento (Holcim Lafarge sviluppano circa 40 mld di € di fatturato all’anno con circa 100.000 dipendenti) la cessione degli stabilimenti avvenga senza rispettare e mantenere i diritti conquistati dagli occupati. Nella ridefinizione dei perimetri produttivi delle aziende nel settore del cemento – concludono i sindacati – assistiamo al tentativo di eludere il rispetto dei diritti dei lavoratori. Il caso Holcim-Lafarge a livello comunitario e il caso Sacci- Buzzi Unicem in Italia, narrano quale sia il modello produttivo sul quale articolare i nuovi assetti societari e rendono esplicito il concetto che la manodopera non sia una risorsa da tutelare ma un fattore produttivo da alienare. Per opporci alla svalorizzazione del lavoro, all’equazione “minor manodopera maggior valore dell’azienda”, alla dispersione della professionalità nel settore del cemento, i volti e le voci delle RSU del comparto in Italia prenderanno la parola durante l’assemblea degli azionisti Holcim convocata allo stadio di Zurigo».

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